Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa

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Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa
Dioecesis Melphiensis-Rapollensis-Venusina
Chiesa latina
Cattedrale Melfi.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Regione ecclesiastica Basilicata
Vescovo Gianfranco Todisco, P.O.C.R.
Vescovi emeriti Vincenzo Cozzi
Sacerdoti 57 di cui 46 secolari e 11 regolari
1.561 battezzati per sacerdote
Religiosi 11 uomini, 73 donne
Diaconi 10 permanenti
Abitanti 90.000
Battezzati 89.000 (98,9% del totale)
Superficie 1.316 km² in Italia
Parrocchie 32
Erezione XI secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali San Michele arcangelo a Rapolla, Sant'Andrea a Venosa
Indirizzo Largo Duomo 12, 85025 Melfi [Potenza], Italia
Sito web www.webdiocesi.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa (in latino: Dioecesis Melphiensis-Rapollensis-Venusina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2004 contava 89.000 battezzati su 90.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Gianfranco Todisco, P.O.C.R.

Indice

Territorio [modifica]

La diocesi comprende le città di Melfi, Rapolla e Venosa e altri 13 comuni della provincia di Potenza: Atella, Barile, Forenza, Ginestra, Lavello, Maschito, Montemilone, Pescopagano, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele.

Sede vescovile è la città di Melfi, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Rapolla è presente la concattedrale di San Michele arcangelo, mentre a Venosa sorge la concattedrale di Sant'Andrea.

Il territorio è suddiviso in 32 parrocchie.

Istituti religiosi maschili [modifica]

Istituti religiosi femminili [modifica]

Storia [modifica]

L'odierna diocesi è frutto della piena unione di tre sedi episcopali distinte, ognuna con una sua storia.

Venosa [modifica]

La diocesi di Venosa è di origine antica. Essa è legata alla memoria del santo vescovo Felice di Tibiuca, che secondo alcune versioni della sua Passio avrebbe subito il martirio a Venosa nel 303 (cfr. il Vetus Martyrologium Romanum alla data del 24 ottobre).

Circa i primi tre vescovi menzionati dalla tradizione e attribuiti a questa sede per dare un'origine apostolica alla Chiesa venusina, ossia Filippo, Giovanni e Austero, secondo Lanzoni sono frutto di fantasia e non hanno fondamento storico. Invece, il primo vescovo documentato è Stefano, menzionato nell'epistolario di papa Gelasio I in periodo che va all'incirca dal 492 al 502.

Dal 1068 la diocesi appare suffraganea dell'arcidiocesi di Acerenza.

Il 27 giugno 1818 la diocesi di Lavello fu soppressa e il suo territorio venne incorporato nella diocesi di Venosa.

Il 14 ottobre 1901 fu fondata a Venosa la prima cassa rurale cattolica del Potentino, per iniziativa del vescovo Lorenzo Antonelli.[1]

Il 30 aprile 1924, con la nomina di Alberto Costa, Venosa fu unita in persona episcopi alle diocesi di Melfi e di Rapolla, già unite aeque principaliter.[2]

Il 21 agosto 1976 Venosa fu sottratta, dopo quasi un millennio, alla metropolia di Acerenza e divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza e Marsico Nuovo, contestualmente elevata a sede metropolitana della Basilicata.

Rapolla [modifica]

Incerte sono le origini della diocesi di Rapolla. Forse era già sede vescovile quando la città fu sottratta dai Normanni ai Bizantini nel 1042. Primo vescovo noto è Orso (o Ursone), che nel 1078 divenne arcivescovo di Bari. Fin dalle origini essa era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Per la povertà della mensa episcopale, il 16 marzo 1528 papa Clemente VII unì aeque principaliter la diocesi di Rapolla con quella di Melfi.

Melfi [modifica]

La diocesi di Melfi è stata eretta nell'XI secolo[3] ad opera di papa Niccolò II che rese la diocesi di Melfi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

A Melfi si tennero cinque concili tra il 1059 e il 1137. Nel primo concilio del 1059, a cui intervennero cento vescovi, papa Niccolò II riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni e nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria,[4] divenendo vassallo della Chiesa.

Nel 1067 si celebrò il secondo concilio, presieduto da papa Alessandro II.

Nel terzo concilio indetto da Urbano II nel 1089, oltre a questioni ecclesiastiche come il richiamo all'obbligo di celibato per il clero, venne bandita la Prima Crociata in Terra Santa.[5] Nello stesso concilio per la prima volta il pontefice concesse l'uso della mitra agli abati.

Il quarto concilio fu personalmente presieduto nel 1101 da papa Pasquale II.

Al quinto concilio del 1137 furono presenti papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II, che accolsero il rientro nell'obbedienza dell'abate di Montacassino Rainaldo, che aveva aderito al partito dell'antipapa Anacleto II.

La diocesi fu retta da vescovi illustri come Francesco Monaldeschi, Alessandro da Sant'Elpidio e Juan de Borja Llançol de Romaní.

Il 16 marzo 1528 Clemente VII unì aeque principaliter la diocesi di Melfi con quella di Rapolla.

Il terremoto del 14 agosto 1851 devastò Melfi e Rapolla e distrusse i principali monumenti delle diocesi.

Il 30 aprile 1924, con la nomina di Alberto Costa, le diocesi di Melfi e di Rapolla furono unite in persona episcopi alla diocesi di Venosa.

Il 21 agosto 1976 Melfi e Rapolla, che per un millennio circa erano state immediatamente soggette alla Santa Sede, entrarono a far parte della nuova sede metropolitana di Potenza e Marsico Nuovo.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le tre sedi di Melfi, di Rapolla e di Venosa furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Vescovi di Melfi [modifica]

Vescovi di Rapolla [modifica]

Vescovi di Melfi e Rapolla [modifica]

Vescovi di Venosa [modifica]

Vescovi di Melfi-Rapolla-Venosa [modifica]

Statistiche [modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 90.000 persone contava 89.000 battezzati, corrispondenti al 98,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 50.380 51.000 98,8 38 36 2 1.325 2 62 14
1970 49.000 49.350 99,3 35 27 8 1.400 8 70 17
1980 46.700 55.220 84,6 36 28 8 1.297 8 65 24
1990 82.000 91.000 90,1 58 43 15 1.413 3 19 106 32
1999 90.160 90.680 99,4 57 47 10 1.581 8 12 101 32
2000 90.140 90.600 99,5 54 44 10 1.669 9 12 100 32
2001 90.000 91.000 98,9 54 43 11 1.666 11 12 96 32
2002 89.000 90.900 97,9 56 46 10 1.589 10 12 98 32
2003 89.000 90.168 98,7 57 47 10 1.561 10 11 73 32
2004 89.000 90.000 98,9 57 46 11 1.561 10 11 73 32

Note [modifica]

  1. ^ N. Lisanti, Lo Sviluppo del movimento cooperativo (1901-1914), p. 43
  2. ^ Cfr. AAS 16 (1924), p. 331.
  3. ^ Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa su www.catholic-hierarchy.org. URL consultato in data 10 novembre 2008.
  4. ^ Enrico Artifoni, Storia medievale , p. 336, Donzelli Editore, 1998. ISBN 88-7989-406-4
  5. ^ AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, p. 16, Istituto Geografico De Agostini, 2006.
  6. ^ Trasferito da Gallipoli da Ferdinando IV, senza ottenere la conferma pontificia. La Santa Sede considerò vacanti le sedi di Gallipoli e di Melfi, fino alla risoluzione della controversia nel concistoro del 27 febbraio 1792. L'Annuario Pontificio dopo il 1792 omette l'indicazione della sede da cui fu traslato l'arcivescovo di Capua.
  7. ^ Il 17 marzo nominato arcivescovo titolare di Side.

Fonti [modifica]

Per Melfi [modifica]

Per Rapolla [modifica]

Per Venosa [modifica]

Voci correlate [modifica]

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