Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti

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Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Dioecesis Altamurensis-Gravinensis-Aquavievensis
Chiesa latina
Puglia Altamura1 tango7174.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Bari-Bitonto
Regione ecclesiastica Puglia
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Arcivescovo
(titolo personale)
Giovanni Ricchiuti
Vescovi emeriti Mario Paciello
Sacerdoti 91 di cui 69 secolari e 22 regolari
1.851 battezzati per sacerdote
Religiosi 24 uomini, 160 donne
Diaconi 11 permanenti
Abitanti 170.500
Battezzati 168.500 (98,8% del totale)
Superficie 1.309 km² in Italia
Parrocchie 40
Erezione IX secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali Santa Maria Assunta a Gravina
Sant'Eustachio ad Acquaviva
Indirizzo Arco Duomo 1, 70022 Altamura [Bari], Italia
Sito web www.diocesidialtamura.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
La concattedrale di Santa Maria Assunta a Gravina in Puglia
La concattedrale di Sant'Eustachio ad Acquaviva delle Fonti

La diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti (in latino: Dioecesis Altamurensis-Gravinensis-Aquavievensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2012 contava 168.500 battezzati su 170.500 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo (titolo personale) Giovanni Ricchiuti.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende le città di Altamura, Gravina in Puglia, Acquaviva delle Fonti, Santeramo in Colle, Spinazzola e Poggiorsini.

Sede vescovile è la città di Altamura, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Gravina in Puglia e ad Acquaviva delle Fonti sorgono le concattedrali della diocesi, dedicate rispettivamente a Santa Maria Assunta e a Sant'Eustachio.

Il territorio è suddiviso in 40 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gravina[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Gravina fu eretta nel IX secolo. Le prime notizie storiche di un vescovo di Gravina, ancorché anonimo, risalgono all'817. Degli antichi vescovi di Gravina si sa che godevano del titolo di Episcopus Sancti Michaelis et Abbas Sancti Donati, che fanno riferimento alla cattedrale-grotta di San Michele e all'abbazia di San Donato, oggi Belmonte.

Nel 969, in epoca bizantina, parallelamente all'istituzione del thema di Lucania, il patriarca di Costantinopoli Polieucte, concesse all'arcivescovo di Otranto l'autorizzazione a consacrare i vescovi di Acerenza, di Gravina, di Matera, di Tricarico e di Tursi, costituendo una nuova provincia ecclesiastica di rito bizantino a cavallo dei themi di Lucania e di Langobardia.

Attorno al Mille la sede di Gravina fu soppressa, in coincidenza con un periodo di crisi della città. La sede episcopale fu ristabilita a partire dall'XI secolo dopo che la regione venne conquistata dai Normanni. Gravina appare tra le sedi suffraganee di Acerenza in una bolla di papa Alessandro II del 1068. È evidente il passaggio della diocesi dal rito bizantino al rito latino tra X e XI secolo. Dal 1200 Gravina fu suffraganea dell'arcidiocesi unita di Acerenza e Matera.

La cattedrale di Gravina costruita nell'XI secolo, a seguito di un cataclisma crollò in parte e fu successivamente ricostruita nel XV secolo; custodisce in un reliquiario un braccio di san Tommaso Becket ottenuto dal vescovo Roberto nel 1179.

Tra i vescovi sono da segnalare: Samuele (1215), che costruì a sue spese la chiesa della Madonna di Altamura, successivamente dichiarata arcipresbiterato nullius (ovvero esente dalla giurisdizione del vescovo del territorio); Giacomo II (1302), che passò dal rito bizantino al romano per ordine dell'arcivescovo di Acerenza; Vincenzo Giustiniani (1593), nobile genovese, che fondò il seminario, la chiesa della Madonna delle Grazie, e il convento delle Capuccinelle; Domenico Cennini (1645), che fece costruire la residenza vescovile; fra Domenico Valvassori (1686), fondatore di un'accademia teologica.

Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII la diocesi di Gravina fu unita aeque principaliter alla diocesi di Montepeloso e contestualmente divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede. Quest'unione durò fino all'11 ottobre 1976 quando in forza della bolla Apostolicis Litteris di papa Paolo VI la diocesi di Irsina (nome assunto dalla città di Montepeloso nel 1898) fu separata da Gravina. Ancora nel 1976, il comune di Spinazzola fu sottratto alla diocesi di Venosa ed incorporato in quella di Gravina.

Il 20 ottobre 1980 con la bolla Qui Beatissimo Petro di papa Giovanni Paolo II Gravina entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Bari.

Altamura-Acquaviva[modifica | modifica sorgente]

Federico II di Svevia, dopo aver rifondato la città di Altamura attorno al 1230, vi eresse una grande chiesa dedicata all'Assunta, con il titolo di Cappella Palatina, alla quale concesse il privilegio dell'esenzione da qualsiasi giurisdizione che non fosse quella imperiale o papale. Papa Innocenzo IV nel 1248 (o nel 1252 secondo altre fonti) confermò l'esenzione da giurisdizione episcopale (status equivalente all'odierna prelatura territoriale), riconfermata da papa Innocenzo VIII (1484-1492), il quale concesse ai prelati dignità quasi episcopale.

Non mancarono nei secoli successivi conflitti di interesse tra i prelati di Altamura ed i vescovi di Gravina.

Papa Clemente VIII (1592-1605) soppresse definitivamente le liturgie in rito bizantino che da secoli si celebravano nella chiesa di San Nicola di Mira ad Altamura.

Nell'Ottocento, anche Acquaviva fu dichiarata prelatura territoriale ed unita aeque principaliter ad Altamura con la bolla Si aliquando di papa Pio IX del 16 agosto 1848. Con questa bolla Acquaviva fu dichiarata esente dalla giurisdizione dell'arcivescovo di Bari, da cui finora era dipesa.

Le due prelature comprendevano un totale di 5 parrocchie.

Il 25 aprile 1975 il vescovo Salvatore Isgrò fu nominato sia prelato di Altamura e Acquaviva[1] che vescovo di Gravina (e Irsina), unendo così in persona episcopi le tre sedi.

Il 20 ottobre 1980 con la bolla Qui Beatissimo Petro di papa Giovanni Paolo II Altamura e Acquaviva persero la loro secolare indipendenza e furono assoggettate all'arcidiocesi di Bari.

Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica sorgente]

Il 30 settembre 1986 con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi la diocesi di Gravina e le due prelature di Altamura ed Acquaviva delle Fonti, già unite in persona episcopi dal 1975, furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Contestualmente la chiesa prelatizia di Altamura è stata elevata al rango di cattedrale ed il territorio di Santeramo in Colle, già parte dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, è stato annesso alla nuova circoscrizione ecclesiastica.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Giulio Cesare Sacchetti, vescovo di Gravina (1623 - 1626)
Gioacchino de Gemmis, prelato di Altamura (1783 - 1818)
Salvatore Rotolo, prelato di Altamura e Acquaviva delle Fonti (1948 - 1962)
Aldo Forzoni, vescovo di Gravina e Montepeloso-Irsina 1953 - 1961)
Mario Paciello, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti 1997 - 2013)

Vescovi di Gravina[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro † (menzionato nell'867)
  • Leone † (menzionato nell'876)
  • Guido † (prima del 1099 - dopo il 1123)
  • Orso † (menzionato nel 1152)
  • Roberto † (menzionato nel 1179)
  • Tommaso † (prima del 1189 - 1215 deceduto)
  • Samuele † (1215 - 1244)
  • Pantaleone † (1245 - 1256 deceduto)
  • Giacomo di Taranto † (1257 - 14 ottobre 1266 deposto)
  • Pietro, O.S.B. † (1280 - 1282 deceduto)
  • Palmieri (Palmerio) † (1284 - 1286)
  • Nicola da Potenza, O.P. † (1287 - 1291 deceduto)
  • Giovanni † (1292 - 1294 deceduto)
  • Giacomo II † (1294 - 1308)
  • Francesco † (1308 - 1318)
  • Nicola † (circa 1320 - 1335 deceduto)
  • Riccardo Caracciolo, O.F.M. † (1336 - maggio 1343 deceduto)
  • Andra da Perugia, O.F.M. † (3 settembre 1343 - 1345 deceduto)
  • Tancredi da Auletta, O.F.M. † (3 marzo 1346 - 1349 deceduto)
  • Bernardo Cucchi † (28 gennaio 1349 - 1349 deceduto)
  • Giovanni da Gallinaro, O.F.M. † (22 maggio 1350 - 14 marzo 1373 nominato vescovo di Rossano)
  • Luciano, O.E.S.A. † (8 aprile 1373 - prima del 14 dicembre 1381 deceduto)
    • Nicola De Madio, O.P. † (7 febbraio 1386 - ?) (antivescovo)[2]
  • Filippo † (1387 - 16 aprile 1395 nominato arcivescovo di Otranto)
  • Francesco Bonaccursi, O.F.M. † (1º maggio 1395 - 13 ottobre 1400 nominato vescovo di Accia)
  • Antonio De Rossi † (13 ottobre 1400 - 4 gennaio 1402 nominato vescovo di Isola)
  • Ruggero Longobardi † (4 gennaio 1402 - 1411 deceduto)
  • Enrico Dasmani, O.F.M. † (19 ottobre 1411 - ? dimesso)[3]
  • Giovanni Roberto Santoro † (20 maggio 1429 - circa 1444 deceduto)
    • Marino Orsini † (14 febbraio 1447 - 1471 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Giacomo Vittorio Appiani † (1º febbraio 1473 - 1482 deceduto)
  • Pietro Matteo d'Aquino † (19 agosto 1482 - 18 febbraio 1508 nominato vescovo di Lecce)
  • Antonio Brancaccio (o Brancati), O.P. † (18 febbraio 1508 - 1518 deceduto)
  • Luca Rinaldi † (1º dicembre 1518 - 1552 deceduto)
  • Giovanni Angelo Pellegrino † (14 dicembre 1552 - 1568 deceduto)
  • Francesco Bossi † (2 agosto 1568 - 5 maggio 1574 nominato arcivescovo di Perugia)
  • Gastone Ettore Paganelli † (10 maggio 1574 - 1575 deceduto)
  • Giulio Ricci † (9 maggio 1575 - 13 novembre 1581 nominato vescovo di Teramo)
  • Antonio Maria Manzoli † (26 novembre 1581 - 1593 dimesso)
  • Vincenzo Giustiniani † (2 agosto 1593 - 3 ottobre 1614 deceduto)
  • Agostino Cassandra, O.F.M. † (24 novembre 1614 - 17 settembre 1623 deceduto)
  • Giulio Cesare Sacchetti † (4 dicembre 1623 - 17 marzo 1626 nominato vescovo di Fano)
  • Arcangelo Baldini, O.P. † (20 luglio 1626 - 27 novembre 1629 deceduto)
  • Arcasio Ricci † (13 novembre 1630 - 1636 deceduto)
  • Filippo Consacchi † (15 dicembre 1636 - 1644 deceduto)
  • Domenico Cennini † (6 marzo 1645 - 21 agosto 1684 deceduto)
  • Domenico Valvassori, O.S.A. † (18 marzo 1686 - 2 ottobre 1689 deceduto)
  • Marcello Cavalieri, O.P. † (11 gennaio 1690 - 22 agosto 1705 deceduto)
  • Luigi Capuano † (14 dicembre 1705 - 13 settembre 1708 deceduto)
    • Sede vacante (1708-1718)
  • Cesare Francesco Lucini, O.P. † (11 maggio 1718 - 2 marzo 1725 deceduto)
  • Vincenzo Ferrero, O.P. † (18 aprile 1725 - 8 febbraio 1730 nominato vescovo di Lucera)
  • Camillo Olivieri † (5 marzo 1731 - 21 agosto 1758 deceduto)
  • Nicola Cicirelli † (18 dicembre 1758 - circa maggio 1790 deceduto)
  • Michele de Angelis † (18 giugno 1792 - 1806 deceduto)
    • Sede vacante (1806-1818)

Vescovi di Gravina e Montepeloso-Irsina[modifica | modifica sorgente]

  • Ludovico Roselli † (2 ottobre 1818 - 15 ottobre 1818 deceduto)
  • Cassiodoro Margarita † (21 dicembre 1818 - 1º settembre 1850 deceduto)
  • Saverio Giannuzzi-Savelli † (17 febbraio 1851 - 14 agosto 1851 deceduto)
  • Mario De Luca † (27 dicembre 1852 - 24 marzo 1855 deceduto)
  • Raffaele Morisciano † (28 settembre 1855 - 27 settembre 1858 nominato vescovo di Squillace)
  • Alfonso Maria Cappetta † (20 giugno 1859 - 22 luglio 1871 deceduto)
  • Vincenzo Salvatore † (6 maggio 1872 - 7 settembre 1899 deceduto)
  • Cristoforo Maiello † (14 dicembre 1899 - 8 marzo 1906 deceduto)
  • Nicolo Zimarino † (1º dicembre 1906 - luglio 1920 deceduto)
  • Giovanni Maria Sanna, O.F.M.Conv. † (12 maggio 1922 - 1953 ritirato)
  • Aldo Forzoni † (14 maggio 1953 - 30 novembre 1961 nominato vescovo di Diano-Teggiano)
  • Giuseppe Vairo † (19 gennaio 1962 - 23 dicembre 1971 dimesso)
  • Salvatore Isgrò † (25 aprile 1975[4] - 11 ottobre 1976)

Prelati di Altamura[modifica | modifica sorgente]

Prelati di Altamura e Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Gravina e prelati di Altamura e Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica sorgente]

Vescovi oriundi della diocesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 170.500 persone contava 168.500 battezzati, corrispondenti al 98,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 37.750 37.965 99,4 47 42 5 803 5 50 9
1969 60.682 61.670 98,4 56 45 11 1.083 14 150 18
1980 65.326 67.860 96,3 60 49 11 1.088 14 153 20
1990 150.070 150.674 99,6 96 71 25 1.563 1 36 267 39
1999 158.200 159.826 99,0 95 74 21 1.665 5 23 180 39
2000 158.650 160.173 99,0 102 76 26 1.555 5 28 233 39
2001 162.000 163.408 99,1 95 72 23 1.705 9 31 215 39
2002 162.000 162.986 99,4 96 74 22 1.687 9 34 197 39
2003 163.938 165.138 99,3 106 81 25 1.546 9 32 196 39
2004 161.864 165.090 98,0 105 80 25 1.541 10 32 190 39
2006 163.735 168.658 97,1 95 76 19 1.723 8 25 193 40
2012 168.500 170.500 98,8 91 69 22 1.851 11 24 160 40

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per Acquaviva delle Fonti la nomina è dell'8 aprile 1978 (cfr. AAS 70, 1978, p. 299).
  2. ^ Nominato dall'antipapa Clemente VII.
  3. ^ Nominato dall'antipapa Giovanni XXIII fu confermato nel 1420 da papa Martino V.
  4. ^ Anche prelato di Altamura e Acquaviva delle Fonti.
  5. ^ a b Chierico.
  6. ^ Abate.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Per Gravina[modifica | modifica sorgente]

Per Altamura ed Acquaviva[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]