Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace
| Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace Archidioecesis Catacensis-Squillacensis Chiesa latina |
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|---|---|---|---|
| Regione ecclesiastica | Calabria | ||
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| Diocesi suffraganee | |||
| Crotone-Santa Severina, Lamezia Terme | |||
| Arcivescovo metropolita | Vincenzo Bertolone, S.d.P. | ||
| Arcivescovi emeriti | Antonio Cantisani, Antonio Ciliberti |
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| Sacerdoti | 193 di cui 139 secolari e 54 regolari 1.031 battezzati per sacerdote |
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| Religiosi | 77 uomini, 179 donne | ||
| Diaconi | 19 permanenti | ||
| Abitanti | 237.000 | ||
| Battezzati | 199.000 (84,0% del totale) | ||
| Superficie | 1.604 km² in Italia | ||
| Parrocchie | 122 | ||
| Erezione | 1121 | ||
| Rito | romano | ||
| Cattedrale | Santa Maria Assunta e Santi Pietro e Paolo | ||
| Concattedrali | Santa Maria Assunta | ||
| Santi patroni | San Vitaliano Sant'Agazio |
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| Indirizzo | Via dell'Arcivescovado 13, 88100 Catanzaro, Italia | ||
| Sito web | www.diocesicatanzarosquillace.it | ||
| Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * * | |||
| Chiesa cattolica in Italia | |||
L'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace (in latino: Archidioecesis Catacensis-Squillacensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2006 contava 199.000 battezzati su 237.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Vincenzo Bertolone, S.d.P.
Indice |
[modifica] Territorio
L'arcidiocesi comprende parte della provincia di Catanzaro.
Sede arcivescovile è la città di Catanzaro, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta e dei Santi Pietro e Paolo. A Squillace si trova la concattedrale di Santa Maria Assunta.
Il territorio è suddiviso in 122 parrocchie.
[modifica] Storia
[modifica] Diocesi di Squillace
La diocesi di Squillace è tra le più antiche dell'Italia meridionale. La tradizione ne fa risalire la nascita all'evo apostolico: primo vescovo sarebbe stato Giovanni, ordinato dal primo vescovo di Reggio Stefano di Nicea, oppure Fantino, discepolo di papa Lino, il successore di San Pietro[1]. Comunque, il primo vescovo di cui ne sia noto il nome è Gaudenzio, vissuto a metà del V secolo.
Sul finire del V secolo, la diocesi fu implicata in due clamorosi fatti di cronaca nera. Dalle lettere di papa Gelasio I infatti risulta che tra il 494 ed il 496 due vescovi furono uccisi; nei fatti furono coinvolti alcuni ecclesiastici, un prete di nome Celestino ed un arcidiacono di nome Asello, che colse l'occasione per farsi eleggere vescovo; i vescovi delle diocesi vicine furono incaricati di comminare le dovute sanzioni ecclesiastiche e di destituire l'usurpatore.[2]
Nel VI secolo, a Squillace nacquero le prime istituzioni monastiche occidentali grazie a Cassiodoro il quale, tra il 540 e il 550, fece costruire due cenobi, il "Castellense" e il "Vivariense". In questo stesso periodo il vescovo Zaccheo sostenne coraggiosamente papa Vigilio a Costantinopoli contro la violenza di Giustiniano dimostrando fra l'altro la comunione della chiesa di Squillace con quella di Roma[3].
La diocesi di Squillace, come peraltro tutte quelle dell'Italia meridionale e della Sicilia, continuò a dipendere spiritualmente da Roma anche dopo l'inserimento di queste regioni nell'impero bizantino con la Prammatica Sanzione del 554. Nel 776, tuttavia, Leone III Isaurico le staccò da Roma e le sottomise Patriarcato di Costantinopoli; nella Notitia Episcopatuum di Leone VI di Bisanzio (ossia il catalogo di tutte le chiese sottoposte al patriarcato bizantino) enumerava pertanto la diocesi di Squillace fra quelle di rito greco suffraganee di Reggio[4]. Dei tre secoli in cui Squillace fu una diocesi greca non abbiamo quasi nessun documento e ignoriamo i nomi dei vescovi, tranne uno (Demetrio, vivente nell'870). Nello stesso periodo tuttavia la diocesi di Squillace si arricchì dei monaci basiliani i quali crearono una straordinaria fioritura di monasteri fra cui quello di San Giovanni Theristis a Bivongi[5][6]. Sempre allo stesso periodo la tradizione data l'arrivo delle reliquie di Sant'Agazio, patrono della diocesi, e di San Gregorio Taumaturgo, patrono di Stalettì.
Squillace fu retta da un vescovo di rito greco (Teodoro Mesymerio), ancora un trentennio dopo la conquista normanna della Calabria e con questa il ripristino del rito latino e il ritorno alla giurisdizione di Roma. La latinizzazione avvenne comunque con lentezza. Primo vescovo di rito latino fu Giovanni de Niceforo, decano della diocesi di Mileto (1096). Nell'atto di costituzione del 1096 la diocesi di Squillace, i cui confini vennero fissati da Ruggiero dai fiumi Alarum et Crocleam[1], era formata dalle seguenti località: Squillace, Taverna, Stilo, Antistilo, Santa Caterina dello Ionio, Badolato, Satriano, Castel di Cuccolo, Castel di Mainardo, Meta di Lomata, Rocca di Catenziaro, Tiriolo, Catenziaro, Salìa, Barbaro, Simmiri e vari casali[7].
La serie dei vescovi di Squillace è stata ininterrotta, tranne un breve periodo di vacanza per l'ostilità di Federico II il quale nel 1236 usurpò la diocesi; dopo la morte dell'imperatore (1250), papa Innocenzo IV non confermò il canonico di Reggio, Benvenuto, e il 6 ottobre 1254 trasferì a Squillace il vescovo di Martirano Tommaso, O.Cist.
Verso la fine del XVI secolo il territorio della diocesi di Squillace fu teatro di numerosi episodi di contestazione religiosa e/o politica, il più noto dei quali fu la congiura di Tommaso Campanella nel 1599. Una testimonianza indiretta ne è la nomina a vescovo di Squillace, avvenuta il 13 agosto 1601, del vicario generale dei domenicani Paolo Isaresi della Mirandola, dopo una serie di vescovi appartenenti alla famiglia Sirleto[8]
Il 23 dicembre 1927 l'arcivescovo di Catanzaro, Giovanni Fiorentini, fu nominato anche vescovo di Squillace, unendo così in persona episcopi le due diocesi.[9]
[modifica] Diocesi di Catanzaro
La diocesi di Catanzaro fu eretta nel 1121, ricavandone il territorio dalla diocesi di Squillace. La primitiva sede della diocesi sembra sia stata la località Tres Tabernae da dove i vescovi, dopo il saccheggio ad opera dei Saraceni, fuggirono per rifugiarsi a Catanzaro.[10] L'erezione della diocesi fu invano avversata dal vescovo di Squillace Pietro: passarono alla neonata diocesi i territori di Taverna, Rocca Falluca, Tiriolo, Sellia e la stessa Catanzaro[11]. Come Squillace, anche Catanzaro divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Reggio Calabria.
Nel 1567 fu ufficialmente istituito il seminario diocesano, che doveva provvedere alla formazione dei sacerdoti, un compito che prima veniva assolto dal collegio dei gesuiti. Tuttavia, la mancanza di fondi impedì il funzionamento regolare del seminario. Il vescovo Orazi impose una tassazione a tutta la diocesi per sopperire alle esigenze del seminario e nel 1594 poté ristabilirlo, ma dopo la sua morte le porte del seminario si richiusero. A metà del XVII secolo si tentò con scarso successo una collaborazione con il collegio dei gesuiti. Nella prima metà del XVIII secolo si fecero nuovi tentativi e per qualche anno vi furono effettivamente corsi scolastici. Nel 1750 il seminario fu chiuso, riaprì nel 1753, ma successivamente fu chiuso e riaprì nuovamente nel 1769. Nel 1833 il vescovo Matteo Franco provvide il seminario di una sede più ampia.
Il 5 giugno 1927 la diocesi di Catanzaro fu sciolta dai vincoli che la legavano alla metropolia di Reggio Calabria e fu elevata al rango di arcidiocesi senza suffraganee con la bolla Commissum supremo di papa Pio XI; e all'arcivescovo Giovanni Fiorentini fu concesso il medesimo anno il pallio.
[modifica] Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace
Il 30 settembre 1986 in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi l'arcidiocesi di Catanzaro e la diocesi di Squillace sono state unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. In seguito a questo decreto l'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace ha perso i centri (appartenenti quasi tutte all'antica diocesi di Squillace) di Stilo, Pazzano, Bivongi, Camini, e le frazioni Focà e Ursini di Caulonia, mentre si è vista attribuire Fabrizia, Castagna e Panettieri.
Con la bolla Maiori Christifidelium di papa Giovanni Paolo II del 30 gennaio 2001 l'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace è stata elevata al rango di sede metropolitana, avente come suffraganee, l'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina e la diocesi di Lamezia Terme.
[modifica] Cronotassi dei vescovi
[modifica] Vescovi di Squillace
- Gaudenzio † (menzionato nel 465)[12]
- Zaccheo † (prima del 551 - dopo il 553)[13]
- Giovanni Lissitano † (592 - dopo il 598)[14]
- Agostino † (menzionato nel 649)[15]
- Paolo † (menzionato nel 680)[16]
- Demetrio † (prima dell'869 - dopo l'879)[17]
- Teodoro Mesymerio † (prima del 1060 - 1096 deceduto)[18]
- Giovanni de Niceforo † (1096 - 11 marzo 1098 deceduto)
- Donato †
- Pietro † (1º marzo 1110 - 1122 nominato arcivescovo di Palermo)[19]
- Drogo † (1122 - 1145)
- Silcazio † (1145 - ?)
- Aymerio o Amerigo † (menzionato nel 1178)
- Ugone † (1196 - 1217)
- R. (Rainaldo) † (4 settembre 1217 - 9 dicembre 1234 nominato arcivescovo di Reggio Calabria e amministratore apostolico di Squillace)[20]
- R. (Rainaldo) † (9 dicembre 1234 - 1251 deceduto) (amministratore apostolico)
- Benvenuto † (23 dicembre 1251 - 1254 deposto)
- Tommaso, O.Cist. † (6 ottobre 1254 - ?)
- Riccardo † (11 ottobre 1266 - ?)
- Filippo † (menzionato nel 1286)[21]
- Giordano † (? - 1344 deceduto)
- Nicola de Teramo † (12 dicembre 1345 - 4 settembre 1349 nominato vescovo di Melfi)
- Giovanni de Rocca † (4 settembre 1349 - 1369 deceduto)
- Matteo Scaleato, O.Carm. † (17 dicembre 1369 - 1378 deposto)[22]
- Filippo Crispo, O.S.A. † (1378 - 1392 nominato arcivescovo di Messina)
- Andrea † (26 settembre 1392 - 1402 nominato vescovo di Isernia)[23]
- Roberto de Basilio † (18 agosto 1402 - 13 febbraio 1413 nominato vescovo di Belcastro)
- Leone Calojero † (13 febbraio 1413 - 1417 deceduto)
- Francesco de Arceriis † (26 gennaio 1418 - 1476 deceduto)
- Francesco de Cajeta † (13 marzo 1477 - 1480 deceduto)
- Vincenzio Galeota † (30 gennaio 1482 - 1º dicembre 1520 dimesso)
- Simone de Galeotis † (1º dicembre 1520 succeduto - 1539 deceduto)
- Enrique de Borja y Aragón † (17 dicembre 1539 - 16 settembre 1540 deceduto)
- Enrique de Villalobos Xeres † (5 novembre 1540 - 1554 deceduto)
- Alfonso de Villalobos Xeres † (1554 succeduto - 1568 dimesso)
- Guglielmo Sirleto † (27 febbraio 1568 - 29 maggio 1573 dimesso)
- Marcello Sirleto † (29 maggio 1573 - 1594 deceduto)
- Tommaso Sirleto † (5 settembre 1594 - 1601 deceduto)
- Paolo Isaresi della Mirandola O.P. † (13 agosto 1601 - 1602 deceduto)
- Fabrizio Sirleto † (7 aprile 1603 - 1º aprile 1635 deceduto)
- Lodovico Saffiro † (17 settembre 1635 - novembre 1635 deceduto)
- Giuseppe della Corgna, O.P. † (22 settembre 1636 - 20 marzo 1656 nominato vescovo di Orvieto)
- Rodolfo Dulcino † (12 marzo 1657 - 1664 deceduto)
- Francesco Tirotta † (13 aprile 1665 - 27 gennaio 1676 deceduto)
- Paolo Filocamo † (27 aprile 1676 - 14 settembre 1687 deceduto)
- Alfonso de Aloysio † (31 maggio 1688 - maggio 1694 deceduto)
- Gennaro Crispino † (19 luglio 1694 - settembre 1697 deceduto)
- Fortunato Durante † (20 novembre 1697 - 23 novembre 1714 deceduto)
- Sede vacante (1714-1718)
- Marcantonio Attaffi † (11 febbraio 1718 - agosto 1733 deceduto)
- Nicola Michele Abati † (28 settembre 1733 - circa 1748 deceduto)
- Francesco Saverio Maria Queraldi † (6 maggio 1748 - 11 novembre 1762 deceduto)
- Diego Genovesi † (21 marzo 1763 - 26 maggio 1778 deceduto)
- Nicola Notari † (20 luglio 1778 - 8 luglio 1802 deceduto)
- Sede vacante (1802-1818)
- Nicola Antonio Montiglia † (25 maggio 1818 - 27 settembre 1824 nominato vescovo di Tropea-Nicotera)
- Andrea Maria Rispoli, C.SS.R. † (13 marzo 1826 - 1839 deceduto)
- Sede vacante (1839-1842)
- Concezio Pasquini, O.F.M. † (22 luglio 1842 - 21 dicembre 1857 nominato vescovo di Ariano)
- Raffaele Antonio Morisciano † (27 settembre 1858 - 30 agosto 1909 deceduto)[24]
- Eugenio Tosi, O.SS.C.A. † (5 aprile 1911 - 22 marzo 1917 nominato vescovo di Andria)
- Giorgio Giovanni Elli † (23 febbraio 1918 - 10 febbraio 1920 deceduto)
- Antonio Melomo † (17 marzo 1922 - 7 febbraio 1927 nominato vescovo di Monopoli)
- Giovanni Fiorentini † (23 dicembre 1927 - 2 luglio 1950 dimesso)
- Armando Fares † (16 giugno 1950 - 1980 ritirato)[25]
- Antonio Cantisani (31 luglio 1980 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Catanzaro-Squillace)
[modifica] Vescovi e arcivescovi di Catanzaro
- Norberto † (menzionato nel 1152)
- Bassovino † (menzionato nel 1200)
- Roberto I † (agosto 1217 - 1233 deceduto)
- Fortunato, O.F.M. † (1252 - 1252 deceduto)
- Giacomo † (28 agosto 1252 - circa 1275 dimesso)
- Nicolò † (1275 - ?)
- Roberto II †
- Giacomo † (18 dicembre 1299 - circa 1305 deceduto)
- Venuto da Nicastro, O.F.M. † (1305 - circa 1342 deceduto)
- Pietro Salamia, O.P. † (27 ottobre 1343 - 1368 deceduto)
- Nicola Andrea † (18 febbraio 1368 - 1369 deceduto)
- Alfonso o Arnulfo † (27 aprile 1369 - 1398 deceduto)
- Tommaso † (6 dicembre 1398 - 1421 deceduto)
- Pietro Amuloya † (7 aprile 1421 - 1435 deceduto)
- Antonio dal Cirò, O.F.M. † (26 ottobre 1435 - 1439 deceduto)
- Nicola Palmerio, O.E.S.A. † (21 dicembre 1440 - 1448 dimesso)
- Riccardi † (5 giugno 1448 - 1450 deceduto)
- Palamide, C.R.S.A. † (23 gennaio 1450 - 1467 deceduto)
- Giovanni Geraldini d'Amelia † (24 marzo 1467 - 1488 deceduto)
- Stefano de Gotifredis † (9 gennaio 1489 - 1505 deceduto)
- Evangelista Tornefranza † (27 aprile 1509 - 1523 deceduto)
- Antonio De Paola † (24 luglio 1523 - 1529 dimesso)
- Girolamo De Paola † (9 maggio 1530 - 1530 deceduto)
- Angelo Geraldini † (6 marzo 1532 - 15 maggio 1536 dimesso)
- Alessandro Cesarini † (15 maggio 1536 - 18 agosto 1536 dimesso) (amministratore apostolico)
- Sforza Geraldini d'Amelia † (18 agosto 1536 - 28 febbraio 1550 deceduto)
- Ascanio Geronimo Geraldini d'Amelia † (19 marzo 1550 - 1570 deceduto)
- Angelo Oraboni, O.F.M.Obs. † (12 aprile 1570 - 17 marzo 1572 nominato arcivescovo di Trani)
- Ottavio Moriconi † (4 luglio 1572 - 1582 deceduto)
- Nicolò Orazi † (31 gennaio 1582 - 11 luglio 1607 deceduto)
- Giuseppe Piscuglio, O.F.M.Conv. † (17 settembre 1607 - 1618 deceduto)
- Fabrizio Caracciolo Piscizi † (7 gennaio 1619 - 1629 dimesso)
- Luca Castellini, O.P. † (19 novembre 1629 - gennaio 1631 deceduto)
- Consalvo Caputo † (8 agosto 1633 - 19 novembre 1645 deceduto)
- Fabio Olivadisi † (16 luglio 1646 - 10 novembre 1656 deceduto)
- Filippo Visconti, O.E.S.A. † (23 aprile 1657 - 1664 deceduto)
- Agazio di Somma † (28 aprile 1664 - 1º ottobre 1671 deceduto)
- Carlo Sgombrino † (8 febbraio 1672 - ottobre 1686 deceduto)
- Francesco Gori † (7 luglio 1687 - 4 ottobre 1706 nominato vescovo di Sessa Aurunca)
- Giovanni Matteo Vitelloni † (11 aprile 1707 - luglio 1710 deceduto)
- Emanuele Spinelli d'Acquaro, C.R. † (17 settembre 1714 - settembre 1727 deceduto)
- Domenico Rossi, O.S.B.Coel. † (1º ottobre 1727 - 26 settembre 1735 nominato vescovo di Melfi e Rapolla)
- Giovanni Romano † (26 settembre 1735 - 6 gennaio 1736 deceduto)
- Ottavio da Pozzo † (9 luglio 1736 - 6 gennaio 1751 deceduto)
- Fabio Troyli † (1º febbraio 1751 - 1º agosto 1762 deceduto)
- Antonio De Cumis † (24 gennaio 1763 - 3 settembre 1778 deceduto)
- Salvatore Spinelli, O.S.B. † (12 luglio 1779 - 26 marzo 1792 nominato vescovo di Lecce)
- Giambattista Marchese † (26 marzo 1792 - 22 dicembre 1802 deceduto)
- Sede vacante (1802-1805)
- Giovanni Francesco d'Alessandria † (26 giugno 1805 - 15 gennaio 1818 deceduto)
- Michele Basilio Clary, O.S.B.I. † (25 maggio 1818 - 17 novembre 1823 nominato arcivescovo di Bari)
- Emanuele Bellorado, O.P. † (24 maggio 1824 - 28 febbraio 1828 nominato arcivescovo di Reggio Calabria)
- Matteo Franco † (18 maggio 1829 - 27 agosto 1851 deceduto)
- Raffaele de Franco † (18 marzo 1852 - 23 agosto 1883 deceduto)
- Bernardo Antonio De Riso, O.S.B. † (23 agosto 1883 succeduto - 28 maggio 1900 deceduto)
- Luigi Finoja † (2 giugno 1900 - 6 dicembre 1906 dimesso)
- Pietro di Maria † (6 dicembre 1906 - 11 giugno 1918 nominato arcivescovo titolare di Iconio)
- Giovanni Fiorentini † (25 settembre 1919 - 20 gennaio 1956 deceduto)
- Armando Fares † (20 gennaio 1956 succeduto - 1980 ritirato)
- Antonio Cantisani (31 luglio 1980 - 30 settembre 1986 arcivescovo di Catanzaro-Squillace)
[modifica] Arcivescovi di Catanzaro-Squillace
- Antonio Cantisani (30 settembre 1986 - 31 gennaio 2003 ritirato)
- Antonio Ciliberti (31 gennaio 2003 - 25 marzo 2011 ritirato)
- Vincenzo Bertolone, S.d.P., dal 25 marzo 2011
[modifica] Statistiche
L'arcidiocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 237.000 persone contava 199.000 battezzati, corrispondenti all'84,0% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1950 | 95.750 | 95.956 | 99,8 | 77 | 62 | 15 | 1.243 | 21 | 130 | 46 | |
| 1959 | 110.500 | 111.500 | 99,1 | 85 | 64 | 21 | 1.300 | 175 | 97 | 46 | |
| 1969 | 139.476 | 139.755 | 99,8 | 93 | 66 | 27 | 1.499 | 34 | 201 | 45 | |
| 1980 | 135.700 | 139.300 | 97,4 | 110 | 73 | 37 | 1.233 | 43 | 204 | 56 | |
| 1990 | 270.000 | 274.500 | 98,4 | 186 | 125 | 61 | 1.451 | 5 | 122 | 255 | 128 |
| 1999 | 244.557 | 248.067 | 98,6 | 182 | 124 | 58 | 1.343 | 16 | 86 | 205 | 120 |
| 2000 | 242.246 | 246.426 | 98,3 | 178 | 126 | 52 | 1.360 | 19 | 77 | 205 | 121 |
| 2001 | 245.313 | 249.426 | 98,4 | 195 | 135 | 60 | 1.258 | 19 | 85 | 205 | 121 |
| 2002 | 245.326 | 249.426 | 98,4 | 191 | 139 | 52 | 1.284 | 19 | 78 | 193 | 122 |
| 2003 | 245.326 | 249.426 | 98,4 | 192 | 140 | 52 | 1.277 | 19 | 77 | 208 | 122 |
| 2004 | 245.326 | 249.426 | 98,4 | 191 | 136 | 55 | 1.284 | 18 | 82 | 196 | 122 |
| 2006 | 199.000 | 237.000 | 84,0 | 193 | 139 | 54 | 1.031 | 19 | 77 | 179 | 122 |
[modifica] Note
- ^ a b V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 652.
- ^ Cfr. Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, pp. 340-341; e Louis Duchesne, Les évêchés de Calabre, in Scripta Minora. Études de topographie romaine et de géographie ecclésiastique, Roma 1973, pp. 2-3.
- ^ Giovanni Minasi, Le chiese di Calabria dal quinto al duodecimo secolo : cenni storici. Napoli : Lanciano e Pinto, 1896, p. 81-5 (Ristampa anastatica: Oppido Mamertina : Barbaro, 1987).
- ^ Giuseppe Simone Assemani, Dispositio (Διατύπωσις) facta per religiosissimum Imperatorem Leonem Sapientem, quem ordinem habeant Throni Ecclesiarum Patriarchae Constantinopoleos subjectarum.
- ^ Maria Bianca Gallone, I basiliani : monachesimo greco nella storia, nella religione e nelle arti. Bari : Arti grafiche Favia, 1973.
- ^ Antonio Francesco Parisi, I monasteri basiliani dell'Istmo di Catanzaro. Napoli : Società Napoletana di Storia Patria, 1957.
- ^ Ferdinando Ughelli, Italia sacra sive De Episcopis Italiae, et insularum adjacentium, rebusque ab iis praeclare gestis, deducta serie ad nostram usque aetatem. Opus singulare provinciis XX distinctum, Tomus nonus, complectens Metropolitanas earumque suffraganeas Ecclesias, quae in Salentinae, ac Calabriae Regni Neapolitani clarissimis provinciis continentur, Auctore d. Ferdinando Ughello Florentino. Editio secunda, aucta & emendata, cura et studio Nicolai Coleti, Venetiis : apud Sebastianum Coleti, 1721, pp. 426-427
- ^ Guido Rhodio (Giugno-Dicembre 2001). In margine al celebre Processo di quattro secoli fa: Giordano Bruno e il Vescovo di Squillace fr. Paolo Isaresi.. Vivarium Scyllacense XII (1-2): 7-24. URL consultato in data 2009-08-17.
- ^ Cfr. AAS 20 (1928), p. 37.
- ^ Duchesne, op. cit., p. 14.
- ^ Leonardo Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro, Op. cit., p. 18
- ^ Primo vescovo noto di Squillace. Nel 465 sottoscrisse gli atti del Sinodo convocato dal papa Ilario (L. Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro, Op. cit., p. 14); per errore l'Ughelli lo pospose nella Cronotassi a Zaccaria, corrispondente verosimilmente al successore Zaccheo (G. Moroni, Dizionario Op. cit., vol. LXIX p. 168).
- ^ Fra il 551 e il 553 partecipò al Concilio di Costantinopoli II e al sinodo che pose fine allo Scisma tricapitolino appoggiando papa Vigilio contro Giustiniano I di Bisanzio (L. Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro, Op. cit., p. 14); firmò le risoluzioni di questi sinodi anche per conto di Valentino, vescovo di Selva Candida, a cui i Goti avevano mozzato le mani (G. Moroni, Dizionario Op. cit., vol. LXIX p. 168).
- ^ Probabilmente un vescovo della Dalmazia la cui sede era stata conquistata da truppe ostili (Claude Fleury, Histoire ecclésiastique: augmentée de quatre livres (les CI, CII, CIII et CIV) comprenant l'histoire du quinzième siècle, Paris : Delaroque freres, 1856, Vol. II, p. 747).
- ^ Partecipò al Concilio Lateranense (649) riunito dal 5 ottobre al 31 ottobre 649 da papa Martino I contro l'eresia monotelita (L. Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro, Op. cit., pp. 14-15).
- ^ Presente nel 680 al concilio di Costantinopoli contro il Monotelismo (G. Minasi, Le chiese di Calabria Op. cit., p. 112).
- ^ Sottoscrisse, assieme ad altri quattro vescovi calabresi, gli atti del Concilio di Costantinopoli VI contro Fozio nell'869; fu presente anche al concilio dell'879 che riabilitò Fozio.
- ^ "L'epoca di questo vescovo è rimarcabile per la fondazione della certosa di Santo Stefano del Bosco, e per la concessione da lui fatta a San Brunone del suolo dove fu edificata" (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 652).
- ^ Figlio del conte di nome Pietro, fu eletto vescovo in Cappella Messanae da Ruggero II di Sicilia (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 653).
- ^ Dopo la morte di Ugone, fu eletto vescovo un arcidiacono della cattedrale di Squillace di cui si ignora il nome e che viene pertanto indicato colla sigla «R.» nel registro vaticano di papa Gregorio IX; era stato scelto come vescovo anche Guglielmo, abate di Santo Stefano del Bosco, ma papa Onorio III ne giudicò illegittima l'elezione (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 653).
- ^ Intervenne all'incoronazione di Giacomo II a re di Sicilia nel 1286 (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 653).
- ^ Trasferito a Squillace dalla diocesi di Lavello da papa Urbano V. Fu privato della sua sede da papa Urbano VI, all'epoca dello Scisma d'Occidente (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 653).
- ^ Trasferito a Squillace dalla diocesi di Potenza. L'antipapa Benedetto XIII nominò due vescovi, Pietro e Giovanni, che non furono tuttavia accettati dal popolo di Squillace (V. d'Avino, Squillace, Cenni storici, Op. cit., p. 653).
- ^ Partecipa al Concilio Vaticano I. Nel giugno 1889 convoca l'ultimo sinodo diocesano della diocesi di Squillace (Domenico Cirillo, Comunità Diocesane, Op. cit.).
- ^ Partecipa alla definizione del dogma dell'Assunzione della Vergine (1950) e al Concilio Vaticano II (Domenico Cirillo, Comunità Diocesane, Op. cit.).
[modifica] Bibliografia
- Annuario pontificio del 2007 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- Domenico Cirillo (aprile-giugno 1975). Comunità Diocesane Catanzaro e Squillace, Annuario 1975.. Anno Santo, Supplemento al "Bollettino del Clero" (21): 97-101.
- Leonardo Calabretta, Le diocesi di Squillace e Catanzaro. Cardinali, arcivescovi e vescovi nati nelle due diocesi, Cosenza : Pellegrini Editore, 2004, ISBN 88-8101-229-4
- Luigi De Siena, I Geraldini e la Calabria, in: Rivista Storica Calabrese, 1987
- Giovanni Fiore da Cropani, Della Calabria illustrata, a cura di Ulderico Nisticò, t. III, Soveria Mannelli : Rubbettino, 2001
- Agazio di Somma, Dell'origine dell'Anno Santo, a cura di Pietro De Leo, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2000, p. 20
- Historica, vol. 27-29, 1974
- (LA) Bolla Commissum supremo, AAS 19 (1927), pp. 394-395
- (LA) Decreto Instantibus votis, AAS 79 (1987), pp. 679-682
- (LA) Bolla Maiori Christifidelium
[modifica] Per Catanzaro
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 874
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 174–175; vol. 2, p. 121; vol. 3, p. 158; vol. 4, p. 141; vol. 5, pp. 149-150; vol. 6, p. 155
- (FR) Charles-Louis Richard et Jean Joseph Giraud, Bibliothèque sacrée, ou Dictionnaire universel historique, dogmatique, canonique, géographique et chronologique des sciences ecclésiastiques, Paris : Boiste fils ainé, 1822, vol. VI, pp. 213–215
- Gaetano Moroni, "CATANZARO". In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia: Tipografia Emiliana, 1841, Vol. X, p. 241
- "Catanzaro". In: Vincenzio d'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del regno delle due Sicilie, Napoli : Ranucci, 1848, pp. 183–185 (on-line)
- Catanzaro in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
[modifica] Per Squillace
- (EN) La diocesi di Squillace su Catholic Hierarchy
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 927
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 461–462; vol. 2, p. 241; vol. 3, p. 303; vol. 4, p. 321; vol. 5, pp. 362-363; vol. 6, p. 386
- (FR) Charles-Louis Richard et Jean Joseph Giraud, Bibliothèque sacrée, ou Dictionnaire universel historique, dogmatique, canonique, géographique et chronologique des sciences ecclésiastiques, Paris : Boiste fils ainé, 1825, vol. XXIV, pp. 237–239
- "Squillace". In: Vincenzio d'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del regno delle due Sicilie, Napoli : Ranucci, 1848, pp. 652–656
- Gaetano Moroni, "SQUILLACE". In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia: Tipografia Emiliana, 1854, Vol. LXIX, pp. 167–171
- Squillace in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale dell'arcidiocesi
- Storia della diocesi di Squillace
- Scheda dell'arcidiocesi su www.gcatholic.com
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