Cilento

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il sito archeologico di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
(EN) Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula
Mappa del Cilento.jpg
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1998
Scheda UNESCO
Panorama cilentano a Santa Maria di Castellabate
Panorama di San Mauro La Bruca
Capelli di Venere (Casaletto Spartano)

Il Cilento, ossia Lucania occidentale,[1][2] è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno, nella zona meridionale della regione, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Fino alla creazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il territorio cilentano era individuato tra i paesi ai piedi del Monte della Stella (1 131 m) e altri delimitati a est dal Fiume Alento. Per ragioni oggettive si è voluto estendere il Cilento a buona parte della provincia costiera e interna meridionale di Salerno. Anticamente il Cilento era parte della Lucania (insieme con il Vallo di Diano e il golfo di Policastro). Ne è rimasto segno nel dialetto, nelle tradizioni gastronomiche e nella toponomastica (Vallo della Lucania, Atena Lucana).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Cilento da decenni ha ispirato poeti e cantori . Molti dei miti greci e romani che sono alla base della nostra cultura occidentale, sono stati ambientati sulle sue coste. Il mito più famoso è quello dell'isola delle sirene, nell'Odissea. Quelle creature malefiche che, secondo Omero, irradiavano un canto che faceva impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L'isoletta che ispirò il Cantore dell'antichità probabilmente è quella di fronte a Punta Licosa, a sud nei pressi di Castellabate. Di fronte al suo mare Ulisse si fece legare all'albero di maestra per ascoltare quell'ingannevole canto. Un altro mito importante è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea. Durante il viaggio verso le coste del Lazio cadde in mare insieme al timone. Si aggrappò al relitto e per tre giorni ingaggiò un'estenuante lotta contro le onde infuriate. Ma quando stava finalmente per mettersi in salvo sulla riva, fu barbaramente ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio prese il nome di Capo Palinuro. Altro mito è quello di Giasone e gli Argonauti che, una volta fuggiti dalla Colchide, per ingraziarsi la dea Era si fermarono presso il suo santuario alla foce del fiume Sele (l'attuale Santuario di Hera Argiva).

Dalla preistoria ai grandi filosofi greci[modifica | modifica wikitesto]

Lasciamo la leggenda e la forza dell'immaginario per la storia vera dell'uomo, che in questa terra ha trovato ospitalità da almeno mezzo milione di anni. Tracce della sua presenza sono evidenti dal Paleolitico medio al Neolitico, fino alle età dei metalli. I primi uomini vissero nelle grotte costiere del Cilento a Camerota, dove si sono scoperti i resti dell'omo camaerotensis. A Palinuro, dove si sono rinvenuti materiali dell'industria della pietra. Nelle grotte di Castelcivita, a San Giovanni a Piro e a San Marco di Castellabate, dove si sono ritrovati reperti paleolitici. A Capaccio e a Paestum, dove sono emersi corredi funerari di età neolitica della locale civiltà del Gaudo. La scoperta di manufatti e utensili provenienti dal vicino Tavoliere pugliese o dalle isole Lipari, inoltre, ci dicono che già allora il Cilento fu crocevia di scambi: percorsi di crinale nell'interno lo mettevano in contatto con le altre civiltà appenniniche (vie della transumanza e traffici, luoghi di culto e di mercato); mentre il mare lo avvicinava alle civiltà nuragiche, a quelle egee e mediterranee. Poi tra il VII e il VI secolo a.C. arrivarono i Greci. I Sibariti, discendenti degli Achei, fondarono Posidonia: divenuta in epoca romana Paestum. Nello stesso periodo per mano dei Focesi, provenienti dall'Asia Minore, sorse Elea (poi divenuta la Velia romana): il fiorente centro cilentano ospiterà la Scuola Eleatica di filosofia, l'artefice è Senofane nel VI secolo a.C., e quella medica da cui trasse origine l'importante Scuola Medica Salernitana, madre della moderna medicina occidentale. Mentre a Paestum si continuò a battere moneta, diritto tramandato dagli Achei (esperti in quest'arte), anche in epoca romana.

Patrimonio mondiale dell'umanità[modifica | modifica wikitesto]

Parco Nazionale, foto nei pressi di Cannalonga

Il filo della storia cilentana si dipana fino ai giorni nostri cucendo avvenimenti grandi e piccoli. Legando vicende romane (Cesare Ottaviano Augusto ne fece una provincia per allevare gli animali e coltivare alimenti destinati alle mense romane), a fatti medievali importanti (il Principato longobardo a Salerno, l'avvento dei monaci Basiliani e Benedettini, la nascita della Baronia con i Sanseverino, la loro rivolta a Capaccio nel 1242 contro Federico II), fino ai primi "moti del Cilento" del 1828, con l'insurrezione contro Francesco I di Borbone e i suoi ministri, seguiti vent'anni dopo da nuovi moti antiborbonici, quindi all'adesione all'unita' d'Italia cui rapidamente seguirono gli anni del brigantaggio postunitario.

Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia sono salvaguardati grazie al Parco Nazionale del Cilento. Dal giugno 1997, il Cilento e' inserito nella rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per "Man and biosphere"): su tutto il pianeta (in oltre 80 stati) si contano circa 350 di queste particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura.

Nel 1998 inserito insieme ai siti archeologici di Paestum, Velia e il Vallo di Diano, nella lista di patrimonio mondiale dell'umanità.

Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco, rappresentano i luoghi della Dieta Mediterranea, inscritta alle liste del patrimonio culturale immateriale dell’umanità nel novembre 2010.

Nel 2010 il Parco Nazionale del Cilento vallo di Diano ed Alburni è stato inserito nella rete europrea dei Geoparchi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La costa nei pressi di Marina di Camerota

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e a est dal Vallo di Diano. Se ne fa derivare il nome da cis Alentum ("al di qua dell'Alento"), quantunque il fiume non ne segni più il confine.

L'ipotesi di una nuova provincia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta fu proposta la costituzione di una sesta provincia[3] campana, quella del Cilento e del Vallo di Diano, che avrebbe compreso tutti i comuni della provincia di Salerno oltre i confini del fiume Sele, oltre i confini comunali di Eboli, Olevano sul Tusciano, Montecorvino Rovella e Acerno. Piuttosto lontana dall'essere realizzata, la nuova provincia ebbe anche la questione della scelta di un capoluogo. Le 4 candidate erano Vallo della Lucania (in posizione centrale), Agropoli (la più popolata, situata a nord), Sala Consilina (il centro maggiore del Vallo di Diano) e Sapri (centro principale del Cilento meridionale e maggiore nodo ferroviario). In quel periodo vi furono vari convegni (anche televisivi, in ambito regionale) che vedevano promotori della nuova provincia a 4 teste i sindaci delle 4 cittadine sopra citate, ma poi l'iter rimase de facto lettera morta.

Mondo vivo delle tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana, il simbolo di Roscigno Vecchia

Prendendo in prestito dalla biologia il concetto di patrimonio genetico, si può dire che, nei paesi Cilentani, se la cultura ne avesse uno allignerebbe nelle antichissime tradizioni contadine. Addirittura importate da quei coloni Greci che raggiunsero questi lidi quasi 3000 anni fa. Esempi evidenti sono nelle numerose manifestazioni folcloristiche che si tramandano da secoli nei centri del Parco. È il caso di Casaletto Spartano, dove il 1º maggio gruppi di giovanotti questuanti, vanno di casa in casa a chiedere legumi di ogni tipo. Vengono cotti separatamente e poi la sera nella piazza del paese sono preparati tutti insieme (13 tipi diversi) in una grande caldaia e conditi con olio e sale. I paesani ne prendono una porzione come augurio di prosperità e abbondanza dei raccolti.

Questo caratteristico piatto, con qualche variante, è consumato anche a Ispani, dove si chiama "cuccìa", dal greco "kykeon" miscuglio: in questo comune (precisamente nella frazione di San Cristoforo) viene allestita ogni anno ad agosto la Sagra della Cuccìa, con giochi per adulti e bambini, una sfilata di costumi d'epoca e al culmine della serata viene servito il tradizionale piatto.

Quest'ultimo è noto anche a Cicerale dove si chiama "cecciata", a Castel San Lorenzo e Stio noto come "cicci maritati", a Pellare, Moio, Vallo della Lucania. Mentre a Castellabate i cicci si cuociono nel giorno dei morti. Un cibo rituale analogo era la pansperma, ottenuta dalla mescola di tutti i semi, presente nella Grecia arcaica: ne ha parlato nel Timeo il grande Platone a proposito dell'azione divina della semenza universale. Un altro esempio di ricchezza di tradizioni, questa volta religiose, sono i riti della settimana santa.

Ricordiamo anche il territorio di Trentinara, noto anche come la terrazza del Cilento. Qui all'ombra del monte Vesule, ogni anno si svolge la tradizionale "Festa del Pane e delle tradizioni Contadine", particolare nell'allestimento e nei prodotti tipici locali, con danze e canti popolari avvolti da un'atmosfera d'altri tempi.

Il venerdì Santo nell'area del Monte Stella si svolgono le processioni delle "congreghe", lungo percorsi di sofferenza: "Visita ai sepolcri". Ogni paese ha la sua. Queste confraternite laiche escono dal proprio paese per andare a rendere omaggio alle chiese di quelli vicini e solo dopo andranno nelle proprie. Indossano i classici sai e cappucci bianchi con una mantella corta e, guidati dal priore e al ritmo dei colpi di un lungo bastone, si inginocchiano a coppie di due davanti al sepolcro. Finita la cerimonia sono accolti dai paesani con dolci e vino.

Un altro piatto tipico del cilento e in particolare di Palinuro sono dei gustosi rotoli di pizza, spesso conosciuti come le Viviane, imbottiti con una base di pomodoro e mozzarelle e farciti a piacere. Il piatto tipico invece,di Marina di Camerota, portato in televisione dal primo ristoratore di Marina, è la "ciambotta", detta anche, più anticamente, "Ciammardola". Nel lontano 1971, il Sig Carmine Lamanna (Valentone), unico e solo ristoratore dell'epoca, lo portò in televisione, preparato dalla moglie Giovanna Troccoli, nella trasmissione "Colazione nello studio 7" a Roma.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Un secolare albero d'Olivo nel centro di Ascea. L'olivo è uno dei "simboli" della terra cilentana
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costiera cilentana.

Il gruppo montuoso del Cilento è a tavolieri, con allineamento principale verso l'Appennino, ma, per l'erosione esterna che l'ha inciso in più sensi, ha un'orografia complicata e confusa. È costituito da calcare del Cretaceo e da dolomia, perciò vi si verificano dei fenomeni carsici. Le vette più importanti sono il Monte Cervati (1 899 m), il Monte Gelbison (o Monte Sacro) (1 705 m), il Monte Bulgheria (1 225 m) che, pur superato da altre cime, spicca per il suo isolamento.

Il Cilento ha boschi di faggi e di lecci, è scarsamente popolato e impervio e i suoi centri maggiori si trovano a notevole altezza, anche sopra i 600 m.

Parco Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Dal 1991, in seguito all'istituzione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, gran parte del territorio del Cilento è protetto. Rientrano nell'area protetta circa 181 000 ettari di territorio, 8 comunità montane e 80 comuni. La sede istituzionale dell'ente parco è situata nel centro più importante dell'area, Vallo della Lucania. Da quando è stato istituito il Parco Nazionale il risultato è stato cemento dilagante e cinghiali .

Il Cilento nella cultura e nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante la primavera del 1881, lo studioso pugliese Cosimo De Giorgi, in seguito all'incarico di redigere una carta geologica del territorio cilentano, intraprese un lungo viaggio nel Cilento. Le esperienza accumulate in tale spedizione vennero dallo stesso pubblicate nel 1882, nel libro Viaggio nel Cilento (titolo originale: Da Salerno al Cilento), che costituisce uno dei primi esempi di letteratura di viaggio.
  • Il Cilento e, in particolare, il comune di Castellabate è la location in cui in realtà è ambientato il film Benvenuti al Sud (2010) che invece appare ambientato a ridosso del territorio napoletano.
  • Nel primo verso della canzone Tre colori presentata al Festival di Sanremo 2011 dal cantante Tricarico il Cilento viene citato con riferimento alla "mezzaluna cilentana".
  • Il "Maresciallo Santovito", personaggio ideato da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, protagonista di una fortunata serie di romanzi gialli, è originario di un paesino della Costiera cilentana.
  • Il "Maestro", personaggio principale del romanzo Il dolore perfetto vincitore del premio Strega 2004, proviene dai dintorni di Sapri nel Cilento.
  • Luigi Alfredo Ricciardi, commissario della Regia polizia, creato dallo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, è originario di Battaglia, attualmente frazione di Casaletto Spartano.
  • Il Cilento e Vallo di Diano è stato uno dei set principali del film "Noi Credevamo" di mario Martone. In particolar modo le riprese hanno riguardato Roscigno Vecchia, Pollica, Castellabate e Camerota.

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Aereo L'area del Cilento è servita dall'Aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi e dall' Aeroporto di Napoli-Capodichino.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

L'area cilentana, assieme con le sue subregioni del Vallo di Diano, occupa gran parte (quella orientale) della provincia di Salerno.

Per ragioni geografiche i comuni del Cilento vengono tradizionalmente ripartiti in 5 differenti aree:

  • Alto Cilento è il territorio attraversato dal fiume Alento ed è delimitato tra il Monte Stella e Punta Licosa, corrisponde al nucleo originario del Cilento; tale zona ricomprende i comuni di Agropoli, Castellabate, Cicerale, Laureana Cilento, Lustra, Montecorice, Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Perdifumo, Rutino, Serramezzana, Sessa Cilento e Torchiara.
  • Cilento Centrale è l'area circoscritta tra il massiccio del Monte Gelbison e la fascia costiera delimitata dalla penisola di Punta Licosa e la penisola di Capo Palinuro; il territo ricomprendente i Comuni di Ascea, Cannalonga, Casal Velino, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Gioi Cilento, Moio della Civitella, Novi Velia, Omignano, Orria, Perito, Pollica, Salento, San Mauro Cilento, Stella Cilento e Vallo della Lucania. Tali insediamenti sorgono nella prossimità del Monte Gelbison.
  • Basso Cilento è il territorio delimitato dai bacini idrografici dei fiumi Bussento, Lambro e Mingardo, comprendente nella parte nord il massiccio del Monte Bulgheria, includendo la costa da Capo Palinuro fino alla parte più settentrionale del golfo di Policastro che appartiene alla Campania; l'area del Basso Cilento comprende i Comuni di Alfano, Camerota, Casaletto Spartano, Caselle in Pittari, Celle di Bulgheria, Centola, Cuccaro Vetere, Futani, Ispani, Laurito, Montano Antilia, Morigerati, Pisciotta, Roccagloriosa, Rofrano, San Giovanni a Piro, San Mauro La Bruca, Santa Marina, Sapri, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella e Vibonati.
  • Valle del Calore e Alburni è la zona che si snoda lungo il percorso del fiume Calore Lucano che nasce sul Monte Cervati, scorre ai lati dei monti Alburni e si congiunge a nord col fiume Sele, quest'ultimo rappresenta l'estremo confine settentrionale del Cilento; l'area comprende i comuni di Albanella, Altavilla, Aquara, Auletta, Bellosguardo, Caggiano, Campora, Capaccio, Castel San Lorenzo, Castelcivita, Controne, Corleto Monforte, Felitto, Giungano, Laurino, Magliano Vetere, Monteforte Cilento, Ottati, Petina, Piaggine, Postiglione, Roccadaspide, Roscigno, Sacco, Salvitelle, Sant'Angelo a Fasanella, Serre, Sicignano degli Alburni, Stio, Trentinara e Valle dell'Angelo.
  • Vallo di Diano è un vasto altopiano attraversato dal fiume Tanagro e delimitato tra il massiccio del Monte Cervati a sud e gli appennini lucani a nord; il territorio comprende i Comuni di Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant'Arsenio, Sanza, Sassano e Teggiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., II Cilento ritrovato, Electa, Napoli, 1990, pag. 9.
  2. ^ Nella Costituzione politica del Regno delle Due Sicilie del 1848, all'art. 10, il Principato Citeriore era definito Lucania occidentale e la Basilicata invece Lucania orientale.
  3. ^ Informazioni su oricchio.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Tortora: "Cilientu mia". Edizione del Delfino, 1977, Napoli
  • Giuseppe Vallone: "Dizionarietto etimologico del basso Cilento". Editore UPC, 2004
  • Pietro Rossi: "Ieri e oggi 1955-2005. Poesie in cilentano". Grafiche Erredue, 2005
  • Barbara Schäfer: "Limoncello mit Meerblick. Unterwegs an der Amalfiküste und im Cilento". Picus, 2007, ISBN 978-3-85452-924-8
  • Peter Amann: "Cilento aktiv mit Costa di Maratea - Aktivurlaub im ursprünglichen Süditalien". Mankau, 2007, ISBN 3938396083
  • Peter Amann: "Golf von Neapel, Kampanien, Cilento". Reise Know-How, 2006, ISBN 3831715262
  • Barbara Poggi: "La Cucina Cilentana - Köstlichkeiten aus der Cilento-Küche". Mankau, 2006, ISBN 3938396024
  • Luciano Pignataro: "Le ricette del Cilento". Ed. Ippogrifo, 2007, ISBN 978-88-8898643-2
  • Elisabetta Moro, La dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita, Bologna, Il Mulino, 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]