Giustino de Jacobis

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San Giustino de Jacobis
San Giustino de Jacobis.jpg

Vescovo e missionario

Nascita 9 ottobre 1800
Morte 31 luglio 1860
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 25 luglio 1939
Canonizzazione 26 ottobre 1975
Ricorrenza 31 luglio
Attributi bastone pastorale

San Giustino de Jacobis (San Fele, 9 ottobre 1800Eidale, 31 luglio 1860) è stato un missionario lazzarista, divenuto vicario apostolico in Etiopia e vescovo titolare di Nilopoli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giovanni Battista de Jacobis e di Maria Giuseppina Muccia, il 17 ottobre 1818 egli entrò nella Congregazione della Missione (Lazzaristi) a Napoli e prese i voti esattamente due anni dopo. Venne ordinato sacerdote a Brindisi il 12 giugno 1824. Dopo aver trascorso un certo tempo nella cura delle anime ad Oria ed a Monopoli[1], divenne Padre Provinciale prima a Lecce e poi a Napoli.

Nel 1839 fu nominato prefetto apostolico dell'Etiopia e gli fu affidata la fondazione delle Missioni Cattoliche in quel paese. Dopo aver lavorato con gran successo in Etiopia per otto anni, Giustino de Jacobis fu nominato vescovo titolare di Nilopoli nel 1847 e poco dopo Vicario Apostolico dell'Abissinia, ma egli rifiutò la dignità episcopale finché fu obbligato ad accettarla nel 1849. Nonostante la prigionia, l'esilio ed ogni altro genere di persecuzioni da parte della Chiesa ortodossa etiopica, egli riuscì a fondare numerose missioni, a costruire scuole nell'Agame e nell'Akele Guzay in Eritrea[2] per la formazione del clero locale ed a porre le fondamenta della Chiesa cattolica etiope.

Morì sulla strada per Halai, nella moderna Eritrea, ove contava di poter ristabilire la propria salute.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di beatificazione iniziò il 13 luglio 1904, sotto il pontificato di papa Pio X e si concluse il 25 luglio 1939, essendo papa Pio XII. Fu canonizzato nel 1975 da papa Paolo VI. La sua tomba è visitata sia dai cristiani che dai musulmani. A San Fele, città natale, il 30 e 31 luglio si svolge la festa in Suo onore.[2]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierdamiano M. Mazza, Giustino De Jacobis: la missione, la santità e gli anni in Oria in “Cultura e prospettive”, n. 17 ottobre-dicembre 2012.
  2. ^ a b Tom Killion, Historical Dictionary of Eritrea, The Scarecrow Press, 1998, ISBN 0810834375

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

in inglese:

  • Blessed Justin de Jacobis
  • Devin, A., (Traduzione inglese di Lady Elizabeth Herbert of Lea), Abyssinia and its Apostle (biografia), Burns and Oates, London, 1867
  • Antonio Furioli, L'eucaristia, epifania di dialogo e di comunione. Sua esemplarità in San Giustino de Jacobis in Rivista di ascetica e mistica, 75 (aprile-giugno 2006) 2, 213-228.
  • Antonio Furioli, Il frutto più prezioso dell'apostolato di San Giustino de Jacobis. Il Beato Gabra Mikā’ēl (1791-1855), martire per la fede in Abissinia in Rivista di ascetica e mistica, 75 (luglio-settembre 2006) 3, 385-403.
  • Antonio Furioli, Vangelo e testimonianza. L'esperienza di San Giustino de Jacobis in Abissinia (1839-1860), Milano, San Paolo, 2008.
  • Antonio Furioli, San Giustino de Jacobis, testimone delle Beatitudini, in Carità e Missione. Rivista di studi e formazione Vincenziana, XIV(2014)1, 32-53.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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