Dialetti campani

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Dialetti campani
Parlato in Italia
Regioni Abruzzo, Molise, Lazio, Campania.
Persone 10.587.000 (1979)
Filogenesi Indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Napoletano
    Dialetti campani
Statuto ufficiale
Regolato da nessuna regolazione ufficiale

I dialetti campani sono i dialetti della lingua napoletana parlati in Campania, regione dell'Italia meridionale. Se ne distinguono quattro: il napoletano, il cilentano, l'irpino e il beneventano. Se si tiene conto delle dimensioni di variazione idiomatica, non bisogna concepire i dialetti come delle varietà linguistiche unitarie e univocamente circoscritte ad una zona geografica, ma come un continuum di varietà, il cui contatto reciproco è determinato da diversi fattori geografici; questo fenomeno è definito variazione diatopica dagli studiosi della geografia linguistica. Così, ad esempio le parlate locali delle varie zone della regione, pur distinguendosi leggermente tra loro, altro non sono che varianti locali dei tre principali dialetti sopra citati.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua napoletana, Vernacolo beneventano, Dialetto irpino e Dialetto cilentano.
I dialetti campani (IV) secondo la carta dei dialetti d'Italia del Pellegrini
Situazione linguistica del Lazio meridionale: in rosa i dialetti mediani (romanesco, ciociaro), in magenta i dialetti meridionali (laziale meridionale, campano).[1]

I dialetti campani vengono comunemente parlati nella regione Campania e in altre zone dell'Italia centro-meridionale.

Diffusione in Campania[modifica | modifica sorgente]

Nella regione Campania i linguisti considerano tre dialetti:

Diffusione fuori regione[modifica | modifica sorgente]

Dei dialetti campani fanno parte (con distinguo da fare località per località[2]):

Fino al 1927 queste aree erano infatti parte della Campania nella provincia di Terra di Lavoro e di conseguenza hanno mantenuto tradizioni, costumi, usi e dialetti simili a quelli campani.

Altri dialetti campani parlati fuori dal contesto regionale sono:

Sono inoltre presenti anche isole linguistiche in cui vengono parlati dialetti campani, attestate da studi empirici:[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pellegrini G., Carta dei dialetti d'Italia, CNR - Pacini ed., Pisa 1977
  2. ^ Per avere un riferimento sulla complessità e la frammentazione linguistica dell'area: G. Di Massa, I dialetti della Ciociaria attraverso la poesia, Tecnostampa, Frosinone 1990; F. Avolio Il confine meridionale dello Stato Pontificio e lo spazio linguistico Campano, "Contributi di filologia dell’Italia mediana VI" 1992; A. Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud-orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati) , "Contributi di filologia dell’Italia mediana III" 1989.
  3. ^ Il circondario di Minturno, nel territorio della provincia di Latina, presenta fortissime affinità linguistiche con i dialetti italiani mediani, come l'assenza dello schwa e la metafonia sabina, nonché l'articolo determinativo singolare maschile di area mediana gliù e i troncamenti verbali, come sto a fa' per sto a fare (cfr. B. Fedele, Minturno: storia e folklore, CAM, Napoli 1958, p. XIII). In particolare, per gli adiacenti tenimenti di Castelforte e Santi Cosma e Damiano (Italia), che presentano anch'essi alcuni caratteri mediani, cfr. R. Di Bello, Suio, borgo medioevale: glió paese meio, Kennedy, Castelforte 2004; A. Di Tano, Il nostro linguaggio dialettale, Edizioni Emmegi, Castelforte 2007.
  4. ^ Ampiamente studiato in Fonologia del dialetto di Sora di Clemente Merlo, fra i primi testi di linguistica e fonologia in Italia
  5. ^ http://www.alcam.de/alcamframeset.htm Atlante linguistico della Campania

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Argomenti principali:

Argomenti specifici:

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