Centola

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Centola
comune
Centola – Stemma
Centola – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Salerno – stemma Salerno
Sindaco Romano Speranza (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°4′0″N 15°19′0″E / 40.06667°N 15.31667°E / 40.06667; 15.31667 (Centola)Coordinate: 40°4′0″N 15°19′0″E / 40.06667°N 15.31667°E / 40.06667; 15.31667 (Centola)
Altitudine 336 m s.l.m.
Superficie 47 km²
Abitanti 5 004[1] (31-12-2010)
Densità 106,47 ab./km²
Frazioni Forìa, Palinuro, San Nicola, San Severino
Comuni confinanti Camerota, Celle di Bulgheria, Montano Antilia, Pisciotta, San Mauro la Bruca
Altre informazioni
Cod. postale 84051[2]
Prefisso 0974
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065039
Cod. catastale C470
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti centolesi
Patrono sant'Apollonio Martire
Giorno festivo 18 aprile
Localizzazione
Centola è posizionata in Italia
Centola
Sito istituzionale

Centola è un comune italiano di 4.959 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

La popolazione del comune si concentra, durante la stagione estiva, nella frazione di Palinuro, rinomata località balneare del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Per il resto dell'anno Centola rimane il centro più popoloso.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Storia

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Pisciotta, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Pisciotta, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architettura militare

[modifica] Architettura civile

  • Palazzo Baronale Lupo
  • Palazzo Baronale Rinaldi
  • Torre Campanaria

[modifica] Architettura religiosa

  • Convento dei Cappuccini
  • Chiesa di S. Nicola di Mira

[modifica] Grotte

Le cavità finora censite sono trentadue, di superficie e sommerse, che si insinuano e si articolano in gallerie e sale scavate nella roccia del costone palinurese delle quali solo alcune vengono sfruttate come attrazione turistica mediante esplorazioni guidate su imbarcazioni, che incessantemente prendono il largo dal porto alla scoperta di quelle che sono vere e proprie opere d’arte naturali quali la celebre Grotta Azzurra, la Grotta d’Argento, la Grotta dei Monaci e la Grotta del Sangue. La sola grotta azzurra, la più conosciuta e visitata per gli splendidi giochi di luce e l’intensità d’azzurro di cui le sue acque si caricano, che costituisce un forziere di preziosi spunti per gli speleologi e biologi che dai primi anni ’80 conducono incessanti e fruttuosi studi sulla natura morfologica, floristica e faunistica dell’incavo, definito un “laboratorio biologico in miniatura”. Nell’ambito di pochi metri, infatti, si raggruppano variazioni di luci, di idrodinamismo o di apporti trofici che nell’ambiente esterno possono interessare decine o addirittura centinaia di metri; grazie anche alla presenza sui fondali di sorgenti termali da cui sgorgano acque sulfuree che mescolandosi alle acque marine generano con i solfobatteri disposti sulle superfici rocciose, caratteristiche “nevicate” da cui trae ispirazione il nome del famoso antro della grotta noto come Sala della Neve e raggiungibile attraverso immersione subacquea. La favolosa tradizione delle origini di Palinuro trova poi espressione nella Grotta delle Ossa, in località Marina di Molpa, dove è stato rinvenuto il reperto archeologico più antico. Le pareti della grotta sono incrostate di ossa di uomini e animali. Inizialmente gli studiosi, forti delle testimonianze lasciate dagli scrittori vetusti, pensavano appartenessero ai romani, i quali per due volte naufragarono presso questi lidi: una volta, durante la prima guerra punica, quando una flotta romana di ritorno dall’Africa, perse cinquecento navi; una seconda volta, al tempo di Ottaviano, quando alcuni legni dell’imperatore non riuscirono a riparare nel porto di Palinuro. I morti di entrambe le sciagure, si accumularono secondo gli esperti in tre grotte, successivamente ostruite.

  • Cala Fetente: è la maggiore manifestazione del feno­meno idrotermale di Capo Palinuro. I primi venti metri della parte subaerea della grotta, lunga 300 metri, sono percorribili a piedi fino ad un lungo lago. I vapori di acido solfidrico (uovo marcio) si sentono chiaramente avvicinandosi con la barca, infatti la zona si chiama Calafetente. L'immersione è impegnativa per la ridotta visibilità delle acque lattiginose e per gli stretti passaggi, inoltre non è possibile emergere nel lago in qualsiasi punto. Le pareti sono incredibilmente bianche e lanugginose per la massiccia pre­senza delle colonie di solfobatteri. Una caratteristica forma di corrosione chiamata "il dente", segna l'inizio di uno stretto tun­nel lungo 200 metri. All'ingresso è vera­mente mozzafiato l'imponente flusso di acqua opalescente che sale in superficie separato dall'acqua di mare alla quota di -9 metri. Quattro persone hanno perso la vita in questa grotta.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti erano 219 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 116 2,32%

[modifica] Cultura

[modifica] Musei

  • Antiquarium di Palinuro

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

In base allo statuto comunale di Centola[3], oltre al paese gli altri centri abitati sono [4]:

  • Forìa 516 abitanti, 310 m s.l.m.;
  • Palinuro 1.202 abitanti, 53 m s.l.m.;
  • San Nicola 370 abitanti, 236 m s.l.m.;
  • San Severino 435 abitanti, 130 m s.l.m.. Borgo Medievale nato intorno al 1200 ai piedi del castello, fondato verso il 1045 dal normanno Turgisio, giunto nella regione al seguito di Roberto il Guiscardo. Il nome deriva dalla famiglia Sanseverino, che lo tenne, insieme con altri feudi nell'Italia meridionale, fino al 1400. Situato sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075 venne ucciso in un’imboscata il longobardo Guido, Conte di Policastro. Alle sue pendici scorre il fiume Mingardo. In epoca medievale era una postazione strategica di difesa. È situato all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Di notevole interesse il presepe vivente che si celebra ogni anno il 28 dicembre. Si tratta di una rievocazione storica della natività con l'intento di far rivivere il borgo ora disabitato. A causa del tempo e dell'incuria degli uomini il borgo ha mantenuto intatta solo la chiesa posta al centro del vecchio paese. È tuttavia ancora possibile scorgere le vecchie case, quello che resta del castello ed insomma la vita di allora, tramite un percorso attrezzato.

[modifica] Economia

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Principali arterie stradali

  • Strada Regionale 447 Italia.svg Strada Regionale 447/b Ascea-bivio Rodio-Pisciotta-stazione S.Mauro La Bruca--Foria.
  • Strada Regionale 447 Italia.svg Strada Regionale 447/c Foria-Centola-Palinuro-Porto.
  • Strada Regionale 447racc-A Italia.svg Strada Regionale 447 racc A Foria-Massicelle-Futani-Innesto SS 18.
  • Strada Provinciale 239 Italia.svg Strada Provinciale 239/a Innesto ex SS 447(Palinuro km 48+000)-Piano Faracchio-Innesto ex SS 447(Palinuro km 48+300).
  • Strada Provinciale 239 Italia.svg Strada Provinciale 239/b Innesto SP 239(Piano Faracchio)-Innesto SP 239(loc. Marinella).

[modifica] Ferrovie

[modifica] Porto

[modifica] Aeroporti

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Romano Speranza (lista civica) dal 29/05/2007

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Con la riforma 2006 tutte le località hanno assunto il CAP del capoluogo (84051)
  3. ^ Statuto comunale di Centola
  4. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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