Roccagloriosa

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Roccagloriosa
comune
Roccagloriosa – Stemma
Roccagloriosa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Nicola Marotta (lista civica Nuova alba) dal 27.05.2013
Territorio
Coordinate 40°07′00″N 15°26′00″E / 40.116667°N 15.433333°E40.116667; 15.433333 (Roccagloriosa)Coordinate: 40°07′00″N 15°26′00″E / 40.116667°N 15.433333°E40.116667; 15.433333 (Roccagloriosa)
Altitudine 430 m s.l.m.
Superficie 40,56 km²
Abitanti 1 650[1] (31-12-2010)
Densità 40,68 ab./km²
Frazioni Acquavena
Comuni confinanti Alfano, Camerota, Celle di Bulgheria, Laurito, Rofrano, San Giovanni a Piro, Torre Orsaia
Altre informazioni
Cod. postale 84060
Prefisso 0974
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065107
Cod. catastale H412
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti rocchetani, rocchesani o roccaglorensi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccagloriosa
Posizione del comune di Roccagloriosa all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Roccagloriosa all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Roccagloriosa ('a Rocca in dialetto cilentano meridionale) è un comune italiano di 1.664 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo paese del Cilento, si trova incastonata in una valle formata dai fiumi Mingardo e Bussento, a ridosso del monte Bulgheria, a poca distanza dal comuni di Celle Bulgheria. Con la sua piccola frazione di Acquavena, è inserita nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità nel 1998.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del Nome

La tradizione popolare vuole che il nome di Roccagloriosa sia il composto di del latino Rocca,-ae e Gloriosa. Il primo termine sta ad indicare la collocazione strategica del paese, per secoli una roccaforte, il secondo sottolinea la venerazione per la gloriosa Maria di Nazareth, madre di Dio.

Sulla collina denominata 'Le Chiaie" sono stati ritrovati reperti databili all'età del Bronzo.

Testimonianze più importanti risalgono all'età del ferro (VIII-VI secolo a.C.), in cui nella zona si sviluppò un insediamento stagionale. A partire dal V secolo a.C. si sviluppò un abitato, formato da case a pianta rettangolare allungata, posate su uno zoccolo di pietra.

Dal IV al III secolo a.C. si costituisce un perimetro difensivo dell'abitato, cioè una cinta muraria costruita con blocchi di calcare, che lascia all'esterno la necropoli. All'interno della cittadina così fortificata le abitazioni si dispongono in isolati rettangolari.

Su un frammento di tavola bronzea rinvenuto durante gli scavi archeologici, databile al IV-III secolo a.C., è stato ritrovato uno statuto riguardante l'ordinamento istituzionali civile dell'antica cittadina, testimoniando quindi una notevole complessità della vita civile e amministrativa del popolo dei Lucani.

Nel I secolo a.C., i superstiti alla distruzione di Orbitania, eressero un nuovo insediamento, non lontano dal primo, su uno costone di roccia chiamato Armo. L'insediamento si chiamò Patrìzia, l'odierna Rocchetta, cittadina che visse fino al IV secolo d.C.

Alla fine del IV secolo, il generale Stilicone sbarcò con i suoi soldati nel Golfo di Policastro, trovò la zona adatta per l'accampamento delle sue truppe. Queste si diedero al saccheggio e alla distruzione degli abitati vicini, e gli abitanti di Patrizia furono costretti a fondersi col nucleo originario: da questa unione nacque un nuovo insediamento, intorno ad una chiesetta del 412 dedicata alla Madonna, zona ancora oggi chiamata Rocca.

Nel VI secolo, in seguito alle invasioni bulgare, presso la Rocca venne costruito un castello, e si costituirono gli abitati di Aquavena, Celle Bulgheria e Rocchetta.

Nel 590 fu conquistata dai Longobardi, che ingrandirono il castello. Nel XIII secolo questo era uno dei castra exempia di Federico II di Svevia, e se ne riservava l'affidamento direttamente alla casta regnante.

In epoca moderna, il castello dovette subire il saccheggio delle truppe napoleoniche, il 3 agosto 1806. Questo fu incendiato e devastato, per poi essere demolito negli anni '50 del XX secolo.

Nello stesso periodo Celle ottenne l'autonomia amministrativa.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Torreorsaja, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Torre Orsaja, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Monumenti e Luoghi d'Interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giovanni: costruita nell'XI secolo, fu restaurata nel 1763 per la terza volta. All'interno otto altari con stemma delle famiglie gentilizie che ne avevano il patronato. La cripta ospitò i defunti fino al 1831.
  • Chiesa della Gloriosa: costruita nel 412, è la chiesa più antica del comune, dedicata alla Gloriosa Madre di Dio. Fu distrutta dai francesi nel 1806 e nel 1848 da un terremoto.
  • Chiesa di San Nicola: del XVII-XVI secolo, ampliata nel XVII e XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria dei Martiri.
  • Chiesa del Rosario.
  • Cappella di Sant'Angelo.
  • Cenobio di San Mercurio.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo De Caro.
  • Palazzo Cavalieri.
  • Palazzo Balbi.
  • Palazzo De Curtis.
  • Palazzo Marotta.
  • Palazzo Bortone.
  • Palazzo Pappafico.
  • Palazzo la Quercia.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello.

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiquarium

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 18 Italia.svg Strada statale 18 Tirrena Inferiore
  • Strada Provinciale 17 Italia.svg Strada Provinciale 17/a Bosco-Acquavena-S.Cataldo.
  • Strada Provinciale 17 Italia.svg Strada Provinciale 17/b Bivio S.Cataldo-Celle di Bulgheria-Poderia-Ponte Mingardo.
  • Strada Provinciale 19 Italia.svg Strada Provinciale 19 Torre Orsaia-Roccagloriosa(loc. S.Cataldo).
  • Strada Provinciale 62 Italia.svg Strada Provinciale 62 Innesto SP 19-Abitato di Roccagloriosa.
  • Strada Provinciale 430 Italia.svg Strada Provinciale 430/d Roccagloriosa-Svincolo di Policastro Bussentino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Roccagloriosa.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Bussento - Lambro e Mingardo

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ [1], [2], [3]
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]