Pisciotta

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Pisciotta
Panorama di Pisciotta
Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Campania
Provincia: Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Coordinate: 40°7′0″N 15°14′0″E / 40.11667, 15.23333Coordinate: 40°7′0″N 15°14′0″E / 40.11667, 15.23333
Altitudine: 171 m s.l.m.
Superficie: 30 km²
Abitanti:
2.901 1 aprile 2009 [1] 
Densità: 101 ab./km²
Frazioni: Caprioli, Marina di Pisciotta, Rodio 
Comuni contigui: Ascea, Centola, San Mauro la Bruca
CAP: 84066
Pref. telefonico: 0974
Codice ISTAT: 065096
Codice catasto: G707 
Nome abitanti: pisciottani 
Santo patrono: Santa Sofia,San Vito, Sant'Agnello 
Giorno festivo: 30 settembre, 15 giugno,14 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Pisciotta è un comune italiano di 2.901 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Indice

[modifica] Geografia fisica

È inserita nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L'abitato principale di Pisciotta, a circa 100 km a sud del capoluogo Salerno, si è sviluppato intorno alla cima di una bassa e ripida collina prospiciente il mar Tirreno, sui cui fianchi scorrono i torrenti Fiori e S. Macario. Le foci dei due corsi d'acqua delimitano più a valle la minuscola frazione di Marina di Pisciotta, sul litorale sottostante, distante circa tre km. di strada. Più all'interno, a circa 9 km, ed a maggiore altitudine, sorge la frazione Rodio, che la leggenda vuole originata da un insediamento di Cavalieri di Rodi. Infine, a circa sette chilometri in direzione di Palinuro si è sviluppata la frazione Caprioli, priva di un vero e proprio centro urbano, composta di diversi borghi sparsi su un'area relativamente vasta, che va dal mare alle basse colline retrostanti.

[modifica] Storia

Pisciotta

Le prime ipotesi sulle origini e sulla storia di Pisciotta sono collegate alla distruzione di Troia (650 a.C.): Nel 650 a.C. i troiani, sfuggiti all'incendio ed alla distruzione della loro città, approdarono sul lido ionico, dove fondarono Siri. Gli abitanti di Siri (sirini) avanzarono verso ovest, seguendo l'ampia valle del fiume Sinni, fino al lago ed al monte Sirino (che da essi presero il nome), presso l'odierna Lagonegro. Fondata Siruci (oggi Seluce, frazione di Lauria), si spinsero fino al mar Tirreno, sul lido dell'odierno Golfo di Policastro.

Qui essi fondarono la colonia di Pixous. A testimonianza di ciò una rarissima serie di antiche monete, recanti, in caratteri arcaici, i nomi coniati di Sirinos e Pixoes, riferentisi, rispettivamente, alle popolazioni delle due città di Siri e Pixous. Il nome "Pixous", dalla radice "PYX", deriva dal bosso (buxus semprevivens), arbusto sempreverde delle buxacee (simbolo della giovinezza e della forza, del coraggio, della perennità del pensiero e dell' opera; ornamento dello stemma comunale di Pisciotta). Dall'etimologia greca e da quella latina derivano i nomi di Pixous, Pixo, Pixunte, Buxentum e Bussento.

Nel 194 a.C. la pixous greca divenne la Buxentum romana e nel 915, quando questo centro viene depredato e bruciato dai saraceni di Agropoli, ne ha già cambiato il nome latino in quello attuale di Policastro. È l'anno 915 a segnare la nascita di Pisciotta: Gli abitanti di Bussento, dopo che i saraceni di Agropoli assalirono, saccheggiarono e diedero alle fiamme il loro villaggio, cercarono scampo sui monti e sulle alture circonvicine.

Molti si trasferirono al di là dei promontorio di Palinuro, dove formarono un piccolo villaggio, che chiamarono, in ricordo della perduta patria, Pixoctum, cioè piccolo Pixous. Da Pixoctum si ebbero poi Pixocta, Pissocta e Pisciotta. Nulla però si conosce dei primi anni di vita del nuovo borgo e solo nel XII secolo, sotto Guglielmo II, troviamo per la prima volta il toponimo Pissocta, posseduta come feudo da Niello, suo cittadino.

È del 1144 il documento più antico che riporta il nome di Pisciotta, il Catalogus Baronum. L'anno 1464 segna poi per il paese uno sviluppo notevole allorquando gli abitanti superstiti di Molpa, in seguito alla distruzione del loro villaggio si rifugiarono a Pisciotta. Fino al 2 agosto 1806, quando Giuseppe Bonaparte re di Napoli decretò finita la feudalità.

I Caracciolo (1270), i Sanseverino (nel 1400), i Pappacoda (1590), sono alcune delle famiglie (tra le più potenti del regno) ad averne avuto il possesso. Fra i tanti passaggi è da segnalarsi quello del 1554 a don Sancho Martinez de Leyna, capitano generale delle regie galee per che per 17.000 ducati; che nel 1578 la rivendette a don Camillo Pignatelli per 30.000 ducati.

Da segnalare sono altresì due sacerdoti locali eletti vescovi: Luigi Pappacoda di Pisciotta, nominato Vescovo di Capaccio nel 1635 (che, tra l'altro, rimase a Pisciotta senza trasferirsi a Capaccio e fece della chiesa di S. Pietro la Cattedrale) e Giovanbattista de Bellis di Rodio, Vescovo di Telese. Nel 1708, con i suoi 21.63 abitanti, è tra i popolosi ed importanti paesi a sud di Salerno.

L'anno 1806 fu teatro di duri scontri tra francesi e borboni. La guerra tra francesi e spagnoli, i moti del Cilento e l'epopea garibaldina, a cui, in nome dell'indipendenza e della libertà, presero parte numerosi cittadini pisciottani, sono i grandi avvenimenti della storia che coinvolsero il paese. Il Cenotafio di Palinuro, il castello, le torri di avvistamento, la chiesa di S. Pietro ed i palazzi padronali, sono alcune testimonianze di questo passato, tramandate fino ai nostri giorni.

Dal 1859 al 1927 è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Il comune ha recentemente deliberato per il referendum correlato al Progetto Grande Lucania.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Cesare Festa (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0974 973875
Posta elettronica: non_disponibile

[modifica] Trasporti ed infrastrutture

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Pisciotta-Palinuro.

Lungo la linea Napoli-Salerno-Reggio Calabria si trova la stazione di Pisciotta-Palinuro, situata a circa 3 km da Pisciotta, lungo la strada costiera in direzione di Caprioli ; è uno scalo di una certa importanza per motivi principalmente turistici, nel quale fermano numerosi treni a lunga percorrenza, eurostar compresi. A livello stradale il paese è servito principalmente da una strada provinciale costiera che la collega ad Ascea e Palinuro, oltre che da un'altra arteria provinciale minore che, passando per Rodio, si collega con Ceraso e poi Vallo della Lucania. La strada provinciale costiera, che, a causa di una frana in movimento, doveva essere affiancata da una variante mai terminata ed in stato di abbandono, conta un fiordo assai profondo al confine col comune di Ascea.

[modifica] Note

  1. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/4/2009

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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