Eduardo De Crescenzo

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Eduardo De Crescenzo
De Crescenzo a Discoring (1982)
De Crescenzo a Discoring (1982)
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Canzone napoletana
Periodo di attività 1978 – in attività
Strumento Fisarmonica
Album pubblicati 11
Studio 9
Live 2
Sito web

Eduardo De Crescenzo (Napoli, 8 febbraio 1951) è un cantante e musicista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Sin da bambino è vissuto in stretto contatto con l'ambiente musicale: lo zio - fratello di suo padre - è infatti Vincenzo De Crescenzo, il celebre autore (insieme ad Antonio Viscione, in arte Vian, che ha scritto la musica) di Luna rossa, ed il cugino, con lo stesso nome Eduardo, è anch'egli interprete, musicista ed autore con lo pseudonimo Eddy Napoli. A tre anni riceve in dono la sua prima fisarmonica; a cinque, il "bambino prodigio" debutta al teatro Argentina di Roma[1] ed inizia gli studi classici con il maestro e direttore d'orchestra Giuseppe Bavota. Inizia a suonare giovanissimo in un gruppo beat, Eduardino e i Casanova[2] (tutti originari, infatti, del Ponte di Casanova, nel quartiere Vicaria di Napoli) con cui incide il primo 45 giri Hai detto no!/La strada è il mio mondo nel 1967, dando così il via ad una lunga ed intensa gavetta che lo porterà, molto più tardi, fino a Sanremo.

Dopo gli studi di musica classica e l'università (alla facoltà di giurisprudenza, che però non completa) e molteplici esperienze musicali, alla fine degli anni settanta firma un contratto con la Dischi Ricordi. Tra i vari lavori di De Crescenzo per la sua nuova casa discografica vi è la rielaborazione della Czardas, composizione ungherese del XIX secolo che viene appositamente riadattata dal maestro Vittorio Monti e che porterà all'incisione, nel 1978, del brano La solitudine, su testi di Esposito[Nome?] e Franco Migliacci. Nel 1980 inizia la collaborazione col duo Franco Migliacci-Claudio Mattone.

Anni ottanta e novanta[modifica | modifica sorgente]

Partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo: nel 1981 con Ancora[3] (musica: Claudio Mattone; testo: Franco Migliacci), ottenendo il riconoscimento quale migliore interprete dalla giuria di qualità presieduta dal regista Sergio Leone; nel 1985 con il brano Via con me (musica: Claudio Mattone; testo: Daniele Pace) che segna anche la fine del sodalizio artistico con Claudio Mattone; nel 1987 con L'odore del mare (musica di Eduardo De Crescenzo e Maurizio Fabrizio; testo: Guido Morra); nel 1989 con Come mi vuoi (musica e testo E.De Crescenzo e Mariella Nava) e successivamente interpretata anche da Mina, che l'ha inclusa in uno dei suoi lavori discografici (Canzone d'autore, 1996); nel 1991 con E la musica va (musica di Eduardo De Crescenzo; testo di Marina Micco e Franco Del Prete), venduta anche in Francia, ed in Gran Bretagna con la versione inglese The beat goes on, interpretata da Phil Manzanera.

La sua prima produzione alterna canzoni in italiano a canzoni in napoletano: ad esempio, il suo terzo LP, Decrescenzo, inciso nel 1983, è cantato interamente in napoletano. Nel 1984 incide Casualità, colonna sonora del film Fatto su misura di Francesco Laudadio; nello stesso anno canta Taptitò nel film Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo. Nel 1986 interpreta In fondo al mare nell'album Storie di una storia sola di Toquinho (musica di Maurizio Fabrizio e Toquinho; testo di Guido Morra).

A metà degli anni ottanta, dopo aver interpretato brani scritti da altri autori, De Crescenzo riprende a comporre ed inizia a pubblicare le sue canzoni. Infatti dal 1987 al 1995 incide ogni due anni un album, con la collaborazione (per i versi) di diversi parolieri, fra i quali Guido Morra, Eugenio Bennato e Franco Del Prete. Nel 1993 inizia la collaborazione con Sergio Cirillo (album Danza Danza), che poi proseguirà nelle produzioni del 1995 (col brano Cielo su cielo) e del 2002 (La vita è un'altra). Sono questi gli anni in cui Eduardo De Crescenzo rifiuta svariate proposte di musicare le colonne sonore di diversi film prodotti in Italia e all'estero.[4]

Nelle vesti di co-autore o autore delle canzoni che incide a partire dall'album Nudi (1987) il musicista partenopeo va alla continua ricerca di nuovi suoni e contaminazioni; ricerca che porterà più tardi alla lavorazione ed alla pubblicazione dei due album che rappresentano una svolta della sua carriera artistica: Cante jondo nel 1991 e Danza Danza (che contiene il brano Zingaro, composto nel 1991 e dedicato a Camarón de la Isla) nel 1993.[5][6]

Con quest'ultima produzione discografica arriva anche il successo internazionale, pure grazie, peraltro, alla duplice versione sanremese di E la musica va.[7][8] Il 1º maggio 1994 si esibisce a Scampia in occasione della Festa del lavoro e nello stesso anno duetta con Angelo Branduardi al "Premio Recanati", ora "Musicultura".[9] Il 3 maggio 1995 all'Auditorium Rai di Napoli tiene un concerto di beneficenza in favore dell'associazione "La città invisibile", da cui sarà poi tratto il primo live della sua carriera artistica.

Il ritorno discografico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996, dopo pochi mesi dall'uscita dell'album Live (ottobre 1995)[10], in occasione della promozione del brano Cielo su cielo, Eduardo De Crescenzo presenta al Maurizio Costanzo Show il progetto a cui collabora, cioè l'associazione La città invisibile, per il recupero dei detenuti del carcere di Poggioreale di Napoli presso il quale, qualche tempo prima, si era esibito.

Nella seconda metà degli anni novanta, dopo la chiusura del tour Live, pur rimanendo lontano dalla sala d'incisione (l'ultimo nuovo brano registrato è Cielo su cielo del 1995), il fisarmonicista partenopeo non smette di cantare e di tenere concerti, soprattutto nel Centro-Sud. Nell'estate del 1999 è ospite all'undicesima edizione del Premio Charlot, a Paestum, in provincia di Salerno, dove ripropone alcuni dei lavori più rappresentativi della sua ultima produzione artistica.

Nell'autunno del 2000, a conclusione del tour Concerto del Mediterraneo[11][12][13], inizia la preparazione del nuovo album che, dopo una lunga gestazione, porterà a La vita è un'altra[14][15], di cui firma anche le liriche di diversi brani, fra cui Fammi sognare . Nel 2001, così come avvenuto l'anno precedente, dà il via ad un lungo tour estivo, l'ultimo prima dell'uscita del nuovo disco.

In occasione del suo ritorno discografico, dopo oltre sei anni di silenzio - nel corso dei quali le sue vecchie etichette discografiche commercializzano varie antologie - con la pubblicazione dell'album La vita è un'altra[16] la 'voce-strumento' napoletana dà il via al tour teatrale che lo porterà in giro per l'Italia[17][18], accompagnato dalla sua band storica, partendo dal teatro Palapartenope di Napoli il 10 aprile 2003 (trasmesso in differita su Rai Uno il 20 luglio), con la partecipazione di Maria Pia De Vito in Parole nuove e in E la musica va, di Teresa De Sio in Quantu tiempo ce vò e di Mireille Mathieu in Ancora. Nell'estate del 2003 partecipa all'ottava edizione del Premio Massimo Troisi ed al Premio Caruso

Gli anni dell'impegno sociale[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 2004, a conclusione del tour estivo, De Crescenzo è testimonial del "Columbus Day", per la comunità italiana degli Stati Uniti, alla quale dedica il concerto dell'8 ottobre tenuto al Manhattan Center Theatre di New York.[19][20]. Il 20 maggio 2005 si esibisce al teatro Sociale di Como[21], insieme a Ron e ai Matia Bazar, per la kermesse in favore dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, segnando il suo ritorno nella regione lombarda a distanza di due anni dall'ultimo concerto, tenuto al teatro Smeraldo di Milano il 23 maggio 2003.[22].

Nell'estate del 2005, a distanza di due anni da La vita è un'altra, De Crescenzo si ripropone in un nuovo tour proprio mentre lavora all'ideazione del suo nuovo progetto di solidarietà ("Le Mani") che, tuttavia, darà risultati concreti solo più tardi, con l'apertura, nel cuore di Napoli, del primo "Help Center" della sua città natale. Sempre nel 2005 incide per la prima volta un brano in lingua straniera, Surubà, che farà parte dell'album Danza di Karl Potter, con il quale l'artista duetterà nell'estate dello stesso anno in un live tenuto in Toscana, a San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena.

Il 18 febbraio 2006 si esibisce, insieme ad altri artisti, al teatro Mercadante di Napoli[23], in occasione del "Galà di solidarietà" per gli anziani, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio. Negli ultimi anni, dunque, si è dedicato soprattutto alla musica dal vivo e a progetti di solidarietà: il 26 maggio 2006 pubblica, appunto, l'album Le mani, tratto dal concerto svoltosi alla stazione centrale di Napoli il 17 dicembre 2005, con la partecipazione del violinista del Teatro San Carlo di Napoli, Daniele Baione, del coro dei cameristi di Carlo Morelli e di Paul e Gabin Dabirè. Il concerto viene trasmesso in diretta da Radio Kiss Kiss e, in differita, il 31 dicembre 2005, sui canali di Rai International in Australia, Stati Uniti, Canada, Sud America, Asia ed Africa.

Frutto del lavoro dell'artista sarà poi l'apertura, il 27 dicembre 2006, presso la stazione centrale di Napoli, del primo "Help Center" informatizzato: uno sportello di ascolto e orientamento per le persone in difficoltà, al fine di prevedere l'ubicazione di nuovi posti letto per i più bisognosi presso il centro "La Tenda". È questa la prima iniziativa concreta del progetto "Le mani", promosso da De Crescenzo insieme a don Elvio Damoli e don Antonio Vitiello[24][25][26][27][28]. Il 13 luglio 2006, alle Terme di Agnano (Napoli), il musicista partenopeo si esibisce in concerto al 7° Galà di Beneficenza "Una sera per la vita", organizzato dalla sezione napoletana della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori e dall'Istituto Pascale, manifestazione finalizzata a sostenere la ricerca e l'assistenza oncologica domiciliare gratuita.[29][30]

In occasione del concerto tenuto all'Arena Flegrea di Napoli il 7 settembre 2006, De Crescenzo viene premiato dal Presidente dell'Ente Provincia quale "musicista da sempre protagonista d'impegno sociale e solidarietà"[31][32][33][34]. Il 30 settembre dello stesso anno partecipa alla seconda edizione della "Notte Bianca" della città di Napoli, manifestazione alla quale prendono parte anche altri cantautori italiani, tra i quali Lucio Dalla, Pino Daniele, Francesco De Gregori e Ivano Fossati. Il suo concerto si è svolto in una delle più antiche piazze napoletane, nei pressi della Porta Capuana, costruita nel 1484 e simbolo dell'architettura rinascimentale del periodo aragonese, ma anche dell'emarginazione contemporanea delle classi sociali più deboli[35][36].

Anni 2007 - 2011[modifica | modifica sorgente]

Qualche tempo dopo la chiusura del tour 2006 Le mani, Eduardo De Crescnzo ritorna sul palco in diverse occasioni. Due sono le sue apparizioni in pubblico nella prima metà del 2007: la prima il concerto tenuto a Scampia il 20 marzo, organizzato dalle istituzioni locali nell'ambito del progetto "Illuminiamo la notte", per favorire la rinascita culturale dei quartieri a rischio ed al fine di sottrarre spazio vitale alla camorra, creando centri di aggregazione sociale per i giovani[37][38][39][40]; la seconda il 14 aprile, in occasione del concerto svoltosi al teatro Delle Palme di Napoli, nell'ambito degli eventi che hanno fatto da cornice alla quinta Conferenza Nazionale del Volontariato, organizzata dal Ministero della Solidarietà Sociale.[41]

Il 26 giugno 2007 la Sony/BMG pubblica una nuova antologia che include canzoni del periodo 1978-1991, Le più belle, e che, oltre a riprendere vecchi successi, ripropone il brano La solitudine a distanza di circa trent'anni dalla sua incisione. Il 21 ottobre dello stesso anno De Crescenzo è tra gli ospiti al Meeting Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio e svoltosi al teatro San Carlo di Napoli tra il 21 e il 23 ottobre in occasione della visita di Papa Benedetto XVI alla città partenopea.[42] Il 19 novembre 2007 al teatro Acacia di Napoli, il cantautore riceve il premio "Napoli c'è", promosso dalla rivista mensile L'Espresso Napoletano, per essersi distinto per la sua arte compositiva e, come si legge nella motivazione ufficiale del riconoscimento, "per avere esplorato con sensibilità le colorate armonie della propria terra".[senza fonte]

Dopo la premiazione, si è esibito in uno dei suoi ultimi live del 2007, riproponendo, in due ore di concerto, tutte la canzoni più significative della sua ultima produzione artistica[43][44][45]. Il 30 dicembre si esibisce ancora dal vivo al teatro Delle Palme di Napoli. Nel 2008 De Crescenzo ritorna sul palco per il concerto-evento dell'Arena Flegrea e, dopo qualche altra esibizione pubblica, l'anno si chiude con il live del 28 ottobre al teatro Palapartenope di Napoli.[46][47][48][49]. In occasione della festa dell'Epifania del 2009, il musicista ha preso parte all'intenso dibattito pubblico che ha riguardato gli atavici problemi socio-economici della sua città natale[50].

L'11 marzo 2010 De Crescenzo è ospite al teatro Sociale di Mantova, in occasione della "Quarta giornata mondiale del rene", per il concerto La mia vita in te, organizzato per sensibilizzare la collettività sul tema della donazione degli organi da persona vivente.[51][52][53][54][55] Nel 2011 viene pubblicato dalla Sony Music I miei successi, una nuova antologia di vecchi brani dell'artista partenopeo relativa al decennio compreso tra il 1981 e il 1991, che ripropone, ancora una volta, il brano La solitudine del 1978, una delle prime canzoni incise da De Crescenzo con la casa discografica Dischi Ricordi.

Il ritorno artistico dal 2012[modifica | modifica sorgente]

Dopo una lunga assenza dal palco, la sua ultima esibizione in concerto per il grande pubblico risale al 28 ottobre 2008, Eduardo De Crescenzo ritorna in tour nella primavera del 2012 con l'anteprima di Essenze Jazz, concerto dal vivo in cui rivisita in chiave jazz una parte importante del suo repertorio, con la collaborazione, per gli arrangiamenti, di Stefano Sabatini.[56][57][58][59] Tra le date del nuovo tour, quelle principali a Milano il 24 aprile; a Roma il 4 maggio ed al Teatro San Carlo di Napoli l'11 giugno 2012[60][61][62][63][64]

Tra le date del nuovo tour internazionale, per il musicista partenopeo, vi è l'esibizione per la "prima" al teatro San Carlo di Napoli l'11 giugno 2012, evento successivamente trasmesso il 4 luglio su Radio 1[65]. L'anteprima di Essenze jazz si chiude il 15 settembre 2012 con il concerto dal vivo tenuto presso il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa|Museo Nazionale di Pietrarsa]] a Portici, in provincia di Napoli. Dopo il concerto dal vivo di metà settembre del 2012, tenuto a Pietrarsa e che ha chiuso l'anteprima del nuovo tour, il musicista partenopeo è ritornato in concerto il 21 marzo del 2013 al Teatro Sistina di Roma per dare il via alla seconda parte di Essenze, e, tra le tante date e novità previste per l'estate, vi è stata l'esibizione il 22 giugno al "Ravello Festival", con il concerto dal vivo che si è tenuto presso il Belvedere di Villa Rufolo. Un'altra data si è tenuta il 7 luglio al Teatro Morlacchi di Perugia, nell'ambito della rassegna "Umbria Jazz 2013".[66][67][68][69][70]

A distanza di circa sette anni dall'ultimo disco pubblicato (Le Mani, nel 2006) il 12 novembre 2013 Eduardo De Crescenzo ha pubblicato il suo nuovo album "Essenze Jazz" su etichetta EmArcy-Universal[71]. Il disco ripropone in chiave jazz le canzoni che hanno segnato le tappe fondamentali della sua storia musicale, e qualche brano inedito.[72][73][74][75][76][77][78][79][80]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 1986 - con Toquinho nell'album Storie di una storia sola: interpreta In fondo al mare
  • 1992 - con Peppino Di Capri nell'album ..e cerchi il mare dove suona la fisarmonica nel brano Nu' penziero
  • 2005 - con Karl Potter nell'album Danza: interpreta Surubà

Le partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «I piccoli attori all'"Argentina" ottengono un clamoroso successo» da Il Roma del 10 giugno 1957
  2. ^ «Finalmente c'è il sole» da Il Giornale di Napoli dell'11 giugno 1989
  3. ^ «Ancora fa trent'anni, De Crescenzo sessanta» in La Repubblica del 9 marzo 2011
  4. ^ «L' altra faccia della luna» in Il Roma del 9 novembre 1990
  5. ^ «A Sanremo un 'nuovo' De Crescenzo» in La Repubblica del 30 gennaio 1991
  6. ^ Il MessaggeroVeneto del 14 ottobre 1993
  7. ^ «Quel canto mediterraneo che ha stregato i tedeschi» da Il Mattino del 20 agosto 1991
  8. ^ (DE) «Hochruf eines superstar» da Az feuilletton del 19 luglio 1991
  9. ^ "In tuta blu cantano gli operai" da La Repubblica del 30 aprile 1994
  10. ^ Dischi all'assalto: Conte, Morandi ma spicca De Crescenzo "live" in Il Corriere della Sera del 27 ottobre 1995
  11. ^ Tour in cui sperimenta nuove contaminazioni musicali, con l'utilizzo di particolari strumenti della tradizione mediterranea, fra cui le Launeddas
  12. ^ Il Tirreno del 15 luglio 2000
  13. ^ Il Mattino del 30 luglio 2000
  14. ^ Il Mattino del 18 agosto 1999
  15. ^ Il Mattino del 10 agosto 2000
  16. ^ «Le antiche certezze di De Crescenzo» in Il Corriere della Sera del 13 novembre 2002
  17. ^ «Eduardo De Crescenzo le melodie del cuore» da Il Corriere della Sera del 20 maggio 2003
  18. ^ «La canzone d'autore di De Crescenzo» da La Stampa del 23 maggio 2003
  19. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 10 ottobre 2004
  20. ^ Il Mattino del 3 ottobre 2004
  21. ^ «Sociale in musica» da La Provincia di Como del 20 maggio 2005
  22. ^ [1]Il Corriere della Sera del 23 maggio 2003
  23. ^ Il Mattino del 6 febbraio 2005
  24. ^ City Napoli del 16 dicembre 2005
  25. ^ Il Mattino dell'8 dicembre 2005
  26. ^ Il Mattino del 15 dicembre 2005
  27. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 6 giugno 2006
  28. ^ La Repubblica del 6 giugno 2006
  29. ^ La Repubblica del 3 luglio 2006
  30. ^ Il Mattino del 3 luglio 2006
  31. ^ «La notte magica di Eduardo De Crescenzo» da Il Roma del 9 settembre 2006
  32. ^ Il Mattino dell'8 settembre 2006
  33. ^ Il Mattino del 9 settembre 2006
  34. ^ City Napoli del 7 settembre 2006
  35. ^ «La mia Notte Bianca a Porta Capuana luogo degli artisti» in La Repubblica del 16 settembre 2006
  36. ^ Il Mattino del 30 settembre 2006
  37. ^ "De Crescenzo in concerto" da La Repubblica del 20 marzo 2007
  38. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 20 marzo 2007
  39. ^ Il Mattino del 22 febbraio 2007
  40. ^ City Napoli del 20 marzo 2007
  41. ^ Sito ufficiale, link date 2007[Link?]
  42. ^ Il Mattino del 19 ottobre 2007
  43. ^ Il Mattino del 19 novembre 2007
  44. ^ L'Espresso Napoletano n° 11-2007 novembre
  45. ^ Il Napoli del 19 novembre 2007
  46. ^ «Pop e melodie made in Italy» da La Repubblica del 28 ottobre 2008
  47. ^ «De Crescenzo una voce e il suo primato» da Il Mattino del 30 ottobre 2008
  48. ^ "Stasera sfida De Crescenzo-Avion Travel" da Il Corriere del Mezzogiorno del 28 ottobre 2008
  49. ^ «De Crescenzo, un ritorno alle radici» da Il Roma del 30 ottobre 2008
  50. ^ "Nuova giunta la città scettica" da La Repubblica del 6 gennaio 2009
  51. ^ Mantova. Progetto d'informazione e sensibilizzazione pubblica dell'Associazione virgiliana di bioetica nel contesto della Giornata Mondiale del Rene - URL consultato il 7 marzo 2010
  52. ^ «Donazioni, torna il concerto-evento» da La Gazzetta di Mantova del 20 febbraio 2010
  53. ^ «Al Sociale musica e solidarietà » da La Gazzetta di Mantova del 10 marzo 2010
  54. ^ «Con De Crescenzo canta anche il Sociale » da La Gazzetta di Mantova del 12 marzo 2010
  55. ^ «Successo e commozione al Sociale per la serata di musica e solidarietà» da La Gazzetta di Mantova del 13 marzo 2010
  56. ^ "De Crescenzo in jazz arriva al San Carlo" da Il Mattino del 18 marzo 2012
  57. ^ «De Crescenzo rientra sulle scene con "Essenze Jazz Tour"» in AdnKronos del 27 marzo 2012
  58. ^ «Ritorna De Crescenzo. L'11 giugno al Lirico» in La Repubblica del 28 marzo 2012
  59. ^ «De Crescenzo torna con Essenze jazz Tour» da Il Corriere della Sera del 27 marzo 2012
  60. ^ «De Crescenzo torna all'essenza della musica» da Il Giorno del 24 aprile 2012
  61. ^ «Riecco Eduardo De Crescenzo» da Leggo Milano
  62. ^ «De Crescenzo da Marzullo al Blue Note» da La Repubblica del 24 aprile 2012
  63. ^ «Biondi dietro le quinte che non t'aspetti: il mio mito? Eduardo De Crescenzo. Ho provato a contattarlo per anni. Ora è stato lui a cercarmi e non vedo l'ora di conoscerlo.» da Il Corriere del Mezzogiorno del 7 settembre 2011
  64. ^ Mario Biondi a Storie
  65. ^ «De Crescenzo ritorna in concerto a settembre» Adnkronos del 18 luglio 2012
  66. ^ Programma ufficiale di Umbria Jazz 2013
  67. ^ «Il minitour estivo di De Crescenzo» in La Repubblica del 31 maggio 2013
  68. ^ «Fresu, Capossela e De Crescenzo in rassegna a Ravello» da La Repubblica edizione di Napoli
  69. ^ «Eduardo De Crescenzo interpreta i sentimenti» al TG1
  70. ^ «Eduardo De Crescenzo si esibisce al Sistina di Roma» da SupermoneyNews del 4 febbraio 2013
  71. ^ «Eduardo De Crescenzo pubblicherà su etichetta EmArcy-Universal il nuovo album 'ESSENZE JAZZ'»
  72. ^ «Eduardo De Crescenzo, incontro in chat con i fans di facebook» in IlVelino.it
  73. ^ «Eduardo incanta ancora», di Antonio Fiore in Campania Style, supplemento mensile de Il Corriere della Sera, Anno III, numero 6 del luglio 2012
  74. ^ «Eduardo De Crescenzo al Blue Note: tour dal sapore jazz» in Blitz Quotidiano
  75. ^ «Notturno napoletano: essenze di Eduardo tra 'Ancora' e il jazz» in Il Giorno del 26 aprile 2012
  76. ^ «Eduardo De Crescenzo le radici di un cantautore» in La Repubblica del 29 luglio 2008
  77. ^ «Quelle pagine musicali senza tempo» in Il Roma del 31 luglio 2008
  78. ^ «Il ritorno di De Crescenzo: voce vera di Napoli, anima mediterranea» in Il nuovo Sud n °7/2008
  79. ^ «Il talento al servizio dell'emozione» in A proposito di Jazz
  80. ^ «De Crescenzo incanta Pietrarsa» in Metropolis

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianni Borgna Storia della canzone italiana, Rizzoli, 2001
  • Pino Casamassima, Stefano Fares e Luca Pollini Dizionario della musica leggera italiana, Le Lettere, Firenze, 2005, pag. 100
  • Leonardo Colombati (a cura di) La Canzone italiana 1861-2011 storia e testi, Mondadori, 2011, 2 volumi, pagg. 1083, 1921,1922 e 2105
  • Giorgio Dell'Orti e Massimo Parrini Catalogo dei viventi, Marsilio, 2009, pag. 598
  • Enrico Deregibus (a cura di) Dizionario completo della canzone italiana, Giunti, 2006, Firenze, Milano, pag. 150
  • Fernando Fratarcangeli commento de I miti n°38, BMG, 2000
  • Pietro Gargano Nuova enciclopedia illustrata della canzone napoletana, Magmata, luglio 2007, vol. II, pagg. 335 - 338
  • Enzo Gentile e Alberto Tonti Dizionario del pop-rock, Baldini Castoldi Dalai, 2006, pag.338
  • Marcello Giannotti L'enciclopedia di Sanremo, Gremese, 2006, pagg. 69 e 70
  • Augusto Pasquali Dizionario della musica italiana. La canzone, Tascabili Economici Newton, 1997, Roma, pag. 34
  • Dario Salvatori Il grande dizionario della canzone italiana, Rizzoli, 2006, pagg. 71 e 230

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]