Arcidiocesi di Gaeta

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Arcidiocesi di Gaeta
Archidioecesis Caietana
Chiesa latina
Gaeta, Basilica Cattedrale, facciata.jpg
Regione ecclesiastica Lazio
Arcivescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B.
Vicario Giuseppe Sparagna
Sacerdoti 81 di cui 54 secolari e 27 regolari
1.880 battezzati per sacerdote
Religiosi 30 uomini, 216 donne
Diaconi 18 permanenti
Abitanti 160.150
Battezzati 152.350 (95,1% del totale)
Superficie 603 km² in Italia
Parrocchie 57 (4 vicariati)
Erezione VIII secolo
Rito romano
Cattedrale Santi Erasmo e Marciano e Santa Maria Assunta
Indirizzo Piazza Episcopio 2, 04024 Gaeta [Latina], Italia
Sito web www.arcidiocesigaeta.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Gaeta (in latino: Archidioecesis Caietana) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2006 contava 152.350 battezzati su 160.150 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B.

Indice

Patroni [modifica]

Patroni dell'arcidiocesi sono i santi Erasmo e Marciano, commemorati il 2 giugno.

Compatrona è la Madonna della Civita venerata nel santuario situato sulla sommità del monte Fusco, nel comune di Itri. La ricorrenza liturgica è il 21 luglio.

Territorio [modifica]

Il territorio dell'arcidiocesi comprende quello di alcuni comuni della provincia di Latina (Campodimele, Castelforte, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia), compresi quelli delle isole Ponziane (Ponza, Ventotene), e della provincia di Frosinone (Ausonia, Coreno Ausonio, Pastena).

Sede arcivescovile è la città di Gaeta, dove si trova la basilica cattedrale di Maria Santissima Assunta.

Il territorio è suddiviso in 57 parrocchie raggruppate in quattro foranie: Fondi, Formia, Gaeta e Minturno.

Storia [modifica]

La fondazione della diocesi coincide con la traslazione della sede vescovile di Formia a Gaeta, avvenuta all'epoca dell'abbandono della città di Formia dopo un assedio saraceno (859 circa). Il titolo di vescovo di Formia è attestato per l'ultima volta con il vescovo Leone II.

Nel X secolo venne unita alla diocesi di Gaeta quella di Traetto (l'antica diocesi di Minturno, accorpata a Formia attorno al 590 e restaurata con il nuovo nome sotto il pontificato di papa Leone III).

La cattedrale di Gaeta venne consacrata da papa Pasquale II e dal vescovo Alberto un 22 gennaio,[1] probabilmente quello del 1106 (ma l'anno, che da Ferdinando Ughelli a Ludovico Antonio Muratori fino a Paul Fridolin Kehr oscilla tra il 1099 e il 1110, è incerto).

Nel 1818, a seguito del concordato stipulato tra papa Pio VII e il re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone, alla diocesi di Gaeta venne unita quella soppressa di Fondi.

Immediatamente soggetta alla Santa Sede sin dalle origini, il 31 dicembre 1848 la sede di Gaeta venne elevata ad arcidiocesi da papa Pio IX in occasione del suo esilio nella città.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Statistiche [modifica]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 160.150 persone contava 152.350 battezzati, corrispondenti al 95,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 108.900 108.000 100,8 97 78 19 1.122 26 113 43
1969 129.698 130.800 99,2 116 80 36 1.118 41 322 50
1980 136.361 143.630 94,9 110 66 44 1.239 48 298 54
1990 149.000 152.000 98,0 90 56 34 1.655 1 36 219 57
1999 153.000 156.150 98,0 85 56 29 1.800 19 29 223 57
2000 155.000 158.100 98,0 87 58 29 1.781 19 32 225 57
2001 151.200 159.153 95,0 81 53 28 1.866 19 31 225 57
2002 151.200 159.153 95,0 82 54 28 1.843 18 31 225 57
2003 150.000 159.124 94,3 83 55 28 1.807 18 31 225 57
2004 159.175 159.315 99,9 82 55 27 1.941 18 30 229 57
2006 152.350 160.150 95,1 81 54 27 1.880 18 30 216 57

Note [modifica]

  1. ^ Nel codice Casinense 585, un messale tre-quattrocentesco appartenuto al convento francescano di Sant'Agata di Gaeta, e conservato nell'Archivio dell'Abbazia di Montecassino, dove a p. 2 (Calendario), al 22 di gennaio si legge, in inchiostro nero: Sanctorum Vincentii et Anastasii martirum, cui segue, in rosso: et dedicatio ecclesie maioris Ga(ie)te (cfr. Mariano Dell'Omo, Un messale tre-quattrocentesco del convento francescano di S. Agata di Gaeta e una Confexio valde pulcra et optima in volgare (Cod. Casin. 585), in «Ubi neque aerugo neque tinea demolitur». Studi in onore di Luigi Pellegrini per i suoi settanta anni, a cura di M.G. Del Fuoco, Napoli 2006, pp. 168-169 e nota 5).
  2. ^ Così Eubel; secondo Gams, Pietro Lunello fu eletto il 30 gennaio 1560.

Fonti [modifica]

Voci correlate [modifica]

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