Arcidiocesi di Lecce

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Arcidiocesi di Lecce
Archidioecesis Lyciensis
Chiesa latina
Duomo Lecce.jpg
Regione ecclesiastica Puglia
  Lecce Diocesi.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Brindisi-Ostuni, Nardò-Gallipoli, Otranto, Ugento-Santa Maria di Leuca
Arcivescovo metropolita Domenico Umberto D'Ambrosio
Vicario generale Pietro Liquori
Sacerdoti 200 di cui 140 secolari e 60 regolari
1.291 battezzati per sacerdote
Religiosi 74 uomini, 334 donne
Diaconi 31 permanenti
Abitanti 260.988
Battezzati 258.225 (98,9% del totale)
Superficie 750 km² in Italia
Parrocchie 76 (4 vicariati)
Erezione già esistente nel 1057
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Assunta
Santi patroni Sant'Oronzo, San Fortunato e San Giusto
Indirizzo Piazza Duomo 5, 73100 Lecce, Italia
Sito web www.diocesilecce.org
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Antico palazzo del Seminario

L'arcidiocesi di Lecce (in latino: Archidioecesis Lyciensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2004 contava 258.225 battezzati su 260.988 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende 18 comuni,[1] di cui 2 situati in provincia di Brindisi e 16 in provincia di Lecce.

Provincia di Brindisi[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Sede arcivescovile è la città di Lecce, dove si trova la cattedrale di Maria Santissima Assunta.

Tre chiese della diocesi hanno ricevuto la dignità di basilica minore:

Il territorio è suddiviso in 76 parrocchie, raggruppate in 4 vicarie:

  • Lecce
  • Monteroni di Lecce
  • Squinzano
  • Vernole
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie dell'arcidiocesi di Lecce.

La Provincia ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La metropolia di Lecce comprende 5 diocesi:

La provincia ecclesiastica di Lecce fu istituita con la costituzione apostolica Conferentia Episcopalis Apuliae[5] di papa Giovanni Paolo II, del 20 ottobre 1980, in conformità alle disposizioni § 40 del decreto conciliare Christus Dominus,[6] promulgato da papa Paolo VI, il 28 ottobre 1965, riguardo al riordino anche delle province ecclesiastiche.

La situazione giuridica delle diocesi salentine, dal 1800 e fino al 20 ottobre 1980, è stata la seguente:

  • Metropolia di Brindisi, con suffraganea:
    • Ostuni, soppressa il 27 giugno 1818; ripristinata il 14 maggio 1821 e data in persona episcopi agli arcivescovi di Brindisi, in amministrazione perpetua, fino alla plena unione del 30 settembre 1986.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi secoli[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione fa risalire la fondazione della diocesi di Lecce ai tempi apostolici: già nel I secolo Giusto di Corinto avrebbe predicato la fede cristiana nella città salentina convertendo Oronzo, che sarebbe poi stato consacrato vescovo dall'apostolo Paolo il quale gli avrebbe affiancato come coadiutore e successore il nipote Fortunato.

Ughelli[7] registra i nomi di altri cinque vescovi che si sarebbero succeduti fino al III secolo. Comunque si trovano tracce della sede episcopale leccese in alcuni scritti di San Paolino da Nola del 398[8].

In alcuni documenti di papa Gelasio I, viene citato Probo, vescovo di Carmeiano, ed è incerta la collocazione di tale sede episcopale nell'odierna Carmiano o, come appare più probabile, nel foggiano.

Nel 553 papa Vigilio, nel documento Constitutum I de Tribus Capitulis, menzionava «Venantius episcopus ecclesiae Lippiensis» (Venanzio vescovo della Chiesa leccese).

Nel gennaio del 596 papa Gregorio I, in una lettera al vescovo di Otranto scriveva : «Quia igitur Ecclesias Brundisii, Lippias atque Gallipoli, obeuntibus earum pontificibus, omnino destitutas agnovimus, idcirco fraternitati tuae visitationis earum operam diximus iniugendam»[8], in cui appare evidente che Lippias può riferirsi all'antico nome leccese, i romani, infatti, la chiamavano Lupiae. In questo documento Gregorio Magno affida al vescovo di Otranto la visita della chiesa lippiense, "completamente abbandonata dopo la morte dei suoi sacerdoti".

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento storico attestante la sede episcopale di Lecce risale al 1057 e vi è menzionato il vescovo Teodoro.

Originariamente la sede era suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto.

La cattedrale venne edificata nel 1114 dal vescovo Formoso con l'aiuto del conte di Lecce Goffredo d'Altavilla, fratello di Roberto il Guiscardo; venne ristrutturata dopo il 1230, su disposizione del vescovo Roberto Vultorico.

Durante l'episcopato di Braccio Martelli, a metà XVI secolo, ci fu un forte impulso all'edilizia religiosa, infatti in questo periodo aprirono nuovi cantieri, tra i più importanti quello della Basilica di Santa Croce.

Dal 17 maggio 1518 fino al 3 giugno 1521 la diocesi di Lecce fu unita alla diocesi di Alessano.

Periodo barocco[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVI secolo, la Chiesa leccese iniziò una rivoluzione architettonica che sarebbe durata circa due secoli. Con gli stimoli pervenuti dal barocco romano e del plateresco spagnolo, i vescovi di Lecce, e gli ordini religiosi presenti in città, avviarono una serie di modifiche e di nuove strutture, che poco dopo influenzarono anche le residenze signorili, tutto ciò fu l'inizio del barocco leccese, che trovò nella Chiesa la sua più grande promotrice. Si venne a creare in alcuni casi una specie di simbiosi vescovo-architetto, come nei casi di mons. Luigi Pappacoda, con Giuseppe Zimbalo, e Antonio e Michele Pignatelli con Giuseppe Cino.

Nel 1661 Luigi Pappacoda commissionò la ricostruzione del duomo all'architetto Giuseppe Zimbalo, che concluse i lavori nel 1682; nel 1751 mons. Alfonso Sozy Carafa vi fece aggiungere l'artistico portone in rovere.

Nel XVII secolo Lecce divenne un vero e proprio cantiere a cielo aperto, in questo periodo iniziarono i lavori per la costruzione della Basilica di San Giovanni Battista o del Rosario, della Chiesa di Sant'Irene, della Chiesa di Santa Teresa, della Chiesa di Sant'Anna, della Chiesa di Santa Chiara, della Chiesa di Sant'Angelo o di Santa Maria di Costantinopoli, della Chiesa di San Matteo, della Chiesa della Madre di Dio o delle Scalze e di altre. Si comprende, quindi, come l'attività della Chiesa leccese, sia stata fondamentale per lo sviluppo dell'intera città.

Antonio Pignatelli, vescovo di Lecce dal 1671 al 1682, divenne papa, con il nome di Innocenzo XII.

Nel XVIII secolo la Chiesa leccese continuò, anche se con meno frenesia, ad erigere chiese barocche, i principali esempi sono Chiesa delle Alcantarine o di Santa Maria della Provvidenza e la Chiesa del Carmine.

Il seminario, completato nel 1709, venne fatto edificare dal vescovo Michele Pignatelli, che ne affidò progettazione e realizzazione a Giuseppe Cino.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, si tenne a Lecce il XV Congresso Eucaristico nazionale[9], e papa Pio XII inviò come suo delegato l'allora cardinale Angelo Giuseppe Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII).

Il 28 settembre 1960 la diocesi, fino ad allora suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto, divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede in virtù della bolla Cum a nobis di papa Giovanni XXIII.

Il 20 ottobre 1980 Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la costituzione apostolica Conferentia Episcopalis Apuliae di papa Giovanni Paolo II. Con questa bolla, vengono soppresse le sedi metropolitane di Brindisi e Otranto; il numero delle suffraganee era di ben 6 diocesi: Otranto, Ugento, Nardò, Gallipoli, Brindisi e Ostuni. L'arcivescovo di Brindisi era amministratore perpetuo di Ostuni dal 1821, e le diocesi di Nardò e Gallipoli verranno unite in persona episcopi nel 1983. Con decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, sia Brindisi e Ostuni sia Nardò e Gallipoli, furono unite in plena unione; il numero delle suffraganee si ridimensionò così a 4 diocesi[10]. Francesco Minerva fu l'ultimo vescovo ed il primo arcivescovo metropolita di Lecce.

Anche il titolo onorifico di Gran Priore della Sezione Salento (quindi per tutte le diocesi della metropolia) dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fu trasferito dall'ultimo metropolita idruntino a Michele Mincuzzi ed ai suoi successori.[11]

Il 17 e 18 settembre 1994 l'arcidiocesi di Lecce ricevette la visita apostolica di papa Giovanni Paolo II che in tale occasione inaugurò il nuovo seminario arcivescovile e definì la città di Lecce "una vera e propria città chiesa".

Nel 2006, nel 50º anniversario del XV Congresso Eucaristico nazionale, si è tenuto un Congresso eucaristico diocesano, presieduto da Cosmo Francesco Ruppi, a cui hanno partecipato i vescovi e arcivescovi suffraganei e, delegati da papa Benedetto XVI, i cardinali Salvatore De Giorgi e Angelo Sodano[12].

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Oronzo, primo vescovo di Lecce
Antonio Pignatelli, poi papa Innocenzo XII
Domenico Umberto D'Ambrosio, attuale arcivescovo di Lecce

I vescovi che precedono Venanzio (VI secolo) non sono sicuramente attestati, ma deriverebbero da una ricostruzione della storiografia leccese secentesca.[13]

Prelati originari dell'arcidiocesi di Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Viventi:

Deceduti:

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 260.988 persone contava 258.225 battezzati, corrispondenti al 98,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 163.000 164.000 99,4 270 180 90 603 170 580 39
1970 225.274 225.324 100,0 220 155 65 1.023 83 560 52
1980 247.096 247.177 100,0 213 142 71 1.160 99 519 65
1990 265.376 269.708 98,4 214 148 66 1.240 3 86 427 74
1999 255.000 257.804 98,9 206 151 55 1.237 25 78 393 76
2000 266.000 268.580 99,0 205 151 54 1.297 27 67 358 76
2001 265.000 267.224 99,2 212 152 60 1.250 30 76 324 76
2002 274.770 276.979 99,2 213 153 60 1.290 30 75 324 76
2003 250.123 252.923 98,9 208 148 60 1.202 31 75 324 76
2004 258.225 260.988 98,9 200 140 60 1.291 31 74 334 76

Note[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]