Diocesi di Nardò-Gallipoli

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Diocesi di Nardò-Gallipoli
Dioecesis Neritonensis-Gallipolitana
Chiesa latina
Chiesa Cattedrale di Nardò, Lecce.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Lecce
Regione ecclesiastica Puglia
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo sede vacante
Sacerdoti 138 di cui 123 secolari e 15 regolari
1.478 battezzati per sacerdote
Religiosi 18 uomini, 109 donne
Abitanti 206.071
Battezzati 204.093 (99,0% del totale)
Superficie 587 km² in Italia
Parrocchie 73
Erezione 12 gennaio 1413 (Nardò)
VI secolo (Gallipoli)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Assunzione di Maria Vergine
Concattedrali Sant'Agata
Santi patroni Gregorio Illuminatore e Sant'Agata
Indirizzo Piazza Pio XI 24, 73048 Nardò [Lecce], Italia
Sito web www.diocesinardogallipoli.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Nardò-Gallipoli (in latino: Dioecesis Neritonensis-Gallipolitana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Lecce appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2004 contava 204.093 battezzati su 206.071 abitanti. È attualmente sede vacante.

Indice

Territorio [modifica]

La diocesi comprende la porzione occidentale del Salento.

Sede vescovile è la città di Nardò, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Gallipoli si trova la concattedrale di Sant'Agata.

Parrocchie e foranie [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Nardò-Gallipoli.

Il territorio è suddiviso in 73 parrocchie, raggruppate in 6 zone pastorali o foranie:

Rettorie [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rettorie della Diocesi di Nardò-Gallipoli.

Nelle 6 zone pastorali o foranie vi sono delle chiese, le quali godono dello status di rettorie essendo la gran parte sedi di confraternite.

Santuari [modifica]

In diocesi sono presenti i seguenti santuari[1]:

Comunità religiose maschili [modifica]

Istituti religiosi femminili [modifica]

In diocesi sono presenti le seguenti comunità religiose femminili[8]:

Strutture formative e residenziali [modifica]

Il Museo è adiacente alla Basilica pontificia Concattedrale di Sant'Agata

  • Casa per ferie e campiscuola "La Lizza" - Alezio;

La struttura,[9] ristrutturata recentemente, adiacente al santuario mariano di "Santa Maria della Lizza", è predisposta per incontri spirituali o culturali, vacanze e campiscuola.

  • Complesso formativo residenziale "Oasi Tabor" - Cenate;

L'opera,[9][10] realizzata sotto l'episcopato di Corrado Ursi, con annessa l'antica, suggestiva, villa estiva, dei vescovi di Nardò, fu realizzata per la formazione del Clero e dei fedeli. Negli ultimi anni, dopo la ristrutturazione, la struttura è stata adibita anche a casa di vacanza o location per eventi culturali.

  • Seminario Diocesano - Nardò;

L'edificio,[9] è utilzzato, in alcuni periodi dell'anno, per campiscuola, esercizi spirituali o convegni

Residenza,[9] destinata ai gruppi parrocchiali per incontri spirituali o formativi.

Storia [modifica]

Diocesi di Gallipoli [modifica]

Incerte sono le origini della diocesi di Gallipoli. Secondo la tradizione la diffusione del cristianesimo a Gallipoli è attribuita allo stesso apostolo san Pietro, che avrebbe lasciato la giovane chiesa al suo discepolo san Pancrazio, il quale in seguito si trasferì in Sicilia, subendo il martirio a Taormina.

Primo vescovo attestato storicamente è Domenico, che sottoscrisse un decreto di papa Vigilio del 551 contro Teodoro, arcivescovo monofisita di Cesarea.

È certo che Gallipoli, verso la fine del VI secolo, fosse una sede vescovile latina.[11]

Successivamente[12] dal VIII all'XI secolo le diocesi salentine gravitarono nell'orbita del patriarcato di Costantinopoli, fino alla conquista normanna della regione. In epoca bizantina, Gallipoli era suffraganea dell'arcidiocesi di Santa Severina, come attestato dalla Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore bizantino Leone VI (886-912) e databile all'inizio del X secolo.

In seguito ai cambiamenti politici nel Salento, subito dopo il sinodo di Melfi del 1067, Gallipoli divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto. Il rito latino si impose nella diocesi solo gradualmente: ancora nel XVI secolo la cattedrale era officiata da sacerdoti di rito bizantino.

La diocesi di Gallipoli, con l'avvento dei Normanni, come attestato da un documento del 1172, dovette cedere la gran parte del suo territorio alla vicina abbazia di Sancta Maria de Nerito.[12]

Diocesi di Nardò [modifica]

È probabile che Nardò fosse già una diocesi nei primi secoli dell'era cristiana. Infatti esiste una lettera apostolica, dubbia, di papa Paolo I, del 761 o del 762, indirizzata alla diocesi, per porre fine all'elezione dell'Ordinario;[13] con tale documento si disponeva, altresì, l'insediamento di una comunità di archimandriti basiliani, i quali erano stati vittima della persecuzione di Costantino V di Bisanzio. Di tale tradizione il vescovo Girolamo De Franchis fece riferimento nella documentazione riguardante la visita pastorale del 1612, allorché menzionava alcune lettere apostoliche del V e VI custodite presso l'arcidiocesi di Brindisi. Tracce della grecità della diocesi neretina sono riportate, riguardo l'arredo sacro, nelle visite pastorali del XV secolo.

Documentata invece è l'erezione di Nardò, a partire dal 1090, a sede di abbazia territoriale benedettina. Donazioni, lasciti, privilegi e concessioni[12] a favore degli Abati, contribuirono alla fisionomia territoriale della diocesi di Nardò. Storicamente incerta appare, però, l'esistenza di una diocesi, prima della supplica per la sua erezione, da parte di Giovanni De Epifanis all'antipapa Giovanni XXIII. Proprio il De Epifanis divenne il 12 gennaio 1413 primo vescovo di Nardò. Tuttavia già durante lo scisma avignonese Nardò ebbe un vescovo, l'abate Matteo, nominato dall'antipapa Clemente VII il 28 giugno 1387.

Il 27 febbraio 1674 fu eretto dal vescovo Tommaso Brancaccio il seminario[14] diocesano di Nardò, dedicato a san Filippo Neri, ubicato, sino al 1964, accanto all'episcopio.[15] A tale istituto concorsero a dare vitalità e splendore i vescovi Orazio Fortunato, Antonio Sanfelice, Carmine Fimiani, Luigi Vetta, Michele Mautone[16] e Francesco Minerva.[17] Mentre la posa della prima pietra dell'attuale sede, sita in via dell'Incoronata, avvenne il 31 maggio 1960, sotto l'episcopato di Corrado Ursi. Tale complesso fu inaugurato il 7 maggio 1964 dal successore Antonio Rosario Mennonna. L'edificio, per volere del vescovo Aldo Garzia, fu ristrutturato e riaperto l'8 dicembre 1993. Il seminario ospita anche l'Istituto di Scienze Religiose. Nel medesimo edificio, con decisione del Consiglio presbiterale del 25 ottobre 2011, sarà realizzata la Casa diocesana del Clero, attrezzata all'accoglienza dei sacerdoti anziani o infermi.

Fabio Chigi, già vescovo di Nardò, fu eletto, il 7 aprile 1655, al soglio pontificio con il nome di papa Alessandro VII.

Diocesi di Nardò-Gallipoli [modifica]

Sino al 20 ottobre 1980, data dell'erezione della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Lecce, la diocesi di Nardò era immediatamente soggetta alla Santa Sede, mentre la sede di Gallipoli era suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto.

Il 30 settembre 1983 Aldo Garzia, già vescovo di Gallipoli e coadiutore di Antonio Rosario Mennonna, divenne per successione vescovo di Nardò, unendo così in persona episcopi le due diocesi.

Il medesimo vescovo, il 20 febbraio 1984, eresse il Centro Diocesano Beni Culturali, comprendente l'Archivio Storico e la Biblioteca "Antonio Sanfelice", fondata nel 1721. Tale centro, per la consistenza del patrimonio archivistico, è stato ritenuto dal Presidente della Regione Puglia, con decreti del 10 maggio 1984 e 21 maggio 1985, di "Interesse Storico Locale".

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le due sedi di Nardò e di Gallipoli furono unite plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Successivamente cedette le frazioni di Collemeto, Noha e Santa Barbara, del comune di Galatina, all'arcidiocesi di Otranto.

Il 12 luglio 2004 è stato inaugurato il museo diocesano,[18] sezione di Gallipoli, ubicato nella sede dell'ex seminario, di stile barocco realizzato tra il 1651 ed il 1660, su iniziativa dei presuli Brancano e Savastano, al fine di valorizzare gli innumerevoli reperti, oltre 500, appartenuti alla vecchia diocesi gallipolina. Ossia: cartepeste, busti, calici ed opere pittoriche. Infatti la diocesi pur essendo tra le più piccole della regione risultava essere tra le più ricche. Il progetto dell'istituzione del museo fu del vescovo Aldo Garzia. Completarono l'iniziativa i successori Vittorio Fusco e Domenico Caliandro.

Cronotassi degli abati e dei vescovi [modifica]

Abati di Nardò [modifica]

Vescovi di Nardò [modifica]

Vescovi di Gallipoli [modifica]

Vescovi di Nardò-Gallipoli [modifica]

Vescovi oriundi della diocesi [modifica]

Statistiche [modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 206.071 persone contava 204.093 battezzati, corrispondenti al 99,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 140.000 140.000 100,0 120 94 26 1.166 34 119 26
1970 157.625 157.810 99,9 126 101 25 1.250 25 136 40
1980 170.415 171.208 99,5 117 101 16 1.456 21 127 44
1990 207.000 208.139 99,5 146 124 22 1.417 27 155 72
1999 210.376 211.596 99,4 146 126 20 1.440 23 116 72
2000 210.515 211.866 99,4 146 129 17 1.441 19 108 72
2001 210.670 211.735 99,5 148 129 19 1.423 22 110 72
2002 208.829 209.793 99,5 146 130 16 1.430 18 109 73
2003 209.936 210.704 99,6 141 125 16 1.488 21 109 73
2004 204.093 206.071 99,0 138 123 15 1.478 18 109 72

Note [modifica]

  1. ^ Elenco dal sito ufficiale della diocesi.
  2. ^ Da SANGIUSEPPEDACOPERTINO.IT: UN PO' DI STORIA DEL SANTUARIO.... URL consultato in data 13-10-2012.
  3. ^ Da Cultura Salentina, Rivista di pensiero e cultura meridionale: La Vergine dall'occhio nero. La Madonna della Grazia di Galatone, di Francesco Danieli. URL consultato in data 13-10-2012.
  4. ^ Il Santuario sul sito www.japigia.com e sul sito del comune di Galatone.
  5. ^ Informazioni sul santuario: salentovirtuale.com, cresciamoinsieme.org e viaggispirituali.it.
  6. ^ Da portoselvaggio.net: La masseria dell'Alto. URL consultato in data 14-10-2012.
  7. ^ Comune di Taviano: Chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata. URL consultato in data 13-10-2012.
  8. ^ Elenco dal sito della diocesi.
  9. ^ a b c d Dal Sito Ufficiale della diocesi di Nardò-Gallipoli: Ospitalità, case per ferie e campi-scuola. URL consultato in data 06-10-2012.
  10. ^ Dal Sito Ufficiale della diocesi di Nardò-Gallipoli: Oasi Tabor. URL consultato in data 06-10-2012.
  11. ^ Guida degli Archivi capitolari d’Italia I - Gallipoli, pp.174 -178. URL consultato in data 13-01-2013.
  12. ^ a b c Guida degli Archivi capitolari d’Italia I - Gallipoli, pp.174 -178, op. cit.
  13. ^ Annuario della Chiesa Neretina, 1986, pp. 9 e 10.
  14. ^ Dal Sito Ufficiale della diocesi di Nardò-Gallipoli: Seminario diocesano. URL consultato in data 30-09-2012.
  15. ^ Foto vecchia sede del seminario diocesano. URL consultato in data 24-12-2012.
  16. ^ Anche in Annuario della Chiesa Neretina, p. 29 - 1986, op. cit.
  17. ^ Da Comuni Italiani.it: Lapide a Mons. Francesco Minerva. URL consultato in data 29-09-2012.
  18. ^ Da www.cattedralegallipoli.it: Il Museo diocesano. URL consultato in data 01-11-2012.
  19. ^ Nominato arcivescovo titolare di Pessinonte.
  20. ^ Questo vescovo, menzionato da Coletti, continuatore dell'Italia Sacra di Ughelli, e dal D'Avino, è ammesso da studiosi locali (Antonio Barbino, L'antichissima sede episcopale di Gallipoli, Taviano 1987), ma è assente nelle cronotassi di Cappelletti, Lanzoni e Gabrieli e dalla stessa cronotassi del sito ufficiale della diocesi.
  21. ^ Ugolino e Giovanni di Nardò sono nominati dall'antipapa Clemente VII.
  22. ^ Secondo Eubel è vescovo titolare di Callipoli in Tracia.
  23. ^ Così Cappelletti, che lo indica trasferito ad Andria l'anno successivo; è ignorato invece da Eubel, secondo il quale alla morte di Pietro succede Ludovico Spinelli; cfr. sede titolare di Callipoli, dove alle stesse date è menzionato il francescano Antonello.
  24. ^ Eubel inserisce un vescovo, Giovanni, nominato il 24 gennaio 1480, che potrebbe appartenere, come fa notare lo stesso autore, alla sede di Callipoli.
  25. ^ Nel 1784 fu nominato vescovo di Melfi e Rapolla da Ferdinando IV, ma non ottenne mai la conferma pontificia. Il 27 febbraio 1792 venne nominato vescovo di Capua.
  26. ^ Il 12 maggio 1879 fu nominato vescovo titolare di Callinico.

Fonti [modifica]

Per la sede di Nardò [modifica]

Per la sede di Gallipoli [modifica]

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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