Diocesi di Alessandria
| Diocesi di Alessandria Dioecesis Alexandrina Statiellorum Chiesa latina |
|
|---|---|
| Suffraganea dell' | arcidiocesi di Vercelli |
| Regione ecclesiastica | Piemonte |
| Vescovo | Guido Gallese |
| Vescovi emeriti | cardinale Giuseppe Versaldi |
| Sacerdoti | 102 di cui 82 secolari e 20 regolari 1.471 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 26 uomini, 192 donne |
| Diaconi | 13 permanenti |
| Abitanti | 156.200 |
| Battezzati | 150.100 (96,1% del totale) |
| Superficie | 753 km² in Italia |
| Parrocchie | 75 (7 vicariati) |
| Erezione | 1175 |
| Rito | romano |
| Cattedrale | Santi Pietro e Marco |
| Santi patroni | Madonna della Salve |
| Indirizzo | Via Vescovado,1 - 15121 Alessandria |
| Sito web | www.diocesialessandria.it |
| Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * * | |
| Chiesa cattolica in Italia | |
La diocesi di Alessandria (in latino: Dioecesis Alexandrina Statiellorum) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Vercelli e appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2006 contava 150.100 battezzati su 156.200 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Guido Gallese.
Indice |
Territorio [modifica]
Il territorio della diocesi è interamente distribuito sulla provincia di Alessandria e comprende i comuni di Alessandria, Borgoratto Alessandrino, Carentino, Casal Cermelli, Predosa, Castelspina, Bassignana, Rivarone, Valenza, Alluvioni Cambiò, Isola Sant'Antonio, Castellazzo Bormida, Felizzano, Quargnento, Frugarolo, Oviglio, Pietra Marazzi, Gamalero, Pecetto di Valenza, Montecastello, Bosco Marengo, Pasturana, Piovera, Tassarolo, Frascaro, Solero e Capriata d'Orba.
La diocesi confina a nord con la diocesi di Casale Monferrato, ad ovest con la diocesi di Asti, a sud-ovest la diocesi di Acqui e ad est con la diocesi di Tortona.
Sede vescovile è la città di Alessandria, dove si trova la cattedrale dei Santi Pietro e Marco.
La diocesi conta 75 parrocchie distribuite su un territorio di 753 km² e divisa in 7 zone pastorali:
- Alessandria
- Bormida
- Fraschetta
- Marengo
- Orba
- Valenza Po
- Tanaro
Le vecchie zone pastorali di Alessandria Centro, Alessandria Cristo e Alessandria Periferia sono state riunite nella nuova zona pastorale Alessandria.
Storia [modifica]
La diocesi venne eretta nel 1175 per volere di papa Alessandro III, a cui era stata dedicata la città, con la bolla Sacrosanctae Romanae ecclesiae[1], con la quale il pontefice onora con la dignità episcopale «la chiesa e la città che è stata costituita in onore di San Pietro e per utilità e gloria di tutta la Lombardia».
Successivamente, con il breve De novitate del 30 gennaio 1176[2] Alessandro III si scusa di aver eletto motu proprio il vescovo[3] e dichiara che questo non deve pregiudicare in futuro il diritto di nomina che spetta al capitolo della cattedrale. La nuova diocesi è resa suffraganea dell'arcidiocesi di Milano.
L'estensione della diocesi originaria era pressoché simile a quella odierna, tranne per il confine orientale con la diocesi di Tortona che non aveva una precisa delimitazione. Nel breve Congruam officii[4] al vescovo Ottone (luglio 1180), Alessandro III confermava la costituzione del capitolo dei canonici della cattedrale di San Pietro, attuata da Ottone, e riconosceva alla giovane Chiesa alessandrina tutti i suoi possedimenti.
La vita della diocesi, nei suoi primi decenni, fu molto travagliata per discordie di giurisdizione con la diocesi di Acqui, dal cui territorio era nata la sede alessandrina. Papa Alessandro diede incarico all'arcivescovo milanese Algisio di unire le due sedi sotto il vescovo di Acqui, ma per l'opposizione sia di Ottone che del vescovo di Acqui la disposizione non ebbe effetto. Nel frattempo Ottone morì a Roma, dove si era recato per perorare la sua causa, e la diocesi alessandrina rimase vacante per lungo tempo.
Nel maggio 1205 papa Innocenzo III riprese in mano la questione decidendo di dare attuazione alle disposizioni di Alessandro III. Fu rinnovata l'unione aeque principaliter delle due sedi con la bolla Cum beatus Petrus[5] ed il vescovo acquese Ugo Tornielli divenne anche vescovo di Alessandria, con l'obbligo di risiedere sei mesi in una città e sei mesi nell'altra. Ma i dissidi fra le due diocesi furono tali che alla fine, nel novembre 1213, Ugo Tornielli decise di dimettersi.
Da questo momento Alessandria, benché ancora formalmente unita ad Acqui, non ebbe più vescovi propri; inizialmente fu governata dal capitolo della cattedrale e poi, dal 1235, dall'arcidiacono capitolare. Il vescovo di Acqui, alla cui sede era unita quella di Alessandria, non si preoccupò mai della Chiesa alessandrina, e, ad eccezione di un solo caso, nessuno dei vescovi acquesi portò mai la titolazione di vescovo di Alessandria.[6]
Questo statu quo durò fino a quando papa Innocenzo VII, con una bolla Sedis Apostolicae del 15 aprile 1405[7], riorganizzò la diocesi e nominò vescovo l'agostiniano Bertolino Beccari.
Nel 1803, durante l'occupazione francese, la diocesi fu nuovamente soppressa e il territorio incorporato nella diocesi di Casale Monferrato assieme alla soppressa diocesi di Bobbio.
Fu ristabilita il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri di papa Pio VII e nel contempo divenne suffraganea della nuova arcidiocesi di Vercelli.
Cronotassi dei vescovi [modifica]
- Arduino † (1175 - ?)
- Ottone † (circa 1176 - circa 1180 deceduto)
- Sede vacante (1180-1205)
- Ugo Tornielli † (prima di agosto 1205 - 12 novembre 1213 dimesso)[8]
- Sede unita ad Acqui (1213-1405)
- Serie degli arcidiaconi alessandrini:
- Bertolino Beccari, O.E.S.A. † (15 aprile 1405 - 18 luglio 1417 deceduto)
- Michele Mantegazza, O.E.S.A. † (7 ottobre 1418 - 1432 deceduto)
- Sede vacante (1432-1441)
- Marco Marinone, O.S.A. † (16 febbraio 1441 - 1º giugno 1457 nominato vescovo di Orvieto)
- Marco de Capitaneis (o Marco Cattaneo), O.P. † (31 maggio 1457 - 1º marzo 1478 deceduto)
- Giovanni Antonio Sangiorgio † (14 aprile 1478 - 6 settembre 1499 nominato vescovo di Parma)
- Alessandro Guasco † (28 marzo 1500 - 9 agosto 1517 deceduto)
- Pallavicino Visconti † (23 luglio 1518 - 1534 dimesso)
- Ottaviano Guasco † (11 maggio 1534 - 27 aprile 1564 deceduto)
- Girolamo Gallarati † (9 giugno 1564 - 28 ottobre 1568 deceduto)
- Agostino Baglione † (9 marzo 1569 - 21 gennaio 1571 deceduto)
- Guarnero Trotti † (27 agosto 1571 - 15 gennaio 1584 deceduto)
- Ottavio Paravicini † (5 marzo 1584 - 1596 dimesso)
- Giorgio Odescalchi † (10 maggio 1596 - 26 maggio 1610 nominato vescovo di Vigevano)
- Erasmo Paravicini † (14 marzo 1611 - 30 settembre 1640 deceduto)
- Francesco Visconti † (3 dicembre 1640 - 13 aprile 1643 nominato vescovo di Cremona)
- Deodato Scaglia, O.P. † (18 aprile 1644 - 9 marzo 1659 deceduto)
- Carlo Stefano Anastasio Ciceri † (22 settembre 1659 - 13 maggio 1680 nominato vescovo di Como)
- Alberto Mugiasca, O.P. † (7 ottobre 1680 - 11 settembre 1694 deceduto)
- Carlo Ottaviano Guasco † (10 gennaio 1695 - 17 novembre 1704 nominato vescovo di Cremona)
- Filippo Maria Resta, C.R.L. † (15 dicembre 1704 - 31 marzo 1706 deceduto)
- Francesco Arborio Gattinara, B. † (7 giugno 1706 - 25 giugno 1727 nominato arcivescovo di Torino)
- Carlo Vincenzo Maria Ferreri Thaon, O.P. † (30 luglio 1727 - 23 dicembre 1729 nominato vescovo di Vercelli)
- Gian Mercurino Antonio Gattinara, B. † (23 dicembre 1729 - 28 settembre 1743 deceduto)
- Giuseppe Alfonso Miroglio † (16 marzo 1744 - 14 aprile 1754 o 1755 deceduto)
- Giuseppe Tomaso de Rossi † (18 luglio 1757 - 20 maggio 1786 deceduto)
- Carlo Giuseppe Pistone † (15 settembre 1788 - 30 settembre 1795 deceduto)
- Vincenzo Maria Mossi † (27 giugno 1796 - prima del 29 maggio 1803 dimesso)
- Jean-Chrysostome de Villaret † (1º febbraio 1805 - 23 dicembre 1805 nominato vescovo di Casale Monferrato)
- Sede soppressa (1805-1818)
- Alessandro d'Angennes † (16 marzo 1818 - 24 febbraio 1832 nominato arcivescovo di Vercelli)
- Dionigi Andrea Pasio † (15 aprile 1833 - 26 novembre 1854 deceduto)
- Sede vacante (1854-1867)
- Giacomo Antonio Colli † (27 marzo 1867 - 1º novembre 1872 deceduto)
- Pietro Giocondo Salvaj † (23 dicembre 1872 - 1º marzo 1897 deceduto)
- Giuseppe Capecci, O.S.A. † (19 aprile 1897 - 16 luglio 1918 deceduto)
- Giosuè Signori † (23 dicembre 1918 - 21 novembre 1921 nominato arcivescovo di Genova)
- Nicolao Milone † (21 novembre 1921 - 11 marzo 1945 deceduto)
- Giuseppe Pietro Gagnor, O.P. † (30 ottobre 1945 - 4 novembre 1964 deceduto)
- Giuseppe Almici † (17 gennaio 1965 - 17 luglio 1980 ritirato)
- Ferdinando Maggioni † (17 luglio 1980 - 22 aprile 1989 ritirato)
- Fernando Charrier † (22 aprile 1989 - 4 aprile 2007 ritirato)
- Giuseppe Versaldi (4 aprile 2007 - 21 settembre 2011 nominato presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede)
- Guido Gallese, dal 20 ottobre 2012
Santi e beati della diocesi [modifica]
- San Baudolino, patrono della città di Alessandria
- San Bruno da Solero
- Sant'Ugo Canefri
- San Pio V
- San Paolo della Croce
- San Gregorio Maria Grassi
- Beato Gerardo Cagnoli
- Beato Tommaso da Alessandria
- Beato Guglielmo Zucchi
- Beato Francesco Faà di Bruno
- Beata Madre Teresa Grillo Michel
È in corso il processo di beatificazione di madre Carolina Beltrami.
Statistiche [modifica]
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1959 | 142.500 | 143.000 | 99,7 | 185 | 138 | 47 | 770 | 41 | 123 | 65 | |
| 1970 | 150.129 | 150.737 | 99,6 | 168 | 128 | 40 | 893 | 46 | 450 | 70 | |
| 1980 | 163.292 | 165.484 | 98,7 | 188 | 130 | 58 | 868 | 1 | 70 | 400 | 76 |
| 1990 | 145.775 | 146.192 | 99,7 | 148 | 111 | 37 | 984 | 1 | 44 | 280 | 75 |
| 1999 | 144.000 | 145.000 | 99,3 | 122 | 94 | 28 | 1.180 | 9 | 36 | 287 | 75 |
| 2000 | 141.109 | 143.501 | 98,3 | 120 | 93 | 27 | 1.175 | 11 | 36 | 261 | 75 |
| 2001 | 147.880 | 150.990 | 97,9 | 113 | 88 | 25 | 1.308 | 10 | 32 | 265 | 75 |
| 2002 | 151.486 | 154.768 | 97,9 | 108 | 86 | 22 | 1.402 | 11 | 27 | 222 | 75 |
| 2003 | 151.486 | 154.768 | 97,9 | 102 | 82 | 20 | 1.485 | 10 | 22 | 204 | 75 |
| 2004 | 151.410 | 154.812 | 97,8 | 111 | 87 | 24 | 1.364 | 10 | 30 | 197 | 75 |
| 2006 | 150.100 | 156.200 | 96,1 | 102 | 82 | 20 | 1.471 | 13 | 26 | 192 | 75 |
Note [modifica]
- ^ Testo della bolla sul sito web della diocesi.
- ^ Testo del breve in: Cappelletti, op. cit., pp. 534-535.
- ^ Il documento non menziona il nome del vescovo, che potrebbe essere sia Arduino che il suo successore Ottone.
- ^ Testo del breve in: Cappelletti, op. cit., pp. 535-536.
- ^ Testi riportato da Cappelletti, op. cit., pp. 540-543.
- ^ Secondo Cappelletti, per la sua fedeltà all'imperatore, la città di Alessandria fu privata dal 1213 al 1240 della dignità episcopale; ripristinata la diocesi nel 1240, fu governata dai vescovi di Acqui fino al 1405. Secondo Savio invece nel 1240 papa Gregorio IX avrebbe sciolto l'unione tra Acqui ed Alessandria, ma senza nominare vescovi alessandrini fino al 1405.
- ^ Testo in Cappelletti, op. cit., pp. 551553.
- ^ Vescovo di Acqui, con la cui diocesi la sede alessandrina venne unita.
Fonti [modifica]
- Annuario pontificio del 2007 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- Sito ufficiale della diocesi
- Alessandria della Paglia in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
- (EN) Scheda della diocesi su www.gcatholic.com
- Giuseppe Antonio Chenna, Del vescovato, de' vescovi e delle chiese della città e diocesi d'Alessandria, Tomo I, Alessandria 1785
- Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino 1898, pp. 66-68
- Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia 1858, vol. XIV, pp. 531-562
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 811
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 83; vol. 2, p. 85; vol. 3, pp. 102-103; vol. 4, p. 77; vol. 5, p. 77; vol. 6, p. 75
- (LA) Bolla Beati Petri, in Bullarii Romani continuatio, Tomo VII, parte 2º, Prato 1852, pp. 1490-1503
Voci correlate [modifica]
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