Gioacchino de Gemmis

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Gioacchino de Gemmis
vescovo della Chiesa cattolica
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Nato 4 ottobre 1746
Deceduto 12 dicembre 1822

Gioacchino de Gemmis (Terlizzi, 4 ottobre 1746Terlizzi, 12 dicembre 1822) è stato un vescovo cattolico e rettore italiano.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Settimo degli otto figli del Barone Tommaso de Gemmis e di Francesca Bruni dei baroni di Cannavalle, Gioacchino de Gemmis fu avviato alla carriera ecclesiastica e prese gli ordini sacri nel 1770. Si trasferì a Napoli, dove, laureatosi in diritto civile e canonico, fu nominato nel 1774 arcidiacono della cattedrale di Terlizzi e dal 1776 fu vicario capitolare delle diocesi di Giovinazzo e Terlizzi.

Nel 1783 fu promosso all'arcipretura prelatizia "nullius" di Altamura. Qui, nominato rettore, diede nuovo impulso all'Università di Altamura, istituita nel 1748 dal suo predecessore Marcello Papiniano Cusano, favorendo, sulla base degli insegnamenti dell'amico Antonio Genovesi, lo studio delle scienze naturali nei loro rapporti con l'agricoltura. Agli insegnamenti economico-giuridici affiancò, infatti, materie scientifiche con l'aiuto del vicario Vitangelo Bisceglia che promosse in particolare lo studio della botanica grazie a ricerche condotte con Vincenzo Petagna e Michele Tenore. La riforma dell'Università di Altamura promossa dal de Gemmis aveva lo scopo di incentivare lo sviluppo economico insegnando ai giovani la nuova scienza applicata ai sistemi di produzione. Molti studenti furono attirati dai paesi limitrofi per l'istituzione di nuovi insegnamenti e corsi di Botanica, di Mineralogia, di Chimica e di Fisica sperimentale con Luca de Samuele Cagnazzi. De Gemmis raccolse numerosi libri istituendo anche una biblioteca universitaria.

Papa Pio VI, riconoscendone i meriti, lo promosse vescovo titolare di Listra nel 1790. Restaurò ed abbellì la cattedrale di Altamura, che riconsacrò il 7 ottobre 1798, come si legge da una lapide ivi posta.

Nel 1799, anno della rivoluzione di Altamura, rischiando la vita, si recò egli di persona solo dal cardinale Fabrizio Ruffo per intercedere a favore dei rivoltosi altamurani, mischiandosi ai combattenti. Per questo con disposizione di Re Ferdinando IV di Napoli fu sospeso dalle sue funzioni ecclesiastiche con l'accusa di aver favorito il regime repubblicano.

Durante il decennio francese fu ristabilito da re Giuseppe Bonaparte prestando, nel 1808 a Napoli, il suo giuramento al nuovo re Gioacchino Murat. Nel 1818 fu promosso vescovo di Melfi e Rapolla, governando con grande saggezza e carità.

Fu decorato della croce di cavaliere del Regno delle Due Sicilie. Morì a Terlizzi il 12 dicembre 1822 e fu sepolto nella cappella gentilizia de Gemmis.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Valente Feudalesimo e feudatari. Terlizzi nel Settecento, Mezzina, Molfetta 2004.
  • Ottavio Serena L'Università degli studi di Altamura.
  • Luca de Samuele Cagnazzi, La mia vita.
  • Ernesto Bosna Le scuole universitarie altamurane, in Per una storia della scuola di Terra di Bari, p. 101-102.
  • Cabreo de Gemmis, Biblioteca Provinciale "de Gemmis", Bari.

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