Elvira Donnarumma

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Elvira Donnarumma
Nazionalità Italia Italia
Genere Canzone napoletana
Periodo di attività 1891-1932

Elvira Donnarumma (Napoli, 18 marzo 1883Napoli, 22 maggio 1933) è stata una cantante italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Iniziò a cantare giovanissima nei locali di Napoli, incontrando immediatamente un successo che la spinse a trasferirsi a Roma, dove si esibì al Teatro Olimpia, diventando una delle più gettonate e ricercate interpreti della canzone napoletana.

Elvira Donnarumma, E.A.Mario, con il mandolino, nel 1925

Di aspetto florido e dai modi vividi e briosi, in netto contrasto con l'esile figura di vamp che il fenomeno del divismo andò a breve a diffondersi, si esibì ancora giovane, nel 1894 al Circo delle Varietà, nel ruolo di "piccola canzonettista". Scritturata poi dai fratelli Resi, impresari del café-chantant Eden, si esibì in numeri "a solo" e in duetto.

I luoghi che la resero celebre furono i café-chantant e i teatri di varietà come la Birreria dell'Incoronata nella sua città natale, della quale divenne poi il gestore. Tra le tante nuove stelle della canzone che lanciò nel suo locale vi fu Ersilia Sampieri.

Lavorò anche al teatrino del porto, chiamato il Petrella, dove era costretta a subire gli schiamazzi del pubblico. La sua già avviata carriera, comunque, decollò a Roma, al Teatro Olimpia, dove il suo nome apparve in cartellone ed un pubblico entusiasta decretò il successo delle sue esibizioni[1].

Si congedò dalle scene, ormai gravemente malata, l'anno prima della sua morte, avvenuta nel 1933[2]. Ottenne attestati di stima da parte di molti personaggi pubblici e del mondo dello spettacolo, tra le quali Matilde Serao ed Eleonora Duse.

Risiedeva in una casa in via Flavio Gioia, dove era solito ricevere le visite degli ospiti e dei cantautori in cerca di fortuna.

Ancora oggi è considerata una delle più celebri interpreti della canzone napoletana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Ruggeri, Canzoni Italiane, Fabbri Editori, 1994, pag.37-48, La sciantosa
  2. ^ Pasquale Scialo, La canzona napoletana, Newton&Compton, 1998, pag.52