Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno

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Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
Dioecesis Nucerina Paganorum-Sarnensis
Chiesa latina
CattedraleNocera.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno
Regione ecclesiastica Campania
Vescovo Giuseppe Giudice
Vescovi emeriti Gioacchino Illiano
Sacerdoti 127 di cui 68 secolari e 59 regolari
1.787 battezzati per sacerdote
Religiosi 67 uomini, 211 donne
Diaconi 7 permanenti
Abitanti 236.574
Battezzati 227.000 (96,0% del totale)
Superficie 157 km² in Italia
Parrocchie 54
Eretta III secolo
Rito romano
Cattedrale Cattedrale di San Prisco
Concattedrali Concattedrale di San Michele
Indirizzo Via Riccio 75, C.P. 123, 84014 Nocera Inferiore [Salerno], Italia
Sito web www.diocesinocerasarno.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Ingresso del palazzo vescovile di Nocera Inferiore

La diocesi di Nocera Inferiore-Sarno (in latino: Dioecesis Nucerina Paganorum-Sarnensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2004 contava 227.000 battezzati su 236.574 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Giudice.

Indice

[modifica] Territorio

La diocesi di Nocera Inferiore-Sarno comprende le foranie di Nocera Inferiore, Sarno, Nocera Superiore-Roccapiemonte, Pagani, Angri (di cui fanno parte i comuni di Sant'Egidio del Monte Albino, di Corbara e la parrocchia di Santa Maria dei Bagni nel comune di Scafati), e San Valentino Torio (di cui fanno parte anche la parrocchia di San Biagio a San Marzano sul Sarno in provincia di Salerno e le parrocchie di San Giovanni Battista a Striano e di Sant'Antonio da Padova a Poggiomarino, entrambe in provincia di Napoli), per un totale di 54 parrocchie, dislocate in 13 comuni.

Sede vescovile è la città di Nocera Inferiore dove si trova la basilica cattedrale di San Prisco. A Sarno si trova la concattedrale di San Michele.

Nel territorio sono presenti inoltre l'abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis situata nel comune di Sant'Egidio del Monte Albino, la basilica santuario di Maria Santissima Materdomini a Nocera Superiore, elevata nel 1923, la basilica di Sant'Alfonso Maria de' Liguori a Pagani, elevata nel 1908, il santuario di Gesù Bambino di Praga a Pagani e sei santuari mariani: Maria Santissima dei Miracoli su Montalbino a Nocera Inferiore, Santa Maria della Foce in località Foce di Sarno, Maria Santissima delle Tre Corone a Sarno, Santa Maria di Loreto a Roccapiemonte, Santa Maria dei Bagni a Scafati, Maria Santissima del Carmine detta delle galline a Pagani.

[modifica] Storia della diocesi di Nocera

[modifica] Origini

La prima diocesi della Campania Inferiore risalirebbe, secondo alcuni, al I secolo, allorché Prisco (primo vescovo di Nuceria), sarebbe giunto in Italia insieme a Pietro ed ai 72 discepoli di Gesù. Tuttavia, questa affermazione si perde nella leggenda, nei cui meandri la storia del vescovo nocerino si mischia a quella dell'omonimo santo primo vescovo di Capua.

È più probabile che Prisco sia vissuto durante il III secolo.

È citato da San Paolino da Nola, che ricorda come il suo culto fosse praticato, nel 405, nella sua città oltre che a Nuceria.

« Fonte sacrata dies illuxerat illa beati

natalem Prisci referens, quem te Nola celebrat
quamvis ille alia nucerinus Episcopus
Urbe sederit.

San Paolino da Nola, Carme XIX, vv. 515-518 »
« Splendea quel dì nella città di Nola

festivo a Prisco che pastor già resse
là dei pagani e picentin Nocera.

Remondini G., Della nolana Ecclesiastica storia, Napoli, 1751, t. II. Lib. III »

Nel 498 venne esiliato a Nocera l'antipapa Laurenzio. Eletto papa insieme a Simmaco, perse la carica dopo un clima da guerra civile. A Nocera ricoprì quindi la carica di vescovo.

[modifica] Il primo vescovo nocerino

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prisco (vescovo di Nocera).

San Prisco è patrono della città di Nocera Inferiore e della diocesi.

Tra i miracoli che gli si attribuiscono vi è quello di aver convinto delle oche a seguirlo per farne dono al papa; di aver trasportato una fontana donatagli dal pontefice da Roma a Nocera con il solo ausilio di due “vaccherelle” e di aver fatto comparire una cerva che abbia dissetato con il suo latte i compagni assetati.

La vasca della leggenda esiste ancora e si trova nel piazzale antistante al Duomo di Nocera Inferiore che porta il suo nome.

[modifica] Il Battistero

Sconosciuta la sede della prima cattedra nocerina. Il vescovo, secondo la tradizione, si spostò nel battistero paleocristiano che, nel VI secolo, fu realizzato all’interno delle mura (onore concesso a pochissime città) di Nuceria Alfaterna.

Tuttavia è plausibile che il vescovo avesse a disposizione una cattedrale che non è ancora stata individuata.

[modifica] La soppressione della diocesi

La storia della diocesi nocerina ha un sussulto nel 1260, quando, per motivi mai chiariti del tutto, i nocerini assassinarono il proprio vescovo (del quale è incerto anche il nome, probabilmente Matteo).

Il territorio della diocesi fu smembrato e passò in gran parte a Salerno.

Tuttavia questa notizia, riportata dal vescovo Simone Lunadoro (autore della prima storia della Chiesa nocerina), non trova conferma negli storici successivi. L'Orlando e l'Eubel, infatti, nelle loro cronotassi, riportano i nomi di alcuni vescovi (Placido, Filippo, Iametro) del periodo della presunta soppressione. Peraltro di questi vescovi non sono citati riscontri storici.

[modifica] L'intervento di papa Urbano VI, fra' Francesco da Nocera vescovo

Nel 1385 fu imprigionato nel castello del Parco di Nocera papa Urbano VI, e assediato dalle truppe di Carlo III di Napoli.

Salvatosi, per ringraziare il popolo che l'aveva difeso, il papa dello scisma d'occidente riconferì alla città il ruolo di diocesi.

Fu eletto vescovo il nocerino fra' Francesco da Nocera (frate del convento di Sant’Antonio, in una delle cui sale s'era svolta la congiura dei cardinali contro il pontefice).

La cattedra si spostò dal battistero dell'attuale Nocera Superiore alla nuova Cattedrale di San Prisco (sorta sul precedente monastero benedettino di San Prisco) nel quartiere che prenderà il nome di Vescovado nell’attuale Nocera Inferiore.

La diocesi prenderà il nome della città: Nuceria Paganorum.

[modifica] I Giovio

Vescovi illustri furono i comensi Giovio, che ressero la diocesi durante il Rinascimento. Il primo fu Paolo Giovio il vecchio, succeduto dal fratello, Giulio Giovio e dal nipote Paolo Giovio il giovane.

Fu soprattutto il terzo vescovo della dinastia comense a compiere le più importanti opere per dare lustro alla sua diocesi: Paolo Giovio il giovane diede vita alla prima realizzazione del seminario e del palazzo vescovile, prima allocato nei locali dell'ex abbazia benedettina che sorgeva nell'area della cattedrale.

[modifica] Unione con Cava

Ancorché sede vacante dal 1806, restò diocesi autonoma fino al 27 giugno 1818, quando venne unita aeque principaliter alle diocesi di Cava e Sarno. La diocesi fu ripristinata il 23 giugno 1834.

[modifica] Storia della diocesi di Sarno

[modifica] Origini

La diocesi di Sarno fu eretta nel 1066 dall'arcivescovo Alfano I di Salerno, con bolla convalidata da papa Alessandro II.

Primo vescovo fu un certo Riso, salernitano, che prese dimora nella zona allora detta Casamabile: diventata sede vescovile. La zona assunse presto la nuova denominazione di Episcopio, ossia "casa del vescovo", rimasta invariata fino ad oggi.

Tuttavia, la bolla di Alfano I potrebbe riferirsi ad una riorganizzazione della diocesi, in quanto la chiesa di Sarno potrebbe essere stata più antica: un Adeodatus sanctae Sarniensis Ecclesiae è presente in un codice parigino nell'elenco dei vescovi nel pre-concilio di Roma del 679, in preparazione del Concilio di Costantinopoli del 680.

Inoltre, un atto del Codex Diplomaticus Cavensis (volume VII, pagina 266), dell'anno 1055, riguardante la delimitazione dei confini tra il monastero di Santa Sofia di Salerno e le proprietà di un certo Alterio di San Valentino Torio, cita i possessi di questo fino ab oriente fine episcopio sarnense.

Il territorio originario comprendeva buona parte dell'attuale valle dell'Agro Nocerino Sarnese, con i territori vesuviani, fino al mare.

[modifica] XVI e XVII secolo

Dopo il 1516 la diocesi è affidata a Nola per circa 20 anni, tranne che per cinque anni in cui è retta da Spagnuolo Beltrando.

Durante questo periodo il territorio di Sarno fu depauperato (perdendo Palma Campania, Scafati, Ottaviano e i territori vesuviani), che passarono proprio a Nola.

Nel 1627 venne consacrata la cattedrale di san Michele.

[modifica] Unione con Cava, prima e Nocera, poi

Sarno restò diocesi autonoma fino al 27 giugno 1818 quando, in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII fu unita aeque principaliter alla diocesi di Cava.

Il 25 settembre 1972 fu sciolta l'unione tra Cava e Sarno. La diocesi di Sarno fu unita in persona episcopi alla diocesi di Nocera de' Pagani, mentre la diocesi di Cava fu unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Amalfi.

Il 30 settembre 1986 Cava fu unita plena unione all'arcidiocesi di Amalfi, dando origine all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni. Le diocesi di Sarno e di Nocera dei Pagani furono anch'esse unite in forma piena, dando origine alla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.

[modifica] Museo diocesano "San Prisco"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Museo diocesano di Nocera Inferiore.

Inaugurato nel 2008, sorge presso i locali della Curia, in via Vescovado, 4 a Nocera Inferiore. Voluto fortemente dal vescovo Gioacchino Illiano e da don Natale Gentile, raccoglie testimonianze storiche ed artistiche della diocesi dalla fondazione ai giorni nostri.

[modifica] Cronotassi dei vescovi

[modifica] Vescovi di Nocera

  • Prisco † (III secolo)
  • Felice † (menzionato nel 402)
  • Celio Lorenzo † (menzionato nel 499)
  • Aprile † (menzionato nel 502)
  • Leone (romano) † (menzionato nel 510)
  • Aurelio Priscano † (530)
  • Numerio † (menzionato nel 593)
  • Primerio † (menzionato nel 598)
  • Amanzio † (menzionato nel 743)
  • Liutardo † (menzionato nell'826)
  • Ramperto o Raniperto † (menzionato nell'861)
  • Lando † (1061 - 1073 deposto)
  • Valerio Orsini † (circa 1200 - 1228)
  • Matteo ? † (? - 1260 deceduto)
    • Sede soppressa (1260-1386)
  • Francesco, O.F.M. † (1386 - 1402 deceduto)
  • Angelo da Castellaneta, O.S.B. † (10 febbraio 1402 - 1429 deceduto)
Ritratto di Paolo Giovio

[modifica] Vescovi di Sarno

[modifica] Vescovi di Cava e Sarno

[modifica] Vescovi di Nocera Inferiore-Sarno

[modifica] Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 236.574 persone contava 227.000 battezzati, corrispondenti al 96,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1949 90.000 90.000 100,0 130 85 45 692 88 380 24
1970 132.099 132.272 99,9 108 65 43 1.223 60 339 29
1980 159.000 163.000 97,5 97 59 38 1.639 46 281 34
1990 210.550 218.550 96,3 113 67 46 1.863 1 67 256 54
1999 222.250 233.297 95,3 127 78 49 1.750 6 66 218 54
2000 226.000 236.574 95,5 135 77 58 1.674 6 77 213 54
2001 226.000 236.574 95,5 124 69 55 1.822 7 80 219 54
2002 223.000 233.297 95,6 118 71 47 1.889 6 74 218 54
2003 226.000 236.574 95,5 119 69 50 1.899 6 58 211 54
2004 227.000 236.574 96,0 127 68 59 1.787 7 67 211 54

[modifica] Fonti

[modifica] Cronotassi di Nocera

[modifica] Cronotassi di Sarno

[modifica] Bibliografia

  • Arcangelo Raffaele Amarotta, Copia d’una lettara scritta dal molto illus. e rever.mo mons. Lunadoro vescovo di Nocera de’ Pagani intorno all’origine di detta città, e suo vescovado, al signor Alcibiade Lucarini, Napoli 1610, Nocera Inferiore 1985
  • Gennaro Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, Napoli 1888
  • Mario Vassalluzzo, S.Prisco e successori, Nocera Inferiore 1994
  • Roberto Farruggio, Sulle orme dello Spirito… nel bimillenario cammino della Chiesa Priscana, Angri, 2007
  • Margaret Bicco, La rifattione della cattedrale di Nocera Inferiore, cronache da un cantiere settecentesco, Napoli 2005
  • Giacinto Normandia, Notizie storiche ed industriali della città di Sarno, Napoli 1851, pp. 159-189

[modifica] Voci correlate

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