Paolino di Nola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Paolino di Nola
Statua in cartapesta di san Paolino
Statua in cartapesta di san Paolino

Vescovo

Nascita Bordeaux, 355
Morte Nola, 431
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 22 giugno
Attributi bastone pastorale, campana
Patrono di suonatori di campane, giardinieri, Nola, Senigallia, Ratisbona

Paolino di Nola, ovvero Ponzio Anicio Meropio Paolino (Bordeaux, 355Nola, 22 giugno 431), è stato un vescovo italiano, originario della Aquitania, venerato dalla Chiesa cattolica come santo. Fu vescovo di Nola nel V secolo. È considerato il patrono dei suonatori di campane, o campanari, poiché a lui è attribuita, per convenzione, l'invenzione delle campane come oggetto utilizzato in ambito ecclesiastico.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

La basilica paleocristiana di Cimitile, presso Nola, con le tombe di san Felice e san Paulino
Giovanni Bernardino Azzolino, San Paolino libera i nolani dai saraceni (1626-1630), Napoli, Pio Monte della Misericordia

Discendeva da un'illustre famiglia senatoriale e consolare ed era figlio del prefetto della Provincia di Aquitania. Studiò legge e filosofia. A quindici anni, quando il maestro si trasferì a Milano, egli aveva già completato la sua istruzione letteraria.

A poco più di venti anni fu annoverato tra i seicento senatori. Nel 378, uscito di carica, gli spettava il governo di una provincia senatoriale ed egli scelse la Campania. Anziché stare a Capua, preferì Nola, ove egli aveva alcuni possedimenti. A Cimitile, vicino a Nola, era venerato san Felice: prima di tornare in Aquitania, con bizzarra cerimonia pagana, si tagliò la barba e la consacrò simbolicamente a san Felice. A Barcellona conobbe Therasia, donna ricca e bella, ma (diversamente da lui) cristiana e battezzata: ella divenne la sua consorte e lo guidò sulla strada della conversione. Nel 389 infatti, a 35 anni, nella chiesa di Bordeaux, Paolino ricevette il battesimo dal vescovo Delfino. Nel 392 dalla coppia nacque Celso, ma appena otto giorni dopo la nascita morì: questo evento segnò Paolino per sempre e lo spinse ancor più a rifugiarsi nella fede. Il suo percorso di conversione fu così completo.

Nel 393 Paolino si trovava a Barcellona e durante una messa nel giorno di Natale i fedeli invocarono: «Paolino sacerdote...!». Decise di prendere i voti e farsi sacerdote, secondo la massima: "Voce di popolo, voce di Dio". Dopo l'ordinazione, avvenuta nel 394, partì per un viaggio in Italia dove conobbe sant'Ambrogio. Durante una sosta in Toscana lui e la moglie decisero di dedicarsi completamente alla vita monastica. Decise di stabilirsi a Nola, dove aveva soggiornato quando era stato governatore della Campania e dove si trovava la tomba di san Felice martire, al quale egli era particolarmente devoto. Fondò un cenobio maschile e uno femminile, che si contraddistinsero per l'intensa vita di preghiera e per l'assistenza ai poveri. Appena arrivato, si ammalò gravemente e guarì solo dopo lungo tempo (secondo la leggenda agiografica la guarigione fu dovuta a un miracolo, opera di san Felice). In seguito innalzò una basilica a san Felice al posto del precedente santuario, assai più modesto, e attorno ad essa edificò una serie di chiostri ricchi di colonnati e fontane per accogliere le migliaia di pellegrini che ogni anno si recavano presso l'ara di san Felice. La moglie Terasia morì tra il 409 e il 414.

Il 24 agosto del 410 Alarico I, re dei visigoti, entrò in Roma e la saccheggiò. Morì in quell'anno Paolo, vescovo di Nola, proprio quando Alarico era alle porte della città. Il popolo dei fedeli, con situazione analoga a quella di Barcellona, invocò: «Paolino Vescovo!», ed egli accettò la carica come in precedenza. Nola fu presa e devastata dai visigoti e gran parte degli abitanti vennero fatti prigionieri. Paolino vendette caritatevolmente tutti i suoi averi per riscattare i prigionieri, compresa la croce episcopale. Quando non ebbe più niente, offrì la propria persona agli invasori per riscattare l'unico figlio di una vedova. Giunto in Africa e venduto come schiavo, divenne il giardiniere del proprio padrone. Un giorno Paolino profetizzò l'imminente morte del re al suo padrone e, condotto innanzi al regnante, questi ne ebbe paura: in un suo sogno, Paolino presiedeva un tribunale di giudici contro di lui. Interrogatolo e scoperta la sua carica di vescovo, il padrone gli promise di concedergli qualsiasi cosa avesse chiesto; Paolino rispose che non desiderava altro che la liberazione sua e di tutti i nolani con lui. Così avvenne e questi tornarono al loro paese accompagnati da navi cariche di grano. Sulla spiaggia di Torre Annunziata fu accolto assieme ai prigionieri riscattati dai fedeli nolani che portavano e sventolavano mazzi di fiori. Rimane ancora oggi la tradizione dell'accoglienza: ogni anno (la prima domenica dopo il 22 giugno) a Nola si tiene la Festa dei Gigli in suo onore.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Paolino mantenne intensi rapporti epistolari con i più noti religiosi del tempo, in particolare con Ambrogio, Gerolamo e Agostino. L'Epistolario comprende 49 lettere.

Scrisse, inoltre, i Carmina, che restano una delle più alte testimonianze della poesia cristiana dei primi secoli. Ci sono pervenuti 33 carmi di cui 14 carmi natalizi, ne compose uno ogni anno durante la sua permanenza a Nola, per il 14 gennaio, giorno del martirio di san Felice. Nel periodo di formazione e di studi compose vari poemetti, ma non ci è pervenuto nessuno di questi.

[modifica | modifica wikitesto]

Da una decina di anni (vd. Iannicelli) si è fatta strada, un po’ timidamente, una linea di indagine che ha voluto privilegiare gli aspetti teologici dell’opera di Paolino. Si è anche tentato di introdurre - accanto all’affermazione che Paolino comunque non sarebbe un teologo in senso stretto, cioè speculativo-dogmatico - una nuova definizione di teologia che si arricchirebbe di elementi esperienziali, ascetici, spirituali, simbolici. Questa linea è favorita da una nuova ricerca attualizzante e ridefinitoria del concetto di “teologia” e di “teologo”, che ‘a fortiori’ può essere estesa non solo a Paolino di Nola ma anche ad altri Padri. Superando il livello retorico di talune dichiarazioni di inefficacia, di incompetenza, di ignoranza, Paolino utilizza di fatto alcuni procedimenti tipici del fare teologia. Non sembra neppure che la sua “avversione” alla filosofia possa pregiudicare lo scandaglio teologico, ma anzi è affermazione più netta della superiorità del cristianesimo, del ragionare su Dio rispetto al mondo pagano. È interessante quanto scrive Giuseppe Morelli prima delle attualizzazioni odierne e senza le acquisizioni moderne (Joseph Morelli, De S. Paulini Nolani Doctrina Christologica, tesi di dottorato in Teologia, Pontificia Facultas Theologica Neapolitana apud Majus Seminarium, ex Typographica Officina Forense, Neapoli, MCMXLV, pp. 16-17), a cui va dato merito di aver focalizzato l'attenzione su un tema non secondario per uno scrittore cristiano: Sed, his non ostantibus, rite adfirmare possumus Nostrum, quamvis non semper theoreticam theologiam, sempre tamen cordis theologiam scribere. Et ipsae quaestiones disceptationesque dogmaticae, quae huc illuc notantur, minime suavitatem animi Paulini perturbant; neque impediunt quominus Noster elegans maneat scriptor, qui diligenter formam curet. Remanet igitur poeta, sed poeta theologus. Neque hoc in carminibus tantum apparet ac proinde Paulini epistolae dissimiles sunt Hieronymi et Augustini epistolis in quibus ardens et fervens fides quinti saeculi scriptorium pulsat, in quibus quaestiones subtiles urgent et obscurae, explicationesque abstrusae theologiae alternis vicibus agunt disceptationibus dogmaticis contra haereticos et schismata.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa dei Gigli.

Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 22 giugno.

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

San Paolino in cartapesta sulla punta del Giglio
Festa dei Gigli a Nola

San Paolino è patrono dei campanari, o suonatori di campane. Inoltre è patrono della Diocesi di Senigallia e di diverse località, tra le quali Ratisbona e i seguenti comuni italiani:

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Joseph T. Lienhard, Paulinus of Nola and Early Western Monasticism, with a study of the Cronology oh His Work and an Annotated Bibliography, 1879-1976 (Theophaneia 28), Köln-Bonn 1977, pp. 192–204;
  • Cesare Magazzù, Dieci anni di studi su Paolino di Nola (1977-1987), in Bollettino di studi latini 18 (1988), pp. 84–103;
  • Carmine Iannicelli, Rassegna di studi paoliniani (1980-1997), in Impegno e Dialogo 11 (1994-1996) [pubblic.1997], pp. 279–321 Rassegna Iannicelli
  • Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Milano, Ed. Rizzoli, 1993, ISBN 88-17-84233-8

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Nola Successore BishopCoA PioM.svg
Paolo
387 - 409
409 - 431 Paolino II
431 - 442

Controllo di autorità VIAF: 23387750 LCCN: n50080430