Corone

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Corone
frazione
Κορώνη
Dati amministrativi
Stato Grecia Grecia
Periferia Peloponneso
Unità periferica Messenia
Comune Pylos-Nestoras
Territorio
Coordinate 36°47′N 21°57′E / 36.783333°N 21.95°E36.783333; 21.95 (Corone)Coordinate: 36°47′N 21°57′E / 36.783333°N 21.95°E36.783333; 21.95 (Corone)
Altitudine 0 m s.l.m.
Superficie 105,163 km²
Abitanti 5 067 (2001)
Densità 48,18 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 24x xx
Prefisso 272x0
Fuso orario UTC+2
Targa XA
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Grecia
Corone
Sito istituzionale

Corone o Korone in greco: Κορώνη) è un ex comune della Grecia nella periferia del Peloponneso di 5.067 abitanti secondo i dati del censimento 2001.[1]

È stato soppresso a seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] ed è ora compreso nel comune di Pylos-Nestoras.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Koroni

Fu fondata in epoca non precisata, sicuramente entro il VI secolo, dai bizantini.

Nel 1204, dopo la caduta di Costantinopoli, capitale dell'Impero bizantino, a seguito della quarta crociata, i crociati si impossessarono anche del Peloponneso. Corone fu conquistata dai veneziani nel 1204, nel 1208 passò ai genovesi, ma in breve tempo fu riconquistata dai veneziani. Dall'epoca della conquista fu sede di un vescovo di rito latino.

A Corone esisteva dal XII-XIII secolo una folta minoranza albanese ortodossa, chiamata dai locali greci arvanites.

Nel 1500 Corone si arrese ai turchi. Fu riconquistata da Andrea Doria nel 1532, ma già nel 1534 tornò in mano turca. Fu così che, grazie ad accordi diplomatici intercorsi tra l'esercito di Carlo V ed il Sultano, alle nobili famiglie albanesi della città, come i Marchianò, i Mazzuca, gli Stratigò, fu consentita la scelta dell'esilio nel Regno di Napoli Carlo V volendo omaggiare i profughi ed il loro strenuo eroismo nella difesa della roccaforte, insignì gli eroi della Regio Cavalierato, i cosiddetti Cavalieri Coronei[3]. Così, durante la dominazione ottomana del 1534, la popolazione fu esiliata in Italia e Sicilia, anche nella città di Messina.

I veneziani la riconquistarono ancora nel 1685 con Francesco Morosini, ma nuovamente ricadde sotto la dominazione turco-ottomana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 maggio 2011.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 maggio 2011.
  3. ^ P. ROdotà, Dell'origine, progresso e stato presente del rito greco in Italia, ristampa edizioni Brenner

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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