Lotario II di Supplimburgo

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Lotario II
Lotario II
Sacro Romano Imperatore
In carica 1125 - 1137 (Rex Romanorum); dal 1133 Imperatore del Sacro Romano Impero
Incoronazione 1128 Rex - 4 giugno 1133 (Roma, Laterano) Imperator
Predecessore Enrico V
Successore Corrado III
Nome completo Lotario di Supplimburgo
Nascita 1075
Morte Breitenwang, 4 dicembre 1137
Padre Gebhard di Süpplingenburg
Madre Hedwig von Formbach

Lotario II (III)[1], detto anche Lotario di Supplimburgo (in tedesco Lothar von Süpplingenburg) (1075Breitenwang, 4 dicembre 1137), fu Rex Romanorum dal 1125 al 1137 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1133.

Il padre di Lotario, il conte Gebhard di Süpplingenburg, della famiglia dei Supplinburger, faceva parte della grande nobiltà sassone ed apparteneva al partito avverso all'Imperatore Enrico IV, morendo infatti in battaglia contro questi. La madre di Lotario era Hedwig von Formbach.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sigillo di Lotario III su un documento dell'anno 1131 che testimonia la conferma dei diritti di navigazione dell'abbazia di Echternach


Nel 1100, all'età di 25 anni, Lotario sposò Richenza di Northeim, ultima erede della potente famiglia dei Brunoni, che regnavano sul Ducato di Sassonia. Quando, nel 1106 il duca Magnus morì senza lasciare figli maschi, Enrico V affidò il Ducato di Sassonia a Lotario. Nella contesa tra la dinastia Salica e i sassoni Lotario si dimostrò ben presto politico astuto e abile stratega, e nella battaglia di Welfesholz mise in rotta l'esercito dell'imperatore. Da quel momento non fu più possibile mettere in discussione il ruolo di primo piano del duca di Sassonia. Riuscì sistematicamente a rafforzare sia la propria posizione politica nell'Impero, sia ad espandere i territori sotto il suo controllo. Di questi sviluppi si avvantaggiò particolarmente Braunschweig (Brunswick), allora centro politico della Sassonia, cui Lotario concesse lo status di città. Alla morte di Enrico V, Lotario venne eletto Re, spostando il baricentro del potere imperiale dal sud ovest (Svevia) alla Germania del Nord (Sassonia).

L'elezione a Re[modifica | modifica sorgente]

Enrico V, che non aveva eredi, aveva indicato come proprio successore il nipote Federico II duca di Svevia. Ma questa scelta incontrava soprattutto l'opposizione del Principe elettore Adalberto I, arcivescovo di Magonza. Quando gli elettori si riunirono a Magonza per eleggere il nuovo re, i candidati al trono erano tre: oltre a Lotario e Federico anche Leopoldo III di Babenberg, duca d'Austria. Quest'ultimo, cognato di Enrico V e patrigno di Federico II, aveva qualche possibilità d'essere eletto, anche se gli altri due restavano comunque favoriti. Per l'elezione venne formato un collegio composto da 10 rappresentanti per ognuno dei grandi ducati: Sassonia, Svevia, Franconia e Baviera, che dovevano raggiungere un'intesa su uno dei tre candidati. Anche se i rappresentanti della Svevia, inizialmente, non erano disposti ad accettare ogni esito della votazione, venne eletto il duca di Sassonia, dopo che la delegazione bavarese, guidata dal duca Enrico il Nero, aveva deciso di appoggiarlo. L'elezione venne comunque riconosciuta anche da Federico II, e Lotario venne incoronato ad Aquisgrana il 13 settembre 1125.

Il conflitto con gli Hohenstaufen[modifica | modifica sorgente]

Lotario nella battaglia di Kulm, contro i boemi. Raffigurazione del XV secolo

Nonostante avesse riconosciuto l'elezione del re, Federico non abbandonò la sua politica di opposizione a Lotario, rifiutandosi di consegnare le proprietà imperiali. Così, già nel 1125, si giunse ai primi scontri, che si acuirono negli anni successivi. Nel 1127, dopo il fallimento, davanti a Norimberga, di una campagna di Lotario contro Federico, gli Hohenstaufen, elessero il fratello minore di Federico e duca di Franconia, Corrado, Re dei Romani in opposizione a Lotario. Corrado si recò immediatamente in Italia, alla ricerca di appoggi alle sue pretese imperiali, ed a Monza, nel 1128, fu incoronato Re d'Italia. Ma non riuscì a crearsi, nella penisola, una solida base per il suo potere, e fece ritorno in Germania nel 1132.

Lo scisma del 1130[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, a Roma, l'elezione del papa si era nuovamente conclusa con uno scisma (1130). La rivalità tra le aristocratiche famiglie romane dei Frangipane e dei Pierleoni che perduravano da anni, associate al fatto che non vi era ancora una modalità dell'elezione che fosse esente da influssi politici, portarono, alla morte di papa Onorio II, 16 cardinali vicini ai Frangipane ad eleggere in tutta fretta il cardinale Innocenzo II, mentre, successivamente, in un'elezione altrettanto caotica, gli altri 14 cardinali vicini ai Pierleoni, ad eleggere antipapa Anacleto II. Ambedue i partiti sostenevano di aver eletto il legittimo successore di Onorio II. In un primo tempo Anacleto parve imporsi, e Innocenzo fu costretto a lasciare Roma e a riparare in Francia. Ma mentre Anacleto riusciva a garantirsi l'appoggio del solo Ruggero II di Sicilia, Innocenzo, grazie all'appoggio di Bernardo di Chiaravalle, riuscì a guadagnare alla propria causa il re di Francia Luigi VI e il re d'Inghilterra Enrico I.

Anche Lotario venne corteggiato da entrambi i papi, e ambedue gli prospettarono la corona imperiale. Ma, nuovamente, Bernardo di Chiaravalle, fece in modo che Lotario decidesse a favore di Innocenzo. Nel marzo del 1131 Lotario, Innocenzo e Bernardo si incontrarono a Liegi, dove Lotario assicurò il proprio impegno contro Anacleto, senza pretendere, come aveva fatto in un primo tempo, che l'imperatore venisse reintegrato nei propri diritti riguardo alle investiture.

L'anno successivo Lotario scese in Italia alla testa di un piccolo esercito. Ma poiché non riuscì ad entrare in Vaticano, difeso dai partigiani di Anacleto, si fece incoronare imperatore nella basilica laterana da Innocenzo II, il 4 giugno 1133. Subito dopo fece ritorno in Germania, nonostante non fosse riuscito ad imporre il papato di Innocenzo, che poco dopo sarebbe stato scacciato da Roma da Ruggero II.

Seconda campagna italiana[modifica | modifica sorgente]

Un anno dopo, nel 1134, Lotario grazie all'appoggio di Enrico il Fiero, figlio di Enrico il Nero, duca di Baviera dal 1126 e marito dell'unica figlia di Lotario, invase la Svevia mettendola a ferro e fuoco, costringendo i feudatari alla sottomisione. Nel marzo 1135 si fece una dieta a Bamberga presieduta da Bernardo di Clairvaux durante la quale anche il duca Federico fratello dell'antire Corrado, dichiarava finita l'opposizione a Lotario. Solo nel settembre Corrado si riconciliò con l'imperatore, promettendo di partecipare ad una seconda campagna in Italia.

Questa volta Lotario, che non aveva più problemi in patria, si mise in marcia alla testa di un esercito molto più grande. La spedizione era cominciata sotto ottimi auspici, e Ruggero II era intenzionato a trovare un accordo. Lotario però consapevole delle proprie forze, cominciò ad attaccare tutte le zone dove erano truppe normanne, sconfiggendole.

Innocenzo II e Lotario II di Supplinburgo, concentrarono a maggio 1137 le proprie armate accanto al castello di Lagopesole e si accamparono per tutto il mese. Mentre l'esercito imperiale giunse fino a Bari, che venne devastata. Poi assediarono la città di Melfi e costrinsero Ruggero II Altavilla alla fuga: il Sovrano aveva compreso che non poteva ostacolare l'esercito imperiale e si era rifugiato in Sicilia. Le forze congiunte, Imperiali e Papaline, quindi conquistano la sua (ex) capitale, Melfi, il 29 giugno.

Il Pontefice tenne il Concilio di Melfi V nel castello del Vulture: la più probabile data va dal 29 giugno al 4 luglio. I Padri conciliari decisero la deposizione dell’antipapa Anacleto II. Il 4 luglio Innocenzo II, insieme all’imperatore, delegittimò Ruggero II di Sicilia, della Casata Altavilla, in favore di Rainulfo di Alife, della Casata Drengot, nuovo Duca di Puglia.

Ma ben presto sorsero contrasti tra Lotario e Innocenzo sul possesso del ducato delle Puglie fino all'elezione congiunta del duca Rainulfo, mentre anche nell'esercito serpeggiava il malcontento.

Viaggio di rientro in Germania e morte[modifica | modifica sorgente]

Così Lotario decise di interrompere anche questa seconda spedizione, e di tornare in Germania. Appena tornato nominò suo genero Enrico duca di Sassonia, e gli consegnò le insegne imperiali; la qual cosa, a seconda dei punti di vista, venne interpretata - o meno - come designazione a suo successore. Il 4 dicembre del 1137 Lotario moriva a Breitenwand, presso Reutte, sulla via del ritorno. Poco dopo, il 28 gennaio 1138 moriva anche Anacleto II, mettendo così fine allo scisma. Il regno di Lotario fu più di un interludio tra la dinastia Salica e quella degli Hohenstaufen: fu al contrario un regno fortemente caratterizzato dalla visione di una nuova dinastia sassone, che venne infranto dall'imporsi degli Hohenstaufen. Dopo la sua morte Lotario venne rimpianto come un re che aveva dato al paese pace, ordine e armonia.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nella successione alla Corona Imperiale egli era il secondo. L'attribuzione del terzo ordinale dipese dal fatto che vi fu un Lotario II come Re di Lotaringia, che venne inserito nella successione del trono imperiale. Come Re dei Romani o d'Italia, l'attribuzione del terzo ordinale è invece corretta in quanto successore di Lotario I e di Lotario II d'Italia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bernd Schneidmüller/Stefan Weinfurter (ed.): Die deutschen Herrscher des Mittelalters, Historische Porträts von Heinrich I. bis Maximilian I. Monaco di Baviera 2003.
  • Alfred Haverkamp: Zwölftes Jahrhundert. 1125 - 1198, = Gebhardt Handbuch der deutschen Geschichte, vol. 5, Stoccarda 2003.
  • Wolfgang Petke: Lothar von Süpplingenburg (1125-1137), in: Helmut Beumann (ed.), Kaisergestalten des Mittelalters, 1984

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sacro Romano Imperatore Successore Armoiries Saint-Empire monocéphale.png
Enrico V 1125 - 1137
Re dei Romani fino all'incoronazione nel 1133
Corrado III

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