Mercato San Severino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mercato San Severino
comune
Mercato San Severino – Stemma Mercato San Severino – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Sindaco Giovanni Romano (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°47′00″N 14°46′00″E / 40.783333°N 14.766667°E40.783333; 14.766667 (Mercato San Severino)Coordinate: 40°47′00″N 14°46′00″E / 40.783333°N 14.766667°E40.783333; 14.766667 (Mercato San Severino)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 31 km²
Abitanti 21 814[1] (31-12-2010)
Densità 703,68 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Baronissi, Bracigliano, Castel San Giorgio, Cava de' Tirreni, Fisciano, Montoro (AV), Roccapiemonte, Siano
Altre informazioni
Cod. postale 84085
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065067
Cod. catastale F138
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 171 GG[2]
Nome abitanti sanseverinesi o sanseverinati
Patrono San Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Mercato San Severino
Posizione del comune di Mercato San Severino all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Mercato San Severino all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Mercato San Severino (Mercato 'e Sanzuverino in campano) è un comune italiano di 21.814 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale, alla confluenza dei torrenti Solofrana (l'antica Saltera) e Calvagnola (Rio Secco o "Resicco", nel Medio Evo), occupa una superficie di 30  km² ca. (2/3 collina e pianura, 1/3 insediamento abitativo, tra il capoluogo e le frazioni), nell'alta valle del Sarno, ai piedi dei monti Picentini, a Nord della provincia di Salerno ed al confine con quella di Avellino . Altitudine media, 140 metri ca. s.l.m., con zone (Acquarola e Ciorani) tra i 200/300 metri. Ripartito in frazioni, casali e località, presenta zone pianeggianti e zone collinari, con produzioni di grano, mais, patate, vino, olio, pomodori, ortaggi . Confina a Nord - Nord Est con Bracigliano e, in provincia di Avellino, con Montoro Inferiore; a Est con Fisciano; a Sud - Sud Est con Roccapiemonte, Cava dei Tirreni e Baronissi; a Ovest con Castel San Giorgio e Siano.

Il capoluogo, Mercato, si estende sulle due rive del torrente Solofrana, addossandosi alle pendici della collina Parco, sovrastata dalle rovine del castello medievale. Alla parte medievale - il centro storico, con piazza Dante (Mercatello), via degli Orefici. Piazza Garibaldi (Mercato Nuovo) - si affianca un vasto ampliamento moderno, che si sviluppa alla destra del torrente, ai lati di corso Diaz (l'antico Decumano ). Negli anni '70 - '90, un nuovo ampliamento si ha nella parte bassa del Corso e nella zona di via Rimembranza - via Licinella. Nel 2000 - 2010, nella zona di via S.Vincenzo, al confine con la frazione S.Vincenzo, e di via Campo Sportivo, al confine con la zona industriale.

Le frazioni e località, più numerose, si trovano a valle, lungo le vie di comunicazione. Acquarola e Spiano sono più a monte. Torello, Carifi e Ciorani sorgono nella zona laterale destra, solcata dal rio Lavinaro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del Comune di Mercato San Severino risalgono al Medio Evo.[3]

Il toponimo Rota, primo dei tre che indicheranno il territorio nel corso dei secoli (Rota, San Severino o Sanseverino, Mercato), intorno all'VIII secolo, indica sia una città, costruita nei pressi dell'attuale frazione Curteri, dove esistono i resti della chiesa di Santa Maria a Rota, sia il Gastaldato, divisione amministrativa del principato di Salerno, in età longobarda.

Il nome deriva dal termine rotaticum, pedaggio terrestre che, già in epoca romana, gli abitanti della zona richiedono a chiunque voglia transitare lungo la strada principale, che dagli Abruzzi porta a Salerno,attraverso Benevento e Avellino.[4]

Il toponimo San Severino compare intorno all' XI secolo ed è legato al nome del vescovo del Norico, San Severino, venerato dalle popolazioni longobarde che, dall'Arianesimo, si sono convertite al Cattolicesimo.

Il toponimo Mercato (forum), che indica dapprima uno dei tanti casali dello Stato di Sanseverino, compare intorno al XIV secolo, quando nei documenti notarili, si trova l'espressione in foro Sancti Severini, ossia a Mercato di San Severino.[5]

Nel Medio Evo e in Età moderna,il territorio si espande oltre l'attuale provincia di Salerno, (Principato Citeriore).

Mercato San Severino è l'ultimo centro verso Nord della provincia. Rota include gli attuali comuni di Montoro, Solofra, con i loro casali, fino al confine con Forino.

Dall' XI secolo al XVI secolo, la storia di Mercato San Severino (che comprendeva anche casali e località degli attuali comuni di Fisciano, Baronissi, Calvanico) è legata alle vicende della famiglia feudale dei Sanseverino.

Dal capostipite, il cavaliere normanno Troisio de Rota (Turgisio di Sanseverino) che, venuto in Italia al seguito di Roberto il Guiscardo, nel 1067 occupa il Gastaldato longobardo di Rota, a Ferrante Sanseverino, principe di Salerno, ultimo esponente del ramo principale dei Sanseverino.

Prima della conquista del normanno Troisio, Rota è un distretto amministrativo. I Longobardi dividono i loro territori in gastaldati, con a capo un gastaldo. Per la sua posizione geografica, Rota, con il castello, sulla collina Parco, diventa un punto strategico di difesa. Anche per questo motivo, viene occupata, ancor prima della stessa Salerno, capitale del principato longobardo.

Con l'arrivo dei Normanni, le funzioni amministrative passano al conte e al principe delle nuove famiglie feudali normanne.

Con acquisizioni di nuovi territori, conquiste, matrimoni, i Sanseverino diventano la famiglia più importante del Regno di Napoli, ricoprendo le cariche di Vicario Generale, Gran Connestabile, fino all'investitura del principato di Salerno, nel XV secolo.

Nel 1358, per volontà di Tommaso Sanseverino (III), barone di San Severino e conte di Marsico, viene fondato il convento francescano di San Francesco, con annessa chiesa dell'Annunziata (oggi Convento e chiesa di Sant'Antonio). [6]

Nel 1466, in esecuzione della volontà testamentaria del padre, Giovanni Sanseverino, viene fondato da Roberto Sanseverino (I), principe di Salerno, il convento domenicano di San Domenico (oggi Palazzo di Città), con annessa chiesa di San Giovanni in Palco, sorta su una preesistente del 1412. [7]

Con la fine della famiglia Sanseverino, nel 1556 lo Stato di Sanseverino è donato a don Ferrante Gonzaga.

Nel 1583 è venduto ai Carafa, duchi di Nocera. Nel 1596 ai Caracciolo, principi di Avellino, prima come contea, poi come marchesato, fino all'abolizione del feudalesimo da parte di Gioacchino Murat, agli inizi del XIX secolo, durante il decennio francese.

Nel 1810 viene costituita la comune di Mercato (San Severino sarà aggiunto nel 1864). Il decurionato, essendo stati soppressi gli Ordini religiosi, in virtù delle Leggi Eversive, si riunisce, in un primo momento, presso l'ex Convento di San Giacomo. Successivamente, presso l'ex Convento di San Domenico dei padri Domenicani (attuale palazzo di Città).

La crescita demografica ed economica del comune è molto lenta, per la presenza di zone paludose proprio a Mercato che, quando diventa il capoluogo del comune, conta appena duecento abitanti. Il problema viene risolto con la trasformazione delle strade interne, ampliate e migliorate, permettendo così, nel periodo fine '800 - inizi '900, nuovi insediamenti urbani, soprattutto nella parte nuova della ferrovia e nella zona del fondo San Giovanni.

Dal 1810 al 1860, è capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al circondario di Salerno.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo Mercato è diviso in due quartieri, corrispondenti alle parrocchie di Sant'Antonio e di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni in Palco.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

In base allo Statuto comunale di Mercato San Severino[9] le frazioni sono 23[10].

Acigliano, Acquarola, Capocasale, Carifi, Ciorani, Corticelle,[11] Costa, [12] Curteri, Galdo di Carifi, Lombardi, Monticelli di Sopra, Monticelli di Sotto, Oscato, Ospizio, Pandola, Piazza del Galdo,[13] Priscoli, Sant'Angelo in Macerata, Sant'Eustachio, [14] San Vincenzo, Spiano, Torello, Valle - Marigliano

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[16]. La Forania di Mercato San Severino appartiene all'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

L'altra confessione cristiana è quella evangelica.

Istituzioni enti[modifica | modifica sorgente]

  • Presidio Ospedaliero - Ospedale Amico ' Gaetano Fucito ' -
  • Farmacia Comunale - Consorzio Farmacie Servizi - Co.Fa.Ser.
  • Ufficio del Giudice di Pace
  • Tribunale di Salerno - Sez. distaccata

Editoria comunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Giornali online

  • Irnonotizie.it
  • Irno.it
  • DentrolaNotizia.tv
  • dentroSalerno.it

Radio Televisione

  • R.D.I. - Radio Diffusione Irno
  • Telespazio 1 (Montoro Inferiore)

Persone legate a Mercato San Severino[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

  • Strada Regionale 88 ex SS 88 primo tratto-Innesto SP 222-Bivio SP 222-Bivio SP 219-Baronissi-Bivio SP 26.
  • Strada Regionale 266/b ex SS266 Nocerina.
  • Strada Provinciale 4 Innesto SS 18(Camerelle)-Roccapiemonte-Mercato San Severino.
  • Strada Provinciale 23 Pandola(Innesto SS 88)-Piazza di Pandola-Provincia di Avellino.
  • Strada Provinciale 24/dir Innesto SP 24a-Innesto SP 23(ex consortile)-confine provincia Avellino.
  • Strada Provinciale 98 Innesto ex SS 266-Ciorani-Bracigliano.
  • Strada Provinciale 122 Curteri-Oscato-Spiano-Innesto SS 88.
  • Strada Provinciale 222 Innesto SS 88-Monticelli-Oscato.
  • Strada Provinciale 309 Innesto SP 4-Acquarola-Carratù-Curteri-Innesto SP 4-S.Angelo-Acquarola.
  • Strada Provinciale 337 S.Maria a Favore-Piazza del Galdo.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Mercato San Severino è servito dalla stazione di Mercato San Severino - posta sulla ferrovia Cancello-Avellino e capolinea della ferrovia Salerno-Mercato San Severino - e dalla stazione di Valle di Mercato San Severino.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Mercato San Severino è servito da diverse società di trasporto su gomma.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte dell'Unione dei Comuni dell'Irno.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidata all'Ambito Territoriale Ottimale ATO 3 Sarnese- Vesuviano.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Mercato di San Severino è presente la squadra di pallavolo Associazione Sportiva Rota Volley[18]. [19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il primo documento, riguardante Rota (l'attuale Mercato San Severino) è del 798.Cfr. G.Portanova, I Sanseverino e l'Abbazia cavense, Badia di Cava,1977,p.6
  4. ^ La presenza romana è testimoniata da un torre quadrata detta Torre di Marcello, nei pressi di Rota, nella località Torrione-Marcello, a Sant'Angelo in Macerata (il casale Marcella, dell'antico Stato di Sanseverino)
  5. ^ I toponimi Rota, San Severino, Mercato saranno indicati sempre come entità autonome. Il nome San Severino scompare nel 1810, quando sono costituiti i comuni di Mercato, Baronissi, Fisciano (e successivamente Calvanico), per ricomparire nel 1864, quando è aggiunto al nome Mercato. Il nome Mercato scompare, dal 1935 al 1945, quando il comune assume la nuova denominazione di San Severino Rota
  6. ^ Per quanto riguarda le notizie sul complesso francescano di Mercato San Severino, cfr. G.Cuomo - O.Caputo, Mercato S.Severino. La Chiesa di Sant'Antonio dei Frati Minori nella Storia e nell'Arte, Mercato S.Severino, 1976
  7. ^ Per quanto riguarda le notizie sul complesso domenicano di Mercato San Severino, cfr. O.Caputo, Mercato S.Severino. S.Giovanni in Palco nella Storia e nell'Arte, Salerno, 1984
  8. ^ Comuni ricicloni 2010 e risultati
  9. ^ Statuto comunale di Mercato S. Severino
  10. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni
  11. ^ Con la località Faraldo
  12. ^ Con la località Pendino
  13. ^ Con il casale Piro
  14. ^ Con il casale San Felice
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  17. ^ Evangelici.net - Indirizzi utili
  18. ^ S.S.D.R.L. Rota Volley: Home
  19. ^ Presieduta dall'imprenditore Giuseppe Maiellaro, dopo una lunga militanza nei campionati minori, è riuscita nell'impresa di approdare in Serie A2, grazie ad un ripescaggio, voluto dalla dirigenza e dalla Lega. L'impianto - sede, per le gare casalinghe, è il PalaRota, con una capienza di 500 posti a sedere. A causa di problemi logistico-finanziari, nella stagione 2012–2013, la squadra ha militato nel girone D della Serie B1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.Portanova,Il Castello di S. Severino nel XIII secolo e S. Tommaso d'Aquino,Badia di Cava , 1924.
  • P.Natella - P.Peduto, Il Castello di Mercato S.Severino, Napoli, 1965
  • G.Cuomo - O.Caputo, Mercato S.Severino. La Chiesa di S.Antonio dei Frati Minori nella Storia e nell'Arte, Mercato S.Severino, 1976
  • G.Portanova, I Sanseverino e l'Abbazia cavense ( 1061-1324),Badia di Cava , 1977
  • G.Rescigno, Artigianato e dintorni, Mercato S.Severino, 1979
  • P. Natella, I Sanseverino di Marsico. Una terra un regno, Mercato S.Severino, 1980
  • G.Rescigno, Fiere e mercati a San Severino, Mercato S.Severino. 1981
  • M. Del Regno, Tavola sinottica dei principali avvenimenti storici e culturali comparata con le vicende legate alla famiglia dei Sanseverino di Marsico, Mercato S.Severino, 1983
  • G. Rescigno, Le pietre della storia. Guida ad un itinerario tra le mura del Castello dei Sanseverino, Mercato S.Severino, 1983
  • G.Rescigno, L'espansione urbana di un comune del Mezzogiorno: Mercato S.Severino, Mercato S.Severino, 1984
  • O. Caputo, Mercato S.Severino. S. Giovanni in Palco nella Storia e nell'Arte, Salerno, 1984
  • M. Del Regno, I Sanseverino nella storia d'Italia. Cronologia storica comparata (secc. XI - XVI), Mercato S.Severino, 1991
  • G.Romano (a cura di), Guida agli Archivi storici del Comune e delle Parrocchie di Mercato S.Severino, Napoli, 1997
  • G.Portanova, Il Castello di S.Severino nel XIII secolo e S.Tommaso d'Aquino, - ( Introduzione e cura di M. Del Regno ) -, Mercato S.Severino, 1998 (2ª ed.)
  • A.Musi, Mercato San Severino. L'Età moderna, Salerno, 2004
  • L.Rossi, Mercato San Severino. L'Età contemporanea, Salerno, 2004
  • P.Peduto (a cura di), Mercato S.Severino nel Medioevo. Il Castello e il suo territorio, Firenze, 2008
  • G.Izzo - L.Noia - P.Trotta, La Terra di San Severino nel XVI secolo. Momenti di vita sociale ed economica, Fisciano, 2008
  • P. Natella, I Sanseverino di Marsico. Una terra un regno( I Il Gastaldato di Rota), Salerno, 2008
  • G. Rescigno, Guida al Castello di Mercato S.Severino, Fisciano, 2013 (4ª ed.)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]