Brindisi Montagna

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Brindisi Montagna
comune
Brindisi Montagna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Nicola Allegretti (lista civica Democratici progressisti) dall'08/06/2009 (II mandato)
Territorio
Coordinate 40°37′00″N 15°56′00″E / 40.616667°N 15.933333°E40.616667; 15.933333 (Brindisi Montagna)Coordinate: 40°37′00″N 15°56′00″E / 40.616667°N 15.933333°E40.616667; 15.933333 (Brindisi Montagna)
Altitudine 865 m s.l.m.
Superficie 59,88 km²
Abitanti 916[1] (31-12-2010)
Densità 15,3 ab./km²
Comuni confinanti Albano di Lucania, Anzi, Potenza, Tricarico (MT), Trivigno, Vaglio Basilicata
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076014
Cod. catastale B181
Targa PZ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti brindisini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brindisi Montagna
Posizione del comune di Brindisi Montagna all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Brindisi Montagna all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Brindisi Montagna (Brìnnese in dialetto lucano[2], Brundisium de Montanea in latino, chiamato anche Brindisi di Montagna) è un comune italiano di 916 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. È noto per essere il set de La storia bandita, spettacolo in cui vengono narrate le vicende del brigante Carmine Crocco e della sua banda nel periodo postumo all'unità d'Italia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a 862 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Matera e fa parte della cosiddetta "Area Metropolitana di Potenza".

Confina con i comuni di: Trivigno (9 km), Vaglio Basilicata (13 km), Anzi (19 km), Albano di Lucania (20 km), Potenza (24 km) e Tricarico (MT) (36 km). Dista appunto 24 km da Potenza e 88 km dall'altra provincia lucana Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono state evidenziate testimonianze di insediamenti che risalgono al III secolo a.C. Reperti archeologici dall’Eneolitico all'epoca bizantina (X secolo d.C.) sono conservati al Museo Provinciale di Potenza e testimoniano la continua esistenza di un abitato.

Nell'Alto Medioevo si era stabilita una comunità monastica di monaci basiliani, nella Badia dedicata a Santa Maria dell’Acqua Calda, così denominata per la presenza di una falda di acqua termale. Carlo I d’Angiò, con regio decreto del 1268, affidò il feudo di Brindisi e Anzi a Guidone da Foresta, nominandolo primus dominus Brundisii de Montanea et Ansiae. I signori feudali del posto fortificarono l'abitato con un castello. Il paese, allora situato nella località di “Aia di Brindisi”, era costituito nel 1277 da 136 “fuochi” (700 abitanti circa).

Dopo il terremoto del 5 e del 30 dicembre del 1456 il paese fu ricostruito alle pendici del Castello e ripopolato nel 1536 da profughi del Peloponneso, per volontà del feudatario di Brindisi, Pietrantonio IV dei Sanseverino di Bisignano e per intercessione di sua moglie Irene, che era nipote dell’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.

La badia basiliana, abbandonata dai basiliani, fu donata dai principi Sanseverino ai monaci della Certosa di Padula; eretta a Grancia di San Demetrio nel 1503, divenne una grande azienda rurale condotta da monaci laici, raggiungendo il suo massimo splendore nel Settecento. Soppressi gli ordini monastici nel 1806, la Grancia fu acquistata da privati e poi rivenduta al Demanio verso il 1925.[3].

Il feudo di Brindisi passò dai Sanseverino ai D’Erario, agli Antinori, ai Battaglia e, da ultimo, ai Fittipaldi.

Nel 1799 anche Brindisi di Montagna partecipò ai moti libertari erigendo l'albero della libertà in piazza. Dal 1860 al 1864 bande di briganti infestavano i boschi circostanti: il 2 novembre 1861, grazie ad un’improvvisa coltre di nebbia che ammantò il paese, i brindisini furono risparmiati dall’incursione delle bande di Crocco, Borjes e Serravalle.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

"Due covoni di spighe di grano sormontati da una croce".

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 101.
  3. ^ Ogni anno il 10 settembre la chiesetta dell’ex badia è meta di fedeli per la festa di san Lorenzo martire: fino al 1950 vi andavano i devoti del circondario per invocare il santo contro la malaria; oggi le comitive affluiscono per una sagra rusticana di addio all’estate all’insegna del buon umore e della più cordiale ospitalità.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Pisani, Dall'Albania a Brindisi di Montagna all'Italia. Cronistoria dal 1262 al 1927. Palombara Sabina 1926 (Ristampa anastatica: Matera 1989).
  • Caterini Carlo, Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi, Rende 2009.
  • Luigi Materi, L’ultima Canzone. Il Romanzo della Grancia, R. Caddeo e C., Milano 1922.
  • Brindisi di Montagna in eta moderna: la rivoluzione del 1799, a cura di G. Allegretti; prefazione di Antonio Libutti, 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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