Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola

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Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
Dioecesis Fanensis-Forosemproniensis-Calliensis-Pergulana
Chiesa latina
595FanoCattedrale.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Pesaro
Regione ecclesiastica Marche
  Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.svg
Vescovo Armando Trasarti
Vicario generale Giuseppe Tintori
Vescovi emeriti Mario Cecchini
Sacerdoti 142 di cui 106 secolari e 36 regolari
887 battezzati per sacerdote
Religiosi 43 uomini, 162 donne
Diaconi 13 permanenti
Abitanti 128.916
Battezzati 126.064 (97,8% del totale)
Superficie 1.100 km² in Italia
Parrocchie 74 (5 vicariati)
Erezione I secolo (Fano)
V secolo (Fossombrone)
IV secolo (Cagli)
18 gennaio 1819 (Pergola)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Maggiore
Concattedrali Sant'Aldebrando,
Santa Maria Assunta,
Sant'Andrea
Santi patroni San Paterniano
Sant'Aldebrando
San Geronzio
San Secondo
Indirizzo Via Rainerio 5, 61032 Fano (PU), Italia
Sito web www.fanodiocesi.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia
Veduta aerea della concattedrale di Cagli
Il monastero di Fonte Avellana è uno dei luoghi religiosi più importanti della diocesi
Scorcio della basilica concattedrale di santa Maria Assunta a Cagli

La diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola (in latino: Dioecesis Fanensis-Forosemproniensis-Calliensis-Pergulana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Pesaro appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2006 contava 126.064 battezzati su 128.916 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Armando Trasarti.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la parte meridionale della provincia di Pesaro e Urbino coincidente in buona parte con la valle del fiume Metauro. Essa si estende su 23 comuni: Apecchio, Arcevia (per le frazioni di Palazzo e Nidastore), Barchi, Cagli, Cartoceto, Fano, Fossombrone (esclusa la frazione di Calmazzo), Fratte Rosa, Frontone, Mombaroccio (per la sola frazione di Montegiano), Mondavio, Montefelcino (escluse le frazioni di Monteguiduccio e Fontecorniale), Montemaggiore al Metauro, Orciano di Pesaro, Pergola, Piagge, Saltara, San Costanzo (esclusa la frazione di Stacciola), San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Sant'Ippolito, Serra Sant'Abbondio, Serrungarina.

Sede vescovile è la città di Fano, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Maggiore. La diocesi ha tre concattedrali: a Fossombrone Sant'Aldebrando, a Cagli Santa Maria Assunta, e Pergola Sant'Andrea.

Il territorio è suddiviso in 74 parrocchie, raggruppate in 5 vicarie: Fano, Valle del Metauro, Fossombrone, Cagli e Pergola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi di Fano[modifica | modifica wikitesto]

Incerte sono le origini della diocesi. Secondo la tradizione, riportata dallo storico fanese Amiani, l'evangelizzazione di Fano è dovuta la passaggio in città dell'apostolo san Pietro, di Sant'Apollinare e di un vescovo di nome Tolomeo. Storicamente, i primi dati certi risalgono alla fine del V secolo[1] con il vescovo san Vitale che nel 499 fu presente al sinodo voluto da papa Simmaco e che firmò i decreti con il titolo di vescovo di Fano; similmente sant'Eusebio, poco più tardi, firmò quelli del sinodo del 504. Originariamente la diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna, capitale della Pentapoli bizantina.

In linea con queste fonti possiamo affermare senza dubbio che la diocesi di Fano risale almeno alla fine del V secolo, anche se la leggenda vuole che sia stata fondata nel I secolo.

Tra il 755 e il 774 il centro religioso di Fano fu donato dai Franchi di Pipino e Carlo Magno alla Chiesa. Pur essendo questo territorio sotto il dominio diretto dei papi, mantenne una discreta autonomia. Nel 1335 papa Benedetto XII incaricò la signoria dei Malatesta di assumere il vicariato della città.

Tuttavia essi restarono fino al 1463 in seguito a ribellioni popolari dei fanesi nei confronti di Sigismondo Malatesta. Tali rivolte erano mirate a ottenere un governatorato del tutto ecclesiastico: perciò, a partire da quella data, la Chiesa mise a capo del territorio un governatore pontificio.

Nel 1568 la diocesi di Fano appare già immediatamente soggetta alla Santa Sede e il suo vescovo prese parte al concilio provinciale di Ravenna come non come suffraganeo, ma scegliendo liberamente la provincia ecclesiastica.

Questo territorio vide anche un breve periodo sotto il potere della casata degli Sforza e del Valentino. Nel 1860 fu poi incorporata nel Regno d'Italia. Dopo l'unità il vescovo Vespasiani fu processato e incarcerato il giovedì santo.[2]

Diocesi di Fossombrone[modifica | modifica wikitesto]

Il nome dell'antica città di Fossombrone sembra derivare dal latino Forum Sempronii, ossia dal triumviro Gaio Sempronio Gracco, che era giunto in questo luoghi, attorno al 133 a.C., per l’attuazione della riforma agraria.

Il vangelo di Cristo fu portato in questa zona da san Feliciano di Foligno, attorno al III secolo. Durante l'impero di Diocleziano si ebbero i primi martiri locali. Ancora oggi le spoglie mortali dei martiri Marenzo, Fravita, Urbano, Vincenzo e Martiniano sono conservate nella cattedrale, mentre quella dei martiri Aquilino, Gemino, Gelasio, Magno, Donato e Timoteo sono conservate nella chiesa di san Filippo.

Il Martyrologium Hieronymianum attesta che tra i primi vescovi della diocesi vi fu un martire, Timoteo, che subì il martirio sotto l'imperatore Diocleziano. In base a questa informazione, la fondazione della diocesi sarebbe perciò da stabilire, anche in accordo con la leggenda, tra la fine del III e gli inizi del IV secolo.

Un dato più sicuro risale ai sinodi di papa Simmaco (tra V e VI secolo), nei quali furono firmati dei documenti con la dicitura Innocentius episcopus ecclesiae Forosemproniensis. Il vescovo Innocenzo fu il primo vescovo storicamente documentato, che diede inizio a millecinquecento anni di storia della sede vescovile. Non è nota per Fossombrone nessuna sede metropolitana, sicché si ritiene che dal principio fino al 1563 sia stata immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Nel V secolo le scorribande barbariche ad opera dei Goti devastarono la città. Dopo la battaglia vinta dal bizantino Narsete, Fossombrone passò sotto l'Esarca di Ravenna e fece parte della Pentapoli Annonaria insieme a Urbino, Cagli, Gubbio e Jesi.

Nell'VIII secolo la città fu distrutta dai Longobardi guidati da Liutprando e successivamente ricostruita.

Nel 1057 papa Vittore II per sovvenire alla povertà del vescovo di Fossombrone, distaccò dalla diocesi di Senigallia la Massa di Sorbetolo e l'attribuì alla mensa vescovile di Fossombrone con tutti i diritti ecclesiastici e feudali: così Loretello, Nidastore, Montesecco, San Pietro e Palazzo divennero parte integrante della diocesi di Fossombrone. Con l'intervento papale la diocesi di Senigallia risultò rimpicciolita di circa trenta chilometri quadrati. Il vescovo di Senigallia non accettò questa ampia sottrazione della sua diocesi e le liti con Fossombrone, durarono per quasi duecento anni.

Nel 999 l'imperatore Ottone III fece dono della città a papa Silvestro II e, verso il 1200, con papa Innocenzo III divenne un feudo di Azzo VI d'Este. Con bolla di papa Onorio III del 19 maggio 1224 furono definiti i confini della diocesi; e con atto di infeudazione del 12 luglio 1228 Azzo VII concesse per tre anni in feudo al vescovo Monaldo II la città di Fossombrone e tutti i castelli, le ville e gli abitanti del contado. Successivamente la città passò sotto la signoria riminese dei Malatesta. Galeazzo Malatesta la vendette per 13.000 fiorini d'oro a Federico da Montefeltro, il quale la cedette alla nobile casata dei Della Rovere.

Il 4 giugno 1563 la diocesi entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Urbino.

Nel 1581 ebbe origine il seminario diocesano grazie all'opera del vescovo Ottavio Accoramboni, che lo aprì nel proprio palazzo nobiliare; esso fu in seguito ampliato dal vescovo Giambattista Zeccadoro. Allo stesso Accoramboni si deve la celebrazione dei primi sinodi sulla scia delle indicazioni del concilio di Trento.

Fino all'anno 1631 la diocesi rimase sotto il dominio dei duchi di Urbino, poi passò direttamente alla Stato della Chiesa, fino all'unità d'Italia. Dopo l'Unità il vescovo Filippo Fratellini fu processato per aver risposto ad una circolare ministeriale ingiuriosa nei confronti dell’episcopato.[2]

In un bollettino diocesano risalente al 1932, circa la raccolta delle offerte parrocchiali, si elencano i seguenti comuni e frazioni, appartenenti a quella data alla sede forsempronese: Fossombrone, Bellaguardia, Cartoceto di Pergola, Caspessa, Castelgagliardo, Fratte Rosa, Isola di Fano, Lastreto, Loretello, Montalto, Montefelcino, Montemontanaro, Montesecco, Montevecchio, Monterolo, Nidastore, Palazzo, Reforzate, Sant'Anna del Furlo, San Gervasio, Sant'Ippolito, Santa Maria della Valle, San Martino Casalduca, San Martino dei Muri, San Pietro in Musio, San Vito sul Cesano, Sorbolongo, San Bartolo, Torre San Marco, Torricella, Villa del Monte.

Diocesi di Cagli[modifica | modifica wikitesto]

La regione posta in una posizione favorevole lungo la via Flaminia, fu facile zona di evangelizzazione fin dai primi anni delle comunità cristiane. Municipium in epoca romana «si estendeva dal Candigliano al Cesano, da Punta Cale del Furlo al spartiacque appenninico»[3].

La diocesi di Cagli, storicamente accertata solo dall'VIII secolo, deriva dall'antica sede di Pitinum Mergens, a 8 km. circa da Cagli.[4] Secondo la tradizione è attestata dalla metà del IV secolo e di essa sono noti tre vescovi: Greciano presente al concilio di Rimini del 359; Romano presente a Roma nel 499 al sinodo di papa Simmaco; Viticano presente a Roma nel 502 ad un altro sinodo indetto dallo stesso papa.[5]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la diocesi vide l'arrivo dei barbari; venne tuttavia risparmiata da incendi e da distruzioni, grazie anche all'ubicazione favorevole. In seguito questo territorio fu dominato dai Goti, dai Bizantini e infine dai Longobardi.

Infine papa Stefano II, grazie all'aiuto di Pipino, re dei Franchi, riuscì a strappare ai Longobardi il territorio cagliese. A partire da quest'epoca riprende la cronotassi, interrotta da più di due secoli, dei vescovi con sede a Cagli.

Il 4 giugno 1563 la diocesi divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Urbino.

Dopo aver trascorso un periodo sotto il controllo dei duchi di Urbino, la diocesi tornò sotto il diretto potere dello Stato Pontificio nel 1626, all'epoca di papa Urbano VIII.

Diocesi di Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi dell'Ottocento i territori della futura diocesi di Pergola vivevano una situazione giuridica abbastanza complessa, essendo sottoposti alla giurisdizione di diverse entità ecclesiastiche:

  • la maggior parte della città di Pergola e del suo territorio appartenevano alla diocesi di Gubbio;
  • il territorio a destra del fiume Cesano andando verso il mare, dalla sua sorgente nel Catria, compreso il convento degli Zoccolanti, la chiesa della Madonna in Cotano a Valrea[6], quella delle Tinte, la Madonna del Ponte, Serralta, Colgodeccio, la Pantana di là del Cesano e Sant'Onofrio, facevano parte della diocesi di Nocera Umbra; questi territori era ciò che restava dell'antico ducato longobardo di Spoleto e del gastaldato di Nocera;
  • inoltre l'abbazia territoriale di Nonantola esercitava la sua giurisdizione sulla parrocchia di San Marco la cui chiesa era dentro le mura della città con intorno il suo quartiere e gran parte del territorio fuori le mura,
  • l'abate di Sitria aveva giurisdizione sui parrocchiani di Santa Maria sulla Piazza Grande, anche con territorio fuori le mura;
  • l'abate di Fonte Avellana su quelli della parrocchia di Sant'Andrea con chiesa dentro le mura e territorio adiacente,
  • in fine la diocesi di Cagli si incuneava nel quartiere delle Conce con la parrocchia di S. Biagio.

Papa Pio VII volle unire tutti questi territori pergolesi alla diocesi di Cagli; l'intento fu raggiunto una volta superata l'opposizione del vescovo di Gubbio (a cui concesse in cambio l'esenzione dalla giurisdizione metropolitica dell'arcivescovo di Urbino) con la bolla Romani Pontifices del 31 gennaio 1818. Il 25 maggio successivo Carlo Monti fu nominato vescovo dell'ampliata diocesi di Cagli.

Tuttavia, su istanza degli abitanti di Pergola, la città ed il suo antico territorio, con l'aggiunta di una porzione di territorio sottratta a Cagli, furono elevati a diocesi dal medesimo papa con la bolla Commissa tenuitati del 18 gennaio 1819, in forza della quale la nuova diocesi di Pergola fu unita aeque principaliter alla diocesi di Cagli.

La diocesi ebbe una propria cattedrale, nella grande chiesa di S.Agostino, ristrutturata con i finanziamenti di papa Gregorio XVI e portata a termine nel 1841. Gli Agostiniani furono trasferiti nell'imponente chiesa di S. Francesco, abbandonata dai Francescani Coventuali; un proprio palazzo vescovile ricavato nel convento di S. Agostino e un proprio seminario con una ventina di alunni, fin quando il vescovo Ettore Fronzi decise di tenere aperto un solo seminario a Cagli.

L'8 luglio 1836, con il breve Bonum pastorem, papa Gregorio XVI soppresse l'abbazia nullius di San Lorenzo in Campo e incorporò il suo territorio alla diocesi di Pergola.

Dopo l'Unità il vescovo Cajani fu malmenato, perquisito e offeso.[2]

Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 1973 Costanzo Micci fu nominato vescovo di Fano e di Fossombrone e, il 15 gennaio 1977, vescovo di Cagli e Pergola: in questo modo le quattro sedi si trovarono unite in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione delle diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale: primo vescovo della nuova diocesi, suffraganea dell'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado, è stato Mario Cecchini.

Il 2 marzo 2000 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Pesaro.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Fano[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Fossombrone[modifica | modifica wikitesto]

  • Settimio † (109 - ?)
  • Fabiano † (127 - ?)
  • Adriano I † (222 - ?)
  • Innocenzo I † (231 - ?)
  • Timoteo † (284 - 304)
  • Andrea I † 310 - ?)
  • Alessandro † (409 - ?)
  • Carlo † (435 - ?)
  • Innocenzo II † (prima del 499 - dopo il 502)
  • Felicissimo ? †
  • Paolino † (menzionato nel 558/560)
  • Marco † (649 - ?)
  • Paolo † (735 - ?)
  • Leopardo † (prima dell'826 - 852)
  • Giovanni I † (853 - ?)
  • Geremia † (menzionato nell'860)
  • Giovanni II † (menzionato nell'868)
  • Pietro I † (prima dell'876 - dopo l'878)
  • Andrea † (menzionato nel 908)
  • Reginaldo † (menzionato nel 967)
  • Adamo † (prima del 1037 - 1044 o 1046 deceduto)
  • Anonimo
  • Benedetto † (prima del 1049- 1072 deceduto)
  • Folco o Fulconio † (prima del 1076 - dopo il 1086)
  • Ubaldo † (menzionato nel 1099)
  • Monaldo I † (menzionato nel 1112)
  • Gualfredo † (prima del 1140 - dopo il 1046)
  • Niccolò II † (prima del 1179 - dopo il 1197)
  • Monaldo II † (prima del 1219 - 1228)
  • Sant'Aldebrando † (1228 - circa 1247 deceduto)
  • Beato Riccardo † (1250 - 1255)
  • Gentile I † (1255 - 1270)
  • Ildebrando ? † (1265 - 1280)
  • Gentile II † (1280 - ? deceduto)[17]
  • Giacomo o Iacopo † (25 febbraio 1286 - 1295 deceduto)
  • Monaldo II † (12 ottobre 1296 - 1304 deceduto)
  • Giovanni III, O.S.B. † (17 febbraio 1304 - 1317 deceduto)
  • Pietro de' Gabrielli † (24 aprile 1317 - 8 agosto 1327 nominato vescovo di Gubbio)
  • Filippo † (25 settembre 1327 - 1333 deceduto)
  • Arnaldo † (1333 - 7 ottobre 1342 nominato vescovo di Apt)
  • Ugolino † (20 novembre 1342 - 1363 deceduto)
  • Galvano o Garrano di Padova, O.E.S.A. † (11 dicembre 1363 - ottobre 1372 deceduto)
  • Oddone Ranieri † (23 novembre 1372 - 1408 deceduto)
  • Ruello de' Roelli † (1408 - 1420 deceduto)
  • Giovanni Mucci † (12 agosto 1420 - 1432 deceduto)
  • Delfino Gozzardini, O.Cist. † (23 marzo 1433 - 1434 deceduto)
  • Andrea da Montecchio † (18 agosto 1434 - 29 ottobre 1434 nominato vescovo di Osimo)
  • Gabriele Benveduti † (29 ottobre 1434 - 1449 deceduto)
  • Agostino Lanfranchi † (25 giugno 1449 - 25 settembre 1469 deceduto)
  • Gerolamo Santucci † (13 ottobre 1469 - 25 luglio 1494 deceduto)
  • Paolo da Middelburg † (30 luglio 1494 - 1534 deceduto)
  • Giovanni Guidiccioni † (16 dicembre 1534 - 1541 deceduto)
  • Niccolò Ardinghelli † (13 luglio 1541 - 16 marzo 1547 dimesso)
  • Lodovico o Luigi Ardinghelli † (16 marzo 1547 - 2 o 9 febbraio 1569 deceduto)
  • Alessandro Mazza † (1º aprile 1569 - 1575 dimesso)
  • Orazio Montegranelli † (29 aprile 1577 - aprile 1579 deceduto)
  • Ottavio Accoramboni † (15 maggio 1579 - 1610 dimesso)
  • Giovanni Canauli (Cannuli) † (2 agosto 1610 - 1612 dimesso)
  • Lorenzo Landi † (4 luglio 1612 - 12 dicembre 1627 deceduto)
  • Benedetto Landi † (5 giugno 1628 - 15 novembre 1632 dimesso)
  • Giovanni Battista Landi † (21 febbraio 1633 - 20 maggio 1647 deceduto)
  • Giambattista Zeccadoro † (24 agosto 1648 - 16 novembre 1696 deceduto)
  • Lorenzo Fabbri (Fabri), O.F.M.Conv. † (14 gennaio 1697 - 17 aprile 1709 deceduto)
  • Carlo Palma † (19 giugno 1709 - marzo 1718 deceduto)
  • Eustachio Palma † (11 maggio 1718 - 2 settembre 1754 deceduto)
  • Apollinare Peruzzini, O.S.A. † (17 marzo 1755 - 25 gennaio 1774 deceduto)
  • Rocco Maria Barsanti, C.R.M. † (13 marzo 1775 - 20 settembre 1779 nominato vescovo di Pesaro)
  • Felice Paoli † (20 settembre 1779 - 12 maggio 1800 nominato vescovo di Recanati e Loreto)
  • Stefano Bellini † (11 agosto 1800 - 23 marzo 1807 nominato vescovo di Recanati e Loreto)
  • Giulio Maria Alvisini † (11 gennaio 1808 - 31 agosto 1823 deceduto)
  • Luigi Ugolini † (24 maggio 1824 - 16 novembre 1850 deceduto)
  • Filippo Fratellini † (17 febbraio 1851 - 13 aprile 1884 deceduto)
  • Alessio Maria Biffoli, O.S.M. † (13 aprile 1884 succeduto - 21 febbraio 1892 deceduto)
  • Vincenzo Franceschini † (11 luglio 1892 - 22 giugno 1896 nominato vescovo di Fano)
  • Dionisio Alessandri † (22 giugno 1896 - 22 agosto 1904 deceduto)
  • Achille Quadrozzi † (14 novembre 1904 - 1913 deceduto)
  • Pasquale Righetti † (27 marzo 1914 - 20 dicembre 1926 nominato vescovo di Savona e Noli)
    • Sede vacante (1926-1931)
  • Amedeo Polidori † (23 settembre 1931 - 2 febbraio 1961 ritirato)
  • Vittorio Cecchi † (10 febbraio 1961 - 1º giugno 1973 dimesso)
  • Costanzo Micci † (1º giugno 1973 - 4 settembre 1985 deceduto)
  • Mario Cecchini (11 febbraio 1986 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola)

Vescovi di Cagli[modifica | modifica wikitesto]

  • Graziano (o Greciano) † (menzionato nel 359)
  • Romano † (menzionato nel 499)
  • Viticano (o Vaticano) † (menzionato nel 502)
  • Donato † (? - 721 deceduto)
  • Passivo I (o Podio) † (721 - ?)[18]
  • Anastasio † (menzionato nel 731)
  • Rodolfo † (menzionato nel 761)
  • Gioviano † (menzionato nel 769)
  • Adelfredo † (menzionato nel 774)
  • Passivo II (o Passino) † (menzionato nell'826)
  • Andrea † (menzionato nell'853)
  • Giustino o Martino † (menzionato nell'861)
  • Giovanni I † (menzionato nell'881)
  • Odolardo † (menzionato nell'887)
  • Martino † (menzionato nell'898)
  • Giovanni II † (prima del 967 - dopo il 968)
  • Lodolfo o Liutolfo † (? - 1045 dimesso)
  • Ugo o Marco o Azzo † (prima del 1059 - dopo il 1062)[19]
  • Giovanni Morigi † (prima del 1067 - dopo il 1077)
  • Ugo Siccardi † (1083 - ?)
  • Paolo † (1093 - ?)
  • Ambrogio † (1106 - 1116)
  • Quirico o Quinico o Giumeo † (1128 ? - dopo il 1154)
  • San Ranieri o Rainerio Massini † (prima del 1160 - 1175 nominato arcivescovo di Spalato)
  • Alloderico o Alloderio † (1176 - circa 1211 deceduto)
  • Andronico † (1211 - ?)
  • Anselmo † (menzionato nel 1217)
  • Alberto † (menzionato nel 1229)
  • Egidio, O.S.B. † (1233 - 1259 deceduto)
  • Morando, O.P. † (1259 - 4 ottobre 1265 nominato vescovo di Fano)
  • Ugolino Acquaviva † (22 settembre 1266 - circa 1269 deceduto)
    • Iacopo o Ugolino † (prima dell'8 settembre 1270 - 1276 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Rinaldo Siccardi † (1276 - ? deceduto)
  • Guglielmo Mastini † (21 luglio 1285 - 28 marzo 1295 nominato vescovo di Aquino)
  • Ottavio, O.S.B. † (2 gennaio 1296 - 1296 deceduto)
  • Agnolo o Angelo da Camerino, O.E.S.A. † (17 dicembre 1296 - 22 aprile 1298 nominato vescovo di Fiesole)
  • Lituardo Cerruti o Cervati † (22 aprile 1298 - 1301 ?)
  • Pacifico † (menzionato nel 1301)
  • Giovanni † (menzionato nel 1304)
  • Rogerio Todini, O.F.M. † (menzionato nel 1315)
  • Pietro I † (25 febbraio 1319 - 25 gennaio 1326 deposto)
  • Alberto o Roberto Sicardi, O.F.M. † (14 marzo 1328 - 1342 deceduto)
  • Guido Luzi o Guidone Spini † (4 marzo 1342 - 13 settembre 1347 deceduto)
  • Pietro II, O.P. † (prima del 30 aprile 1348 - 1353)
  • Tommaso Sferrato, O.F.M. † (6 novembre 1353 - 29 gennaio 1378 nominato vescovo di Marsico Nuovo)
  • Agostino, O.E.S.A. † (15 febbraio 1378 - 12 novembre 1395 nominato vescovo di Gaeta)
    • Agostino, O.E.S.A. † (14 novembre 1395 - agosto 1397 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Niccolò Merciario o Marciari † (7 luglio 1398 - 3 novembre 1413 dimesso e nominato vescovo titolare di Dionisiade)
  • Giovanni Buono Luzi † (3 novembre 1413 - 1429 deceduto)
  • Genesio o Senesio † (27 dicembre 1429 - 1439 deceduto)
  • Antonio Severi o Severini † (14 dicembre 1439 - 15 luglio 1444 nominato vescovo di Gubbio)
  • Pietro III † (1448 - 1453)[20]
  • Simone Paolo Crispigni o Grespigni † (14 ottobre 1444 - ottobre 1460 deceduto)
  • Consoluccio o Consoluto Mastini † (18 ottobre 1460 - 11 marzo 1474 dimesso)
  • Pierantonio Mastini † (11 marzo 1474 - 1478 deceduto)
  • Guido Bonclerici o Boncheri † (9 settembre 1478 - febbraio 1484 deceduto)
  • Barzio o Barozio Barzi † (29 marzo 1484 - 15 maggio 1494 deceduto)
  • Bartolomeo Torelli, O.P. † (23 luglio 1494 - 1496 deceduto)
  • Gaspare Golfi, O.F.M. † (5 marzo 1498 - gennaio 1503 deceduto)
  • Ludovico de Lagoria, O.P. † (8 marzo 1503 - 23 febbraio 1504 nominato vescovo di Lavello)
  • Bernardino De Lei † (23 febbraio 1504 - 6 gennaio 1506 deceduto)
  • Antonio Crastini o Castriani, O.F.M. † (17 marzo 1506 - 21 maggio 1507 nominato vescovo di Montefeltro)
  • Giorgio Benigno Salviati, O.F.M. † (21 maggio 1507 - circa marzo 1513 nominato arcivescovo di Nazareth)
  • Tommaso Albizi o Albini, O.P. † (1513 - 10 febbraio 1525 nominato vescovo titolare di Betlemme)
  • Cristoforo Guidalotti Ciocchi del Monte † (10 febbraio 1525 - 27 giugno 1550 nominato vescovo di Marsiglia)
  • Giovanni Ciocchi del Monte † (27 giugno 1550 - 10 agosto 1554 deceduto)
  • Cristoforo Guidalotti Ciocchi del Monte † (9 marzo 1556 - 27 ottobre 1564 deceduto) (per la seconda volta)
  • Giovanni Battista Torleoni † (7 febbraio 1565 - 20 luglio 1567 deceduto)
  • Paolo Maria Della Rovere † (8 ottobre 1567 - 12 giugno 1591 deceduto)
  • Ascanio Libertano (Libertani) † (19 luglio 1591 - 10 marzo 1607 deceduto)
  • Timocrate (Democrate) Aloigi † (14 maggio 1607 - 17 febbraio 1610 deceduto)
  • Filippo Bili (Bigli), C.R. † (17 maggio 1610 - 24 agosto 1629 deceduto)
  • Giovanni Francesco Passionei † (3 dicembre 1629 - 27 novembre 1641 nominato vescovo di Pesaro)
  • Pacifico Trani (Trasi), O.F.M. † (24 marzo 1642 - 31 dicembre 1659 o 1º gennaio 1660 deceduto)
  • Castracane De' Castracani † (5 maggio 1660 - 17 ottobre 1669 deceduto)
  • Andrea Tamantini † (6 ottobre 1670 - marzo 1685 deceduto)
  • Giulio Giacomo Castellani, C.R.S.A. † (1º aprile 1686 - gennaio 1694 deceduto)
  • Benedetto Luperti † (19 aprile 1694 - 23 settembre 1709 deceduto)
  • Alfonso De' Belincioni † (7 aprile 1710 - 12 giugno 1721 deceduto)
  • Gianfrancesco De' Bisleti † (24 settembre 1721 - 9 dicembre 1726 nominato vescovo di Segni)
  • Girolamo Maria Allegri, O.S.M. † (9 dicembre 1726 - 1744 deceduto)
  • Silvestro Lodovico Paparelli † (7 settembre 1744 - 7 ottobre 1754 deceduto)
  • Lodovico Agostino Bertozzi † (16 dicembre 1754 - 20 settembre 1802 deceduto)
    • Sede vacante (1802-1806)
  • Alfonso Cingari † (31 marzo 1806 - 14 giugno 1817 deceduto)
  • Carlo Monti † (25 maggio 1818 - 18 gennaio 1819 nominato vescovo di Cagli e Pergola)

Vescovi di Cagli e Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate alla diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Santi[modifica | modifica wikitesto]

Beati[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 128.916 persone contava 126.064 battezzati, corrispondenti al 97,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Fano
1950 60.590 60.590 100,0 128 80 48 473 62 210 47
1970 75.000 75.000 100,0 138 97 41 543 49 230 52
1980 79.500 80.000 99,4 111 77 34 716 34 180 53
diocesi di Fossombrone
1950 27.716 27.716 100,0 61 55 6 454 7 45 40
1969 19.105 19.157 99,7 56 42 14 341 16 28 23
1980 20.100 20.200 99,5 54 47 7 372 7 17 43
diocesi di Cagli e Pergola
1950 33.607 34.280 98,0 80 65 15 420 16 78 53
1959 33.012 34.110 96,8 68 54 14 485 15 70 54
1969 25.738 25.752 99,9 64 50 14 402 18 71 34
1980 26.060 26.224 99,4 45 35 10 579 15 56 60
diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
1990 132.140 133.340 99,1 194 149 45 681 1 47 244 80
1999 121.000 125.000 96,8 163 122 41 742 11 48 207 74
2000 121.132 122.502 98,9 163 123 40 743 11 47 167 74
2001 121.215 122.900 98,6 160 120 40 757 11 47 167 74
2002 122.100 127.300 95,9 152 115 37 803 11 44 161 74
2003 123.600 128.150 96,4 143 110 33 864 11 39 157 74
2004 124.300 128.900 96,4 142 109 33 875 11 37 162 74
2006 126.064 128.916 97,8 142 106 36 887 13 43 162 74

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo storico Lanzoni da un certo credito alla biografia del vescovo san Paterniano, patrono della diocesi, vissuto nel IV secolo.
  2. ^ a b c Memorie per la storia de' nostri tempi dal Congresso di Parigi nel 1856 ai giorni nostri', III serie, Torino 1865, p. 196.
  3. ^ Gottardo Buroni, in La Diocesi di Cagli (Marche), Urbania 1943 .
  4. ^ Così Louis Duchesne, Les évêchés d'Italie et l'invasion lombarde, in Mélanges d'archéologie et d'histoire, tomo 23, 1903, p. 94 e nota 3.
  5. ^ Di questi tre vescovi, secondo Lanzoni solo Romano può dirsi certamente di Pitinum, mentre gli altri due potrebbero appartenere ad altre diocesi; cfr. op. cit., pp. 494-495.
  6. ^ Questa chiesa aveva unito un monastero di Benedettine, nel quale nell'anno 1350 vivevano 16 monache, che gestivano un Hospitalis per i poveri e i viandanti.
  7. ^ Di questo anonimo vescovo parla la vita di san Paterniano scritta nel XII secolo.
  8. ^ Secondo Lanzoni questo vescovo Leone potrebbe essere in realtà vescovo di Catania.
  9. ^ Forse fu semplicemente amministratore della diocesi, essendo Alberto considerato simoniaco e dunque deposto (1048?).
  10. ^ Il vescovo Alberto II è ignoto a Gams, che pone la morte di Riccardo nel 1240 circa; a questi succede Gregorio.
  11. ^ a b Il David fu deposto nel 1409 dall'antipapa Giovanni XXIII per la sua fedeltà a papa Gregorio XII, ma di fatto non lasciò mai la diocesi grazie all'appoggio del governo e del popolo di Fano.
  12. ^ Secondo Eubel, Giovanni Firmoni e Giovanni De Bertoldi sono un unico e medesimo vescovo, trasferito dalla sede di Fermo il 15 dicembre 1417 e deceduto nel 1445.
  13. ^ Secondo Eubel, Goro Gheri dette le dimissioni prima del 17 febbraio 1524, giorno in cui iniziò l'amministrazione del cardinale Ercole Gonzaga.
  14. ^ Nominato vescovo a soli 16 anni, non sarà mai consacrato né sacerdote né vescovo.
  15. ^ Secondo Eubel, morì nel marzo 1643.
  16. ^ Mantiene in amministrazione apostolica la sede di Fano.
  17. ^ Secondo Eubel i vescovi Gentile I e Gentile II sono la medesima persona, mentre il vescovo Ildebrando «hoc loco non reponendus videtur» poiché identificato con sant'Aldebrando.
  18. ^ Ughelli inserisce, prima di Anastasio, Donato e Passivo I (o Podio), il primo morto nel 721 ed il secondo suo successore lo stesso anno; questi due vescovi, ammessi dagli storici locali Tarducci e Buroni, sono esclusi dal Cappelletti.
  19. ^ Per Cappelletti, Marco o Azzo è vescovo diverso e distinto da Ugo.
  20. ^ Vescovo riportato dalla cronotassi menzionata tra le fonti, ma omesso da Gams, da Cappelletti e da Eubel; secondo questi autori, Simone Paolo Crispigni succede nel 1444 a Antonio Severi trasferito a Gubbio.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Fano[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Fossombrone[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Cagli[modifica | modifica wikitesto]

  • Cronotassi dei vescovi di Cagli
  • Ettore Baldetti, Documenti del Comune di Cagli. Regesti I 1. La città antica (1115-1287), Urbania 2006
  • Gottardo Buroni, La Diocesi di Cagli (Marche), Urbania 1943
  • Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia 1845, vol. III, pp. 235–253
  • Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, pp. 494–495
  • Alberto Mazzacchera, Spoliazioni napoleoniche perpetrate nella diocesi di Cagli, in Lo Stato della Chiesa in epoca napoleonica, Urbania 1996
  • Alberto Mazzacchera, Il forestiere in Cagli. Palazzi, chiese e pitture di una antica città e terre tra Catria e Nerone, Prefazione di Vittorio Sgarbi, Urbania, 1997.
  • Alberto Mazzacchera, Soppressione degli ordini religiosi e confische dei beni ecclesiastici nella diocesi di Cagli dopo l'Annessione, in Marche e Umbria nell'età di Pio IX e di Leone XIII, Urbania 1998
  • Alberto Mazzacchera, Origine e soppressione del Monte di Pietà di Cagli, in Monti di Pietà, finanza locale e prestito ebraico nelle Marche in età moderna. Urbania 2000
  • Alberto Mazzacchera, Immagine del Cristo Morto. Foto del Venerdì Santo di Cagli di Alessandro Adami, Sant'Angelo in Vado 2004
  • Alberto Mazzacchera, Una città per la chiesa di San Francesco. Il caso della traslazione di Cagli voluta da papa Niccolò IV, in Arte francescana tra Montefeltro e papato 1234-1528, Milano 2007
  • Luigi Michelini Tocci, Eremi e cenobi del Catria, Cinisello Balsamo 1972
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. VI, Venezia 1840, pp. 221–222
  • Giuseppe Palazzini, Le chiese di Cagli, Roma 1968
  • Giuseppe Palazzini, Pievi e parrocchie del cagliese, Roma 1968
  • Antonio Tarducci, De' vescovi di Cagli, Cagli 1896
  • (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 677–679
  • (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 158; vol. 2, p. 115; vol. 3, p. 147; vol. 4, p. 129; vol. 5, p. 137; vol. 6, pp. 140–141

Per la sede di Cagli e Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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