Diocesi di Vallo della Lucania

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Diocesi di Vallo della Lucania
Dioecesis Vallensis in Lucania
Chiesa latina
Facciata chiesa di san pantaleone.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno
Regione ecclesiastica Campania
Vescovo Ciro Miniero
Vescovi emeriti Giuseppe Rocco Favale
Sacerdoti 106 di cui 87 secolari e 19 regolari
1.481 battezzati per sacerdote
Religiosi 19 uomini, 87 donne
Diaconi 9 permanenti
Abitanti 161.000
Battezzati 157.000 (97,5% del totale)
Superficie 1.562 km² in Italia
Parrocchie 138
Erezione XII secolo
Rito romano
Cattedrale San Pantaleone
Santi patroni San Pantaleone
San Costabile
Indirizzo Piazza dei Martiri, 84078 Vallo della Lucania [Salerno], Italia
Sito web www.diocesivallodellalucania.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Vallo della Lucania (in latino: Dioecesis Vallensis in Lucania) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2010 contava 157.000 battezzati su 161.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Ciro Miniero.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende 54 comuni della provincia di Salerno.

Sede vescovile è la città di Vallo della Lucania, dove si trova la cattedrale di San Pantaleone.

Il territorio è suddiviso in 138 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Paestum fu eretta in epoca antica, ma i primi riscontri storici dell'esistenza di un vescovo per questa sede risalgono al sinodo romano indetto da papa Simmaco nel 499. Alcuni autori, tra cui Lanzoni e Duchesne, ritengono che il vescovo Felice di Agropoli, al quale nel 592 Gregorio Magno comanda la visita apostolica delle vicine diocesi, rimaste senza pastore, di Velia, Blanda e Bussento, sia un vescovo pestano che, a causa dell'invasione dei Longobardi, si rifugiò nel castrum di Agropoli, presidio militare greco. Alla sede di Pesto fu probabilmente unita, dopo l'VIII secolo, la diocesi di Marcelliano (o Consilino), di cui sono noti tre vescovi.[1]

Dell'antica sede di Paestum rimane la cattedrale, oggi sconsacrata e recentemente restaurata, dedicata a Maria Annunziata, realizzata dopo che la diocesi di Agropoli fu unita a quella di Paestum, ma il cui primitivo edificio era già esistente all'epoca di papa Gregorio Magno.[2]

La città di Paestum fu distrutta dai saraceni nel X secolo. I vescovi si trasferirono quindi a Capaccio e a partire dal vescovo Alfano, che resse la diocesi nel primo quarto del XII secolo, si iniziarono ad intitolare vescovi di Capaccio, pur conservando per buona parte dello stesso secolo anche l'antico titolo di vescovi di Paestum.[3]

Dopo il Concilio di Trento, il 17 luglio 1586 la residenza vescovile fu trasferita a Diano, dove fu eretta in cattedrale la chiesa di Santa Maria Maggiore; la diocesi tuttavia mantenne l'antico titolo di Capaccio. In seguito i vescovi trasferirono la propria residenza a Sala Consilina (1627), poi a Pisciotta, quindi a Capaccio Nuova e infine a Novi Velia (1845): questi continui trasferimenti sono un chiaro indizio che la diocesi non aveva una sede stabile né un'unica cattedrale. A Sala Consilina e a Novi Velia si trovavano inoltre due diverse curie.

Il primo seminario vescovile fu istituito il 22 dicembre 1564 a Teggiano dal vescovo Paolo Emilio Verallo e fu uno dei primi seminari istituiti dopo le disposizioni del concilio di Trento; un secondo seminario fu eretto in Novi nel 1804 da Filippo Speranza.

A causa della vastità del territorio e per porre rimedio alle difficoltà incontrate dai vescovi "senza fissa dimora", il 21 settembre 1850 papa Pio IX decretò l'erezione della diocesi di Diano (oggi diocesi di Teggiano-Policastro), con territorio ricavato da quello di Capaccio.

L'anno seguente, il 16 luglio 1851 con la bolla Cum propter iustitiae dilectionem il medesimo papa stabilì definitivamente la residenza vescovile dei vescovi di Capaccio a Vallo, dove la chiesa di San Pantaleone divenne la nuova cattedrale, che sarà consacrata il 5 maggio 1878; contestualmente la sede assunse il nome di diocesi di Capaccio e Vallo (Caputaquensis et Vallensis).[4]

Un momento difficile per la diocesi coincise con l'episcopato di Giovanni Francesco Siciliani, costretto in esilio per circa dieci anni, mentre la diocesi doveva subire l'incameramento dei beni ecclesiastici previsto dalle leggi eversive del 1866 e 1867. Il seminario vescovile di Teggiano si trovava allora fuori dai confini diocesani e il 15 maggio 1870 il vescovo pose la prima pietra di un nuovo seminario a Novi Velia; nel 1930 fu inaugurato dal vescovo Francesco Cammarota un nuovo seminario a Vallo.

Il 24 novembre 1945 la diocesi cambiò nuovamente nome a favore di diocesi di Vallo di Lucania (in latino: Vallensis in Lucania). Il 30 settembre 1986 ha assunto il nome italiano attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Fiorenzo † (prima del 499 - dopo il 501)[5]
  • Giovanni I † (menzionato nel 649)
  • Paolo † (menzionato nel 932 circa)
  • Giovanni II † (prima del 954 - dopo il 963)
  • Pietro I † (menzionato nel 967)
  • Pando † (prima del 977 - dopo il 979)
  • Lando † (menzionato nel 989)
  • Amato I † (prima del 1013 - dopo luglio 1018)[6]
  • Giovanni III † (prima del 1019 - dopo il 1020)
  • Giovanni IV † (prima del 1041 - 1047 nominato arcivescovo di Salerno)
  • Amato II † (1047 - dopo il 1059)
  • Maraldo † (prima del 1071 - 29 maggio 1097 deceduto)
  • Alfano † (prima del 1100 - dopo il 1126)
  • Celestino † (dopo il 1134)
  • Giovanni V † (prima del 1142 - dopo il 1146)
  • Celso † (menzionato nel 1156)
  • Leonardo † (menzionato nel 1173)
  • Arnulfo † (menzionato nel 1174 - dopo il 1179)
  • Michele † (menzionato nel 1188)
  • N. (Nicola?) † (menzionato nel 1196)
  • Gilberto † (menzionato nel 1217)
  • Anonimo † (menzionato l'8 giugno 1218)
  • Anonimo † (menzionato nel 1231)
  • Benvenuto † (prima del 1246 - dopo il 1265)
  • Anonimo † (menzionato nel 1273)
  • Pietro II † (prima del 1275 - 1286 deceduto)
  • Goberto † (23 agosto 1286 - 1294 deceduto)
  • Giovanni VI † (1294 - 1312 deceduto)
  • Filippo da Santo Magno † (7 luglio 1312 - luglio 1338 deceduto)
  • Tommaso da Santo Magno † (11 giugno 1341 - 12 luglio 1382 deceduto)
  • Giacomo, O.E.S.A. † (1382 - 1399 deceduto)
    • Nicola Morini † (13 agosto 1382 - ?) (antivescovo)
    • Giovanni Loar, O.E.S.A. † (22 marzo 1385 - ?) (antivescovo)
    • Riccardo † (? - 27 gennaio 1391 nominato antivescovo di Troia) (antivescovo)
  • Giovanni de Pannella † (16 maggio 1399 - 13 aprile 1405 nominato vescovo di Muro Lucano)
  • Guglielmo † (13 aprile 1405 - 10 settembre 1410 deceduto)
  • Baldassarre de Giudice † (16 agosto 1412 - 1418 deceduto)
    • Giovanni Panella Caracciolo † (1418 - 19 marzo 1418 nominato vescovo di Anglona) (vescovo eletto)
  • Tommaso de Beringarii † (19 marzo 1418 - 1422 deceduto)
  • Bernardino o Berardo Caracciolo † (18 dicembre 1422 - 3 agosto 1425 nominato vescovo di Cosenza)
  • Francesco Tomacelli † (3 agosto 1425 - 1439 deceduto)
  • Bartolomeo † (25 settembre 1439 - 1441 deceduto)
  • Masello Mirto, O.S.B.I. † (15 febbraio 1441 - 1462 deceduto)
  • Francesco di Segni † (28 febbraio 1463 - 1471 deceduto)
  • Francesco Bertini † (18 settembre 1471 - 1476 deceduto)
  • Ludovico Fenollet † (22 marzo 1476 - ? deceduto)
  • Ausias Despuig † (9 agosto 1476 - 7 settembre 1483 deceduto)
  • Ludovico Podocataro † (14 novembre 1483 - 20 gennaio 1503 nominato arcivescovo di Benevento)
    • Luigi d'Aragona † (20 gennaio 1503 - 22 marzo 1514 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Vincenzo Galeota † (22 marzo 1514 - 10 settembre 1522 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Lorenzo Pucci † (10 settembre 1522 - 12 giugno 1523 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Tommaso Caracciolo † (12 giugno 1523 - 18 dicembre 1531 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Enrico Loffredo † (18 dicembre 1531 - gennaio 1547 deceduto)
  • Francesco Sfondrati † (23 marzo 1547 - 9 novembre 1549 nominato arcivescovo, titolo personale, di Cremona)
  • Girolamo Verallo † (9 novembre 1549 - 1º marzo 1553 dimesso)
  • Paolo Emilio Verallo † (1º marzo 1553 - 1574 dimesso)
  • Lorenzo Belo † (26 maggio 1574[7] - 1586 deceduto)
  • Lelio Morelli † (6 giugno 1586 - 1609 deceduto)
  • Giovanni Vitellio, C.R. † (14 dicembre 1609 - 1610 deceduto)
  • Pedro de Mata y Haro, C.R. † (28 febbraio 1611 - 1627 deceduto)
  • Francesco Maria Brancaccio † (9 agosto 1627 - 12 febbraio 1635 dimesso)
  • Luigi Pappacoda † (12 febbraio 1635 - 30 maggio 1639 nominato vescovo di Lecce)
  • Tommaso Carafa † (11 luglio 1639 - 7 dicembre 1664 deceduto)
  • Camillo Ragona † (3 aprile 1665 - luglio 1676 deceduto)
  • Andrea Bonito, C.O. † (14 giugno 1677 - 2 febbraio 1684 deceduto)
  • Giovanni Battista De Pace † (5 giugno 1684 - 20 novembre 1698 deceduto)
  • Vincenzo Corcione † (11 aprile 1699 - 8 novembre 1703 deceduto)
  • Francesco Paolo Nicolai † (21 luglio 1704 - 2 settembre 1716 nominato arcivescovo di Conza)
  • Carlo Francesco Giocoli † (15 marzo 1717 - 14 dicembre 1723 deceduto)
  • Agostino Odoardi, O.S.B. † (14 febbraio 1724 - 25 giugno 1741 deceduto)
  • Pietro Antonio Raimondi † (22 gennaio 1742 - 15 aprile 1768 deceduto)
  • Angelo Maria Zuccari † (16 maggio 1768 - 26 dicembre 1794 deceduto)
    • Sede vacante (1794-1797)
  • Vincenzo Torrusio † (18 dicembre 1797 - 29 ottobre 1804 nominato vescovo di Nola)
  • Filippo Speranza † (29 ottobre 1804 - 12 agosto 1834 deceduto)
  • Michele Barone † (6 aprile 1835 - 7 ottobre 1842 deceduto)
  • Giuseppe D'Alessandro † (19 giugno 1843 - 24 novembre 1845 nominato vescovo di Sessa Aurunca)
  • Gregorio Fistilli † (24 novembre 1845 - 26 settembre 1848 dimesso)
    • Sede vacante (1848-1852)
    • Vincenzo Maria Marolda, C.SS.R. † (23 marzo 1852 - 8 agosto 1854 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Francesco Giampaolo † (23 marzo 1855 - 20 giugno 1859 nominato vescovo di Larino)
  • Giovanni Battista Siciliani, O.F.M.Conv. † (20 giugno 1859 - 24 ottobre 1876 deceduto)
  • Pietro Maglione † (18 dicembre 1876 - 17 dicembre 1900 dimesso)
  • Paolo Jacuzio † (17 dicembre 1900 - 9 luglio 1917 nominato arcivescovo di Sorrento)
  • Francesco Cammarota † (17 dicembre 1917 - 15 dicembre 1935 deceduto)
  • Raffaele De Giuli † (17 giugno 1936 - 18 febbraio 1946 nominato vescovo di Albenga)
  • Domenico Savarese † (11 gennaio 1947 - 3 ottobre 1955 deceduto)
  • Biagio d'Agostino † (24 febbraio 1956 - 26 ottobre 1974 ritirato)
  • Giuseppe Casale (26 ottobre 1974 - 7 maggio 1988 nominato arcivescovo di Foggia-Bovino)
  • Giuseppe Rocco Favale (4 marzo 1989 - 7 maggio 2011 ritirato)
  • Ciro Miniero, dal 7 maggio 2011

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 161.000 persone contava 157.000 battezzati, corrispondenti al 97,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 151.000 151.000 100,0 118 90 28 1.279 33 133 107
1969 160.260 160.302 100,0 123 98 25 1.302 30 169 95
1980 153.100 154.772 98,9 126 105 21 1.215 23 167 135
1990 161.000 162.000 99,4 109 80 29 1.477 2 31 155 136
1999 159.112 161.312 98,6 106 81 25 1.501 9 25 111 136
2000 156.520 158.852 98,5 106 82 24 1.476 9 24 113 136
2001 156.520 158.852 98,5 104 82 22 1.505 9 22 92 136
2002 156.520 158.866 98,5 101 81 20 1.549 9 20 109 136
2003 156.534 158.866 98,5 99 80 19 1.581 9 19 101 136
2004 156.520 158.866 98,5 103 83 20 1.519 9 20 112 137
2010 157.000 161.000 97,5 106 87 19 1.481 9 19 87 138

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lanzoni, op. cit., p. 324; Cappelletti, vol. XXI, pp. 236-237. Cfr. Storia della diocesi di Teggiano-Policastro.
  2. ^ la basilica paleocristiana di Paestum.
  3. ^ Secondo Cappelletti fu Celso l'ultimo vescovo a portare il titolo di Paestum.
  4. ^ ASS 9 (1876), pp. 518-519.
  5. ^ Secondo Lanzoni, Fiorenzo non fu vescovo di Paestum, ma di Plestia in Umbria.
  6. ^ Assente in Pietro Ebner, Chiesa, baroni e popolo nel Cilento, pp. 349-350, dove invece si parla di un vescovo Amato, ma in anni successivi.
  7. ^ Data dell'elezione riportata da Gams; secondo Eubel fu confermato dal papa il 22 maggio 1584.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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