Ghirlandina
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| Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande Cathedral, Torre Civica and Piazza Grande, Modena |
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| Tipologia | Architettonico |
| Criterio | C (i) (ii) (iii) (iv) |
| Pericolo | Nessuna indicazione |
| Anno | 1179 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
| Patrimoni dell'umanità in Italia |
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Col nome di Ghirlandina è tradizionalmente conosciuta la torre campanaria del Duomo di Modena.
Alta 86,12 metri, ben visibile al viaggiatore che arrivi in città da qualunque punto cardinale, la torre è il vero simbolo di Modena.
L’originale Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, innalzata su cinque piani entro il 1179, fu poi rialzata nei due secoli successivi (anche per motivi di rivalità con le torri bolognesi) con l’introduzione della caratteristica punta ottagonale, secondo un disegno di Arrigo da Campione, uno dei tanti ‘Maestri campionesi’ che tra Duecento e Quattrocento aggiornarono lo stile della cattedrale al nuovo gusto gotico. La punta è ornata da due ghirlande, vale a dire due ringhiere di marmo, da cui il nome.
All’interno, la Sala della Secchia (con affreschi del Quattrocento), custodisce una copia della celebre La secchia rapita: testimonianza di quando la torre era sede dei forzieri e dei ‘trofei’ del comune modenese.
Degni di nota anche i capitelli scolpiti della Stanza dei Torresani, al quinto piano.
Capitello di Davide: due figure incoronate suonano degli strumenti circondati di danzatrici.
Il Capitello dei Giudici: il significato delle scene raffigurate non è chiaro: a sinistra un re con un libro in mano sembra ascoltare le suppliche di due donne; sulla destra un personaggio si dispera mentre alle sue spalle due esseri alati si allontanano.
Gli altri capitelli non pongono problemi interpretativi in quanto sono puramente decorativi.
Alla fine dell'Ottocento alla torre furono fatti diversi lavori . Nel 1890 fu riparata la parte piramidale superiore esterna e nel 1893 dopo aver impiantato una grande armatura tutta intorno fu eseguito il rivestimento in marmo di Verona. I lavori terminarono nel 1897 e dopo il collaudo dell'ingegnere Giacomo Gallina del Regio Genio Civile la Ghirlandina tornò allo stupore dei modenesi e non, più bella che mai.
Assolutamente unico il panorama che si gode dalla lanterna, sulle tegole rosse dei tetti di Modena.
Nella piccola Piazza Torre che si affaccia su via Emilia, è collocato il Monumento ad Alessandro Tassoni, il più celebre dei poeti modenesi, autore del poema eroicomico La secchia rapita, in cui con suprema ironia si narrano le contese medievali tra modenesi e bolognesi. L’arguzia del personaggio è ben rappresentata nella posa della statua, realizzata nel 1860 dallo scultore modenese Alessandro Cavazza.
[modifica] Il restauro
Ad opera del Comune, proprietario dei due edifici, dal 2008 sono iniziati i lavori di restauro del duomo e della torre campanaria che presentavano alcune lesioni. Mentre le impalcature attorno al duomo, rimasto in attività e visitabile, lasciano intravvedere l'architettura e in parte anche le famose lastre di Wiligelmo, il comune ha pensato di commissionare all'artista Domenico Paladino una copertura provvisoria costituita da un telone, al fine di nascondere le impalcature della torre Ghirlandina, sul quale sono riportate figure geometriche di vari colori e che resterà fino al 2010.
La scelta ha suscitato una certa perplessità nella cittadinanza, lamentando la spesa eccessiva (circa 150mila Euro). In effetti, anche se l'opera è a costo zero (in quanto Paladino non ha preteso compensi per l'installazione) la differenza di spesa tra una normale impalcatura e un'impalcatura dotata di tendaggi stampati appositamente con l'opera del transavanguardista non è indifferente;
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