Libero Bovio

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Libero Bovio

Libero Bovio (Napoli, 8 giugno 1883Napoli, 26 maggio 1942) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, giornalista italiano, autore di testi di molte celebri canzoni in lingua napoletana. Insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo ed E. A. Mario è stato un artefice della cosiddetta epoca d'oro della canzone napoletana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Giovanni, originario di Trani, professore di filosofia di idee repubblicane e di Bianca Nicosia, maestra di pianoforte, si appassionò sin da giovane alla musica ed al teatro dialettale.

Iniziò a frequentare senza troppa convinzione scuole tecniche che dovette abbandonare alla morte del padre, per cercare un impiego.

Fu assunto prima in un giornale locale Don Marzio e poi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, presso l'Ufficio Esportazioni, dove ebbe l'opportunità di scrivere molto, anche se non smise mai di dedicarsi alle sue vere passioni che rimasero la musica ed il teatro.

Il suo talento di scrittore di testi di canzoni napoletane malinconiche e ricche di disinganno si espresse ai massimi livelli quando divenne direttore di case editrici musicali, come La Canzonetta, dal 1917 al 1923 e dall'anno seguente alla Santa Lucia.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Riscosse il suo primo successo nel 1910 con Surdate, musicata da Evemero Nardella, nella quale esalto le virtù terapeutiche delle canzoni, e grazie alle sue proficue collaborazioni con i musicisti più in voga del momento, intorno al 1915 confezionò canzoni come Tu ca nun chiagne (musica di Ernesto De Curtis), Reginella (musica di Gaetano Lama), Cara piccina, Chiove, 'O Paese d' 'o sole e Lacreme napulitane, queste ultime due composte intorno al 1925 e legate al tema dell'emigrazione. Il pessimismo sentimentale di Bovio si espresse anche con due importanti canzoni d'amore, quali L'addio (musica di Nicola Valente) e Chiove (musica di Evemero Nardella). Tra i testi in italiano deve essere ricordato quello della famosa canzone Signorinella, musicata da Valente.

Terminato il periodo bellico, sposò, nel 1919, Maria Di Furia che gli darà due figli.

Il Teatro[modifica | modifica sorgente]

Fu anche autore di opere teatrali, tra cui Gente nosta, 'O prufessore, 'O Macchiettista e anche di canzoni dai toni più drammatici di quelle che gli avevano dato la fama, come Lacreme napulitane, Carcere, 'E figlie, Zappatore, Guapparia.

Nel 1934 fondò una nuova casa editrice musicale, La Bottega dei 4, assieme a Nicola Valente, Ernesto Tagliaferri e Gaetano Lama.

Nel 1941 si ammalò e il 26 maggio 1942 morì nella sua casa di Via Duomo, nel centro storico di quella Napoli che tanto amò dando lustro al suo dialetto ed alla sua tradizione musicale.

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