Centola

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Centola
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: Salerno
Coordinate: 40°4′0″N 15°19′0″E / 40.06667, 15.31667Coordinate: 40°4′0″N 15°19′0″E / 40.06667, 15.31667
Altitudine: 336 m s.l.m.
Superficie: 47 km²
Abitanti:
4.825
Densità: 103 ab./km²
Frazioni: Forìa, Palinuro, San Nicola, San Severino 
Comuni contigui: Camerota, Celle di Bulgheria, Montano Antilia, Pisciotta, San Mauro la Bruca
CAP: 84051, 84050, 84064, 84070
Pref. telefonico: 0974
Codice ISTAT: 065039
Codice catasto: C470 
Nome abitanti: centolesi 
Santo patrono: Sant'Apollonio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Centola è un comune di quasi cinquemila abitanti della provincia di Salerno.

La popolazione del comune si concentra, durante la stagione estiva, nella frazione di Palinuro, rinomata località balneare del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Per il resto dell'anno Centola rimane il centro più popoloso.

Indice

[modifica] Amministrazioni

[modifica] CAP

Con la riforma 2006 tutte le località hanno assunto il CAP del capoluogo (84051), a séguito della soppressione del servizio di recapito presso gli uffici postali di Forìa, Palinuro, San Nicola di Centola e San Severino di Centola. Inoltre le dizioni postale si sono adeguate a quelle ufficiali. Per maggiori informazioni consultare http://www.posteitaliane.it/online/cercacap/.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Grotte Marine di Capo Palinuro

Sono 32 le cavità finora censite, di superficie e sommerse, che si insinuano e si articolano in gallerie e sale scavate nella roccia del costone palinurese delle quali solo alcune vengono sfruttate come attrazione turistica mediante esplorazioni guidate su imbarcazioni, che incessantemente prendono il largo dal porto alla scoperta di quelle che sono vere e proprie opere d’arte naturali quali la celebre Grotta Azzurra, la Grotta d’Argento, la Grotta dei Monaci e la Grotta del Sangue. La sola grotta azzurra, la più conosciuta e visitata per gli splendidi giochi di luce e l’intensità d’azzurro di cui le sue acque si caricano, che costituisce un forziere di preziosi spunti per gli speleologi e biologi che dai primi anni ’80 conducono incessanti e fruttuosi studi sulla natura morfologica, floristica e faunistica dell’incavo, definito un “laboratorio biologico in miniatura”. Nell’ambito di pochi metri, infatti, si raggruppano variazioni di luci, di idrodinamismo o di apporti trofici che nell’ambiente esterno possono interessare decine o addirittura centinaia di metri; grazie anche alla presenza sui fondali di sorgenti termali da cui sgorgano acque sulfuree che mescolandosi alle acque marine generano con i solfobatteri disposti sulle superfici rocciose, caratteristiche “nevicate” da cui trae ispirazione il nome del famoso antro della grotta noto come Sala della Neve e raggiungibile attraverso immersione subacquea. La favolosa tradizione delle origini di Palinuro trova poi espressione nella Grotta delle Ossa, in località Marina di Molpa, dove è stato rinvenuto il reperto archeologico più antico. Le pareti della grotta sono incrostate di ossa di uomini e animali. Inizialmente gli studiosi, forti delle testimonianze lasciate dagli scrittori vetusti, pensavano appartenessero ai romani, i quali per due volte naufragarono presso questi lidi: una volta, durante la prima guerra punica, quando una flotta romana di ritorno dall’Africa, perse cinquecento navi; una seconda volta, al tempo di Ottaviano, quando alcuni legni dell’imperatore non riuscirono a riparare nel porto di Palinuro. I morti di entrambe le sciagure, si accumularono secondo gli esperti in tre grotte, successivamente ostruite.

  • Cala Fetente: è la maggiore manifestazione del feno­meno idrotermale di Capo Palinuro. I primi venti metri della parte subaerea della grotta, lunga 300 metri, sono percorribili a piedi fino ad un lungo lago. I vapori di acido solfidrico (uovo marcio) si sentono chiaramente avvicinandosi con la barca, infatti la zona si chiama Calafetente. L'immersione è impegnativa per la ridotta visibilità delle acque lattiginose e per gli stretti passaggi, inoltre non è possibile emergere nel lago in qualsiasi punto. Le pareti sono incredibilmente bianche e lanugginose per la massiccia pre­senza delle colonie di solfobatteri. Una caratteristica forma di corrosione chiamata "il dente", segna l'inizio di uno stretto tun­nel lungo 200 metri. All'ingresso è vera­mente mozzafiato l'imponente flusso di acqua opalescente che sale in superficie separato dall'acqua di mare alla quota di -9 metri. Quattro persone hanno perso la vita in questa grotta.

[modifica] Borgo Medievale di San Severino di Centola

Trattasi di Borgo Medievale nato intorno al 1200 ai piedi del castello, fondato verso il 1045 dal normanno Turgisio, giunto nella regione al seguito di Roberto il Guiscardo. Il nome deriva dalla famiglia Sanseverino, che lo tenne, insieme con altri feudi nell'Italia meridionale, fino al 1400. Situato sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075 venne ucciso in un’imboscata il longobardo Guido, Conte di Policastro. Alle sue pendici scorre il fiume Mingardo. In epoca medievale era una postazione strategica di difesa. È situato all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Di notevole interesse il presepe vivente che si celebra ogni anno il 28 dicembre. Si tratta di una rievocazione storica della natività con l'intento di far rivivere il borgo ora disabitato. A causa del tempo e dell'incuria degli uomini il borgo ha mantenuto intatta solo la chiesa posta al centro del vecchio paese. È tuttavia ancora possibile scorgere le vecchie case, quello che resta del castello ed insomma la vita di allora, tramite un percorso attrezzato.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Romano Speranza (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0974 370711
Posta elettronica: info@comune.centola.sa.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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