Vincenzo De Crescenzo

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Vincenzo De Crescenzo (Napoli, 14 febbraio 1915Moiano, 2 luglio 1987) è stato un poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 14 febbraio del 1915 al Ponte di Casanova, presso la ferrovia, un quartiere nel centro di Napoli. Figlio di un importante imprenditore, nella sua famiglia la passione per la musica e lo spettacolo era presente da sempre: suo nonno detto “core ‘e pavone”[senza fonte] era diventato famoso per i canti “a figliola”,[senza fonte] canti sacri improvvisati a gara sulla vita dei santi e per devozione alla Madonna di Montevergine. Fin da piccolo, come racconta il figlio Eddy Napoli durante i suoli spettacoli, si avvicinò al teatro grazie al fatto che il padre era uno dei gestori del Teatro di San Ferdinando di Napoli.

Il grande successo di Luna Rossa[modifica | modifica wikitesto]

copertina della partitura originale della canzone Luna rossa

Poeta e musicista (era un melodista non trascrittore), De Crescenzo si affermò come autore di canzoni napoletane nel 1950 grazie a Luna Rossa, interpretata da Giorgio Consolini. Grazie alla musica di Vian (pseudonimo di Antonio Viscione), al ritmo di beguine e a un testo che utilizzava un linguaggio radicato nel passato ma profondamente nuovo[senza fonte], Luna rossa iniziò una piccola rivoluzione nella canzone napoletana entrando con successo nei night club e avviando la cosiddetta “nouvelle vague” partenopea.[senza fonte] Il brano diventò presto un successo mondiale: incisa in Italia da Claudio Villa, fu cantata anche da Frank Sinatra, Ella Fitzgerald e Dean Martin.

Il Festival di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

De Crescenzo segnò l’epoca dei Festival di Napoli anche con molti altri successi firmati con il maestro Rendine. Tra gli altri si ricordano Arri arri cavalluccio, Bene mio, 'A vocca 'e Cuncettina, Solitudine, Malinconico autunno” che, cantata da Marisa Del Frate, vinse il V Festival della canzone napoletana. Altri successi furono “Credere” (primo premio al Giugno Canoro Napoletano nel 1961, con le voci di Nunzio Gallo e Milva), “Calamita d’oro” (interpretata da un giovanissimo Claudio Villa), Serenatella ‘e maggio, Mandulino ‘e Santa Lucia, ’A figlia d’ ‘o cafettiere, Durmì, Allegretto ma non troppo, Fenesta verde, “Maria je je”, Inferno, Si Dio vulesse, Il sole è nato a Napoli, Napule è una, ’A terza Maria. Aveva fondato, con altri autori e musicisti, un’etichetta discografica e fu tra gli artefici principali di quella “rivolta” popolare che chiuse la storia dei Festival di Napoli quando si capì che la qualità della canzone era stata svenduta agli interessi e al potere delle stesse case discografiche.[senza fonte]

Le sceneggiate[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta fu autore di numerosi lavori teatrali e di sceneggiate napoletane rielaborandone in maniera innovativa contenuti e forme[senza fonte]: il successo ottenuto da sceneggiate come, ad esempio, ’E figlie, ’A sciurara, ’O treno d’ ‘o sole, con attori come Tecla Scarano, Pupella Maggio, Luisa Conte, Enzo Turco, Ugo D’Alessio o Enzo Cannavale, Mario Merola, Giacomo Rizzo, da lui voluti e guidati, erano il frutto di ricerche e di intuizioni che spesso mescolavano elementi scenografici e spettacolari cinematografici a quelli del teatro tradizionale popolare.

Scrisse una raccolta di poesie, Celeste, che resta il suo capolavoro letterario.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

È zio del cantautore Eduardo De Crescenzo e padre di Eddy Napoli (al secolo Eduardo De Crescenzo), già voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore e interprete di successo di classici napoletani e di brani inediti nei CD “Siente”, “Luna rossa” e “Napulitanata”.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Paliotti. Storia della canzone napoletana, Milano, Ricordi, 1958
  • Vincenzo De Crescenzo. Celeste, Napoli, Mele, 1959
  • Gianni Cesarini, Pietro Gargano. La canzone napoletana, Milano, Rizzoli, 1984
  • Pasquale Scialò. La canzone napoletana dalle origini ai giorni nostri, Roma, Newton, 1995
  • Pietro Gargano. Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana, II vol., Napoli, Magmata, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]