Santuario di San Donato di Ripacandida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 40°54′N 15°43′E / 40.9°N 15.716667°E40.9; 15.716667

Santuario di San Donato
San Donato visto dallo Steccato
San Donato visto dallo Steccato
Stato Italia Italia
Regione Basilicata
Località Ripacandida
Religione Cattolica
Diocesi Melfi-Rapolla-Venosa
Consacrazione 1500 circa
Architetto Architetti di Eugenio III
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione 1152
Completamento 1500 circa
Sito web http://www.sandonatoripacandida.net/

Il santuario di San Donato di Ripacandida è la chiesa più antica della cittadina di Ripacandida. È gemellato con la basilica di San Francesco in Assisi per via dei suoi affreschi a cura di un allievo di Giotto. È monumento nazionale dal 18 dicembre 2010. È il simbolo di Ripacandida

Il santuario[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso da nord-est dell'abitato, in viale Regina Margherita, vi è l'antichissimo santuario di San Donato vescovo, protettore della cittadina, con i suoi affreschi del 1500 e la sua storia millenaria. La chiesa sorge probabilmente su una costruzione più antica, che il pontefice Eugenio III elenca nella bolla del 1152 indirizzata al vescovo di Rapolla Ruggero.

Monumento nazionale, definito anche la «piccola Assisi lucana», presenta una semplice facciata, impreziosita dal bel portale del XVII secolo. L'interno a navata unica, è articolato in quattro piloni che definiscono tre campate coperte da volte a crociera, a sesto rialzato.

L'interessante ciclo pittorico rappresenta la Bibbia a partire dalla Resurrezione. Questi affreschi sono noti come la «Bibbia di Ripacandida». Sulle vele della prima campata, sono dipinti la Vita e Passione di Cristo, sulla parete di destra è rappresentato l'Inferno, in quella di sinistra è dipinto il Paradiso con il Cristo in trono circondato dagli Angeli, nella seconda e terza campata, si sviluppano i temi tratti dalla Genesi, che raffigurano Dio che separa la luce dalle tenebre, la creazione della terra, della luce, delle piante e delle stagioni, la creazione della donna, il peccato originale, il sacrificio di Caino e Abele. Troviamo quindi tre interessanti cicli di affreschi: il ciclo della Genesi, il ciclo Cristologico, il ciclo dei santi. Il ciclo cristologico dovuto ad Antonello Palumbo di Chiaromonte sul Sinni, il ciclo della Genesi e Santi, dovuto a Nicola da Novi, fa parte di questo ciclo il capolavoro San Francesco che riceve le stimmate.

All'interno è conservato un organo, uno splendido altare barocco, ed un dipinto raffigurante il Martirio di santa Giulia di Paolo De Matteis. Il santuario, uno dei più famosi della Basilicata, è gemellato con la basilica di San Francesco in Assisi e ha ricevuto in dono una reliquia del corpo del santo patrono d'Italia. Nel dicembre 2010 il santuario ottiene dall'UNESCO il riconoscimento di «Monumento messaggero di cultura di pace» per i profondi valori spirituali che da secoli trasmette[1].

Giardino storico di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Annessa al santuario è la villetta comunale del paese (Giardino Storico San Francesco). Il giardino dei frati francescani dopo la soppressione degli ordini religiosi, in seguito all'unità d'Italia, diviene villa comunale. La villa è stata intitolata al messaggero di pace "San Francesco di Assisi". Dopo la cancellata accolgono due viali con siepi sapientemente scolpite. Al termine si trova un pino d'Aleppo di oltre tre secoli di vita. Passeggiando si possono ammirare alberi secolari: la sequoia, il tasso, il tiglio. Su un piano di poco rialzato si ammira l'antico giardino, al quale si accede da due brevi scalinate accompagnate da piccole statue classiche. Nel giardino il camminamento è detto comunemente "labirinto" per la complessità del suo percorso.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Santuario di Ripacandida diventa "Monumento messaggero di una cultura di pace" Ripacandidanet.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]