Spinetta Marengo
| Spinetta Marengo frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Coordinate | 44°54′48″N 8°37′12″E / 44.91333°N 8.62°ECoordinate: 44°54′48″N 8°37′12″E / 44.91333°N 8.62°E | ||||
| Abitanti | 7 337[1] (31/10/2012) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 15122 | ||||
| Prefisso | 0131 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Cod. catastale | A182 | ||||
| Localizzazione | |||||
Spinetta Marengo (La Spinëta in piemontese) è una frazione di 7.337 abitanti del comune di Alessandria.
Indice |
Geografia [modifica]
È presente un ruscello sotterraneo in via Genova, il Rio Lovassina, che sfocia poi nel Bormida.
Storia [modifica]
Il 14 giugno 1800 fu teatro di un'importante battaglia tra l'esercito francese al comando di Napoleone e quello austriaco, guidato da Melas. La vittoria francese consolidò il potere del futuro imperatore e gli permise di riacquistare il dominio dell'Italia. Durante la battaglia morì il generale francese Desaix.
Marengo Museum - Il Museo della Battaglia [modifica]
Ha sede all'interno di Villa Delavo, fatta costruire nel 1846 dal farmacista Giovanni Antonio Delavo. Al suo interno sono conservati reperti e cimeli dell'epoca. Il nuovo Museo, inaugurato nel 2010, ha una forte impronta multimediale e interattiva, con opere realizzate da artisti contemporanei. All'esterno del Museo si estende il Parco di Marengo, dove ebbe luogo la battaglia. Simbolo del Marengo Museum è la Piramide, edificata nel 2009 prendendo spunto un'idea dello stesso Napoleone, che volle ricordare in questo modo la gloria della vittoria e i soldati caduti in battaglia, primo fra tutti il suo Generale Louis Charles Antoine Desaix. Di fronte al museo è situata una colonna con aquila di bronzo, installata dall'amministrazione di Alessandria, nel 1801, sottratta dagli austriaci dopo la caduta di Napoleone e riportata in loco nel 1918.
Il tesoro di Marengo [modifica]
Nel 1928, presso il villaggio di Marengo, nel corso di scavi agricoli in un campo di proprietà della cascina Pederbona, furono rinvenuti preziosi reperti di epoca romana (II secolo d.C.).
Gli oggetti, tutti in pessime condizioni, comprendevano tra gli altri: un busto loricato raffigurante l'imperatore Lucio Vero realizzato a sbalzo in lamina di argento, una "tabula ansata" anch'essa d'argento, recante una dedica "Fortuna Melior" da parte di Marco Vindio Veriano, comandante della flotta Flavia stanziata nella Mesia sul finire del II secolo d.C., un vaso d'argento decorato con foglie di acanto, una fascia raffigurante una serie di dei, una testa femminile lavorata a sbalzo.
Bottino di un saccheggio, probabilmente in epoca tardo romana, si ritiene che i reperti provengano da un sacello dedicato alla "Fortuna Melior" o un collegio adibito al culto imperiale, situati nella città di Pavia, l'antica Ticinum.
Sottoposti a restauro, gli oggetti sono oggi conservati nel Museo di Antichità di Torino.
La vicenda legata al ritrovamento e alla consegna del tesoro allo stato è avvolta nel mistero. La versione ufficiale del prof. Bendinelli recita che il proprietario della Pederbona, il cavalier Romualdo Tartara, tentò di vendere il tesoro a degli antiquari genovesi, ma che venne convinto a portarli alla direzione generale delle Antichità e Belle Arti di Roma, ricevendo nel 1935 un pagamento di 550.000 lire. Testimonianze e fatti emersi successivamente hanno dimostrato che gran parte dei reperti scomparve dopo la consegna alle autorità romane. Un primo tentativo di ricostruire gli eventi di quel tempo avvenne nel 1968-1969 ad opera di una laureanda, con una ricerca circostanziata che fece emergere la scomparsa quasi certa di un consistente quantititativo di reperti e di tutti i documenti ufficiali relativi. Recentemente un rinnovato interesse sulla questione, fortemente promosso dal nipote dello scopritore interessato a fugare ogni ombra sulla onorabilità della famiglia, sta confermando quanto è stato sempre asserito dai Tartara nella ricostruzione della vicenda. I Tartara non hanno mai incassato alcun premio.
Personalità legate a Spinetta Marengo [modifica]
- Mayno della Spinetta (Giuseppe Mayno) - brigante, nacque a Spinetta
- Giuseppe Pozzi meglio conosciuto come Pozzi da Spinetta - pittore e scultore, nacque e visse a Spinetta
Sport [modifica]
La squadra principale dopo la sparizione della Spinettese è diventata la Bevingros Eleven Spinetta. Milita per la terza stagione consecutiva in Prima Categoria.
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
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