Atella (comune)

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Atella
comune
Atella – Stemma
(dettagli)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Nicola Telesca (lista civica Uniti per cambiare) dal 27-05-2013
Territorio
Coordinate 40°52′00″N 15°39′00″E / 40.866667°N 15.65°E40.866667; 15.65 (Atella)Coordinate: 40°52′00″N 15°39′00″E / 40.866667°N 15.65°E40.866667; 15.65 (Atella)
Altitudine 512 m s.l.m.
Superficie 88,48 km²
Abitanti 3 837[1] (novembre 2014)
Densità 43,37 ab./km²
Frazioni Monticchio Laghi, Montesirico, Sant'Andrea, Sant'Ilario
Comuni confinanti Avigliano, Bella, Calitri (AV), Filiano, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele
Altre informazioni
Cod. postale 85020
Prefisso 0972
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076006
Cod. catastale A482
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 818 GG[2]
Nome abitanti atellani
Patrono santa Maria ad Nives
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Atella
Posizione del comune di Atella all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Atella all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Atella (Ratédd in dialetto lucano[3]) è un comune italiano di 3.837[1] abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Atella sorge a 512 m s.l.m. nel cuore della Valle di Vitalba, ampia zona perlopiù pianeggiante che si estende da Lagopesole al Vulture nella parte settentrionale della Basilicata al confine con la parte orientale della provincia di Avellino. Confina con i comuni di: Rionero in Vulture (6 km), Filiano e Ripacandida (11 km), Ruvo del Monte (14 km), San Fele (19 km), Bella (26 km), Calitri (AV) (28 km) e Avigliano (31 km). Dista 46 km da Potenza e 130 km dall'altra provincia lucana Matera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il secolo più accreditato della sua fondazione sia il trecento, esistono alcune ipotesi che identificano un'origine ancor più antica del comune. Alcuni ritengono che Atella fosse stata fondata nel III secolo a.C., da profughi provenienti dall’omonima città campana, o che fosse sorta sulle rovine di un’altra città (Celenna), menzionata dal poeta latino Virgilio nell’Eneide. Anche se alcuni reperti come una necropoli del IV secolo a.C. e un sarcofago d’epoca imperiale romana (oggi conservato nel Museo archeologico nazionale di Napoli) sembrano comprovare un'origine più antica di quella riconosciuta attualmente, alla situazione attuale sono prive di fondamento.

Tuttavia l'abitato è il risultato di un impianto di fondazione dalla forma scacchiera risalente tra il 1320 ed il 1330, a seguito di una riorganizzazione economico-sociale voluta dagli angioini. Giovanni d'Angiò, figlio di re Carlo II, nonché conte di Gravina e signore di San Fele, Vitalba ed Armaterra, promise l’esenzione dalle imposte per 10 anni a coloro che si sarebbero trasferiti nella città che stava sorgendo per suo volere. Questa proposta si rivelò vantaggiosa per tutti quei cittadini che erano stati impoveriti dalle continue guerre e oppressi dai pesanti tributi dei feudatari del Vulture e dintorni.

Fu così che Atella venne popolata da gente proveniente perlopiù dalle zone di Rionero, Monticchio, Lagopesole, Agromonte, Balvano, Caldane, Sant'Andrea ed altri luoghi della zona. Sotto il governo angioino, Atella divenne un centro economico e militare molto importante, tanto da essere, a quel tempo, una delle città più ricche della Basilicata e, proprio per il suo crescente sviluppo, subì un notevole incremento demografico. La città venne dotata di mura e di un castello, il suo accesso era assicurato da due porte di cui al giorno oggi è rimasta solamente una, quella di San Michele. I prodotti atellani come cereali, formaggi e salumi venivano esportati nelle città più importanti del meridione e diversi atellani strinsero rapporti con alcune corti principesche italiane.

Quest'epoca di pace e prosperità duro circa un secolo e per Atella si prospettò un progressivo declino, causa i ripetuti saccheggi, i continui passaggi da un feudatario all'altro e violente scosse sismiche. Nel 1423, la città divenne feudo di Giovanni Caracciolo mentre nel 1496 fu saccheggiata dall'esercito francese di Gilberto di Montpensier e conquistata nel 1502 dal generale aragonese Gonzalo Fernández de Córdoba dopo un assedio di circa 30 giorni. In seguito numerosi nobili ebbero in dote Atella, come Filippo Chalon nel 1530, Antonio de Leyva nel 1532 e altre famiglie come i Capua, i Gesualdo e i Filomarino.

Il comune venne seriamente danneggiato da un terremoto avvenuto nel 1694, che rovinò gran parte del patrimonio urbano, soprattutto il castello, di cui rimane, al giorno d'oggi, solamente la Torre Angioina. Il sisma costrinse anche molti abitanti della cittadina a trasferirsi a Melfi che, seppure anch’essa danneggiata, presentava migliori condizioni di vivibilità. Nel 1851 ci fu un altro sisma che quasi distrusse il paese. Nel periodo dell'unità d'Italia, Atella partecipò attivamente al brigantaggio per contrastare la colonizzazione del Sud da parte dei Savoia del Regno di Sardegna, ora Piemonte. Circa un centinaio furono gli atellani coinvolti nelle rivoluzioni brigantesche nel 1861. Rappresentante illustre del brigantaggio atellano fu Giuseppe Caruso, luogotenente dell'esercito di Carmine Crocco che poi tradì il suo capo dopo essersi costituito alla Guardia Nazionale Italiana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre di Santa Maria ad Nives[modifica | modifica wikitesto]

È una struttura risalente al XIV secolo, ha subito numerosi restauri per via dei numerosi terremoti che, sin dalla sua costruzione, ne hanno minato la stabilità. Proprio per questo l'edificio presenta vari fasi temporali di costruzione, la facciata trecentesca si contrappone infatti all'interno datato XVIII secolo. È stata dedicata a "Santa Maria della Neve" (in latino della neve è traducibile in "ad nives"). La facciata, che si affaccia sulla piazza principale del comune, è composta da un portale con arco a sesto acuto, in alto un rosone e due nicchie con le statue di S. Antonio Abate e S. Nicola di Bari, su un livello superiore vi è un crocifisso arcaico. La parte interna della chiesa, composta da una singola navata, presenta dipinti di epoca conquecentesca come "L'Annunciazione" e un quadro dell'Ottocento raffigurante "La Madonna della Neve", a cui è dedicata la struttura.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1389 e ha subito profonde ristrutturazioni nel 1694. Conserva al suo interno un affresco quattrocentesco della Madonna Riparatrice, riscoperto nel 1851, quando un grave terremoto colpì la zona del Vulture. L'affresco è considerato da certi "miracoloso" perché riuscì a proteggere Atella dal sisma, che causò solamente due morti, mentre nelle città limitrofe si registrarono ingenti danni a cose e persone. Questo presunto evento soprannaturale colpì perfino il re Ferdinando II delle Due Sicilie che, in visita nella zona, volle ammirare l'opera con i suoi occhi, ordinandone la riproduzione. Inoltre diede un contributo di 1.500 ducati per la ricostruzione della chiesa.

Monastero delle Suore Benedettine[modifica | modifica wikitesto]

Venne edificato nel XV secolo con il finanziamento di Nardo De Alessandrellis, esponente di una delle famiglie più nobili di Atella, morto nel 1426. Formato da un'unica navata, l’edificio si sviluppa su due livelli intorno a due chiostri di cui quello più piccolo di forma regolare costituisce il nucleo più antico ed è composto da portali e da bifore in pietra scolpita.

Monastero di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XIV secolo, appartenne inizialmente a una comunità di frati Francescani e fu abbandonato a causa dei terremoti che rovinarono la struttura. Nel 1706 venne affidato al Padre Cono da Cancellara. Secondo una descrizione del 1723, il monastero è composto da trenta stanze abitabili con altri ambienti al primo piano, al piano terreno vi è un refettorio, le cucine ed altre sette stanze. Attorno al chiostro si erige un porticato, composto da volte a crociera, con loggiato superiore. All’epoca era anche coperta da volta a tutto sesto, poi crollata.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre Angioina[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Angioina è l'unico elemento rimanente del castello costruito dagli angioini, distrutto dal terremoto del 1694. Il castello, che era formato da quattro torri laterali di guardia e circondato da un profondo fossato, fu oggetto di due lunghi e sanguinosi assedi, avvenuti nel 1361 e del 1496.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Area archeologica paleolitica[modifica | modifica wikitesto]

Posta nelle vicinanze del cimitero di Atella, possiede reperti che testimoniano la presenza di insediamenti preistorici sul territorio. Da menzionare è il fossile di un mammut vissuto probabilmente tra i 650.000 e i 550.000 anni fa. L'area certifica che questo posto fu abitato da gruppi di homo erectus che cacciavano animali quali il bisonte, l'elefante e altri ancora con armi costruite in pietra.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Fiumara[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta in era medievale col nome Triepi, nasce dalle sorgenti nelle vicinanze di Lagopesole e attraversa la Valle di Vitalba, riversandosi infine nell'Ofanto dopo una trentina di chilometri. È molto ricca di vegetazione, in particolare di castagno, frassino, acero, olmo, noce, e faggio e di fauna, come lontra, tasso, riccio e cinghiale. Sulle cime più alte che sovrastano la fiumara di Atella è possibile trovare il lupo, il gatto selvatico e la volpe mentre nei corsi d'acqua vivono cavedano, barbo, rovella, anguilla e alborella meridionale che purtroppo rischia l’estinzione. La fiumara è anche luogo in cui si trovano spesso varie specie di volatili, tra cui airone cinerino, beccaccino, martin pescatore e germano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pro Loco Vitalba - L'associazione nasce nel 1977 ad opera di un gruppo di amici che, mosso dalla volontà di valorizzare Atella, il suo paesaggio e la sua storia, dà vita alla Pro Loco Vitalba. Primo presidente è Benedetto Carlucci. http://www.prolocovitalba.com
  • Avis Atella - Associazione (Onlus) Volontari Italiani del Sangue http://www.facebook.com/avis.atella

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • San Giuseppe lavoratore (19 marzo) - vengono accesi i falò nei diversi rioni del paese, ove la popolazione si riunisce per cantare e ballare. Al ritorno a casa, è tradizione portare un po' di brace con sé come benedizione.
  • Sacra Rappresentazione del Giovedì Santo - rappresentazione della passione di Cristo, in cui vengono recitati il suo processo, la sua condanna e la sua crocifissione.
  • Lunedì dell'Angelo - Processione del quadro di Santa Maria della Nives, all'alba. Il corteo di fedeli durante il tragitto per raccogliere le offerte (la "licita"), e il termine della festività avviene con i fuochi pirotecnici in serata.
  • Ascensione - durante il giorno dell'Ascensione vengono preparati i "tagliulin' cu' r' latt", tagliolini di pasta all'uovo fatti in casa, cotti nel latte e conditi con zucchero e cannella.
  • San Michele (8 maggio) - viene fatta una scampagnata al tabernacolo dedicato al Santo, che si trova alla periferia del paese.
  • 15 giugno - Festa di San Vito - patrono della città
  • 13 luglio - Festa paesana - Degustazione di un piatto tipico atellano (al scoperta di sapori nostrani di un tempo)
  • 1º lunedì di agosto - Festa di Santa Maria ad Nives - Processione del quadro di Santa Maria della Nives
  • 26 ottobre - Festa della castagna - Valorizzazione del frutto prodotto nei boschi del Vulture
  • 13 dicembre - Festa di Santa Lucia - al mattino i fedeli pregano nel duomo. Al pomeriggio processione della statua lignea per le vie del centro storico. (nella cintura della statua lignea si trova una reliquia della santa)
  • 26 dicembre - Tradizionale Gran Concerto di S.Stefano con il Complesso Bandistico Atellano (in Duomo)
  • 11 o 12 agosto - Torneo regionale del gioco sportivo de "La Morra" a Sant'Ilario frazione atellana.

Persone legate ad Atella[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Atella è uno dei comuni addetti alla produzione di Aglianico del Vulture, vino riconosciuto DOC nel 1971 e dell'olio del "Vulture", in tempi recenti riconosciuto con il marchio DOP. Il comune ospita anche l'area industriale della Valle di Vitalba, con una superficie di 840.000 m² e che ospita aziende come la Filatura di Vitalba, di proprietà del gruppo Miroglio, insediatasi nei primi anni ’90. Lo stabilimento dolciario della Vicenzi si è insediato nel 2005, dove in passato vi era uno della Parmalat, e impiega circa 150 lavoratori. Da segnalare inoltre la C.M.D. (Costruzioni Motori Diesel) che destina i suoi prodotti allo stabilimento Fiat di Melfi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco è Nicola Telesca, di "Uniti per cambiare", che ha battuto Michele Zaccagnino del "Centro Sinistra" alle scorse elezioni.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Real Atella 2008 che milita nel girone A lucano di Prima categoria. È nata nel 2008. Esisteva anche l'ASD Atella Monticchio Vulture, fallita prima del 2014.

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1995 il territorio di Atella, dalla SS 401 Ofantina per la Valle attraversata dalla Fiumara, ospita e condivide con Rionero in Vulture e Ruvo del Monte la Prova Speciale più caratteristica, con 2 spettacolari guadi, del Rally Puglia & Lucania che ad ottobre 2013 ha visto la 25ª edizione. Questa gara costituisce il più importante appuntamento sportivo della Basilicata avendo validità per i Campionati Italiani "Trofeo Rally Terra" e "Cross Country Rally" ed il Campionato F.I.A. Central European Zone di quest'ultima specialità, riconducibile al modello DAKAR.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), maggio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 45.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Basilicata Atlante Turistico, Istituto Geografico De Agostini, 2006.
  • AA. VV., Basilicata, Touring Editore, 2004.
  • AA. VV., Dal casale alla terra di Atella, Appia 2 editrice, 1996.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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