Diocesi di Oria

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Diocesi di Oria
Dioecesis Uritana
Chiesa latina
Oria Basilica Cattedrale.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Taranto
Regione ecclesiastica Puglia
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Vincenzo Pisanello
Vicario generale Giovanni Caliandro
Sacerdoti 121 di cui 63 secolari e 58 regolari
1.476 battezzati per sacerdote
Religiosi 59 uomini, 236 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 181.694
Battezzati 178.700 (98,4% del totale)
Superficie 921 km² in Italia
Parrocchie 43
Erezione VII secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Santi patroni San Barsanofio
Indirizzo Largo Cattedrale 9, 72024 Oria [Brindisi], Italia
Sito web www.diocesidioria.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Francavilla Fontana, Santa Maria delle Grazie
Villa Castelli, San Vincenzo de' Paoli
Latiano, Santa Maria della Neve
Ceglie Messapica, San Rocco, affresco di Domenico Carella
Avetrana, campanile chiesa madre

La diocesi di Oria (in latino: Dioecesis Uritana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Taranto appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2004 contava 178.700 battezzati su 181.694 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Vincenzo Pisanello.

Patrono della diocesi è san Barsanofio.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende alcuni comuni della provincie di Brindisi (Oria, Ceglie Messapica, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Torre Santa Susanna e Villa Castelli) e Taranto (Avetrana, Maruggio, Sava e Manduria con la frazione di Uggiano Montefusco ).

Sede vescovile è la città di Oria, dove si trova la basilica cattedrale dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo.

Il territorio è suddiviso in 42 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pur leggendariamente riconducibile ai tempi apostolici (è stato ipotizzato passaggio di san Pietro da Oria nel 44), l'erezione certa della sede vescovile di Oria sembra doversi mettere in relazione con la distruzione della città di Brindisi da parte dei Longobardi (668-677), che causò il trasferimento della sede dei vescovi brindisini a Oria. L'esistenza certa di un Uriatensis episcopus è attestata in un documento di papa Adriano I del 785.

Nella seconda metà del IX secolo, al tempo dell'episcopato di Teodosio, sappiamo che convivevano nella diocesi di Oria il rito bizantino e il rito latino, seguiti rispettivamente dai fedeli di ceppo bizantino e longobardo. Il cristianesimo non era l'unica religione presente nella zona, in quanto era forte la presenza ebraica: difatti la comunità ebraica di Oria è attestata tra i secoli VIII e XI e nuovamente nel XVI.

Verso la fine del X secolo i rapporti tra bizantini e latini divennero più conflittuali ed ebbero una crisi in occasione dell'assassinio del vescovo Andrea da parte di un funzionario dell'imperatore d'Oriente. Verso il 1000 cominciò la ricostruzione di Brindisi quale porto per l'oriente. Nel frattempo i vescovi di Oria acquisirono i diritti metropolitici su diocesi circostanti di più recente formazione: Ostuni e Monopoli.

Dalla fine dell'XI secolo fino alla fine del XII secolo i papi insistettero perché i vescovi facessero ritorno alla sede di Brindisi. Godino fu il primo arcivescovo a trasferire la sua sede da Oria a Brindisi.

L'unione con l'arcidiocesi di Brindisi perdurò fino all'8 maggio 1591, quando fu eretta canonicamente la diocesi di Oria, in forza della bolla Regiminis Universae Ecclesiae di papa Gregorio XIV, ricavandone il territorio dalla sede brindisini e divenendo suffraganea dell'arcidiocesi di Taranto. La divisione poté essere attuata anche grazie alla decisione dell'arcivescovo Giovanni Carlo Bovio che più di vent'anni prima aveva provveduto a costruire un palazzo vescovile ad Oria, oltre a risiedere per diverso tempo nella città.

Nel 1743 un terremoto danneggiò pericolosamente la cattedrale romanica fatta edificare da Pellegrino I nella prima metà del XIII secolo; la completa ricostruzione in stile barocco fu avviata durante l'episcopato di Castrese Scaia.

Il XIX secolo vide contrasti tra i riformatori e i conservatori filo-borbonici: tutti i vescovi di Oria per lealtà sostennero i Borboni (avendo giurato fedeltà al re com'era previsto all'epoca) fino a Luigi Margarita che non deviò da questa politica nemmeno dopo l'Unità d'Italia, finendo per essere esiliato dal nuovo governo nazionale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Prelati originari della diocesi di Oria[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 181.694 persone contava 178.700 battezzati, corrispondenti al 98,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 148.600 150.000 99,1 172 83 89 863 130 168 21
1969 161.430 161.664 99,9 166 63 103 972 134 297 29
1980 171.500 173.436 98,9 133 58 75 1.289 95 343 35
1990 175.000 178.486 98,0 127 54 73 1.377 90 280 42
1999 177.600 180.571 98,4 108 56 52 1.644 6 65 268 40
2000 178.700 181.694 98,4 109 59 50 1.639 6 63 265 42
2001 178.700 181.694 98,4 110 62 48 1.624 6 59 236 42
2002 178.700 181.694 98,4 114 67 47 1.567 6 58 236 42
2003 178.700 181.694 98,4 109 62 47 1.639 6 64 235 42
2004 178.700 181.694 98,4 121 63 58 1.476 6 59 236 42

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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