Diocesi di Tursi-Lagonegro

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Diocesi di Tursi-Lagonegro
Dioecesis Tursiensis-Lacunerulonensis
Chiesa latina
Cattedrale Tursi.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Regione ecclesiastica Basilicata
Vescovo Francescantonio Nolè, O.F.M.Conv.
Sacerdoti 80 di cui 67 secolari e 13 regolari
1.561 battezzati per sacerdote
Religiosi 14 uomini, 64 donne
Diaconi 7 permanenti
Abitanti 125.942
Battezzati 124.942 (99,2% del totale)
Superficie 2.509 km² in Italia
Parrocchie 71
Erezione X secolo
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Annunziata
Santi patroni Santa Maria Regina di Anglona
Indirizzo Piazza Cattedrale 9, 75028 Tursi [Matera], Italia
Sito web www.diocesitursi.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Tursi-Lagonegro (in latino: Dioecesis Tursiensis-Lacunerulonensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2010 contava 124.942 battezzati su 125.942 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Francescantonio Nolè, O.F.M.Conv.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende i seguenti comuni in provincia di Matera: Tursi, Colobraro, Nova Siri, Policoro, Rotondella, San Giorgio Lucano, Valsinni.

La diocesi comprende anche i seguenti comuni in provincia di Potenza: Lagonegro, Calvera, Carbone, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant'Andrea, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Maratea, Moliterno, Nemoli, Noepoli, Rivello, Roccanova, Rotonda, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri, San Severino Lucano, Sant'Arcangelo, Sarconi, Senise, Spinoso, Teana, Terranova di Pollino, Trecchina, Viggianello.

Sede vescovile è la città di Tursi, dove si trova la cattedrale dell'Annunziata.

Il territorio è suddiviso in 71 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città di Anglona sarebbe stata sede vescovile di rito latino prima della città di Tursi. Secondo alcune fonti[1] e alla tradizione locale, si attribuisce l'istituzione del vescovado a san Pietro, o ad uno dei suoi discepoli, o a san Marco.

Nel 968 la prima sede vescovile di rito bizantino venne istituita a Tursi[2]. Nel 969, in epoca bizantina, parallelamente all'istituzione del thema di Lucania, il patriarca di Costantinopoli Polieucte, concesse all'arcivescovo di Otranto l'autorizzazione a consacrare i vescovi di Acerenza, di Gravina, di Matera, di Tricarico e di Tursi, costituendo una nuova provincia ecclesiastica di rito greco-bizantino a cavallo dei themi di Lucania e di Langobardia, che non avevano una metropoli.

Nel 1068, papa Alessandro II assegnò la diocesi come suffraganea dell'arcidiocesi di Acerenza[3], come sarà confermato anche all'inizio del XIV secolo, quando il vescovo Marco viene indicato come suffraganeo della stessa sede metropolitana.

Fino all'inizio del XII secolo la diocesi aveva adottato il rito bizantino. Nel 1110 la sede vescovile di Tursi venne trasferita ad Anglona[4], poiché meglio disposta strategicamente e per la presenza, sulla collina, di un edificio religioso particolarmente importante, il santuario di Santa Maria Regina di Anglona, infatti, è cattedrale dal 1054, e la diocesi assunse il nome di diocesi di Anglona.

Successivamente, con la decadenza della città di Anglona e lo sviluppo di Tursi, papa Paolo III per dirimere le liti tra la curia e la camera baronale, con decreto concistoriale dell'8 agosto 1545, diretto al vescovo Berardino Elvino, sancì il trasferimento della sede vescovile di Anglona nella città di Tursi. Sede della cattedra fu la chiesa di San Michele Arcangelo. Otto mesi dopo, lo stesso Pontefice con la bolla del 26 marzo 1546, trasferì definitivamente la cattedra episcopale a Tursi, nella chiesa dell'Annunziata, attuale cattedrale della diocesi, e ordinò ai vescovi di mantenere il titolo di diocesi di Anglona-Tursi.

Il 2 luglio 1954 la diocesi entrò a far parte della nuova provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Matera. Il 21 agosto 1976 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza.

Con decreto della Congregazione per i Vescovi dell'8 settembre 1976, a seguito della creazione della Regione ecclesiastica Basilicata e per far coincidere i confini ecclesiastici con quelli delle regioni civili, la diocesi ha perduto i territori situati in Calabria[5], passati alla diocesi di Cassano allo Ionio, e nel contempo si è ampliata includendo i paesi della provincia di Potenza fino al golfo di Maratea, che erano appartenuti alla diocesi di Policastro e alla diocesi di Cassano allo Ionio (Maratea).

Lo stesso giorno, con il decreto Ex historicis, la Congregazione per i Vescovi mutava il nome della diocesi in Tursi-Lagonegro; e contestualmente Anglona è divenuta una sede titolare della Chiesa cattolica.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportata la cronotassi dei vescovi della diocesi di Anglona (968-1545), di Anglona-Tursi (1545-1975)[6] e di Tursi-Lagonegro (dal 1976 ad oggi)[7]:

Vescovi di Anglona[modifica | modifica sorgente]

  • Michele † (1050 - ?)
  • Ignoto † (1059 - ?)
  • Enghelberto † (1065 - ?)
  • Inghilberto † (1068 - ?)
  • Simeone † (menzionato nel 1077)
  • Leone † (1102 - ?)
  • Pietro † (1110 - ?)
  • Giovanni † (prima del 1123 - dopo il 1139)
  • Guglielmo † (menzionato nel 1167)
  • Riccardo † (1172 - ?)
  • Guglielmo † (1177 - ?)
  • Roboano † (menzionato nel 1179)
  • Guglielmo † (1192 - ?)
  • Ignoto † (1202 - ?)
  • Pietro † (prima del 1216 - 1219 deposto)[8]
  • Nicola (o Guglielmo) † (20 dicembre 1221 confermato - ? dimesso)
  • Roberto, O.Cist. † (1241 - circa 1253 deceduto)
  • Diodato, O.F.M. † (1254 - 1254 deceduto)
  • Giovanni Montefuscolo † (1254 - 1259 nominato vescovo di Nola)
  • Leonardo, O.Cist. † (menzionato nel 1269)
  • Gualtiero † (? - 22 giugno 1299 nominato arcivescovo di Taranto)
  • Marco † (prima del 1302 - dopo il 1320)
  • Silvestro da Matera † (1322 - ?)
  • Angiolo † (1324 - ?)
  • Francesco della Marra † (circa 1325 - 25 maggio 1330 nominato arcivescovo di Cosenza)
  • Guglielmo † (25 maggio 1330 - ? deceduto)
  • Giovanni † (16 dicembre 1332 - ?)
  • Riccardo † (29 maggio 1344 - ? deceduto)
  • Filippo † (11 agosto 1363 - 1364 deceduto)
  • Filippo † (16 dicembre 1364 - dopo il 1395 deceduto)
  • Giacomo † (17 maggio 1399 - 28 aprile 1400 nominato vescovo di Strongoli)
  • Ruggiero de Marescolis † (28 aprile 1400 - ? deceduto)[9]
  • Giovanni Caracciolo † (19 marzo 1418 - 1439 deceduto)
  • Giacomo Casciano † (2 ottobre 1439 - ? deceduto)
  • Ludovico Fenollet † (5 novembre 1466 - 13 febbraio 1467 nominato arcivescovo di Cagliari)
  • Louis Fenollet † (27 gennaio 1468 - 14 settembre 1471 nominato arcivescovo di Nicosia) (per la seconda volta)
  • Giacomo Fiascone † (24 aprile 1472 - 1500 deceduto)
  • Giacomo di Capua † (1500 - 12 novembre 1507 dimesso)[10]
  • Fabrizio di Capua † (12 novembre 1507 - circa 1510 dimesso)
  • Giovanni Antonio Scozio † (24 aprile 1510 - 1528 deceduto)
  • Oliviero Carafa † (6 settembre 1536 - 1542 dimesso)

Vescovi di Anglona-Tursi[modifica | modifica sorgente]

  • Berardino Elvino † (20 dicembre 1542 - 11 luglio 1548 deceduto)
  • Giulio De Grandis † (27 luglio 1548 - 1560 dimesso)
  • Giovanni Paolo Amanio † (5 aprile 1560 - 1580 deceduto)
  • Nicolò Grana † (1580 succeduto - 1595 deceduto)
  • Ascanio Giacobazio † (10 aprile 1595 - 1609 dimesso)
  • Bernardo Giustiniano † (15 giugno 1609 - circa 1616 deceduto)
  • Innico Siscara † (19 dicembre 1616 - 1619 deceduto)
  • Alfonso Gigliolo † (17 giugno 1619 - 24 marzo 1630 decaduto)
  • Giovanni Battista Deto † (9 settembre 1630 - agosto 1631 deceduto)
  • Alessandro Deto † (26 aprile 1632 - gennaio 1637 deceduto)
  • Marco Antonio Coccini † (15 gennaio 1638 - 19 febbraio 1646 nominato vescovo di Imola)
  • Flavio Galletti, O.S.B.Vall. † (16 luglio 1646 - 26 novembre 1653 deceduto)
  • Francesco Antonio De Luca † (1º giugno 1654 - 7 febbraio 1667 nominato arcivescovo titolare di Nazareth)
  • Matteo Cosentino † (3 ottobre 1667 - 8 aprile 1702 deceduto)
  • Domenico Sabbatino † (20 novembre 1702 - settembre 1721 deceduto)
  • Ettore Quarti † (1º dicembre 1721 - 17 novembre 1734 nominato vescovo di Caserta)
  • Giulio Capece Scondito † (26 gennaio 1737 - 30 ottobre 1762 deceduto)
  • Giovanni Pignatelli † (24 gennaio 1763 - 24 luglio 1778 dimesso)
  • Salvatore Vecchioni, C.O. † (14 dicembre 1778 - 28 ottobre 1818 deceduto)
  • Arcangelo Gabriele Cela † (17 dicembre 1819 - 25 settembre 1822 deceduto)
  • Giuseppe Saverio Poli † (20 dicembre 1824 - 29 giugno 1836 dimesso)
  • Antonio Cinque † (19 maggio 1837 - 28 novembre 1841 deceduto)
  • Gaetano Tigani † (22 luglio 1842 - 2 settembre 1847 deceduto)
  • Gennaro Acciardi † (20 aprile 1849 - 14 marzo 1883 deceduto)
  • Rocco Leonasi † (14 marzo 1883 succeduto - 30 aprile 1893 deceduto)
  • Serafino Angelini † (12 giugno 1893 - 30 novembre 1896 nominato vescovo di Avellino)
  • Carmelo Pujia † (9 gennaio 1898 - 30 ottobre 1905 nominato arcivescovo di Santa Severina)
  • Ildefonso Vincenzo Pisani, C.R.L. † (5 febbraio 1908 - 3 gennaio 1912 nominato vescovo titolare di Tebe di Tebaide)
  • Giovanni Pulvirenti † (27 novembre 1911 - 19 agosto 1922 nominato vescovo di Cefalù)
  • Ludovico Cattaneo, O.M.I. † (15 settembre 1923 - 6 luglio 1928 nominato vescovo di Ascoli Piceno)
  • Domenico Petroni † (29 luglio 1930 - 1º aprile 1935 nominato vescovo di Melfi-Rapolla)
  • Lorenzo Giacomo Inglese, O.F.M.Cap. † (5 maggio 1935 - 12 settembre 1945 dimesso)[12]
  • Pasquale Quaremba † (10 marzo 1947 - 20 giugno 1956 nominato vescovo di Gallipoli)
  • Secondo Tagliabue † (25 gennaio 1957 - 22 agosto 1970 dimesso)
  • Dino Tomassini † (23 agosto 1970 - 12 dicembre 1974 nominato vescovo di Assisi)

Vescovi di Tursi-Lagonegro[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 125.942 persone contava 124.942 battezzati, corrispondenti al 99,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1959 118.000 118.800 99,3 76 71 5 1.552 5 84 59
1969 115.148 117.498 98,0 56 56 2.056 88 54
1980 127.900 137.000 93,4 89 72 17 1.437 17 110 65
1988 133.116 134.099 99,3 97 73 24 1.372 1 25 136 71
1999 131.665 132.565 99,3 89 69 20 1.479 21 100 71
2000 131.500 132.500 99,2 92 72 20 1.429 21 95 71
2001 131.500 132.500 99,2 89 70 19 1.477 3 21 90 71
2002 131.500 132.500 99,2 88 72 16 1.494 3 18 90 71
2003 131.500 132.500 99,2 80 66 14 1.643 3 16 88 71
2004 131.500 132.500 99,2 79 67 12 1.664 5 14 87 72
2010 124.942 125.942 99,2 80 67 13 1.561 7 14 64 81

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A. Nigro, Memoria topografica ed istorica sulla città di Tursi e sull'antica Pandosia di Eraclea oggi Anglona, Tip. R.Miranda, Napoli, 1851, p. 90
  2. ^ Si evince dalla Relatio de legatione Costantinopolitana di Liutprando, vescovo di Cremona
  3. ^ Luisa Derosa, Le cattedrali di Anglona e Tursi. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  4. ^ P.F. Kehr, Italia Pontificia, IX, p. 469 citato da A. Pellettieri, Diocesi e cattedrali di Basilicata su Basilicata Regione Notizie
  5. ^ in V. von Falkenhausen, La diocesi di Tursi-Anglona in epoca normanno-sveva. Terra d'incontro tra greci e bizantini, in Santa Maria di Anglona, p. 28;
  6. ^ Rocco Bruno, Storia di Tursi, ed. Policarpo, Ginosa, 1977, pp. 152-156; anche Eubel e Gams.
  7. ^ Dioecesis Tursiensis-Lacunerulonensis, da catholic-hierarchy.org. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  8. ^ Deposto da papa Onorio III per simonia e prepotenza e per aver dilapidato i beni del vescovado.
  9. ^ Avendo aderito all'obbedienza avignonese, fu nominato vescovo di Anglona dall'antipapa Clemente VII già il 16 agosto 1392, succedendo a Zotta Girardini, della medesima obbedienza. Entrambi questi vescovi non poterono prendere possesso della sede. In seguito Ruggiero de Marescolis aderì all'obbedienza romana.
  10. ^ Secondo Eubel, Giacomo Fiascone e Giacomo di Capua sarebbero lo stesso vescovo.
  11. ^ Questo vescovo, menzionato dal Gams, non appare nelle liste di Eubel, il quale fa notare che quando fu nominato alla sede di Nusco, i documenti dell'Archivio vaticano lo indicano come chierico di Cosenza e uditore della camera apostolica, senza alcun accenno ad un suo precedente incarico sulla sede di Anglona.
  12. ^ Nominato vescovo titolare di Nilopoli.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Annuario pontificio del 2011 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
  • Giuseppe Antonini, La Lucania-Discorsi, Napoli, ed. Tromberli, 1745.
  • Cesare Baronio, Annales ecclesiastici, Roma, 1588-1607.
  • Rocco Bruno, Anglona: una città, un vescovado, un santuario, Matera, ed. Liantonio, 1984.
  • Giuseppe Cappelletti Le chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. XX, 1866, Venezia.
  • Cosimo Damiano Fonseca, Santa Maria di Anglona. Storia dell'edificio medievale, Galatina, Congedo Editore, 1999.
  • Martucci, Ragionamento intorno al pieno dominio real Mensa vescovile di Anglona e Tursi sul feudo di Anglona, contro l'Università di Tursi e alcuni suoi particolari cittadini, Napoli, 1790.
  • Tommaso Pedìo, Cartulario della Basilicata, Venosa, Appia 2 Editrice, 1998.
  • D. Petrocelli, Lineamenti Storici della Diocesi di Anglona e Tursi dalle origini fino al 1546, Pontificia Università Gregoriana, 2005.
  • Ferdinando Ughelli, Italia Sacra sive da episcopis Italiae et insularum adiacentium, Venezia, 1720.
  • Curia Vescovile, Annuario Diocesano 2007, Lagonegro, Grafiche Zaccara, 2007.
  • (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 850
  • (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 90-91; vol. 2, p. 89; vol. 3, pp. 109-110; vol. 4, p. 84; vol. 5, p. 86; vol. 6, p. 84
  • (LA) Decreto Ex historicis, AAS 68 (1976), pp. 677-678

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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