Fisciano

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Fisciano
comune
Fisciano – Stemma
Fisciano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Tommaso Amabile (Insieme per Fisciano) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°46′00″N 14°48′00″E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)Coordinate: 40°46′00″N 14°48′00″E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 31,52 km²
Abitanti 13 652[1] (31-12-2010)
Densità 433,12 ab./km²
Frazioni Bolano, Canfora, Carpineto, Gaiano, Lancusi, Penta, Pizzolano, Settefichi, Soccorso, Villa
Comuni confinanti Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, Montoro (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 84084
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065052
Cod. catastale D615
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti fiscianesi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fisciano
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Fisciano è un comune italiano di 13.522 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La cittadina sorge a 300 m s.l.m. a 14 km a nord di Salerno, percorrendo la S.S. dei Due Principati, sul nodo autostradale che collega il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino all'Autostrada A30. Il Territorio del comune, la cui numerazione geografica è di 3.152 ettari, è situato in parte sul versante sud-occidentale del Pizzo San Michele (1.567 m s.l.m.), in parte sul rilievo del monte Monna e, nella parte bassa, nella Valle alluvionale del Solofrana.

Rocce calcaree dolomitiche costituiscono il substrato alluvionale (ghiaia e tufo grigio) e vulcanico (lapilli, pozzolane, pomici) che nei secoli hanno riempito il fondo valle. Dal punto di vista della idrologia importante risulta la circolazione idrica sotterranea.

L'altitudine, tra colline, piccole valli, boschi, faggeti, uliveti e castagneti, è compresa tra i 140 e i 1.200 m.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Un comune, quello di Fisciano, agricolo pastorale, che negli anni scorsi ha conosciuto un importante commercio e sviluppo grazie alla lavorazione del rame. Tuttavia la lavorazione del rame è cessata agli inizi degli anni '80 e un importante insediamento universitario (Università degli studi di Salerno) ha risollevato l'economia della zona. Nel corso dell'ultimo decennio sono sorti numerosi impianti industriali ad opera di importanti gruppi nel settore metalmeccanico, del vetro e della plastica. Dal 2010 sono sorti numerosi pub, bar, lussuosi caffè house, fast food e ristoranti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo deriva da “fitsanus”, ossia diventa sano chi vi soggiorna per la salubrità dei posti. Famosi i soggiorni di Marina d'Aragona nella frazione Penta e di Papa Gregorio VII nelle grotte del Santuario di San Michele di Mezzo. Secondo un'altra interpretazione si tratterebbe di un toponimo prediale ossia un nome di località in –anus risalente ad un nome gentilizio romano di un proprietario di un ‘fundus‘ o di una villa rustica cosicché Fisciano potrebbe derivare da Fisius. La diffusa presenza nella zona di simili toponimi (Bolano, Gaiano, Pizzolano, Migliano ecc.), accanto a evidenti tracce di centuriazione, dimostra l'antichità della colonizzazione romana del territorio.

Vi si insediarono gli Osci e il ritrovamento di alcune tombe ha avvalorato l'ipotesi di una presenza etrusca ben integrata con le popolazioni locali. Il ruolo strategico della valle dell'Irno con il suo sbocco a mare è stato sicuramente causa di conflitto con i vicini greci di Paestum. La conquista e la successiva integrazione nell'orbita romana ha lasciato molte tracce sul territorio. Il disfacimento dell'impero romano d'Occidente creò un periodo di instabilità finito con la vittoria sul Sarno dei Bizantini contro i Goti. Ben presto gli orientali cedettero il passo ai Longobardi e, successivamente ai Normanni ed infine passò alla famiglia dei Sanseverino, sotto i quali visse un periodo di prosperità. Con la fine del dominio dei Sanseverino nel 1553 il feudo vide diversi passaggi di mano fino a quando i nuovi dominatori francesi, memori dei principi della rivoluzione francese soppressero la feudalità per poi diventare comune autonomo nel 1810.

Un primato lo vanta la frazione di Lancusi: Giovanni Venditti, nella Reale Manifatturiera dei Piastrinai dei Borboni, inventò la prima pistola automatica, oggi conservata nel Museo delle Armi a Milano.

Fisciano ha legato in passato le proprie fortune anche alla lavorazione del rame. Tra i monumenti degni di menzione sono il Palazzo De Falco, il monastero delle Carmelitane di S. Giuseppe (1600) che conserva uno splendido pavimento di maiolica, la chiesa della congrega del SS. Rosario a cui si accede attraverso una sontuosa scala a due rampe, la chiesa di San Vincenzo Ferreri (1700), le antiche botteghe dei ramai di Via Pendino.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il Comune, a cui è stato conferito il titolo di città con decreto del presidente della Repubblica del 24 giugno 2003, è composto da 28 centri abitati situati lungo le strade che attraversano l'antica centuriazione romana, suddivisi in 10 unità amministrative (capoluogo e 9 frazioni). Le frazioni più popolose sono Lancusi e Penta. Gli studenti fuorisede dell'Università di Salerno stabilmente domiciliati sono qualche migliaio e sono concentrati soprattutto a Fisciano e Lancusi. I monumenti artistici del Comune sono numerevoli: a Fisciano capoluogo Palazzo De Falco è un esempio di maestria architettonica e pittorica, a Lancusi in piazza Regina Margherita troviamo palazzo Barra, sede della prima pistola automatica brevettata da Venditti nel 1800. Penta è di sicuro la frazione più antica del Comune: il suo nome deriva dal numero greco penta, che appunto vuol dire cinque inteso come accessi da cui si poteva entrare nell'antica città. In epoca romana è stata un avamposto militare per tutta la Valle dell'Irno, e la sua importanza strategica fu sfruttata anche nel Medioevo dai principi Sanseverino.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

La significativa evoluzione demografica degli ultimi 10 anni, essendo sede della Università degli studi di Salerno, è dovuta all'indotto generato dalla presenza delle migliaia di studenti, provenienti anche da regioni limitrofe, che spesso prendono dimora nel territorio comunale.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[3]; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Presso l'Università degli studi di Salerno è stata realizzata una Cappella evangelica CCEVAS[4].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Arte & cultura[modifica | modifica sorgente]

Tradizione e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Strafisciano e "Chiavi Della Citta" (fine luglio, presso lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria")
  • Festa di San Vincenzo Ferreri ( primo weekend di agosto)
  • Festa della S. S. Madonna delle Grazie (12 e 13 agosto)
  • Raduno bandistico, manifestazione di prestigiose bande musicali (a metà agosto nella villa comunale di Fisciano)
  • Sagra della "mulignana cu a ciucculata" (agosto, a Penta)
  • Sagra del cinghiale e della nocciola (settembre, a Gaiano)
  • Giornata dell'artigianato (in autunno)

Sapori tipici[modifica | modifica sorgente]

Milza, melanzane cu a ciucculata, cinghiale in umido, mozzarella di bufala, nocciola, mela annurca, olive, castagne e ciliegie.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo De Falco (centro storico di Fisciano), il complesso dei Palazzi de Falco a Fisciano venne occupato, prima dalle truppe tedesche in ritirata, e poi dalle truppe anglo-americane che sopraggiungevano. In origine il cognome risulta presente in diversi documenti del Codice Diplomatico Cavese dal sec. XI in avanti, nonché in vari Stati del vecchio sistema feudale italiano, dal XII al XIV secolo, riferiti ad insediamenti originari in Spagna ed a Saluzzo nel 1202, trasferiti poi a Messina e quindi a Nicosia per giungere a Fisciano nel XV secolo; i primi documenti tuttora conservati nell'archivio di famiglia e riferiti alla residenza nel Principato Citra risalgono appunto al XV secolo.Risulta infatti da documenti in pergamena, datati 1437, che alcuni possedimenti erano in "Loci Fisciani ubi dicitur Casa de Falco"; risulta ancora nella relazione del Cardinale Fregoso nel 1511 che nella Chiesa di Sant'Agnese a Sava vi era una Cappella della Famiglia de Falco dedicata a Maria Santissima fin dal 1424. Il complesso dei "Palazzi de Falco", di inestimabile patrimonio artistico, annovera tra le sue meraviglie: lo "scalone palazzo antico", la "cappella", la "Galleria d'inverno", "facciata sud", "facciata nord", uno "scalone dell'800'", il "soffitto del salone principale" e le "vecchie scuderie".
  • Chiesa di San Pietro Apostolo con annessa congrega del S.S Rosario e dell' Assunta (Fisciano): la Confraternita di Fisciano attira subito l'attenzione per l'effetto scenografico. Questa costruzione risale al 1765, ma la congrega è molto più antica perché se ne ha notizia già nel XVI secolo. La costruzione ha tre piani che dovrebbero rappresentare i tre regni dell'oltretomba: un piano interrato, la cripta che serviva per la sepoltura prima che vi fosse l'editto di Napoleone, il quale istituì i cimiteri; il soffitto è a volte a vele, decorato con stucchi, in fondo a questa sala vi è un altare. Il pian terreno era ricoperto da una volta a botte stuccata e forse era il posto dove si tenevano le assemblee della Confraternita, in questa sala ci sono delle nicchie alternate da ovali, da ciò si deduce che potevano esserci i busti dei fondatori o dei Santi protettori della Confraternita. Al piano superiore c'è una sala grande, in fondo alla quale è sistemata "la pala" l'altare di Angelo Michele Ricciardi. La facciata della chiesa è molto importante a livello artistico: vi sono due gradinate arcate una a destra e una a sinistra che simboleggiano l'abbraccio della chiesa, infine vi è una nicchia "edicola" dove vi è una effigie dell'Assunta.
  • Monastero delle Carmelitane (Fisciano), alle pendici del Monte S. Michele, che domina la laboriosa Valle dell’Irno, sorge il Monastero delle Carmelitane, fondato dalla Venerabile Madre Serafina di Dio il 12 Marzo 1691. Dedicato al Glorioso Patriarca S. Giuseppe, il Monastero, imponente per la sua struttura architettonica, è un faro di spiritualità dove le consacrate, nel silenzio, “nutrono” la Chiesa con la forza della preghiera e della carità. All'interno si rimane incantati dal mistico chiostro chiuso ad archi con al centro il classico pozzo, su cui si aprono come “alveare” parte delle finestre delle celle nelle quali le consacrate, profondamente solidali con le vicende della Chiesa e dell’uomo di oggi, collaborano all’edificazione del Regno di Cristo (cfr VS). Gli ampi corridoi, pieni di luce, si aprono sul terrazzo da dove lo sguardo si posa sull’Università degli Studi di Salerno. Le alte mura, che racchiudono due giardini ( di San Giuseppe e di Santa Teresa) e questo “cuore pulsante di vita”, sussurrano che il Signore è presente e chiama ogni figlio a gioire. La foresteria del monastero permette di accogliere coloro che vogliono vivere l’ esperienza affascinante del “deserto” alla presenza di Dio.
  • Convento dei Padri Cappuccini (Fisciano) La mole squadrata del Convento, di un bel colore rosato, si staglia d'azzurro del cielo e sul verde dei monti che la coronano. Da un lato la chiesa semplice e austera, all'intemo il chiostro dalle forme regolari e so­lenni sul quale si affaccia il loggiato dalle bianche arcate che dà accesso alle umili celle. Gli affreschi del Ricciardi commentano con genuina vena poetica i momenti salienti della vita religiosa che per oltre tre secoli si è svolta in queste mura. È questo di Santa Maria del Mon­te l'unico convento dei Cappuccini esistente nella Valle dell'lrno. Costi­tuivano costoro la terza famiglia reli­giosa del primo ordine francescano, sorta nel 1525 per iniziativa di Matteo da Bascio con l'intento di recuperare la più autentica tradizione del francescanesimo e di inserirla nel cli­ma di riforma religiosa allora assai vivo. Già nel 1540, ad opera dei Cap­puccini della provincia di Basilicata e Salerno, furono iniziate le pratiche per la realizzazione dell'opera: un certo Nunziante Faraldo acquistò da diversi proprietari il terreno per 27 ducati, ma i lavori non poterono ini­ziare a causa di una vertenza sorta immediatamente tra la provincia di Basilicata e quella di Napoli: entram­be, infatti, accampavano diritti sui conventi del Salernitano. La questio­ne fu risolta dal capitolo generale riu­nitosi a Roma nel 1568 che decise di dividere la zona contesa, assegnando ai Cappuccini di Napoli il convento di Cava e il nostro, e lasciando gli altri, tra cui Salerno, Castiglione e Montecorvino, alla Basilicata. Così, in breve tempo, col contribu­to finanziario di diversi devoti, fu eretto quello che sarebbe diventato un centro fiorente di fede, di apostolato, di cultura e di arte. Nel­l'inchiesta sullo stato dei conventi dei Cappuccini. nel 1650, si legge. tra l'al­tro: "Il convento intitolato Santa Ma­ria de' Monti sta situato in un montetto distante dal casale della Penta cento passi incirca, e dal casale di Fisciano da trenta passi incirca; non possiede entrate perpetue né temporali, né altra proprietà di beni stabili. V'abitano di famiglia sette sacerdoti, due chieri­ci, quattro laici professi, si sostentano d'elemosine somministrate dalla pie­tà di popoli e casali circonvicini. Non tiene hospitii, non ha alcuno peso di messe o di anniversari perpetui o temporali, non ha debiti di alcuna sorte". Dall' alto del" montetto" tutto ricoperto da ulivi, il convento offre la sua immagine suggestiva e severa a gran parte della valle e si avanza, come vertice di un triangolo, all' estremità di un'area di alto valore paesaggistico e storico. La base della figura è rappresentata dalla strada panoramica che unisce Fisciano a Gaiano e gli altri due angoli dall'Isolella e dai ruderi di San Sossio. È l'Isolella il cuore antico della frazione capoluogo. Vi si conservano tracce straordinarie di tecniche costruttive che risalgono sicuramen­te a secoli assai lontani: archi di soste­gno che si susseguono a reggere le abitazioni, solai in legno, pilastri in pietra incassati nelle mura, formano una tipologia edilizia che meritereb­be di essere studiata da qualche esper­to. Più in là le case dei "signori" mo­strano portali ornamentali, stemmi gentilizi. affreschi, proporzionati cor­tili su cui guardano facciate rese su­perbe da loggiati con archi sovrapposti. All' altra estremità del rione il monastero delle Carmelitane continua, ormai da oltre tre secoli, la sua vocazione di preghiera e di silen­zio. I ruderi di San Sossio, invece, rap­presentano forse quanto resta del più antico centro religioso della nostra zona. Lo fanno pensare le dimensioni ridotte della chiesa e la pietra locale usata per la costruzione, mentre alcu­ni avanzi di mura esterne e l'invaso di una cisterna suggeriscono la presen­za sul luogo di un insediamento mo­nastico. Non è azzardato pensare che sia anteriore all’anno mille, dal mo­mento che il culto di San Sossio, dia­cono della chiesa di Miseno e compa­gno nel martirio a San Gennaro, varcò ben presto i confini di Napoli dove nel 904 le reliquie del santo erano state traslate per essere venerate in­sieme a quelle di san Severino. A diffondere la fama dei due martiri fu decisiva l'opera di Giovanni diacono, storico fondamentale della Chiesa altomedievale napoletana vissuto tra nono e decimo secolo, e autore di unaTraslatio sancti Sossii e di una Traslatio sancti Severini.
  • Santuario di San Michele (Carpineto), l'eremo di San Michele di Basso, è arroccato sul monte San Michele a 582 metri sul livello del mare, sotto il Pizzo San Michele (m 1567). Le prime notizie che riguardano il Santuario, risalgono al 1650 ma si pensa che l'eremo sia stato abitato in epoca più remota. Studi del 2000 hanno accertato che nel periodo bizantino-longobardo molti siti rupestri della Costiera Amalfitana, del Cilento e di varie zone dell'intero furono scelti come dimora per dai monaci orientali specialmente "basiliani" (si rifacevano alle regole di San Basilio, Vescovo di Cesarea) per invocarsi alla vita ascetica. La presenza di asceti favoriva così la nascita di oratori campestri (con la costruzione di piccole cappelle) e di comunità monastiche via via più organizzate. È quindi probabile che anche la grotta di Carpineto sia stata in origine eremo di monaci basiliani e luogo di culto per San Michele, il Santo venerato dai Longobardi, che in queste zone hanno lasciato innegabili tracce soprattutto nella toponomastica. Il convento, una volta passato agli Agostiniani, in seguito fu soppresso. La chiesa è sotto il titolo di S. Angelo in Panicola e il convento, murato attorno, è composta da tre celle con altri accessori. Ciò che rende unico l'eremo è la grotta naturale aperta nel cuore del monte, che riporta pregevoli affreschi. Nella cripta sotterranea del Santuario, oltre agli affreschi del XII secolo, vi è uno stupendo altare in pietra dedicato alla Vergine (greca) che i Monaci Basiliani avevano forse salvato dalla iconoclastia. Si pensa che qui in epoca normanna abbia trovato rifugio il Papa Gregorio VII, ospite a Salerno di Roberto il Guiscardo. Il Santuario è meta di pellegrinaggi, soprattutto il martedì in Albis, l'otto maggio e il 29 settembre (San Michele).
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri (Fisciano), è situata nei pressi del municipio di Fisciano, affascina per la sua predominanza sulla zona circostante poiché arroccata su di una piccola collinetta. Si arriva al suo interno attraverso una scala e doppia entrata, restaurata nell'estate 2013. Degno di nota anche il suo campanile di prominente bellezza.
  • Botteghe degli antichi ramai (via Pendino, Fisciano), sono situate a ridosso del centro storico del comune capoluogo, caratteristiche per le loro antiche origini e tradizione, affascinano anche per la particolare zona in cui sono ubicate (un piccolo vicolo a ridosso di un costone di roccia su cui è arroccata la zona nord del comune capoluogo).
  • Area naturalistica Frassineto (Gaiano), L’area naturalistica "Frassineto" si estende su una superficie di 81,25 ettari,  è ricoperta interamente da bosco ceduo avviato ad alto fusto. Essa è ubicata per la maggior parte (77,1 ettari) nel territorio di Calvanico (f.16 part.1-2-3-7-9-16) e per la restante parte (4,15 ettari) nel territorio di Fisciano (f.22 part. 56). L’area ricade nella zona di riserva generale e protezione del Parco Regionale dei Monti Picentini, istituito definitivamente con delibera della Giunta Regionale della Campania n.63 del 12/02/1999, come fortemente sostenuto dal circolo, che a tal proposito ha partecipato, come socio fondatore, al comitato del Parco. L’area dista circa 15 Km da Salerno, presenta un’altitudine media di 650 mt  s.l.m. ed è compresa tra una zona boschiva detta “Acqua dei faggi” e quella detta “Costa della traversa”, sulla pendice occidentale dei “ Monti Picentini”. La perimetrazione dell’area coincide, per un buon tratto, con la strada comunale che collega la frazione di Gaiano (Fisciano) con i comuni di Calvanico a Nord e con il comune di Castiglione dei Genovesi a Sud. Il bosco è caratterizzato da terreno di natura autoctona, compatto tendende all’argilloso su struttura calcarea-dolomitica  micro-fratturata che caratterizza tutti il versante dei Monti Picentini. Le vette prospicienti l’Area sono: Pizzo San Michele (1567 mt), Tuppo dell’Uovo (1525 mt), Monti Mai (1607mt), Serre del torrione (1415 mt) e Varco della Colla (1062 mt). Va detto che la conformazione di questa vasta area che costituisce una buona parte del versante occidentale della catena dei Picentini, è generalmente articolata da boschi, strette valli, canaloni e cime irregolari, costituenti un ambiente assai suggestivo ma di difficoltoso orientamento. Conoscere la montagna (percorrendola a piedi) significa amarla.L’area Frassineto è percorsa da quattro sentieri (F1-F2-F3-F4) e al suo interno sono presenti spazi attrezzati ed aree per la sosta e punti di osservazione della natura, con tavoli e panche in legno. In prossimità dell’ingresso all’Area è stata costruita una casetta in pietra   in stile tradizionale, all’interno della quale, dal 1997 è stato completato l’allestimento di un piccolo museo della civiltà silvo-pastorale. Il mini museo consiste in una raccolta di attrezzi e utensili impiegati nelle attività artigianali e silvo-pastorali, peculiari del territorio e alla cui fabbricazione ancora  qualcuno si dedica. Nella prima parte del sentiero F1 che si snoda dalla casetta in pietre fino a tornare al punto di partenza (circuito), sono state classificate le diverse specie arboree, ognuna è corredata di un una scheda didattica che ne illustra le caratteristiche principali. Sono presenti,inoltre, ricostruzioni delle tipiche carbonaie di montagna e del caratteristico capanno da rifugio. Periodicamente, sempre all’insegna del rispetto per l’ambiente, nell’Area si attuano iniziative di vario genere che coinvolgono cittadini e scolaresche quali: escursioni, visite guidate, manifestazioni a sfondo ecologico,  didattiche, folcloristiche e sportive. Diverse sono poi le attività che sono possibile svolgere all’interno dell’Area: trekking, fotografia naturalistica, studi naturalistici, footing, cicloturismo, birdwaching. L’area naturalistica Frassineto è stata capace in questi anni, grazie al lavoro dei suoi volontari di offrire alle scuole percorsi didattici alternativi e ragionati che consentono di superare l’episodicità e la gratuità delle visite, per farne dei momenti di studio e di indagine approfondita, inserita nella programmazione didattica. In quest’ottica l’area potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio in cui scuole e visitatori possano prendere parte a progetti di sviluppo sostenibile. Le scuole svolgono del resto un ruolo chiave nella valorizzazione di un’area protetta dal momento che se adeguatamente indirizzate e sostenute divengono un soggetto in grado di relazionarsi con le amministrazioni e con gli enti locali per esprimere i propri bisogni e proporre alla comunità azioni culturali e responsabili tese a valorizzare il territorio. L’educazione ambientale è per questo uno degli strumenti base per attuare una rivoluzione culturale il cui obiettivo è trasformare il comportamento delle popolazioni locali verso un più bilanciato rapporto  tra l’uomo e l’ambiente, valorizzando le risorse naturali che li circondano.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

News
  • www.salernonotizie.it

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato dall'autostrada A30 Caserta-Salerno e dal Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino. Il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino presenta 3 uscite nel territorio comunale:

  • Uscita Lancusi: situata al confine tra i comuni di Fisciano e Baronissi, è comoda per raggiungere la facoltà di medicina dell' Università degli Studi di Salerno, oltre che, i centri urbani delle frazioni Lancusi, Bolano, Penta e Gaiano.
  • Uscita Università (solo da e per Salerno): aperta nell'anno 2007 per decongestionare il traffico dei pendolari provenienti dalla zona sud della regione diretti al campus dell'Università degli Studi di Salerno. Comoda anche per raggiungere la frazione Penta e lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", oltre che il centro del comune capoluogo.
  • Uscita Fisciano: consigliata per raggiungere il campus dell'Università degli Studi di Salerno, il centro urbano del comune capoluogo, la zona indrustriale di Fisciano ed i centri urbani delle frazioni Pizzolano, Canfora, Soccorso, Carpineto, Villa e Settefichi.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad una variegata rete stradale comunale, atta a soddifare i collegamenti tra il comune capoluogo e le frazioni, distese tra vallate, zone collinari e montuose; vi sono presentati numerevoli strade extraurbane:

  • Strada Provinciale 24/a Ponte don Melillo-Fisciano-Calvanico-bivio Gaiano.
  • Strada Provinciale 24/b Bivio Gaiano-Castiglione del Genovesi-S.Cipriano Picentino.
  • Strada Provinciale 91 Innesto SS 88-Penta-Fisciano.
  • Strada Provinciale 191 Lancusi-Stazione di Fisciano-Innesto SS 88.
  • Strada Provinciale 219 Baronissi-Penta-Gaiano.
  • Strada Provinciale 254 Innesto SP 24-Campola-Carpineto-Settefichi.
  • Strada Provinciale 310 Innesto SP 254 Carpineto-Santuario S.Michele.
  • Strada Provinciale 450 Uscita Fisciano-Università.
  • Strada Provinciale 451 Raccordo SA-AV-uscita Università-Innesto SP 91.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La Stazione di Fisciano, è situata nella frazione Lancusi. Raggiungibile comodamente con mezzi pubblici (autobus), è dislocata a ridosso della Strada statale 88 dei Due Principati. Fa parte della linea ferroviaria Salerno-Mercato San Severino.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Tommaso Amabile PD Sindaco
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 maggio 2011 in carica Tommaso Amabile PD Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte della Comunità montana Irno - Solofrana e dell'Unione dei Comuni dell'Irno.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  4. ^ CCEVAS

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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