Provincia di Caltanissetta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Provincia Regionale di Caltanissetta
Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}]]
[[Image:{{{immagine}}}|300px|]]
{{{didascalia}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Capoluogo: Caltanissetta
Superficie: 2.124 km²
Abitanti:
272.918 2006 (fonte istat)
Densità: 129,5 ab./km²
Comuni: Elenco di 22 comuni
Targa: CL
CAP: 93100, 93010-93019
Pref. telefonico: 0934, 0933, 0922
Codice ISTAT: 085
Presidente: Giuseppe Federico (MpA)  15.06.2008
Note: {{{note}}}
Sito istituzionale


La Provincia Regionale di Caltanissetta (Pruvincia di Nissa in lingua siciliana) è una provincia della Sicilia centrale di circa 273 mila abitanti [1]ed una superficie di 2.124 km².

Indice

[modifica] Geografia

La provincia di Caltanissetta confina a nord con la provincia di Palermo, a est con la provincia di Enna,la provincia di Catania e la provincia di Ragusa,e ad ovest con la provincia di Agrigento.
Il territorio della provincia è prevalentemente collinare. Tuttavia si possono distinguere due zone geografiche ben distinte da caratteristiche morfologico-climatiche molto differenti:

  1. La zona settentrionale che comprende oltre al capoluogo, i comuni di: Acquaviva Platani, Bompensiere, Campofranco, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sutera, Vallelunga Pratameno, Villalba estendendosi fino ai distretti comunali di Delia e Sommatino
  2. La zona meridionale invece si estende al sud appunto della provincia comprendendo la costa e includente i comuni di: Butera, Gela, Mazzarino, Niscemi e Riesi.

La prima è un'area geografica morfologicamente difficile ad alto impatto visivo caratterizzata da ampi valloni (vadduna in siciliano)e profondi dirupi; i valloni sono aperture improvvise in zone montagnose, specie di altipiani o terrazzamenti più o meno ad alta quota, tipici della Sicilia centrale e in particolare di questa zona.
La provincia di Caltanissetta è detta anche "provincia dei valloni"o provincia "dei castelli", visto l'uso di costruire in queste zone castelli usati come dimore estive o come roccaforti, quali il celebre "Castello di Pietrarossa" o quello di Mussomeli, il meglio conservato.
L'aspra morfologia del territorio ha influenzato l'andamento demografico, caratterizzato da centri piuttosto piccoli e scarsamente popolati ad eccezione del capoluogo, San Cataldo e Mussomeli. Tipico di questa parte alta della provincia è anche il tasso d'inquinamento dell'aria molto basso (la provincia di Caltanissetta si colloca nel 2006 tra le province con miglior qualità dell'aria in Italia ed Europa)[senza fonte] .

La zona meridionale della provincia di Caltanissetta si presenta molto diversa da quella settentrionale, caratterizzata da colline che dolcemente arrivano a congiungersi con la fertile Piana di Gela, che occupa un'area mediamente vasta che include la costa e supera i limiti provinciali estendendosi anche nella vicina provincia di Ragusa. La zona conta i comuni più popolosi della provincia dopo il capoluogo (superato solo da Gela): Gela, Niscemi, Riesi e Mazzarino.


[modifica] I monti

Il tipico paesaggio della provincia di Caltanissetta

Il territorio provinciale presenta una prevalenza collinare all'interno mantenendosi a livelli che raramente superano i 500 m s.l.m. Solamente a nord, al confine con la Provincia di Palermo si rilevano alcune cime che arrivano a sfiorare i 900 m; si tratta del Monte San Vito di 888 m che domina Mussomeli, di Monte San Paolino di 813, presso Sutera, della Montagnola di 877 m, di Monte Mimiani di 855, Monte delle Rocche di 832 m, Monte Fagaria di 813 e Monte Matarazzo di 825 m.

L'unica eccezione è costituita dalla Piana di Gela, seconda della Sicilia per estensione, che è delimitata da una cordigliera collinare, lungo il litorale, sul Golfo di Gela.

[modifica] I fiumi

Il Salso è il principale fiume: lungo 122 km nasce nella provincia di Palermo, nelle Madonie dal quale si dipana con il suo ramo sinistro (Imera Meridionale) lambendo Caltanissetta e solcando la Valle del Salso, un ampio vallone che costituisce un ampio terrazamento naturale, e sfociando poi a Licata, in territorio agrigentino. Oggi di portata molto ridotta, in passato fu navigabile e nel 1994 provocò un'alluvione che procurò danni limitati. La maggior parte dei corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ad eccezione del fiume Imera Meridionale che segna per un buon tratto il confine con la Provincia di Enna e con la Provincia di Agrigento, del fiume Salito e del bacino idrografico del fiume Gela con il suo affluente, il Maroglio.

[modifica] I laghi

I laghi, sono tutti artificiali, fatta eccezione per il Biviere di Gela che è una palude costiera ed il Lago Sfondato, di sprofondamento e origine non chiara, che si formò nel 1907, e che pur non alimentato da immissari visibili è probabilmente sostenuto da acque di falda. Il lago, posto ad est del Monte Mimiani a 370 m s.l.m., ha un perimetro di 219 metri e una profondità di 13,5 m.

Il Lago Disueri e il Lago Comunelli sono formati da sbarramenti, rispettivamente sul fiume Disueri e sul fiume Comunelli allo scopo di costituire delle riserve di acqua per le esigenze della provincia spesso sottoposta a lunghi periodi di siccità.

Cartina della provincia con rappresentati i confini comunali

[modifica] Clima

Per quanto riguarda il clima, la zona nord della provincia si distingue per temperature piuttosto basse in media durante l'anno comparandole a quelle del resto dell'isola ad eccezione della provincia di Enna, e di alcune zone delle province di Palermo, Catania e Messina.
Caltanissetta si aggiudica il titolo di capoluogo siciliano più ventilato e più freddo subito dopo Enna. Nebbia, ghiaccio e neve (più raramente) caratterizzano gli inverni brevi ma intensi. Il capoluogo in particolare presenta minime piuttosto basse durante l'anno (0°/3°in inverno-15°/20°in estate)ma picchi di massime durante l'estate (45°/47°)che però è mai umida, afosa ma ventilata e secca. Dal clima tendenzialmente continentale del nord della provincia si passa al clima caldo-afoso della parte meridionale dove le temperature restano sempre abbastanza alte durante l'anno raggiungendo medie di 25° in estate e di 10°in inverno. Anche per quanto riguarda le precipitazioni si ha una sostanziale differenza tra nord e sud della provincia. Dai 700 mm annui della parte settentrionale (500mm nel capoluogo)si passa ai 400 mm annui della parte meridionale, che sovente patisce gravi periodi di siccità.
Frequente è la presenza di nebbie e foschie, come d'altronde nell'intero versante interno sud-occidentale dell'isola.

[modifica] Storia

La storia della provincia di Caltanissetta si presenta simile a quella di altre regioni contigue; l'insediamento umano più testimoniato sembra quello sicano con una persistenza nel tempo maggiore nelle aree interne che nelle zone costiere dove appare già nel VII secolo a.C. ben chiaro l'elemento greco. I Siculi sembrano aver colonizzato principalmente le zone costiere spingendosi verso l'interno sotto la pressione dei greci.

La provincia di Caltanissetta divenne tale infatti non appena venne istituita la divisione provinciale nella regione. Infatti insieme a quelle di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento venne istituita dai Borboni nel 1818 la provincia di Caltanissetta,che allora comprendeva il 40%dell'attuale provincia di Enna comprendendo il capoluogo(l'allora Castrogiovanni) e il 10% dell'attuale provincia di Ragusa; fino ad allora il territorio regionale infatti era suddiviso fra i tre valli, il Vallo di Mazara, il Val Demone e il Val di Noto, le tre macro aree, il cui confine era definito in senso nord-sud dalla linea dei due fiumi, Imera Settentrionale e Imera Meridionale.

Nel periodo borbonico la storia della provincia è strettamente legata a quello dello sfruttamento dei giacimenti di zolfo quasi tutti in mano ad alcune famiglie nobili e funestata da immani tragedie per incendi e crolli in miniera le cui vittime sono sempre e soltanto gli sconosciuti e sfruttati minatori locali. Anche grazie alle miniere la provincia viene interessata dalle costruzioni ferroviarie della società ferroviaria settentrionale Vittorio Emanuele prima ancora che in altre zone con le direttrici, Catania-Caltanissetta e Canicattì-Licata completate tra il 1876 e il 1878, verso i due porti estremi di Catania e di Licata.

Lo zolfo nisseno[2]

La provincia di Caltanissetta è da sempre conosciuta come la provincia dello zolfo. Ancor oggi le persone più anziane, bonariamente, appellano i nisseni, con il nomignolo i sulfarara (gli zolfatari). Nella miniera Trabia conosciuta anche come la Sulfara ranni i primi lavori estrattivi risalgono ai primi anni del 1700; il minerale era così abbondante da essere visibile senza bisogno di scavare per cui bastavano una pala ed un piccone per raccoglierne grandi quantità. Secondo un censimento fatto nel 1834 le zolfare attive in Sicilia erano quasi 200; di queste ben 88 ricadevano nel comprensorio nisseno. Le più importanti erano la già citata miniera Trabia accomunata nella proprietà all'altra grande miniera Tallarita. Il grande bacino minerario, sito tra Riesi e Sommatino è attraversato dal fiume Imera Meridionale alla cui sinistra si trova la Tallarita e alla destra la Trabia. Nel 1904 oltre all'introduzione di metodi meccanici venne costruita anche una teleferica lunga 10 km che collegava la stazione ferroviaria di Campobello di Licata, della linea Canicattì-Licata con il bacino minerario Trabia-Tallarita.

Altre miniere importanti, quella di Gessolungo nella quale vi fu una strage di operai nel 1882 a causa di un terribile incendio, e la Trabonella, attiva sin dal 1825, che si trovava sulla riva destra del fiume Imera, a 3 km dalla stazione ferroviaria omonima della Ferrovia Palermo-Catania.

Il minerale veniva incendiato nei Calcaroni, speciali cumuli con canalette di colata da cui colava lo zolfo fuso poi solidificato in panetti e pronto per la spedizione. Una variante più perfezionata era il cosiddetto forno Gill. Erano metodi altamente inquinanti per l'anidride solforosa immessa nell'atmosfera in quantità enormi che bruciava i polmoni di uomini e animali e la vegetazione circostante. Solo nel 1952, fu introdotto il metodo di flottazione che sostituì quello obsoleto di fusione. Nel 1957 un'esplosione di grisou fece franare il pozzo Scordia della Trabia-Tallarita mietendo molte vittime. Nel 1962 l'Ente Minerario siciliano assorbì le miniere rimaste in funzione, chiuse tuttavia definitivamente nel 1975.

Le tremende condizioni di vita nelle miniere di zolfo sono ricordate in Ciàula scopre la luna, di Luigi Pirandello dove si evidenzia il dramma dello sfruttamento del lavoro, dei carusi, ragazzini usati per scendere anche a centinaia di metri nei caldi cunicoli sotto terra, completamente nudi, e portare all'esterno sulle spalle le sacche piene di zolfo.

Venivano ceduti dalle misere famiglie in cambio dell'anticipo di una somma esigua divenendo uno strumento dei picconieri. Il caruso riceveva solo il vitto, spesso solo pane, in miniera per tutta la vita, subendo violenze di ogni tipo, con gli occhi bruciati dalla polvere di zolfo, e la colonna vertebrale deviata per sempre. La visita di leva, arrivava puntuale, ma tutti i ragazzi delle miniere di zolfo venivano riformati per rachitismo, deformità o cecità.

[modifica] Economia

Per approfondire, vedi la voce Zolfo di Sicilia.

La provincia di Caltanissetta si colloca tra le più povere dell'isola. L'entroterra nisseno tuttavia è, negli ultimi anni, interessato da progetti di sviluppo sia industriale (con aziende di medie e piccole dimensioni) che agricolo con produzioni serricole e biologiche oltre che nel capoluogo anche a San Cataldo e a Serradifalco dove si sta sviluppando la cosiddetta "Bio Valley" (valle del biologico) che interessa tutti i comuni della parte alta della provincia; collegato ad essa è in crescita il settore dell' agriturismo.
Più problematica è la situazione della parte meridionale del nisseno oggi caratterizzata da un'economia depressa dalla involuzione del Polo petrolchimico di Gela e dell'industria dell'indotto e dei trasporti ad esso collegati. In questa parte della provincia Gela ne subisce gli effetti più drammatici con i più alti tassi di disoccupazione, criminalità, mafiosità e inquinamento ambientale.
Nonostante tutto negli ultimi anni la lotta alla mafia e la lotta al pizzo, sostenute anche dalle ultime amministrazioni locali, sta dando risultati nuovi e che aprono prospettive migliori vista la crescente partecipazione popolare, dei commercianti in primo luogo [3].

La posizione geografica baricentrica rispetto all'isola pone la provincia al centro di progetti di sviluppo futuri che tuttavia richiedono il potenziamento della rete viaria stradale e ferroviaria. Le comunicazioni necessitano un'urgente e massiccia riqualificazione, ristrutturazione e ammodernamento in grado di valorizzare le potenzialità territorio. Per quanto riguarda la parte sud della provincia è da molti decenni in costruzione la parte terminale della A18 Messina-Catania-Siracusa-Gela.

Anche il terziario risulta in sviluppo e svolge un ruolo primario nel capoluogo nisseno dove è presente una Corte d'appello(la quarta in Sicilia dopo quelle del capoluogo regionale,di Catania e di Messina).

[modifica] Agricoltura

L'agricoltura occupa un posto importante nell'economia della provincia, in particolare per la produzione di grano, uva, olive, agrumi. Rilevante è in particolare la viticoltura, che vanta la presenza di distretti enologici tra i più vivaci e produttivi d'Italia (Vallelunga Pratameno, Riesi, Butera, Serradifalco, San Cataldo, Milena, Sommatino, Delia). Tipica la coltivazione del grano e del frumento con cui si fa un pane particolarmente buono, in particolare nel capoluogo. Sviluppato anche l'allevamento (specie Caltanissetta, San Cataldo, Marianopoli, Resuttano, Villalba, S.Caterina Villarmosa) nella parte più settentrionale della provincia. Rinomata la produzione dell'olio con frantoi d'eccellenza (San Cataldo ad esempio) e dei carciofi nell'area di Niscemi.

[modifica] Industria

Antica e a suo tempo redditizia fu la produzione,estrazione e lavorazione dello zolfo che si esportava in tutto il mondo e che oltre a interessare il capoluogo primariamente e la parte alta della provincia interessava anche l'ennese e l'agrigentino.
Dopo il tracollo dell'industria zolfifera siciliana la provincia ha stentato a trovare una nuova dimensione industriale: questa si è concretizzata a partire dalla fine degli anni 50 con l'impianto dei complessi di raffinazione e lavorazione del petrolio e dei suoi derivati nella Piana di Gela. La scelta non è stata delle più felici dal punto di vista ecologico ed ambientale dato che il Polo petrolchimico gelese è nato in un'area ecologicamente importante, a ridosso del Biviere di Gela, ed ha precluso lo possibilità di ricerche archeologiche in un'area di grande rilevanza storica nel periodo greco. L'impianto industriale all'inizio ha prodotto un incremento rapido dell'occupazione e del reddito pro-capite, dato che l'area era una delle più povere della Sicilia, con coltivazioni agricole a bassa redditività (seminativo e cotone), ma alla lunga la diminuzione costante della manodopera assieme all'aumento vertiginoso del costo della vita, si sono rivelati un'arma a doppio taglio con il progressivo abbandono delle attività agricole e l'aumento del tasso di disoccupazione nel settore industriale favorendo l'allignamento nel gelese di una feroce forma di mafia che si cerca di porre sotto controllo seppur con grandi difficoltà. L'industria oltre che essersi sviluppata a Gela è presente nel capoluogo con piccole e medie aziende (Prolat,Averna) e presenta punti d'eccellenza come nella fabbricazione di pipe e liquori esportati in tutto il mondo nonché produzione e lavorazione del sughero (Niscemi), polo tessile (Riesi) e fabbriche alimentari un po' disperse su tutto il nisseno. Negli ultimi decenni si è sviluppata l'area industriale e produttiva nell'area tra San Cataldo,Caltanissetta e Serradifalco.
La PROLAT e la "Fratelli AVERNA" sono due delle aziende maggiori del capoluogo che esportano in Italia la prima e nel mondo la seconda. A Serradifalco è rinomata la produzione di miele d'eccellenza e la raffinazione e confezionamento del sale proveniente in gran parte dalla provincia di Trapani.

[modifica] Trasporti

[modifica] Le strade

L'orografia difficile della provincia, che obbliga qualunque itinerario ad un continuo saliscendi con curve e tornanti, ha di fatto condizionato anche il sistema viario e ferroviario che oggi risultano obsoleti. È attraversata per una parte, a nord, dall'Autostrada A19 che presenta un raccordo di 9,3 km con caratteristiche di strada ordinaria dallo svincolo di Imera fino al capoluogo, Caltanissetta. Tuttavia l'autostrada con 3 svincoli(Caltanissetta,Imera,Ponte Cinque Archi e Resuttano) serve discretamente bene il territorio settentrionale della provincia (Caltanissetta in testa, Santa Caterina Villarmosa, Marianopoli, Resuttano e Vallelunga Pratameno). Nella parte meridionale quando verrà completata la A18,che partendo da Messina,attraversa Catania, Siracusa arriverà a Gela. Prevista l'autostrada Caltanissetta-Agrigento che partirà dal capoluogo nisseno allacciandosi alla A19.
Come suddetto la rete viaria e stradale è dunque vecchia ma in ammodernamento lento. Le altre strade, di alta potenzialità ma scarso valore vista la qualità è la Strada Statale 640 per Canicattì ed Agrigento, che ha un grosso traffico poiché collega Trapani e provincia e Agrigento e provincia ai principali centri della regione. A livello locale esistono la Strada Statale 122 Bis verso Santa Caterina Villarmosa, la Strada Statale 190 delle Solfare tra Canicattì e il bivio per Gela della Strada Statale 117bis Centrale Sicula e infine il tratto costiero di attraversamento della Strada Statale 115 Sud Occidentale Sicula. Le statali provinciali vecchie, malridotte andrebbero comunque rifatte soprattutto la SS122 che prosegue per Palermo e che collega il capoluogo nisseno con Mussomeli,la quale soffre specie d'inverno periodi d'isolamento a causa dell'inadeguatezza e l'inagibilità della strada. Di recente costruzione e oggetto di probabile e sperato raddoppio è la SS625 Caltanissetta-Gela che lambisce alcuni comuni dell'ennese e rappresenta un capolavoro dell'ingegneria con viadotti lunghi e alti collegando i maggiori centri della provincia. Il raddoppio di quest ultima consentirebbe a Ragusa e provincia di essere velocemente collegati con i centri maggiori dell'isola Palermo e Catania e completerebbe il piano d'interventi sulla rete stradale di questa parte dell'isola uregente ed evocata da anni e anni. Dunque la provincia nissena sul piano delle strade urge d'interventi importanti di riqualificazione che tardano ad essere interamente eseguiti anche a causa della classe politica incapace e corrotta.

[modifica] Le ferrovie

Per approfondire, vedi la voce Ferrovie siciliane.

La provincia è attraversata da un discreto numero di linee ferroviarie costruite tra la seconda metà e la fine del XIX secolo in virtù della presenza di miniere di zolfo in grande quantità che spinsero gli investitori a costruire linee ferrate verso i porti di Licata e Catania dato che per un certo periodo la Sicilia fu leader mondiale nella produzione del prezioso minerale, pur se a costi umani esorbitanti. La parte nord è attraversata dalla Ferrovia Palermo-Catania; da essa si dirama, nella Stazione di Caltanissetta Xirbi e la stazione di Caltanissetta Centrale,che rappresentano un importante snodo ferroviario nell'isola da dove si dipanano la linea per Canicattì ed Agrigento e la linea per Termini Imerese e Palermo. Il tratto costiero a sud è attraversato dalla Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì nella quale nella Stazione di Gela confluisce la linea proveniente da Catania. Non è mai entrata in funzione invece la Ferrovia Canicattì-Caltagirone, costruita inizialmente a scartamento ridotto e per buona parte già costruita, di cui era già prevista la trasformazione a scartamento ordinario; questa avrebbe realizzato il più breve collegamento tra Agrigento e Catania passando per Canicattì, per i grossi centri nisseni di Delia, Sommatino, Riesi, Mazzarino e Caltagirone; anche questa decisione fu frutto di una miope gestione delle opere pubbliche meridionali costruite in tempi così lunghi da risultare già vecchie all'atto dell'inaugurazione e spesso abbandonate per caduta di interesse.

[modifica] I porti

La provincia si affaccia sul mare soltanto a sud con predominanza di coste sabbiose pertanto non molto favorevoli ad insediamenti portuali. In conseguena della nascita del Polo petrolchimico di Gela è stato costruito un apposito porto commerciale, il Porto Isola di Gela. A poca distanza, nella stessa area di Gela è presente un porto da pesca e diporto: il Porto Rifugio di Gela. A Gela si trova anche una Capitaneria di Porto.

[modifica] Turismo

la costa sud in località Manfria. Sullo sfondo le raffinerie di Gela
Resti di Sabucina

La provincia nissena non presenta un movimento turistico rilevante: le statistiche regionali lo stimano appena all'1% di quello regionale [4].

[modifica] Cultura

Un rinnovato movimento culturale è oggi in atto nel capoluogo con la ristrutturazione e riapertura della Biblioteca Comunale Scarabelli. I teatri e i cinema della città contribuiscono allo sviluppo del movimento culturale (Teatro Comunale Regina Margherita, Teatro Beauffremont). La provincia annovera letterati come Leonardo Sciascia, nativo di Racalmuto nell'agrigentino e che visse e operò a Caltanissetta per tanti anni dall'età di 8 anni, ma anche figure del passato come Ruggero Settimo e Rosso di San Secondo. È presente un parco letterario Regalpetra dedicato a Sciascia.

[modifica] Musei

a Caltanissetta:

  • Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara
  • Antiquarium di Sabucina

a Gela:

a Marianopoli:

  • Museo Archeologico: nelle sue sale conserva reperti degli insediamenti preistorici di Monte Castellazzo, di Monte Balate e di Valle Oscura. Le epoche testimoniate variano dal Neolitico al periodo greco-siculo.

a Niscemi

  • Museo Didattico Comprensoriale di Storia Naturale
  • Museo della Civiltà Contadina "A. Marsiano"

[modifica] Zone archeologiche

  • Gela: è il centro archeologico più importante della provincia e uno dei maggiori dell'intera Sicilia. Nel suo territorio si trovano tre grandi aree archeologiche (Acropoli, Capo Soprano e Terme ellenistiche, Emporio Greco) e una miriade si siti non attrezzati ma di grande interesse storico-archeologico (ad esempio Manfria, Bitalemi, Stazione vecchia, piazza Calvario, Grotticelle, Piano Notaro, etc...).
  • San Cataldo: a pochi km, Vassallaggi, i resti di una città antica di età protostorica, del VII secolo a.C., ellenizzata dal VI secolo a.C. Notevole la necropoli con centinaia di tombe dal ricco corredo. I reperti sono nel Museo Archeologico Regionale di Gela.
  • Milena: sul Monte Campanella, a sud-ovest dell'abitato, tombe a tholos tra XII e X secolo a.C. Sulla collina di Serra del Palco, tracce di insediamenti umani del Neolitico.
  • Caltanissetta: parco archeologico dell'antica città di Sabucina.

[modifica] Castelli

Il castello di Mazzarino

- Castello di Pietrarossa : Caltanissetta

  • Castello di Falconara: Sulla costa di Butera. Risale al 1362; In seguito ampliato con torri e merlature fino a divenire una dimora ricca e confortevole.
  • Castello di Mussomeli: fatto costruire da Manfredi III dei Chiaramonte nel 1370, vero e proprio capolavoro, inespugnabile, di architettura militare a 2 km dall'abitato odierno di Mussomeli.
  • Castelluccio di Gela:di origine sveva, costruito a scopo difensivo venne gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati nello sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943.
  • U cannuni, Castello di Mazzarino. Non si conosce la data di costruzione ma è già documentato come esistente nel 1285. [5]
  • Castello di Delia. La data di costruzione è incerta, comunque anteriore al periodo aragonese.
  • Castello di Grassuliato, in località Castellazzo tra Mazzarino e San Michele di Ganzaria; di origine bizantina, faceva parte del sistema di difesa della costa sud. Oggi in rovina.

-

[modifica] Comuni principali

È una delle tre province italiane, insieme a Trapani e Imperia, il cui capoluogo non è al tempo stesso la città principale, a livello demografico.

  • Gela - 77.260 abitanti: posta sulla costa meridionale della Sicilia è per numero di abitanti il sesto comune siciliano, nonché il maggior centro agricolo, industriale e commerciale della provincia di Caltanissetta dopo il capoluogo. Colonia greca dal passato importante dopo la distruzione nel 282 a.C. ad opera di Finzia, tiranno di Akragas, che ne spostò gli abitanti nella nuova città di "Finziade" (Licata), fu rifondata nel 1233 da Federico II di Svevia ed ebbe cambiato il nome in Terranova di Sicilia che conservò sino al periodo fascista. Nel 1927 riprese l'antico nome di Gela.
  • Caltanissetta - 60.692 abitanti. Sebbene venga superata da Gela per numero di abitanti rimane comunque il polo amministrativo e culturale della provincia. Di probabile origine sicana è il comune capoluogo dell'omonima provincia. In periodo romano era conosciuta col nome di Nissa. L'etimologia attuale deriva dall'arabo Q'al'at Nissa, che significa Castello delle donne. Importante capitale dell'estrazione zolfifera ed agricola dopo l'abbandono delle miniere e un lungo periodo di crisi sta oggi sviluppando una produzione industriale e vinicola moderna. È città del torrone, del pane del celeberrimo Amaro Averna (ved.Gruppo Averna Spa).
  • Niscemi - 26.911 abitanti. Importante centro agricolo e viticoltore è considerata la capitale del carciofo . Fra i prodotti più coltivati vi sono infatti i carciofi la cui produzione, conosciuta nei mercati di tutta Italia, raggiunge circa il 40% dei carciofi consumati nel paese e il 12% della produzione mondiale [6]


Pos. Comune Stemma Abitanti
1 Gela 77.051
2 Caltanissetta 60.182
3 Niscemi 26.475
4 San Cataldo 23.284
5 Mazzarino 12.096
6 Riesi 11.365
7 Mussomeli 11.194
8 Sommatino 7.423
9 Serradifalco 6.445
10 Santa Caterina Villarmosa 5.778
11 Butera 5.027
12 Delia 4.594
13 Vallelunga Pratameno 3.746
14 Campofranco 3.323
15 Milena 3.250
16 Resuttano 2.261
17 Marianopoli 2.114
18 Villalba 1.767
19 Montedoro 1.675
20 Sutera 1.531
21 Acquaviva Platani 1.054
22 Bompensiere 630

[modifica] Riserve naturali

[modifica] Sport

[modifica] Eventi

Il traguardo della Coppa nissena.

I principali eventi sportivi che si sono tenuti in provincia di Caltanissetta si sono svolti nel capoluogo. Lo stadio Pian del Lago ha ospitato la nazionale italiana under-21 il 16 novembre 1994 contro la parigrado croata in una gara di qualificazione per gli Europei 1996; successivamente è stato sede della finale della Coppa Italia di rugby XV nel 2003 tra Arix Viadana e Ghial Calvisano.

Per quanto riguarda l'automobilismo, la Coppa nissena è uno dei trofei più antichi dell'isola: la prima edizione risale al 1922. Si tratta di una cronoscalata di circa cinque chilometri che si svolge ogni anno. Anche il rally di Caltanissetta, anche se di più recente costituzione, è una manifestazione di rilievo[7].

[modifica] Società sportive

La principale società calcistica della provincia è il Gela Calcio. La squadra gelese ha raggiunto come suo massimo traguardo la Serie C1 nel 2005-06, ma dopo una sofferta salvezza ha dovuto rinunciarvi per problemi economici. Il Gela era assurto agli onori delle cronache anche per una campagna contro il pizzo e la criminalità locale, condotta dal sindaco Rosario Crocetta. Un'altra società importante è la Nissa Football Club, che ha vissuto il suo momento d'oro negli anni trenta-quaranta. Il suo massimo risultato è il secondo posto in Serie C nel 1935-36. Nella pallavolo invece la principale società è l'Heraclea Volley di Gela militante nel campionato nazione di serie B1. L'Eurotec Top Volley sempre di Gela è stata neopromossa da poco in serie B1.

Per quanto riguarda la pallacanestro, la maggiore formazione è l'Enviroil Italia Gela militante nel campionato di serie C nazionale.

[modifica] Atleti

[modifica] Impianti sportivi

File:Pian del lago 1.jpg
Lo stadio Marco Tomaselli.

Il più importante stadio nisseno è l'ex Pian del Lago, dal 2007 ribattezzato Marco Tomaselli. Si tratta di un impianto inaugurato nel 1990, che può ospitare 15.000 spettatori in tribuna. È impiegato per l'atletica leggera, il calcio e il rugby[8]. Lo stadio di Gela, il Vincenzo Presti, può ospitare fino a 4.200 spettatori[9]. A breve verranno inaugurati a Gela ben due palazzetti dello sport, uno comunale e l'altro provinciale, che ospiteranno le gare interne delle principali società di pallavolo, basket e calcio a 5 della città.[senza fonte] Anche San Cataldo,Niscemi,Sommatino e Delia contano discreti impianti sportivi.

[modifica] Note

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ Seguendo la via delle zolfare
  3. ^ fonte:confindustriacl.it
  4. ^ La provincia di Caltanissetta in cifre
  5. ^ ICASTELLI.IT - Castello U'Cannuni di Mazzarino - Caltanissetta
  6. ^ Niscemi: la Sagra del carciofo e del pane
  7. ^ Sito dell'Aci di Caltanissetta
  8. ^ oltre il Palacanizzaro giusto di fronte nonché il Palazzetto dello Sport G.Carelli con adiacente pista di pattinaggio impiegate in competizioni regionali e nazionali.Le ultime due strutture elencate che si trovano in via Rochester contano anche la moderna piscina comunale olimpionica.Impianti sportivi a Caltanissetta
  9. ^ Scheda dello stadio

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV., Ciao Sicilia-Whats'on Sicilia , Palermo, Guida semestrale n°6, giugno 1990. .
  • AA. VV., Bell'Italia-Sicilia 1, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1994 .
  • Il Grande Atlante Stradale, Novara, Istituto Geografico Deagostini, 1979.

[modifica] Collegamenti esterni

Stemma della Regione Siciliana Italia | Province della Regione Siciliana Bandiera della Regione Siciliana
Agrigento | Caltanissetta | Catania | Enna | Messina | Palermo | Ragusa | Siracusa | Trapani
Strumenti personali