Mario Merola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Viaggiare nel mondo è trovare sempre Napoli »
(Mario Merola[1])
Mario Merola
Mario Merola
Mario Merola
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Musica d'autore
Canzone napoletana
Canzone classica napoletana
Periodo di attività 1959-2006
Strumento Voce
Etichetta Phonotris, Zeus Record, Hello, Ri-Fi, Arlecchino, Storm, Edibi, Deafon, Joker, Pig, Up International, Cristiani Music Italy
Gruppi Squadra Italia
Album pubblicati 118 - (119 singoli)
Studio 43
Live 2
Raccolte 72
Sito web

Mario Merola (Napoli, 6 aprile 1934Castellammare di Stabia, 12 novembre 2006) è stato un cantante, attore e compositore italiano.

Era soprannominato il Re della sceneggiata per essere riuscito a dare a questo genere tipicamente regionale una popolarità e una dimensione nazionale e un successo sconosciuto prima, fino a farne un genere cinematografico, rappresentando tutto questo anche fuori dal palcoscenico, riuscendo così a dare un volto alla sceneggiata.[2]

La sua attività artistica non si è limitata all'interpretazione vocale di brani del repertorio della Canzone classica napoletana, ma ha anche giocato un ruolo nella rivalutazione del genere musicale-teatrale della sceneggiata, in auge ai primi del Novecento. Ed è uno tra gli artisti italiani che ha venduto il maggior numero di dischi, anche se le stime di vendita dei suoi dischi non sono precisate nella loro globalità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola, figlio del ciabattino del quartiere S.Anna Alle Paludi nasce a Napoli il 6 aprile 1934 alle 19:00 da Giuseppe e Maddalena[3]. Merola ha un'esperienza sportiva nelle giovanili del Napoli nel ruolo di terzino, gioca prima nel Pro Carmelo e poi nel Portugal, la squadra di calcio dei portuali, che gioca in serie C.[4] Intraprende quindi il lavoro di scaricatore di porto; in quella occasione inizia a sviluppare la passione per il canto con l'aiuto del collega Salvatore De Lillo.

Con gli incassi delle prime esibizioni canore riesce a sposare Rosa Serrapiglia, lunedì 6 aprile 1964[5], dalla quale avrà tre figli: Michele Roberto[6], Loredana e Francesco. I due figli maschi, hanno seguito le orme del padre; Michele Roberto è un organizzatore di eventi musicali, Francesco invece è cantante anche lui, che negli ultimi anni ha accompagnato il padre in moltissime occasioni, tra queste l'esibizione al Festival di Napoli nel 2001, dove vinsero il primo premio con il brano L'urdemo emigrante. Proprio Francesco è stato battezzato dal grande amico di Mario, Franco Franchi, di cui porta anche il nome.[3] Alla morte della cognata Enza Serrapiglia, a causa del cancro, Mario Merola accoglie a casa sua anche i tre figli di essa.[7]

Mario Merola era molto devoto di Padre Pio da Pietrelcina. Nel 1961, durante una tournée in Puglia, insieme ad un famoso paroliere, lo incontrerà.[8]

Mario Merola era un grande appassionato del Festival di Sanremo, infatti faceva parte del pubblico ogni anno.[3].

Ciro Ippolito, il produttore, sceneggiatore e spesso attore e regista dei film di Merola, in occasione dell'uscita dell'autobiografia di quest'ultimo, ha raccontato un fatto accaduto durante le riprese del film Il mammasantissima. Nel novembre 1979, mentre si girano alcune scene del film, si fa largo tra la gente una signora anziana e in brutte condizioni di salute che sotto al braccio della figlia, si mette in prima fila, nessuno fa caso a lei, nemmeno Merola, che, saluta tutti e che accetta un bacio e un abbraccio dalla signora. Ippolito che invece, aveva fatto caso alla signora, cerca di saperne di più. La vecchietta aveva un male incurabile e, aveva chiesto alla figlia di vedere, prima di morire, Mario Merola, infatti questi le "faceva compagnia", "alleviando i suoi dolori" con le sue canzoni e i suoi film. La vecchia signora una volta tornata a casa, chiude gli occhi per sempre. Mario, una volta arrivato a casa della defunta scoppia in lacrime e, insieme a Ciro e al resto della troupe partecipa ai funerali della donna. Visto che i giornalisti avevano orecchiato qualcosa, chiamavano in continuazione per sapere, Ippolito decise di tenere tutto nascosto, citando le sue parole: <<Non me la sentivo di associare al film quest'episodio, bellissimo nella sua poesia ma tristissimo rispetto al film e alla sua lavorazione.>>[9]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola (foto del 1963)

La prima esibizione in pubblico di Merola avviene per caso, agli inizi degli anni sessanta: da poco era suonata la sirena della pausa pranzo al porto di Napoli e Merola, insieme a dei colleghi scaricatori, si diresse nella piazzetta nei pressi della chiesa di Sant'Anna alle Paludi per assistere alla festa in occasione dei festeggiamenti della Madonna. Il cantante che si doveva esibire, Mario Trevi, arrivò alla manifestazione con una decina di minuti di ritardo. In quell'attesa i colleghi di Merola lo invogliarono a salire sul palco ed esibirsi, per la prima volta, d'innanzi a un pubblico.[10] Nel 1962 Mario Merola incide il suo primo disco, Malufiglio (testi di Alfonso Chiarazzo e musiche di Renato Matassa) raggiungendo una certa fama. Lascia definitivamente il lavoro al porto e, con i primi guadagni, si presenta al Teatro Sirena di Napoli interpretando la sceneggiata Malufiglio.[11]

Con l'etichetta discografica Phonotris, incide, nel 1963, il '45 giri' So nnato carcerato ("Sono nato carcerato"), di Sciotti, Cardinale e Mallozzi, con cui vince la seconda edizione del festival Pulcinella d'oro[12]. Con questo duo d'autori Merola registra altri brani nel biennio 1963-1964. La canzone colpisce il pubblico popolare perché tratta da un vero fatto di cronaca: la vendetta di una moglie che uccide l'assassino del marito. Arrestata in stato interessante, la donna partorisce alcuni mesi dopo in carcere. Dal successo della canzone viene anche tratta una sceneggiata, in due tempi e cinque quadri, portata in scena a Napoli con Liliana (figlia del musicista Cannio e sorella di Anna Walter), con Enzo Vitale e con la partecipazione di Tecla Scarano.[13]

In un'intensa attività lavorativa nel corso degli anni sessanta, Merola realizza dischi, si esibisce in spettacoli, matrimoni e feste di piazza, arrivando ad essere anche un "talent-scout" (contribuisce tra l'altro alla prima popolarità del giovane Massimo Ranieri).[14] Durante uno spettacolo all'Arena Fledeo il grande Totò gli chiese di prendere la chitarra e di cantargli un po' di canzoni.[15]

Ancora da semi-sconosciuto partecipa, negli Stati Uniti, al concerto tenuto dal suo grande amico, il cantante e attore Claudio Villa.[16]

Nel 1964 debutta al Festival di Napoli con la canzone Doce e' 'o silenzio, in coppia con Elsa Quarta. L'anno successivo sarà la volta di T'aspetto a maggio con Achille Togliani e Tu stasera si pusilleco con Enzo Del Forno. Nel 1966 continua la sua partecipazione al Festival di Napoli con le canzoni Femmene e tamorre e Ciento catene, nel 1967 con Allegretto ma non troppo, nel 1968 con Cchiu' forte 'e me e Comm'a 'nu sciummo, nel 1969 con 'O masto, Ciente appuntamente (di cui è autore della musica) e Abbracciame e nel 1970 con 'Nnammurato 'e te! e Chitarra rossa. Dopo l'interruzione del Festival nel 1971, quest'ultimo verrà ripreso trent'anni dopo, nel 2001. In quest'ultima edizione Merola, insieme al figlio Francesco, si esibirà con il brano L'urdemo emigrante, arrivando ad un totale di otto partecipazioni.[3]

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola e Maurizio Costanzo dal programma Rai Acquario del 1979.

Tra gli anni settanta e ottanta rilancia, in televisione e nelle 'tournée' fuori Napoli, la tradizionale sceneggiata, un canovaccio teatrale ispirato a una canzone del repertorio popolare e di solito basato sul triangolo "isso, essa e 'o malamente" (lui, lei e il mascalzone). Parallelamente inizia un'attività di attore cinematografico in produzioni ispirate a storie di cronaca nera (Sgarro alla camorra) o alle consuete sceneggiate (Lacrime napulitane).[17]

Si cimenta anche come compositore, infatti è autore della musica di alcuni brani tra i quali: Ciente appuntamente (1969), Passione eterna (1972) e Eternamente tua (1973), tre dei suoi cavalli di battaglia. Enzo di Domenico il compositore dei brani sopra citati, per Merola, compose e scrisse diversi brani nel corso degli anni. Brani che sono diventati grandi successi di Merola, da cui, nacquero anche sceneggiate. Tra le tante: Spusalizio 'e marenaro, 'A dolce vita, 'E brillante da Madonna, 'O segno e zorro, 'O puveriello, 'A canzone de rose, 'O criminale, Medaglia d'oro, Sentenza 'e morte, 'O capo, 'O sgarro e tanti altri.[18]

Debutta al cinema nel 1973 con il film Sgarro alla camorra, con la regia di Ettore Maria Fizzarotti. Continuerà dal 1978, quando verrà chiamato dal regista Alfonso Brescia e da Ciro Ippolito per interpretare tre film: L'ultimo guappo, Napoli... serenata calibro 9, e Il mammasantissima, film d'azione che intrecciano il nuovo filone del poliziottesco alla tradizione della sceneggiata napoletana. Interpreta i ruoli del boss e del guappo, mentre nei drammi più tradizionali incarna le figure di padri e mariti alle prese con tradimenti di vario genere, come in Napoli... la camorra sfida e la città risponde e I contrabbandieri di Santa Lucia diretti da Alfonso Brescia e Sbirro, la tua legge è lenta... la mia... no! e Da Corleone a Brooklyn, dove fa coppia con Maurizio Merli.[19] Gli schiaffi che Mario Merola dava nei suoi film erano per la maggior parte veri; per esempio, in Giuramento Merola dà uno schiaffo al "malamente" Ricky, facendolo schiantare tra delle casse di Coca Cola.[19][20] Le sue cine-sceneggiate, oltre ad avere avuto successo in Italia, hanno avuto successo internazionale arrivando ad essere doppiate in inglese, francese, arabo, turco, tedesco.[19]

Nel 1977 Mario Merola ed altri artisti italiani, tra cui Luciano Pavarotti, vengono ricevuti alla Casa Bianca da esponenti politici statunitensi tra cui il presidente Gerald Ford e il segretario di stato Henry Kissinger. Era una festa ufficiale, Merola rappresentava la Canzone classica napoletana e si esibì con le più belle canzoni napoletane per un'ora. Lo stesso Merola raccontò che durante il viaggio in pullman da New York a Washington si sedette vicino a Luciano Pavarotti, e i due iniziarono a parlare di musica napoletana; Pavarotti disse a Merola che, tornati in Italia, avrebbero inciso insieme un disco di canzoni napoletane che avrebbero cantato ad un suo concerto a Modena. Il tutto saltò perché i due artisti, pur non sapendolo, per la festa alla Casa Bianca avevano preparato le stesse canzoni, e quindi Pavarotti che si esibì subito dopo Merola si trovo in difficoltà. Da quel momento in poi i due non si incontrarono mai più.[21]

Nel 1978 a Mario Merola fu chiesto il pizzo dalla Camorra, dopo il suo rifiuto, i camorristi spararono sul portone di casa sua. In questa occasione fu aiutato dai Contrabbandieri.[22][23]

Zappatore[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sceneggiate portate in teatro da Mario Merola quella che ha lasciato un'impronta di rilievo nella carriera dell'attore è Zappatore, rappresentazione originaria del 1930, diretta da Gustavo Serena, tratta dal brano omonimo scritto da Libero Bovio e musicato dal maestro Ferdinando Albano. Esattamente 50 anni dopo, lasso di tempo in cui la sceneggiata ebbe alterne fortune, il regista Alfonso Brescia decide di riportare al cinema la sceneggiata dirigendo il film Zappatore con Mario Merola, Regina Bianchi e Aldo Giuffrè. Il film registrerà un incasso di sei miliardi di lire.[19]

Mario Merola durante uno spettacolo a Milano nel 1982

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Proseguono le apparizioni televisivee e gli spettacoli all'estero, in Europa e Nord America, in particolare per il pubblico di origine italiana. È ospite al Festival di Sanremo nel 1981 dove canta il brano Chiamate Napoli 081, nel 1983 dove esegue Facitela Sunna e dove sarà ospite anche in altre occasioni nel corso degli anni. Negli anni ottanta riscuote successo il brano Chiamate Napoli 081, scritto dal maestro Eduardo Alfieri e dal prefetto Giuseppe Giordano, inseritosi tra le canzoni con cui il pubblico lo identifica, insieme a Guapparia e Zappatore.[3]

Nel 1980 recita in teatro nella sceneggiata Zappatore che viene registrata da Napoli Canale 21 che, nel 1981 per la prima volta in assoluto la mandera in onda in prima serata riscuotendo ottimi ascolti, oltre allo stesso Merola fanno parte del cast artisti come Gloria Christian, Gianni Schember, Ernesto Mahieux, Rosa Miranda e Tilde De Spirito.[24]

Nello stesso periodo continua l'attività di attore portando al cinema Lacrime napulitane, in coppia con Angela Luce, questo film è considerato la sceneggiata capolavoro per eccellenza. Nel decennio seguiranno film come La tua vita per mio figlio, Carcerato, Napoli, Palermo, New York il triangolo della camorra (ultimo film del genere poliziottesco/sceneggiata), I figli... so' pezzi 'e core; a questi si aggiungono Tradimento e Giuramento che vedono come protagonisti la coppia Mario Merola - Nino D'Angelo e Torna' e Guapparia. Con l'interpretazione in Guapparia cala il sipario sulla carriera cinematografia di Mario Merola, infatti essa subisce uno stop; Stop da definire conclusione in quanto Merola non interpreterà più ruoli da protagonista e, per rivederlo in un ruolo cinematografico si dovrà attendere il 2001 quando è tra gli interpreti del film Sud Side Stori di Roberta Torre.[19]

Nel 1989, l'anno in cui Mario Merola festeggiò 30 anni di carriera, la RAI aveva pensato di realizzare un programma intitolato I 30 di Merola - la Storia, la Musica, per festeggiarlo. Il progetto fu accantonato perché in quell'anno Merola, fu accusato di associazione mafiosa, successivamente fu prosciolto da ogni accusa, ma il progetto non fu più ripreso.[22][23]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, in occasione del 42º Festival di Sanremo, Umberto Balsamo scrisse il brano Stupidi da far interpretare a Mario Merola. Quest'ultimo, visto le polemiche che circondavano il Festival quell'anno, decise di non presentare il brano.[22][23] In occasione del Festival di Sanremo 1994, insieme a Nilla Pizzi, Wess, Wilma Goich, Manuela Villa, Tony Santagata, Jimmy Fontana, Gianni Nazzaro, Lando Fiorini, Rosanna Fratello e Giuseppe Cionfoli, Merola fece parte del gruppo Squadra Italia, costituitosi per l'evento, e interpretò il brano Una vecchia canzone italiana. Insieme incisero un disco dall'omonimo titolo contenente 12 brani, uno dei quali cantato insieme e gli altri singolarmente da ogni membro del gruppo; Merola per l'occasione interpretò il brano inedito Acqua salata blu.[25]

Nel resto degli anni novanta è vicino alle prime esperienze canore di Gigi D'Alessio, il quale gli dedicherà poi la canzone Cient'anne! ("Cento anni!"), scritta con Vincenzo D'Agostino[14], e interpreta, nel 1992, il brano Futteténne ("Fregatene") insieme al cantautore Cristiano Malgioglio; la canzone, scritta da Roberto Carlos, fu adattata in italiano dallo stesso Malgioglio.

Nel 1995 fa parte del cast del film tv Corsia preferenziale e dal 1998 partecipa alla soap opera Un posto al sole, nel ruolo del boss Tommaso Morraca.[26] Negli anni novanta riprende la sua figura di "talent-scout" aiutando giovani cantanti facendoli esibire con suoi successi, ai suoi concerti: Antonio Ottaiano, Valentina Stella, Ida Rendano, Giovanna De Sio, Luca Nasti, Lello Fiore, Tony Colombo, Flavio Fierro, Gianni Di Giovanni, Veronica Li Causi.

Nel 1997 Merola partecipa, insieme ad Enrico Montesano, Giancarlo Magalli, Milly Carlucci, Fausto Leali e Amii Stewart, alla conduzione di Fantastico Enrico/Fantastico chi?/Fantastico 13 su Rai Uno. In tale programma, abbinato alla Lotteria Italia, Merola insieme ad Enrico Montesano e a Milly Carlucci recita in alcune piccole parodie della Sceneggiata napoletana, dove i tre invitavano gli spettatori ad acquistare i biglietti della Lotteria Italia.[27]

Nel 1999 interpreta il film Cient'anne, insieme a Gigi D'Alessio, diretto da Ninì Grassia. Merola ha rivelato in pubblico che nel cinema il suo regista di fiducia fu Alfonso Brescia, con cui fece 12 film.[19]

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 partecipa come attore, ritornando al cinema dopo 16 anni, al film di Roberta Torre Sud Side Stori, interpretando il ruolo di Re Vulcano e "duellando" musicalmente con Little Tony, quest'ultimo nel ruolo di King of Rock'n Roll.

Nel 2001 prende parte al Concerto di Primavera tenutosi al Taj Mahal Casinò di Atlantic City, insieme al figlio Francesco, Anna Calemme, Mino Reitano e Little Tony.[28] e partecipa e vince al Festival di Napoli, con il figlio Francesco Merola, con la canzone L'urdemo emigrante.

Sempre nel 2001 presenta il programma in diretta Piazzetta Merola sull'emittente satellitare Napoli International che, mandò in onda il programma in tutta Europa e da meta edizione anche negli Stati Uniti. La prima edizione del programma iniziò il 26 ottobre 2001 e si concluse il 16 gennaio 2002 dopo undici prime serate. Merola nella prima edizione fu accompagnato da Raffaella De Simone, Ida Rendano, Titty Fusco, Flavio Fierro, Gerardo Pinto e Gianni Glori, lo show vedeva anche l'angolo del lotto curato da Ciro Riemma. Nel corso della trasmissione ci furono anche altri ospiti, tutti si esibirono con brani della Canzone classica napoletana.[29][30] La trasmissione verrà ripresa poi dalla fine dell'ottobre 2004 sino alla scomparsa dell'artista.[31]

Nel 2003 dà la voce al personaggio di Vincenzone nel film di animazione Totò Sapore e la magica storia della pizza di Maurizio Forestieri. In questi anni si esibisce in tutto il mondo insieme al figlio Francesco, anch'egli interprete e musicista. Verso la fine del 2004 ritorna, dopo 20 anni, a interpretare una sceneggiata: debutta infatti a Napoli con I figli di Libero Bovio.

Il 26 novembre del 2005, insieme ai colleghi Bruno Venturini, Mario Trevi ed Antonello Rondi, viene nominato Cavaliere dell'Ordine di Malta[32]. Nello stesso anno è ospite in molte puntate di Buona Domenica dove recita alcune brevi sceneggiate, si esibisce con Rita Siani nel brano Cu' mme e presenta Il suo libro Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, scritto con il giornalista Geo Nocchetti.

Affiancato ancora dal figlio Francesco, nel 2005 è a teatro con il recital Il lungo viaggio continua, una rivisitazione del grande repertorio della canzone classica napoletana, dove Mario Merola si racconta attraverso le sue canzoni. La tournée del "lungo viaggio" prosegue nel 2006 prima di interrompersi per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.[33]

40-45-70 e Merola Day[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 aprile 2004 Mario Merola festeggia i suoi 40 anni di matrimonio, 45 anni di carriera ed il suo 70º compleanno ripreso dalle telecamere. I festeggiamenti si svolgono al Grand Hotel La Sonrisa (luogo dal quale viene trasmesso ogni anno il programma Napoli prima e dopo) e vi prendono parte colleghi ed amici che si esibiscono in vari brani napoletani. Tra gli artisti che si esibiscono vi sono Raffaella De Simone, Mariano Apicella, Antonio Ottaiano, Mauro Nardi, Gigi Finizio, Giovanna De Sio, Mario Da Vinci, Flavio Fierro, Mario Trevi e Valentina Stella. Per l'occasione viene premiato dalla Regione Campania per essere stato uno dei più grandi interpreti della Canzone classica napoletana.[34]

I festeggiamenti continuano il 19 settembre con il concerto Merola Day, condotto da Mario Merola, Mariano Piscopo e Silvia Grassi, tenutosi alla Stazione Marittima di Napoli, con la presenza di circa 100.000 persone, ripreso dall'emittente televisiva Napoli Canale 21 e trasmesso radiofonicamente da Radio Kiss Kiss Italia. Per l'occasione sono presenti vari colleghi del mondo dello spettacolo: il figlio Francesco Merola, Gigi D'Alessio, Luca Nasti, Flavio Fierro, Raffaella De Simone, Giovanna De Sio, Antonio Ottaiano, Yamila, Mauro Nardi, Valentina Stella, Antonello Rondi, Il Giardino dei Semplici, Mario Da Vinci, Tullio De Piscopo, Mariano Apicella, Luca Sepe, I Corleone, Giacomo Rizzo, Leopoldo Mastelloni, Alessandro Siani, Gloria Christian, Mirna Doris, Lara Sansone, Vincenzo D'Agostino. Per l'occasione sono presenti esponenti politici campani come il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, l'assessore al Turismo e Spettacolo del Comune di Napoli Teresa Armato ed il Presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma.[35][36]

La scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2006 Mario Merola viene ricoverato in rianimazione presso l'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dopo aver mangiato delle cozze crude. Domenica 12 novembre intorno alle 21 morirà per arresto cardiocircolatorio, nello stesso ospedale.[37][38] I funerali si svolgono due giorni dopo, a Napoli, nella Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore (la stessa dove Merola si era sposato e anche la stessa in cui venne celebrato nel 1967 il funerale di Totò). Durante l'omelia, celebrata da padre Alfredo Di Cervo, il parroco ha detto: La vita di Merola è stata vissuta e cantata nei suoi colori più umani, il Signore avrà accolto in Paradiso Mario, anche per ogni volta che le sue note hanno toccato il cuore di qualcuno, aiutando a scegliere la pace e il bene.[39] Presenti le autorità politiche, i colleghi e, nella piazza antistante la chiesa, circa 40.000 persone, almeno la metà delle persone presenti seguirà in processione il feretro fino al Cimitero Monumentale di Napoli dove l'artista è sepolto.[40]

Sui manifesti funebri, affissi nelle strade di Napoli, si è potuto leggere: «È mancato l'artista del popolo, il grande Mario Merola».[41] Mario Merola è sepolto in una cappella privata accanto ai genitori di Gigi D'Alessio, che l'aveva sempre considerato un suo familiare.

I precedenti ricoveri[modifica | modifica wikitesto]

Già in passato parenti e ammiratori di Mario Merola avevano temuto per la salute dell'artista. Nel 1997 Merola entrò in coma farmacologico quando fu ricoverato per tre settimane presso l'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli.

Il cantante avverte i primi sintomi di malessere il 12 gennaio 1997 a Milano, accusando freddo e stanchezza. Le partecipazioni a trasmissioni TV e matrimoni dove canta vanno bene. Pur avendo riposato, tuttavia, le sue condizioni non migliorano affatto. La mattina dopo ritorna a Napoli, ma non va all'ospedale e decide di farsi curare a casa da un medico. Ma quest'ultimo non capisce cosa possa avere Merola, e le punture che gli fa non solo non hanno alcun rimedio, ma danneggiano gravemente un rene al cantante. La mattina del 20 gennaio 1997, Merola non ce la fa più e chiede ai figli di portarlo all'ospedale. Rimarrà in coma farmacologico per due settimane e, per la prima volta, gli viene indotto il sonno tramite farmaci. Nella sua autobiografia racconta anche che durante il coma ha visto Padre Pio; Mario lo narra così: In mezzo ad un giardino pieno di verde un monaco mi sorride. Quando mi avvicino mi dice: "Non ti preoccupare, sto qua io". Io lo guardo meglio: Padre Pio, Padre Pio, allora te si arrecurdate 'o veramente di quando ti venni a trovare!. Durante il ricovero in ospedale migliaia di fans aspettarono la ripresa dell'artista davanti all'ospedale. Quello fu l'episodio più preoccupante dal momento che la crisi cardio-respiratoria fece temere il peggio.[42].

Nel maggio del 2001 e poi nel 2005 ci furono altri due ricoveri. In occasione dei suoi 70 anni, festeggiati con un concerto, il Merola Day, al porto di Napoli, il 19 settembre del 2004, fu lo stesso cantante ad ironizzare sui suoi frequenti ricoveri in ospedale: "Una festa da vivo, per fortuna - disse in quell'occasione - anche perché‚ se ero morto che sfizio c'era? Meglio che me lo prendo ora questo premio, no?"[43].

Critiche, vizi e vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Come da lui stesso dichiarato nella sua autobiografia Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Merola ebbe il vizio delle donne[44] e del gioco d'azzardo: dal 1975 al 1995 dichiara di aver perso una somma che si avvicina ai quaranta miliardi di lire.[45]

Nel 1983, a Merola viene inviato un avviso di garanzia con la quale si ipotizzava il reato di associazione per delinquere a scopo camorristico. La notizia fece molto scalpore, Merola fu raggiunto dai giornalisti ad Alcamo dove si stava esibendo con la sua compagnia, Merola commentò così: Sono innocente, ho la coscienza apposto. Sono fetenzie, cose brutte che fanno male a Napoli, non possono rovinare così la mia famiglia e la mia carriera per cose che non esistono, io con la camorra non c'entro niente., Si arrabbiò anche con i giornalisti dicendo: Si sono alla ricerca di un avvocato per querelare i giornalisti, non mi dovevano mettere in prima pagina per una cosa amarissima, sulle prime pagine mi devono mettere quando porto la sceneggiata in giro per il mondo e faccio onore alla mia Napoli. In seguito Mario Merola fu prosciolto da ogni accusa a suo carico.[46]

Nel 1989, Merola è nuovamente sotto accusa, questa volta Giovanni Falcone inviò un avviso di garanzia, a lui ed al collega Franco Franchi, nell'ambito dell'inchiesta che avrebbe portato al cosiddetto Maxiprocesso quater: sia Merola che Franchi erano accusati di associazione mafiosa. L'inchiesta scaturì dalle rivelazioni del pentito Antonio Calderone. Mario Merola fu interrogato da Giovanni Falcone stesso che in seguito prosciolse i due artisti da ogni accusa.[47][48]

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola

Durante il Festival di Sanremo 2000 il cantante Bono Vox degli U2, che stava eseguendo la canzone The Ground Beneath Her Feet, è sceso in platea e si è imbattuto in Mario Merola : una volta davanti a lui gli rende omaggio con un inchino, mentre il cantante napoletano lo applaude.[49]

Hugo Race nel 2004 pubblica The Merola Matrix, un album di 16 brani in cui Race usa la voce di vecchi brani e anche alcune scene di film di Merola facendone un misto tra la sua musica e quella dell'artista partenopeo.[50][51]

Nel 2005 il cantante neomelodico Mauro Nardi incide l'album Mauro Nardi canta Merola dove interpreta 16 brani non appartenenti al genere neomelodico, ma alla Canzone classica napoletana, successi di Merola, che Nardi omaggia eseguendoli.[52]

A Mario Merola alcuni neomelodici hanno dedicato diversi brani, tra i quali: Faje parte e chesta storia, Grande Merola, Al Re Merola, Maestro Merola.[53][54][55]

Nel 2008 viene inaugurato a Napoli il ristorante-museo Felicissima Sera, intitolato al mito di Mario Merola. Il locale corredato da foto, oggetti, dischi, poster, abiti di scena, lettere, copertine e titoli di giornali del cantante, è nato grazie ai figli dell'artista Roberto e Francesco, da Mimmo e Valentino Manna e con la collaborazione al design di Nadia Wanderlingh. Tra le foto che ritraggono Merola ci sono quelle con Diego Armando Maradona, Mike Bongiorno, Franco Franchi, Ornella Muti, Johnny Dorelli, Vittorio Gassman e Adriano Celentano. Nel locale c'è anche una lettera scritta a Merola da Eduardo De Filippo datata 29 ottobre 1976.[56]

Nel 2009 al grande cantante, nel quartiere napoletano di Sant'Anna alle Paludi, viene innalzata una lapide in busto celebrativa. La lapide creata dallo scultore Domenico Sepe, recita: a Mario Merola ambasciatore della canzone napoletana nel mondo.[57][58]

Il 18 settembre 2010, allo Stadio San Ciro di Portici, si è tenuto il Primo memorial Mario Merola. Il concerto ha visto la partecipazione tra gli altri di: Francesco Merola, Tullio de Piscopo, Sal Da Vinci, Gigi Finizio, Gianni Fiorellino, Mario Da Vinci, Valentina Stella, Gloriana e Gigi D'Alessio.[59][60]

Nel novembre 2011 si è tenuto a Vigevano il Raduno in onore del re della sceneggiata Mario Merola, un concerto in onore di Merola che ha radunato molti dei suoi fan da tutta Europa.[61]

Su YouTube è possibile trovare una serie di video dedicati a Merola e alla sua carriera cinematografica[62]. I video in questione calano i personaggi di Merola in un contesto pulp, di chiara derivazione tarantiniana.

I Festival di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Discografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola

CD[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte e partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Brani[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Speciale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola, pur essendo italiano, nella parte dialogata dei suoi film è stato doppiato, però soltanto in 5 film, da:

  • Giuseppe Rinaldi in: Sgarro alla camorra, L'ultimo guappo, Napoli... serenata calibro 9, Il mammasantissima e Da Corleone a Brooklyn

Conduzioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Mario Merola e Beppe Grillo nel 1982.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 2 giugno 2011[64]
Cavaliere dell'Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Malta
«Carica Speciale per la Cultura e la Carità»
— 26 novembre 2005[32].

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... il mio lungo viaggio, Sperling & kupfer, (2005)
  2. ^ è morto Mario Merola - Il Corriere della Sera
  3. ^ a b c d e Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005)
  4. ^ Mario Merola con Geo Nocchetti - Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), Capitolo Malufiglio pag. 11
  5. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 2 Fronte del Porto pag. 19
  6. ^ Il figlio più grande di Mario Merola ha due nomi; uno è Roberto con il quale è conosciuto, l'altro è Michele come il fratello del padre morto ancora giovane. Da quando per la legge è valido solo il primo nome, in effetti si chiama solo Michele Merola, ma tutti lo continuano a chiamre anche Roberto. Il tutto è visibile anche nell'intervista delle Iene fatta da Enrico Lucci sui figli d'arte, dove appare Michele Merola per lui e Francesco Merola per l'altro figlio.
  7. ^ Movieplayer.it / Mario Merola (1934-2006) - Biografia
  8. ^ Mario Merola con Geo Nocchetti - Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio Sperling & Kupfer (2005), capitolo Malattia e Famiglia pag. 115-116
  9. ^ Mario Merola con Geo Nocchetti - Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio Sperling & Kupfer (2005), capitolo Merola e il cinema pag. 65, 66, 67
  10. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 2 Fronte del porto, pag. 13
  11. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 2 Fronte del porto, pag. 15-16-17
  12. ^ albertosciotti.it - albertosciotti Resources and Information. This website is for sale!
  13. ^ Mario Merola - Geo Nocchatti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 3 Felicissima sera
  14. ^ a b Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 6 Core 'ngrato
  15. ^ /Mario Merola: 'a sceneggiata (1973) - YouTube
  16. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, "Napoli solo andata... il mio lungo viaggio", Sperling e Kupfer (2005) capitolo Felicissima Sera, pag. 44 & 45
  17. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... il mio lingo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitoli 3 Felicissima sera e 5 Merola e il cinema
  18. ^ YouTube - Mario Merola & Enzo di Domenico - Piazzetta Merola
  19. ^ a b c d e f Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 5 Merola e il cinema
  20. ^ STRACULT - Speciale sul cinema di Mario Merola (2005)
  21. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, "Napoli solo andata... il mio lungo viaggio", Sperling & Kupfer (2005), capitolo 4 "Felicissima sera" pag. 43
  22. ^ a b c Tube - (Il Portalettere) Chiambretti incontra Mario Merola
  23. ^ a b c Pagina: Mario Merola - Il Re della Sceneggiata - (Il Portalettere) Chiambretti incontra Mario Merola
  24. ^ EDUARDO - MARIO MEROLA "ZAPPATORE" SCENA FINALE - YouTube
  25. ^ a b Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Squadra Italia
  26. ^ RaiTre: Un Posto al Sole per Mario Merola
  27. ^ Fantastico Enrico (anteprima,sigla+spezzone) - YouTube
  28. ^ locandina dell'evento
  29. ^ DVD - Mario Merola - Il Re della Sceneggiata - Piazzetta Merola - Napoli International.it
  30. ^ Napoli International
  31. ^ Merola Day - (19 settembre 2004), Mario Merola parla del programma Piazzetta Merola
  32. ^ a b "I Cavalieri Crociati approdano al Gran Hotel La Sonrisa" La Repubblica, 29 novembre 2005, pag. 14
  33. ^ Mario e Francesco Merola: Il lungo viaggio continua
  34. ^ DVD - 40 45 70 - Mario Merola :: Mario Merola :: NAPOLI BIG :: CD - Cantanti Napoletani :: MusicaNapoletana.com
  35. ^ DVD - Mario Merola Day :: Mario Merola :: NAPOLI BIG :: CD - Cantanti Napoletani :: MusicaNapoletana.com
  36. ^ √ A Napoli si festeggia il ‘Merola day’ - Rockol
  37. ^ Enzo D'Errico, «Merola 1934-2006», Corriere della Sera, 13 novembre 2006.
  38. ^ Mario Merola storiaradiotv.it
  39. ^ Grande folla e maxischermi per l'addio a Mario Merola
  40. ^ Italiaestera.net - I funerali di Mario Merola, servizio di Beppe Nisa, 14 novembre 2006
  41. ^ Manifesto funebre Mario Merola
  42. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo Malattia e Famiglia pagine da 112 a 116
  43. ^ Merola Day 2004
  44. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo 'E femmene
  45. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo Il gioco, pag 104
  46. ^ Merola: Sono innocente - Tortora: Errore giudiziario - L'Unità / Martedì 21 giugno 1983
  47. ^ Mario Merola - Geo Nocchetti, Napoli solo andata... Il mio lungo viaggio, Sperling & Kupfer (2005), capitolo I Malamente pag. 100
  48. ^ Mafia, pioggia di avvisi di reato, e fra gli inquisiti Franco Franchi e Mario Merola - L'Unità / Sabato 1º luglio 1989
  49. ^ Da Louis Armstrong a Bono Vox, Quando il superospite nobilita il Festival, paragrafo: Quell'inchino di Bono a Mario Merola
  50. ^ Libreria Neapolis - Hugo Race - THE MEROLA MATRIX
  51. ^ Hugo Race – The Merola Matrix - www.discogs.com
  52. ^ MAURO NARDI - Officiel website
  53. ^ Faje parte e chesta storia - YouTube
  54. ^ Grande Merola – YouTube
  55. ^ Maestro Merola – YouTube
  56. ^ Posillipo, ecco "casa Merola" taverna-museo
  57. ^ Lapide a Mario Merola
  58. ^ Lapide celebrativa a Mario Merola
  59. ^ Memorial Mario Merola - 18 settembre 2010 – Napoli
  60. ^ Poster Memorial Mario Merola
  61. ^ Da tutta l'Europa per ricordare Mario Merola
  62. ^ Mario Merola in "Sfaccimmah - The Movie" - YouTube
  63. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Antonio Sciotti - Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Luca Torre editore (2011)
  64. ^ Merola Sig. Mario - Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Merola, Mario, di Fabrizio Zampa, pagg. 1058-1059
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Squadra Italia, pag. 909
  • Ravveduto Marcello, Napoli... serenata calibro 9. Storie e immagini della camorra tra cinema, sceneggiata e neomelodici, edizioni Liquori (2007), (collana Storia contemporanea).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 13443632 LCCN: n2007014133 SBN: IT\ICCU\NAPV\050784