Benvenuti al Sud

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Benvenuti al Sud
Benvenuti al Sud.png
Una scena del film
Lingua originale italiano, lombardo, napoletano
Paese di produzione Italia
Anno 2010
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Luca Miniero
Soggetto Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier (Giù al Nord)
Sceneggiatura Massimo Gaudioso
Produttore Marco Chimenz, Francesca Longardi, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi, Oliver Berben, Martin Moszkowicz
Produttore esecutivo Giorgio Magliulo, Matteo De Laurentiis, Dany Boon
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Paolo Carnera
Montaggio Valentina Mariani
Musiche Umberto Scipione
Scenografia Paola Comencini
Costumi Sonu Mishra
Interpreti e personaggi

Benvenuti al Sud è un film del 2010 diretto da Luca Miniero, remake del film francese del 2008 Giù al Nord.

La versione italiana è stata realizzata con la tecnica shot-for-shot: ripercorre infatti in larga parte la stessa trama, e riproduce molti dei dialoghi dell'originale francese, specialmente per quanto riguarda la prima parte del film, prima cioè dell'arrivo nella destinazione forzata; nella seconda parte, invece, molte situazioni sono state aggiunte, modificate o cambiate per renderle più aderenti agli stereotipi italiani.

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 1º ottobre 2010,[1] dopo l'anteprima al Giffoni Film Festival tenuta in luglio[2] e la proiezione integrale a Santa Maria di Castellabate il 29 settembre.[3]

Benvenuti al Sud è stato dedicato alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco del comune di Pollica, assassinato nel 2010.[4]

Trama[modifica | modifica sorgente]

« Quando un forestiero viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte. »
(Mattia Volpe)

Alberto Colombo, direttore d'un ufficio postale della Brianza, si vede rigettare la domanda di trasferimento a Milano in quanto preceduto in graduatoria da un collega disabile. Si finge allora paraplegico a sua volta per tentare di ottenere l'agognato posto, ed esaudire così il desiderio della moglie Silvia di vivere nel capoluogo lombardo, per soddisfare le sue aspettative di vita più ambiziose (incluse quelle che interessano da vicino il futuro del loro figlioletto Chicco). L'inganno di Alberto viene però maldestramente scoperto e svelato da lui stesso, proprio davanti all'ispettore inviato a controllare il suo handicap: per punizione, l'uomo viene quindi sì trasferito ma nella parte opposta del Paese, in Cilento, a dirigere l'ufficio postale del piccolo paese di Castellabate.

Prima di partire verso la nuova destinazione (pena il licenziamento per gravi responsabilità), Alberto prende informazioni sulle condizioni di vita nel Meridione presso alcuni amici: viene messo così in guardia da tutte le problematiche pregiudizievoli, umane e ambientali (tra cui la camorra, la difficile gestione dei rifiuti e l'afoso caldo), che dovrà affrontare nella nuova sede. Tutti questi moniti, espressi da chi al Sud aveva già vissuto, non fanno altro che aumentare preoccupazioni e precauzioni che l'uomo va ad adottare (con l'aiuto della consorte). Il viaggio per raggiungere la nuova destinazione di lavoro, lungo, malinconico e allucinante, termina a notte fonda, quando giunge sul colle del paesino, accolto da una pioggia scrosciante.

A Castellabate – grazie al postino Mattia e ai colleghi Maria, Costabile piccolo e Costabile grande – dopo essere incorso in alcune peripezie, Alberto finisce invece per apprezzare le bellezze e le abitudini del paesino campano (notando il basso tasso di criminalità, luoghi ameni e pittoreschi, un clima ideale e la simpatia dei residenti), ambientandosi in fretta allo stile di vita locale, e scoprendo come le sue idee sul Mezzogiorno erano spesso solo degli stereotipi.

Intanto, l'uomo tiene nascosta la realtà a Silvia, persona poco aperta ai cambiamenti e piena di pregiudizi verso il Sud. Pensando di poter migliorare il loro rapporto, racconta esattamente l'opposto di quello che sta vivendo, accondiscendendo agli stereotipi a cui la moglie e la sua cerchia di amici sono affezionati. Un giorno, però, Silvia decide di andarlo a trovare, mettendo così Alberto in grave imbarazzo con gli amici, ai quali deve giocoforza confessare le bugie raccontate alla consorte sul Meridione. Sebbene all'inizio amareggiati e arrabbiati con lui, questi decidono di aiutarlo a sua insaputa, facendo in modo che la consorte, una volta giunta a Castellabate, veda avverarsi tutte le menzogne sentite dal marito, organizzando una sceneggiata che mostri il paesino pericoloso, fatiscente e caotico. L'inevitabile venuta a galla della verità porta Silvia a diventare furiosa, minacciando la separazione.

Nel frattempo, Alberto si prodiga nel far riavvicinare Mattia alla collega ed ex fidanzata Maria. Proprio Mattia rivela l'infondatezza delle illazioni della moglie su una sua relazione con la bella collega Maria: Silvia alla fine perdona il marito, e si trasferisce per i due anni successivi a Castellabate assieme al figlio Chicco. La permanenza al Sud si rivela un'esperienza fantastica, che sarà per Alberto difficile da dimenticare, a tal punto che quando poi finalmente arriva la tanto attesa lettera di trasferimento a Milano, questi quasi se ne rammarica. In procinto di ripartire per il Nord, Alberto è sì contento per il ritorno a casa, ma allo stesso tempo triste nel dover lasciare la bella e tranquilla Castellabate, da cui parte per la sua nuova destinazione con tutta la famiglia.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Progetto[modifica | modifica sorgente]

Cartellonistica stradale di Castellabate

La produzione del remake nasce da un'idea della casa di distribuzione Medusa Film, visto il gran successo riscosso dall'originale francese; come più volte dichiarato anche dagli stessi attori protagonisti una volta letto il copione e la sceneggiatura, questo film si adattava benissimo alle vicissitudini italiane.

Il film, nonostante sia comunque un remake, si distacca dall'originale, non nella trama ma nelle varie vicissitudini, rappresentate in una veste italiana. Alla sceneggiatura del film hanno contribuito anche, collaborando tra loro, i vari attori e i cittadini del posto, adattando i vari personaggi e le varie scene secondo le proprie esperienze personali, essendo loro stessi rappresentanti di realtà settentrionali e meridionali. La sceneggiatura quindi, come dichiarato dallo stesso Luca Miniero, si è modificata più volte in corso d'opera.

La scelta dell'ambientazione nel Cilento, e a Castellabate in particolar modo, è invece dovuta a motivi logistici e alla necessità di individuare zone con paesaggi sia marini che collinari con viste spettacolari in una zona periferica, lontana dalle grandi città, dove fosse minima la presenza della criminalità.[5]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Settentrionali[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Bisio è Alberto Colombo, direttore delle poste di un piccolo centro della provincia lombarda. Malgrado i suoi molti pregiudizi sui meridionali, viene spedito al Sud per essersi finto disabile nel tentativo di essere trasferito nella sede di Milano come avrebbe voluto la moglie Silvia.
  • Angela Finocchiaro è Silvia Colombo, la moglie milanese di Alberto desiderosa di tornare nella sua città. È prudente in modo maniacale e ossessionata da fobie di ogni tipo. Dopo una temporanea separazione seguirà il marito al Sud e dopo svariate vicende si riscoprirà innamorata di lui, mentre imparerà ad apprezzare la gente e il modo di vivere dei meridionali.
  • Alessandro Vighi è Chicco Colombo, il figlio di Alberto e Silvia. Condizionato dalle manie della madre, è un bambino timido e spaurito, ma alla fine conoscerà e apprezzerà anche lui il Sud.
  • Teco Celio è il Gran Maestro dell'Accademia del Gorgonzola di cui anche Alberto fa parte. Appare subito come un uomo pieno di pregiudizi sui meridionali, che aumenta i timori del direttore milanese a trasferirsi al Sud.
  • Fulvio Falzarano è Mario, l'amico milanese di Alberto che avrebbe dovuto aiutarlo a trasferirsi a Milano. È soprannominato "Ciaparàtt" da Silvia e Chicco ("acchiappa-topi", in dialetto milanese, usato nel senso di buono a nulla, di persona su cui non poter fare affidamento).
  • Naike Rivelli è la poliziotta che ferma per due volte sull'autostrada Alberto: la prima volta per aver rallentato il traffico nella sua prima andata al sud, la seconda volta per eccesso di velocità, dovuta alla fretta di raggiungere il Sud.

Meridionali[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Siani è Mattia Volpe, il postino di Castellabate. Dopo alcune incomprensioni iniziali diventerà il miglior amico di Alberto con il cui aiuto riesce a riconquistare la collega Maria e a staccarsi definitivamente dalla invadente mamma, che questa volta è felice per lui.
  • Valentina Lodovini è Maria, impiegata postale di Castellabate, ex fidanzata di Mattia, con il quale si sposerà grazie all'aiuto dell'amico direttore.
  • Nando Paone è Costabile Piccolo, impiegato postale balbuziente di Castellabate. Le sue caratteristiche principali sono uno stecchino tenuto in bocca per non balbettare e la poca eleganza con cui si presenta sul posto di lavoro.
  • Giacomo Rizzo è Costabile Grande, impiegato più anziano del piccolo ufficio meridionale, prossimo alla pensione.
  • Nunzia Schiano è la signora Volpe, l'invadente mamma del postino Mattia. Rappresenta la causa della rottura del fidanzamento del figlio con la collega Maria. Nonostante l'età adulta di Mattia trentacinquenne gli continua a portare a lavoro la "merendina". Alla fine, dopo aver capito cosa vuole veramente il figlio, cioè un'abitazione per lui e Maria, sarà felice e senza dubbi lo vedrà marito e padre con gioia. La sua apprensività è giustificata dal fatto che ha dovuto crescere suo figlio da sola, dato che probabilmente il benevolo padre di Mattia, anche esso postino ed uomo prodigio per fuochi artificiali, morì quando suo figlio aveva 5 anni, durante il terremoto dell'Irpinia.
  • Salvatore Misticone è il signor Scapece, cliente delle poste di Castellabate, che parla uno strettissimo dialetto meridionale incomprensibile al direttore settentrionale e, talvolta, anche ai compaesani.
  • Riccardo Zinna è il vigile di Castellabate che ha come vittima prediletta il direttore milanese: difatti gli commina una multa quando, fraintendendo (sempre a causa dei suoi pregiudizi) le modalità di raccolta differenziata porta a porta, Alberto si fa sorprendere a gettare i rifiuti dalla finestra; infine arresta Alberto per guida in stato di ebbrezza, quando ubriaco irrompe con il motorino nel bar del paese. Alberto, dal canto suo, lasciatosi coinvolgere in una scatenata partita di calcio in piazzetta, gli aveva frantumato il vetro della finestra con il pallone, tirando con forza un calcio di rigore.
  • Francesco Albanese è il centauro, il nuovo fidanzato di Maria dopo la fine della sua storia con Mattia, ma poi non più, quando non se ne sentirà più parlare nel paese.

Camei[modifica | modifica sorgente]

  • Dany Boon, già regista e attore di Giù al Nord e co-produttore di Benvenuti al Sud, appare in un cameo in cui impersona la parte di un turista francese che entra nell'ufficio postale di Castellabate per spedire un pacco e viene capito solo dal signor Scapece, il personaggio che parla il dialetto più stretto.[6]
  • Valentina Stella è la cantante che si esibisce durante la festa.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Il set: Santa Maria di Castellabate (SA)

Le riprese del film, durate circa dieci settimane, sono iniziate a settembre 2009 nel comune di Castellabate (provincia di Salerno), in particolar modo nel suo borgo medievale (Palazzo Perrotti, Belvedere di San Costabile, Porta di Mare e via Gugliemo I il Normanno) e nelle frazioni marine di San Marco (Torretta, salita di S.Cosimo, via C.De Angelis e porto turistico) e Santa Maria (Marina Piccola, Porto delle Gatte e mare del Pozzillo), tutti luoghi rientranti nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Le uniche località utilizzate nelle riprese che non fanno parte del territorio comunale di Castellabate, oltre a quelle di Milano e Roma, sono la base militare di Persano, dove è stata girata la scena del finto rapimento, e la stazione di Capranica-Sutri della ferrovia Roma-Capranica-Viterbo, in provincia di Viterbo (il comune di Castellabate non è servito dalla ferrovia).

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film è stata firmata da Umberto Scipione. L'album Benvenuti al Sud è stato pubblicato il 30 novembre 2010 sotto l'etichetta RTI e contiene 16 tracce, composte da Umberto Scipione tra cui anche Sunrise di Norah Jones e 'O ballo do' cavallo di Alberto Selly.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Benvenuti al Sud ha conseguito ottimi risultati nei botteghini italiani.

A partire dal primo week-end di programmazione del 1º-3 ottobre 2010 Benvenuti al Sud è il film più visto in Italia con 3.792.099 euro di incasso, superando Inception e L'ultimo dominatore dell'aria;[7] il film mantiene la prima posizione anche nei tre week-end successivi.[8][9][10]

Alla fine del week-end 31 dicembre 2010/2 gennaio 2011, con 29.868.000 € raggiunge il 7º posto nella classifica dei maggiori incassi in Italia di tutti i tempi.[11]

Critica[modifica | modifica sorgente]

All'ottimo successo di pubblico si associa anche un buon successo per quanto riguarda la critica, che in ogni caso risulta spaccata tra chi lo considera un film molto divertente, a tratti esilarante, che cerca di superare in chiave comica gli stereotipi esistenti in Italia fra settentrionali e meridionali e chi, invece, considera Benvenuti al Sud un film un po' troppo incentrato sullo stile cabarettistico, buonista o una rappresentazione troppo fedele del film francese di cui è il remake.[12] Un plauso al film viene dal regista Sergio Staino, che lo ha definito con ironia come «il più grande film politico dopo La corazzata Potëmkin».[13]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Benvenuti al Nord.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Date di uscita per Benvenuti al Sud (2010), IMDb.it. URL consultato il 21 luglio 2011.
  2. ^ 2010, GiffoniFilmFestival.it. URL consultato il 21 luglio 2011.
  3. ^ Per il film 'Benvenuti a Sud' anteprima a Villa Matarazzo in la Repubblica, 29 settembre 2010, p. 16. URL consultato il 21 luglio 2011.
  4. ^ Bisio: «Questo film è per Angelo Vassallo» in Corriere del Mezzogiorno.it, 27 settembre 2010. URL consultato il 24 settembre 2011.
  5. ^ Vi presentiamo Benvenuti al Sud!, CinemaeVideogiochi.com, 28 agosto 2010. URL consultato il 21 luglio 2011.
  6. ^ Dvd in edicola con Panorama, Benvenuti al Sud, Panorama, 24 marzo 2011. URL consultato il 21 luglio 2011.
  7. ^ Week-end Top20 Italia del 01/10/2010, MYmovies. URL consultato il 22 luglio 2011.
  8. ^ Week-end Top20 Italia del 09/10/2010, MYmovies. URL consultato il 22 luglio 2011.
  9. ^ Week-end Top20 Italia del 15/10/2010, MYmovies. URL consultato il 22 luglio 2011.
  10. ^ Week-end Top20 Italia del 23/10/2010, MYmovies. URL consultato il 22 luglio 2011.
  11. ^ Tante belle giornate per il cinema italiano, movieplayer.it, 10 gennaio 2011. URL consultato il 22 luglio 2011.
  12. ^ Benvenuti al Sud: rassegna stampa, MYmovies. URL consultato il 22 luglio 2011.
  13. ^ Sergio Staino su Benvenuti al Sud, ClaudioBisio.it, 4 ottobre 2010. URL consultato il 22 luglio 2011.
  14. ^ (EN) EFA Opens Vote for People’s Choice Award, European Film Academy.org, 1º settembre 2011. URL consultato il 1º settembre 2011.

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