Diocesi di Alife-Caiazzo

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Diocesi di Alife-Caiazzo
Dioecesis Aliphana-Caiacensis o Caiatina
Chiesa latina
Cattedrale di Alife.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Napoli
Regione ecclesiastica Campania
Vescovo Valentino Di Cerbo
Sacerdoti 56 di cui 47 secolari e 9 regolari
1.242 battezzati per sacerdote
Religiosi 16 uomini, 28 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 70.000
Battezzati 69.572 (99,4% del totale)
Superficie 580 km² in Italia
Parrocchie 44
Erezione V secolo (Alife)
IX secolo (Caiazzo)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Assunta e San Sisto (Alife)
Concattedrali Maria Santissima Assunta (Caiazzo)
Santi patroni Sisto I
Stefano Minicillo
Ferdinando d'Aragona
Indirizzo Via A. Scorciarini Coppola 230/B, 81016 Piedimonte Matese [Caserta], Italia
Sito web www.diocesi-alife-caiazzo.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Alife-Caiazzo (in latino: Dioecesis Aliphana-Caiacensis o Caiatina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2012 contava 69.572 battezzati su 70.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Valentino Di Cerbo.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende 24 comuni campani (Alife, Caiazzo, Piedimonte Matese, Formicola, Ruviano, Liberi, Dragoni, Castel di Sasso, San Potito Sannitico, Castello del Matese, Raviscanina, Letino, Ailano, Baia e Latina, Castel Campagnano, Pontelatone, Sant'Angelo d'Alife, Prata Sannita, San Gregorio Matese, Piana di Monte Verna, Pratella, Valle Agricola, Alvignano e parte del comune di Gioia Sannitica con i borghi di Calvisi e Carattano (la restante parte appartiene alla diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti), tutti in provincia di Caserta con una popolazione di circa settantamila abitanti.

Sede vescovile è la città di Alife, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Caiazzo si trova la concattedrale di Maria Santissima Assunta e Santo Stefano Vescovo.

Il territorio è suddiviso in 44 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale diocesi è frutto della piena unione delle diocesi di Alife e di Caiazzo, ognuna con una lunga e complessa storia

Diocesi di Alife[modifica | modifica sorgente]

Incerte sono le origini della diocesi. Secondo una consolidata tradizione, essa risalirebbe all'epoca apostolica, essendo stata fondata da san Pietro il primo ad annunciare il Vangelo ad Alife; per altri autori, invece, l'istituzione della diocesi è di epoca costantiniana. Di certo nel 533 il cristianesimo era molto diffuso nella regione, come è attestato dal ritrovamento di una lapide tombale di tre fratellini, sulla quale gli stessi sono definiti cristiani.

Tra i partecipanti ai concili svoltisi a Roma nel 499 e nel 501 sotto papa Simmaco è presente Claro, il primo vescovo di Alife di cui si hanno notizie certe. Al V secolo risale anche un frammento d'iscrizione in cui è nominato un altro vescovo, Severo.

Nell'876, un'incursione di Saraceni distrusse l'intera città compresa l'antica cattedrale di Santa Maria, situata presso le Mura Romane (all'angolo tra le odierne Porta Romana e Porta Piedimonte) e della quale erano visibili i ruderi fino ai primi decenni del XX secolo.

Nel periodo della dominazione longobarda, la diocesi di Alife restò senza vescovo. Il 26 maggio 969, papa Giovanni XIII nominò Landolfo arcivescovo di Benevento concedendogli la facoltà di eleggere vescovi suffraganei, fra i quali egli ripristinò il titolo di Alife. Il vescovo della ricostituzione è Paolo. Da questo momento la sede divenne suffraganea di Benevento.

Nella cripta della nuova cattedrale, in diverse epigrafi ivi traslate probabilmente dalla precedente chiesa, sono ricordati i nomi dei vescovi a partire dall'inizio dell'XI secolo con i nomi latinizzati di Gosfridus, Vitus vivente nel 1020 e Arechis in carica nel biennio 1059-1061.

Nella seconda metà del secolo, la famiglia normanna Drengot Quarrel conquistò il territorio alifano e l’episcopato acquistò notevole importanza. Nel 1131 il secondo Rainulfo, conte di Alife, Caiazzo e Sant'Agata de'Goti, chiese e ottenne dall'antipapa Anacleto II le reliquie di San Sisto I papa e martire, divenuto poi protettore della città e della diocesi.
A lui fu dedicata la Cattedrale, che nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni e ricostruzioni e attualmente è dedicata a Santa Maria Assunta.

I vescovi del XII secolo noti in storiografia sono Roberto, Pietro, Baldovino e Landolfo.

Altre figure di vescovi che emersero durante il medioevo furono: Alferio, eletto vescovo nel 1252 e trasferito nel 1254 a Viterbo; e (della stessa famiglia) Giovanni De Alferis, grazie al quale fu salvato il prezioso manoscritto Gli arcani historici, dello zio Niccolò Alunno, gran consigliere del re Ladislao.
Nel periodo rinascimentale sono da ricordare: Sebastiano Pighi, vescovo tra il 1546 e il 1547 poi nominato cardinale; il letterato Antonio Agustín da Saragozza, inviato in Inghilterra come nunzio di papa Giulio III per le nozze di Filippo II di Spagna con Maria Tudor e Giacomo Gilberto de Nogueras, cappellano della regina di Boemia e dell’arciduca Ferdinando, che fu fra i più attivi partecipanti al concilio di Trento.

In questo periodo la città di Alife visse un periodo di declino tanto che il vescovo Giacomo Gilbert de Nogueras si trasferì a Piedimonte d'Alife, residenza mantenuta dai successori fino ad oggi.

Il 10 giugno 1651, il vescovo Pietro Paolo de Medici fondò il Seminario diocesano a Castello d'Alife, grazie all'eredità di un munifico benefattore; successivamente, il vescovo Giuseppe de Lazzara lo trasferì nell'attuale sede di Piedimonte.

Il 27 giugno 1818 papa Pio VII soppresse la diocesi di Alife con la bolla De utiliori; la diocesi tuttavia fu ripristinata il 14 dicembre 1820 con la bolla Adorandi dello stesso papa, che la unì aeque principaliter alla diocesi di Telese.

Il 6 luglio 1852, con la bolla Compertum nobis di papa Pio IX, ebbe termine l'unione con Telese, e Gennaro Di Giacomo, già vescovo delle sedi unite, optò per Alife ponendo la sua sede, come avevano fatto i suoi predecessori, a Piedimonte.

Nel corso del XX secolo si distinse la figura del vescovo Luigi Novello, all'epoca dell'occupazione tedesca; seguito da Virginio Dondeo, esperto annunziatore della Parola di Dio, poi vescovo di Todi e Orvieto e Raffaele Pellecchia, divenuto in seguito arcivescovo di Sorrento e Castellammare di Stabia, che partecipò al Concilio Vaticano II.

Diocesi di Caiazzo[modifica | modifica sorgente]

La statua lignea di Santo Stefano Minicillo conservata a Macerata Campania.

Secondo un'antica leggenda popolare, l'evangelizzazione della città di Caiazzo sarebbe stata opera dell'apostolo Pietro o di San Prisco, uno dei settanta discepoli, che ne sarebbe stato anche il primo vescovo. La leggenda si collegherebbe al viaggio che fece San Pietro da Napoli per raggiungere Roma e si appoggia sui resti di un antico tempio sotterraneo ritrovati sotto la settecentesca chiesa parrocchiale di San Pietro del Franco. Secondo altre tradizioni il primo vescovo caiatino risale all'anno 70 ed era un tale Arrigo o Argizio Seniore.

Il primo vescovo storicamente documentato è Orso, menzionato nel 966. Il vescovo più rappresentativo di questo periodo medioevale è santo Stefano Minicillo che a partire dal 979 fu vescovo per 44 anni. Istituita la Metropolia di Capua nel 966, l'arcivescovo Giovanni delimitò i confini della diocesi di Caiazzo e ci elesse Orso come vescovo. Alla sua morte, l'arcivescovo Gilberto e il principe di Capua Pandolfo Testadiferro elessero a quella sede Stefano Menicillo, già rettore della chiesa del SS Salvatore Maggiore in Capua, nato nel 935 a Macerata Campania; fu lo stesso arcivescovo metropolita a consacrarlo vescovo. Il 1º novembre 979, con atto pubblico e solenne, l'arcivescovo metropolita Gilberto riconfermò i confini della Diocesi di Caiazzo, affidata all'eletto e consacrato vescovo Stefano, al quale dava particolari indicazioni riguardanti la sua missione episcopale in quella terra. La bolla del 1º novembre fu un vero e proprio atto ci costituzione ufficiale, da parte della Metropolia di Capua, della diocesi di Caiazzo per apostolicam istitutionem suo archepiscopatui subiecta[1]. Da ricordare anche san Ferdinando d'Aragona di origine spagnola, che fu vescovo dal 1070 al 1082. Altri vescovi che si ricordano tra Duecento e Trecento sono Almondo, Nicola e Andrea, dei quali sono conservati nell'archivio vescovile molti atti e bolle.

Nei successivi due secoli, alcuni vescovi e amministratori apostolioci di Caiazzo furono cardinali, fra i quali: Oliviero Carafa, successivamente arcivescovo di Napoli; Antonio Maria Ciocchi del Monte; Ascanio Parisani, di Tolentino, poi trasferito a Rimini.
In quel periodo buona parte dei vescovi appartennero a nobili famiglie caiatine. Da ricordare Fabio Mirto Frangipane presentato da San Carlo Borromeo, che fu segretario del concilio di Trento e fondò il seminario diocesano e successivamente, per le sue doti diplomatiche, fu nominato arcivescovo titolare di Nazareth.

Anche Ottavio Mirto Frangipane dopo essere stato vescovo di Caiazzo fece una discreta carriera, abate di San Benedetto di Capua, fu poi nominato da papa Sisto V governatore di Bologna, quindi nunzio apostolico a Colonia e infine arcivescovo di Taranto.

Nel corso del XVII secolo è da ricordare il vescovo Filippo Benedetto sia per le sue doti di pastore che per aver fatto costruire a sue spese le mura cittadine.

La diocesi di Caiazzo fu soppressa da papa Pio VII in applicazione del concordato tra il Regno delle Due Sicilie e la Santa Sede, con la bolla De utiliori del 27 giugno 1818 e il suo territorio fu annessa alla diocesi di Caserta. L'arcivescovo di Capua, Francesco Serra-Cassano, cercò di ripristinare l'antica sede; nell'agosto 1831, infatti, i fedeli di Caiazzo ricorsero al re di Napoli Ferdinando II per il ripristino della loro soppressa diocesi. Il sovrano reputò giusto rivolgersi all'Arcivescovo Metropolita di Capua, il solo competente per risolvere la delicata questione. Francesco Serra-Cassano, dopo un mese dalla sua creazione a cardinale, prese molto a cuore la questione e con molta determinazione trattò con la Sede Apostolica per ben diciotto anni. Il Cardinale riuscì nell'impresa: il 16 gennaio 1850, con la bolla Si semper optandum, papa Pio IX ristabilì la diocesi di Caiazzo, dichiarandola suffraganea della sede metropolitana di Capua. Con la stessa bolla, papa Pio IX nominò amministratore apostolico della diocesi di Caiazzo il Metropolita di Capua Francesco Serra-Cassano; quest'ultimo si impegnava a corrispondere al vescovo di Caserta una pensione annua di 3000 ducati. Canonicamente ripristinata al diocesi il 16 dicembre 1849, il Cardinale ne prese possesso canonico come amministratore apostolico il 13 gennaio 1850[2]. La diocesi di Caiazzo tornò ad essere suffragaria dell'Arcidiocesi di Capua e il 15 marzo 1852 vi fu trasferito il sessantaquattrenne Gabriele Ventriglia, già vescovo di Crotone ed originario di Curti, il quale era stato consacrato vescovo dallo stesso Cardinale Serra di Cassano nella Cattedrale di Capua il 24 giugno 1849.

In tempi recenti la figura Nicola Maria Di Girolamo, vescovo dal 1922 al 1963, ebbe un grande impatto nella diocesi di Caiazzo, il suo episcopato coprì il difficile periodo della Seconda guerra mondiale; fece celebrare due sinodi e due congressi eucaristici, l'ultimo dei quali nel 1935 coincise con il millenario della nascita di Santo Stefano. Prima di morire Di Girolamo partecipò anche alle prime sessioni del Concilio Vaticano II. Dopo la sua morte, nel 1963 la diocesi fu nuovamente affidata all'arcivescovo metropolita di Capua, Tommaso Leonetti; poi il 30 settembre 1986 fu unita aeque principaliter a quella di Alife, formando con questa, l'attuale sede di Alife-Caiazzo.

Diocesi di Alife-Caiazzo[modifica | modifica sorgente]

Fra gli anni Sessanta e Settanta del XX secolo le due diocesi rimasero a lungo vacanti, fino all'8 aprile 1978 quando Angelo Campagna fu nominato vescovo di entrambe le sedi, che furono così unite in persona episcopi.

Il 13 aprile 1979 le due diocesi sono entrate a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Napoli.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, le due sedi di Alife e Caiazzo sono state unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica sorta dall'unione ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Alife[modifica | modifica sorgente]

  • Claro † (prima del 499 - dopo il 501)
  • Severo † (VI secolo)
  • Anonimo † (menzionato nel 750)
  • Anonimo † (menzionato nel 770)
  • Paolo † (menzionato nel 779)
  • Anonimo † (menzionato nell'865)
  • Leone † (menzionato nel 978)
  • Paolo † (prima del 982 - dopo il 985)
  • Vito † (998 - dopo il 1020)
  • Goffredo † (XI secolo)
  • Arechi † (prima del 1059 - dopo il 1061)
  • Roberto I † (prima del 1098 - dopo il 1100)
  • Roberto II † (prima del 1026 - dopo il 1142)
  • Pietro † (menzionato nel 1148)
  • Baldovino † (prima del 1179 - dopo il 1189)
  • Landolfo † (menzionato nel 1200)
  • Anonimo † (prima metà del XIII secolo)
  • Alferio † (27 aprile 1252 - 27 gennaio 1254 nominato vescovo di Viterbo e Tuscania)
  • Romano, O.P. † (28 marzo 1254 - ?)
  • Gentile † (prima del 1291 - ?)
  • Pietro † (menzionato nel 1305)
  • Filippo † (menzionato nel 1309)
  • Nicola †
  • Tommaso di Fondi † (8 marzo 1346 - ?)
  • Bertrando † (3 dicembre 1348 - ? deceduto)
  • Giovanni † (10 novembre 1361 - ?)
  • Andrea †
  • Guglielmo † (circa 1380)
  • Giovanni Alferio † (10 maggio 1389 - 1412 deceduto)
  • Angelo Sanfelice † (13 febbraio 1413 - 1457 deceduto)
  • Antonio Moretti, O.P. † (1º marzo 1458 - 1482 deceduto)
  • Giovanni Bartoli † (16 dicembre 1482 - 1486 deceduto)
  • Giovanni Zefra † (6 settembre 1486 - 1504 deceduto)
  • Angelo Sacco † (15 aprile 1504 - 1529 deceduto)
  • Bernardino Fumarelli † (16 agosto 1529 - 13 novembre 1532 nominato vescovo di Sulmona e Valva)
  • Michele Torelli † (13 novembre 1532 - 6 aprile 1541 nominato vescovo di Anagni)
  • Ippolito Marsigli † (6 aprile 1541 - 1546 deceduto)
  • Sebastianno Pighi † (27 agosto 1546 - 4 giugno 1548 nominato vescovo di Ferentino)
  • Filippo Serragli, O.S.B.Oliv. † (4 giugno 1548 - 1555 deceduto)
  • Antonio Agustín † (15 dicembre 1557 - 8 agosto 1561 nominato vescovo di Lleida)
  • Diego Gilberto Nogueras † (8 agosto 1561 - 1566 deceduto)
  • Angelo Rossi † (31 gennaio 1567 - 1568 deceduto)
  • Giovan Battista Santoro † (19 novembre 1568 - 8 gennaio 1586 nominato vescovo di Tricarico)
  • Enrico Cini, O.F.M.Conv. † (8 gennaio 1586 - 1598 deceduto)
  • Modesto Gavazzi, O.F.M.Conv. † (7 agosto 1598 - agosto 1608 deceduto)
  • Valerio Seta, O.S.M. † (24 novembre 1608 - 1625 deceduto)
  • Gerolamo Maria Zambeccari, O.P. † (7 aprile 1625 - 11 aprile 1633 nominato vescovo di Minervino)
  • Giovanni Michele Rossi, O.Carm. † (11 aprile 1633 - 1639 deceduto)
  • Pietro Paolo Medici † (11 aprile 1639 - ottobre 1656 deceduto)
  • Enrico Borghi, O.S.M. † (25 febbraio 1658 - novembre 1658 deceduto)
  • Sebastiano Dossena, B. † (21 aprile 1659 - 1664 deceduto)
  • Domenico Caracciolo † (31 marzo 1664 - ottobre 1675 deceduto)
  • Giuseppe de Lazzara, C.R.M. † (23 marzo 1676 - 2 marzo 1702 deceduto)
  • Angelo Maria Porfirio † (5 marzo 1703 - 23 luglio 1730 deceduto)
  • Gaetano Iovone † (11 dicembre 1730 - 31 ottobre 1733 deceduto)
  • Pietro Abbondio Battiloro † (18 dicembre 1733 - 17 ottobre 1735 deceduto)
  • Egidio Antonio Isabelli † (2 dicembre 1735 - 3 gennaio 1752 deceduto)
  • Carlo Rosati † (20 marzo 1752 - 17 febbraio 1753 deceduto)
  • Innocenzo Sanseverino † (12 marzo 1753 - 29 dicembre 1756 dimesso)
  • Filippo Sanseverino † (3 gennaio 1757 - 29 gennaio 1770 dimesso)
  • Francesco Ferdinando Sanseverino, P.O. † (29 gennaio 1770 - 15 aprile 1776 nominato arcivescovo di Palermo e Monreale)
  • Emilio Gentile † (15 luglio 1776 - 24 febbraio 1822 deceduto)
  • Raffaele Longobardi, P.O. † (19 aprile 1822 - 23 settembre 1822 deceduto)
  • Giovanni Battista de Martino di Pietradoro, P.O. † (3 maggio 1824 - 1º maggio 1826 deceduto)
  • Carlo Puoti † (3 luglio 1826 - 14 marzo 1848 deceduto)
  • Gennaro Di Giacomo † (22 dicembre 1848 - 1º luglio 1878 deceduto)
  • Luigi Barbato Pasca di Magliano † (1º luglio 1878 succeduto - 8 dicembre 1879 deceduto)
  • Girolamo Volpe † (27 febbraio 1880 - 9 agosto 1885 deceduto)
  • Antonio Scotti † (15 gennaio 1886 - 24 marzo 1898 dimesso)
  • Settimio Caracciolo di Torchiarolo † (24 marzo 1898 - 10 aprile 1911 nominato vescovo di Aversa)
  • Felice Del Sordo † (12 ottobre 1911 - 7 luglio 1928 deceduto)
  • Luigi Noviello † (29 luglio 1930 - 20 settembre 1947 deceduto)
  • Giuseppe Della Cioppa † (2 dicembre 1947 - 1º aprile 1953 dimesso)
  • Virginio Dondeo † (29 maggio 1953 - 22 luglio 1961 nominato vescovo di Orvieto)
  • Raffaele Pellecchia † (1º settembre 1961 - 19 marzo 1967 nominato arcivescovo coadiutore di Sorrento)
    • Sede vacante (1967-1978)
  • Angelo Campagna † (8 aprile 1978 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Alife-Caiazzo)

Vescovi di Caiazzo[modifica | modifica sorgente]

  • Gisulfo ? † (menzionato nel 776)
  • Orso I † (menzionato nel 966)
  • Santo Stefano Minicillo † (979 - 29 ottobre 1023 deceduto)
  • Giacinto † (1024 - ?)
  • San Ferdinando d'Aragona † (dopo il 1070 - 27 giugno 1082 deceduto)
  • Costantino † (menzionato nel 1098)
  • Pietro I † (menzionato nel 1108)
  • Tommaso † (menzionato nel 1109)
  • Orso II † (prima del 1117 - dopo il 1123)
  • Stazio † (prima del 1133)
  • Guglielmo I † (prima del 1155 - ? deposto)
  • Giovanni I † (1168 - 1175 deceduto)
  • Guglielmo II † (1175 - 9 gennaio 1181 deceduto)
  • Goffredo † (menzionato nel 1183)
  • Giovanni II † (1195 - 1º settembre 1224 deceduto)
  • Giacomo † (prima del 1225 - 1253)
  • Nicola † (1253 - 1257)
  • Andrea Riccardi † (1257 - 1272 deceduto)
  • Giovanni III † (30 aprile 1274 - 23 agosto 1275 deceduto)
  • Andrea † (1275 - 26 febbraio 1283 deceduto)
  • Gerardo da Narni † (1283 - 18 settembre 1293 deceduto)
  • Pietro II † (febbraio 1294 - 26 giugno 1308 deceduto)
  • Giovanni IV † (21 dicembre 1308 - prima del 27 aprile 1309 deceduto)
  • Tommaso de Pascasio † (27 aprile 1309 - 14 agosto 1333 deceduto)
  • Giovanni Mottola † (20 ottobre 1333 - 21 aprile 1356 deceduto)
  • Ruggero Valenti, O.F.M. † (27 giugno 1362 - 3 marzo 1375 deceduto)
  • Francesco Zancati † (9 aprile 1375 - 1378 ? deposto)
    • Bartolomeo da Todi, O.F.M. † (16 dicembre 1383 - ? deceduto) (antivescovo)
    • Andrea di Amandola, O.F.M. † (11 luglio 1393 - ?) (antivescovo)
  • Bartolomeo † (1379 - circa 1391 deceduto)
  • Giovanni Antonello Gattoli † (11 gennaio 1391 - ottobre 1393 deceduto)
  • Francesco † (13 ottobre 1393 - ottobre 1404 deceduto)
  • Andrea Serao † (17 novembre 1404 - 12 giugno 1422 deceduto)
  • Giovanni d'Aversa † (6 luglio 1422 - 1445 deceduto)
  • Antonio d'Errico † (23 marzo 1446 - 24 aprile 1472 deceduto)
  • Giuliano Mirto Frangipane † (11 maggio 1472 - 16 giugno 1480 nominato vescovo di Tropea)
  • Giacomo de Luciis † (16 giugno 1480 - dopo il 1503 deceduto)[3]
  • Vincio Maffa † (9 luglio 1507 - 1517 deceduto)
  • Galeazzo Butrigario † (10 dicembre 1518 - 1518 deceduto)
  • Bernardino de Prato † (1º giugno 1520 - 1522 deceduto)
  • Vianesio Albergati † (29 ottobre 1522 - ottobre 1527 deceduto)
  • Ascanio Parisani † (3 gennaio 1528 - 24 maggio 1529 nominato vescovo di Rimini)
  • Alessandro Mirto † (18 giugno 1529 - 10 luglio 1537 dimesso)
  • Fabio Mirto Frangipane † (10 luglio 1537 - 5 novembre 1572 nominato arcivescovo titolare di Nazareth)
  • Ottavio Mirto Frangipane † (19 novembre 1572 - 9 marzo 1592 nominato vescovo di Tricarico)
  • Orazio Acquaviva, O.Cist. † (12 giugno 1592 - 13 giugno 1617 deceduto)
  • Paolo Filomarino, C.R. † (18 settembre 1617 - 27 maggio 1623 deceduto)
  • Filippo Benedetto de Sio, O.F.M. † (8 dicembre 1623 - 21 ottobre 1641 nominato vescovo di Boiano)
  • Sigismondo Taddei † (27 novembre 1641 - 4 dicembre 1647 deceduto)
  • Francesco Perrone † (23 novembre 1648 - 2 ottobre 1656 deceduto)
  • Giuseppe Petagna † (15 gennaio 1657 - 12 settembre 1679 deceduto)
  • Giacomo Villani † (27 novembre 1679 - 5 novembre 1690 deceduto)
  • Francesco Bonesana, C.R. † (24 marzo 1692 - 14 novembre 1695 nominato vescovo di Como)
  • Maioranus Figlioli † (20 febbraio 1696 - 27 maggio 1712 deceduto)
  • Giacomo Falconi † (14 marzo 1718 - 28 agosto 1727 deceduto)
  • Costantino Vigilante † (26 novembre 1727 - 27 aprile 1754 deceduto)
  • Giuseppe Antonio Piperni † (22 luglio 1754 - 14 ottobre 1780 deceduto)
    • Sede vacante (1780-1792)
  • Filippo d'Ambrogio † (27 febbraio 1792 - 3 aprile 1799 deceduto)
    • Sede vacante (1799-1818)
    • Sede soppressa (1818-1850)
  • Gabriele Ventriglia † (15 marzo 1852 - 10 dicembre 1859 deceduto)
  • Luigi Riccio † (23 marzo 1860 - 9 novembre 1873 deceduto)
  • Giuseppe Spinelli † (15 giugno 1874 - 14 novembre 1883 deceduto)
  • Raffaele Danise, M.I. † (24 marzo 1884 - 8 gennaio 1898 deceduto)
  • Felice de Siena † (24 marzo 1898 - 26 gennaio 1902 deceduto)
  • Federico de Martino † (20 giugno 1902 - 1907 dimesso)
  • Adolfo Turchi † (30 giugno 1909 - 8 settembre 1914 dimesso)
  • Luigi Ermini † (4 dicembre 1914 - 13 giugno 1921 nominato vescovo di Fabriano e Matelica)
  • Nicola Maria di Girolamo † (16 agosto 1922 - 5 luglio 1963 deceduto)
    • Sede vacante (1963-1978)
  • Angelo Campagna † (8 aprile 1978 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Alife-Caiazzo)

Vescovi di Alife-Caiazzo[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 70.000 persone contava 69.572 battezzati, corrispondenti al 99,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Alife
1959 36.247 36.257 100,0 47 35 12 771 17 97 20
1970 36.596 36.670 99,8 37 33 4 989 4 19
1980 46.810 46.880 99,9 39 25 14 1.200 23 86 20
diocesi di Caiazzo
19590 35.000 35.000 100,0 40 37 3 875 4 40 36
1959 31.500 31.500 100,0 43 40 3 732 3 36 35
1970 35.595 35.620 99,9 70 37 3 889 3 40 36
1980 35.900 37.400 96,0 32 28 4 1.121 4 12 36
diocesi di Alife-Caiazzo
1987 63.200 65.000 97,2 61 43 18 1.036 19 90 56
1999 68.500 70.000 97,9 68 48 20 1.007 20 60 44
2000 68.500 70.000 97,9 68 48 20 1.007 20 54 43
2001 68.500 70.000 97,9 62 52 10 1.104 1 10 48 44
2002 67.500 69.000 97,8 60 53 7 1.125 2 7 48 44
2003 68.500 69.000 99,3 63 56 7 1.087 1 7 48 44
2004 67.600 69.000 98,0 61 51 10 1.108 1 11 48 44
2006 70.200 70.500 99,6 57 48 9 1.231 4 25 46 44
2012 69.572 70.000 99,4 56 47 9 1.242 6 16 28 44

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michele Monaco, Sanctuarium Capuanum, ed Ottavio Beltrano, Napoli 1630, 571-572.
  2. ^ Felice Provvisto, Il Cardinale Francesco Serra di Cassano ed una sua lettera in difesa della Chiesa di Capua, in Studi in onore di Mons. Luigi Diligenza, a cura di Antonio Ianniello, ed Fabozzi, Aversa 1989, 231-234.
  3. ^ Giacomo de Luciis di Sutri (Sutri ? - Caiazzo 1494 o il 5 dicembre 1506), dottore in diritto canonico e civile, viene riportato da alcuni studiosi come il Tiraboschi con il nome di Jacopo Lucio, da altri come Jacopo o Giacomo Luzi o de Lutiis (in latino Jacobus de Luciis, Jacobus de Lutiis, Jacobus de Luziis). Fu nominato vescovo di Caiazzo il 16 giugno 1480. La data della nomina vescovile è riportata nell'edizione curata da Enrico Celani del Liber Notarum (Cfr. a cura di Enrico Celani, Johann Burchard, Liber notarum, ab anno MCCCCLXXXIII usque ad annum MDVI, Casa editrice S. Lapi, Città di Castello 1913, Volume 1, pag. 443). Le fonti riportano invece due date distanti per la morte: il 1494 e il 5 dicembre 1506 (Cfr. Aa.Vv., La diocesi di Caiazzo: storia in età tardo medievale e moderna, arte,. Cronotassi vescovile e bibliografia di riferimento PDF. Tuttavia il 23 ottobre 1503 è presente a Roma, come attesta Garampi e conferma Eubel).

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Diocesi di Alife[modifica | modifica sorgente]

Diocesi di Caiazzo[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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