Festa dei Gigli

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
Gigli1.jpg
I Gigli di Nola
Stato Italia Italia
Inserito nel 2013
Lista Lista rappresentativa del patrimonio
Settore Arti dello spettacolo
Scheda UNESCO (ARENESFR) 00721
Festa dei Gigli
Manifesto delle celebrazioni da sostituire (reperibile qui http://www.comune.nola.na.it/images/stories/Manifesto_-_Festa_dei_Gigli_2012.jpg)
Tipo di festa Religiosa
Data Giovedì antecedente e Domenica successiva al 22 giugno
Periodo Calendario festivo a cadenza annuale
Celebrata a Nola
Religione Cristiana cattolica
Oggetto della celebrazione Voto a San Paolino per la liberazione dei cittadini schiavizzati dai Visigoti
Tradizioni religiose Processione del busto argenteo di San Paolino , Giovedì antecedente il 22 giugno
Tradizioni profane Sfilata dei "gigli" trasportati a spalla attraverso le vie cittadine, 22 giugno se Domenica o Domenica successiva
Data d'istituzione V secolo (431 d.C.)
« Mi si era parlato a Napoli della festa di San Paolino a Nola e mi si era anche assicurato che meritava di essere veduta. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d'argento, portata sulle spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, decorta di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e coperta ai due lati di numerose bandiere. Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano spettacolo, imperocché ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere; tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo d'occhio fantastico. »
(Ferdinand Gregorovius[1])

La Festa dei Gigli è una festa popolare cattolica che si tiene ogni anno a Nola in occasione della festività patronale dedicata a San Paolino. Con questo evento i nolani celebrano il ritorno in città di Ponzio Meropio Paolino dalla prigionia ad opera dei barbari avvenuto nella prima metà del V secolo. La festa rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane,[2] dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Papa Gregorio I racconta il sacrificio personale del vescovo Paolino che donò i suoi averi e sé stesso ai Visigoti in cambio della liberazione dei nolani resi schiavi a seguito delle invasioni di Alarico I del 410. La leggenda vuole che nel 431 la città abbia accolto il vescovo al suo rientro con dei fiori, dei gigli per l'esattezza, e che i nolani lo abbiano scortato fino alla sede vescovile alla testa dei gonfaloni delle corporazioni delle arti e dei mestieri.

In memoria di quell'avvenimento Nola ha tributato nei secoli la sua devozione a San Paolino portando in processione ceri addobbati posti prima su strutture rudimentali e poi su cataletti, divenuti infine torri piramidali di legno.

I Gigli[modifica | modifica sorgente]

Tali costruzioni lignee, denominate appunto "gigli", hanno assunto nell'800 l'attuale altezza di 25 metri con base cubica di circa tre metri per lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali. L'elemento portante è la "borda", un'asse centrale su cui si articola l'intera struttura. Le "barre" e le "barrette" (in napoletano varre e varrielli) sono le assi di legno attraverso cui il Giglio viene sollevato e manovrato a spalla dagli addetti al trasporto. Questi assumono il nome di "cullatori" (in napoletano cullature), nome che deriva probabilmente dal movimento oscillante prodotto simile all'atto del cullare. L'insieme dei cullatori, di norma 120, prende il nome di "paranza".

I Gigli vengono addobbati dagli artigiani locali con decorazioni in cartapesta, stucchi o altri materiali secondo temi religiosi, storici o d'attualità. Essi rinnovano una tradizione chiaramente individuabile sin dagli ultimi decenni dell'800, che amplia le radici storiche individuabili nelle decorazioni architettoniche barocche leccesi e rappresentano quindi una forma di macchina votiva a spalla.

La festa[modifica | modifica sorgente]

La festa si svolge il 22 giugno di ogni anno, se cade di domenica, o quella successiva, se giorno infrasettimanale e consiste nella processione danzante di otto gigli più una struttura più bassa a forma di barca che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino. Gli obelischi di legno prendono il nome delle antiche corporazioni delle arti e mestieri, nell'ordine Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, (Barca,) Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

I Gigli e la Barca danzano lungo un tradizionale percorso individuato nel nucleo più antico della cittadina al ritmo di brani originali e reinterpretazioni attinte dalla tradizione musicale napoletana, italiana e internazionale eseguiti da una banda musicale posta sulla base della struttura.

La manifestazione copre l'intero arco della giornata. Nel corso della mattinata, i Gigli e la Barca vengono trasportati in piazza Duomo, la piazza principale di Nola, dove avviene la solenne benedizione da parte del vescovo. Dal primo pomeriggio all'alba del lunedì le strutture e i cullatori che li trasportano affrontano spettacolari prove di abilità e di forza.

Il cerimoniale[modifica | modifica sorgente]

Il programma dei festeggiamenti va oltre la festa e segue un cerimoniale articolato e complesso, disciplinato da un preciso copione, su di un arco temporale di un anno intero.

La tradizione della festa si intreccia con quella delle corporazioni in cui precisi erano gli obblighi di devozione in occasione delle feste patronali, finalizzati a consolidare i rapporti interni e a relazionale i consociati con la restante parte della società civile.

Il "Mastro corporativo" è colui che vantando la tradizione della più antica licenza del settore è investito, dopo averne fatto richiesta al comune, dell'onore di organizzare le celebrazioni per il patrono di un singolo giglio o della barca.[3][4] Egli orchestra un "Maestro di festa", il "Maestro musichiere" e il "Capo paranza". L'attribuzione del giglio o della barca al maestro di festa è sottolineato da un simbolico "passaggio della bandiera" rappresentante l'effigie del patrono dalle mani dell'organizzatore del precedente evento al nuovo. A questo rito segue la "cacciata", tradizionale festoso annuncio per i vicoli del centro storico del rinnovarsi ciclico dell'evento con l'organizzazione del processo che porterà alla nuova festa.

Ciascun maestro di festa organizza eventi vari tra cui le "tavuliate", pasti riffe destinati alla raccolta dei fondi necessari allo svolgimento della festa e finalizzati a opere caritatevoli.

Il giorno prima della festa, nella "sfilata dei comitati", centinaia di persone che indossano la stessa divisa festeggiano gli obelischi fermi nelle loro postazioni con canti e danze.

Festività simili[modifica | modifica sorgente]

Festività minori ispirate a quella dei gigli di Nola si svolgono in alcuni comuni del napoletano:

Una festa simile si svolge anche a New York dove è organizzata da campani emigrati e dai loro discendenti.

Progetti di promozione socio-culturale dell'evento si sono tenuti a Roma, Avellino, Fisciano e nell'Isola d'Ischia e all'estero a Lisbona, Santa Maria da Feira e Valencia. Nel 2012 presso Giffoni in provincia di Salerno una delegazione ha inaugurato il Giffoni Film Festival[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Festa dei Gigli, cit. Ferdinand Gregorovius
  2. ^ RICONOSCIMENTO UNESCO: UN PO' DI INFORMAZIONI SULLA RETE ITALIANA DELLE GRANDI MACCHINE A SPALLA
  3. ^ Dizionario si storia moderna e contemporanea. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  4. ^ Feste popolari in Campania. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  5. ^ I gigli di San Paolino a Giffoni - GiugnoNolano.com. URL consultato il 20 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leonardo Avella, "La festa dei gigli", edito da LER – Napoli Roma.
  • Leonardo Avella, "Annali della festa dei gigli", (1500 – 1950) parte prima, edito da Istituto grafico editoriale italiano.
  • Alfonso M. Russo, “Arte e tecnica nei gigli di Nola“, edito da SELLINO Edizioni Mezzogiorno.
  • Ambrogio Leone, "De Nola Patria", 1514.
  • Remondini, "De Nolana ecclesiastica historia".
  • Gregorovius, "Passeggiate in Campania e Puglia", 1848.
  • Manganelli, "La festa Infelice", 1975.
  • Aniello Petillo, "Il regolamento della Festa dei Gigli di Nola", 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]