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Ivano Fossati

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Ivano Fossati
Fotografia di Ivano Fossati
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop rock[1]
Rock progressivo[2]
Musica etnica[3]
Musica d'autore[3]
Periodo di attività 1971-2012
Etichetta Fonit, RCA Italiana, CBS, Capitol Records
Album pubblicati 26
Studio 20
Live 4
Raccolte 2
Sito web
« È tutta musica leggera / ma come vedi la dobbiamo cantare, / è tutta musica leggera / ma la dobbiamo imparare »
(Ivano Fossati, Una notte in Italia)
David di Donatello David di Donatello per la migliore canzone originale 2008

Ivano Alberto Fossati (Genova, 21 settembre 1951) è un polistrumentista, cantautore e compositore italiano.

Polistrumentista dal percorso articolato ed eterogeneo è considerato uno degli autori più importanti di tutto il panorama cantautorale italiano.[3] In oltre quarant'anni di carriera ha spaziato nei più diversi generi musicali, dagli esordi prog alla fase rock, fino alle introspezioni colte della maturità. I testi del suo canzoniere hanno spesso toccato argomenti di natura esistenziale, producendo finanche canzoni per alcune delle interpreti più significative della musica italiana.[4] Vincitore più volte della Targa Tenco, nel 2005 ha conseguito il Premio Librex Montale nell'apposita sezione Poetry for Music, succedendo ad altri artisti e colleghi quali Paolo Conte, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Franco Battiato, Bob Dylan e Fabrizio De André.[5] Ritiratosi dalle scene musicali nel marzo del 2012, esordisce nel mondo della narrativa con il romanzo Tretrecinque, edito da Einaudi nel 2014.[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e l'adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

In alto una veduta panoramica di Genova, città natale del cantautore.

Nasce a Genova nel 1951. La madre, Germana, lavora come sarta al Teatro dell’Opera. Il padre, Aldo, abbandona la famiglia quando lui aveva appena un anno. «L’unica cosa positiva di mio padre - ricorderà in seguito l'artista - è che è stato partigiano a diciassette anni».[7] Viene accudito di conseguenza dalla madre e dal nonno Alberto Ricci, operaio presso una conceria della città. A tal proposito il musicista ricorda: «La figura perfetta che si vorrebbe avere come padre. Pienamente buono. Era capace di difendere la famiglia. Non avrebbe esitato a difendere i suoi affetti con tutta la forza. Il gran lavoratore che si sacrifica. Alla famiglia riservava solo i momenti buoni».[7] Fossati cresce all'interno di un clima culturale incline alla musica, suo cugino, infatti, è uno stimato direttore d’orchestra, mentre lo zio pratica lo strumento del clarinetto.[7] A dodici anni sua madre, amante dell'Opera, lo iscrive a lezioni private di pianoforte ma quando si imbatte in due 45 giri dei Beatles (Please Please Me e Love me do), abbandona il piano per dedicarsi allo studio della chitarra. Tempo dopo il cantante dichiarerà: «Non sopportavo le canzoni: mi sembrava che le parole disturbassero la musica, ne intralciassero il cammino. Poi arrivarono i Beatles e per fortuna cambiai idea...»[7] Il percorso musicale del giovane Fossati è assai eterogeneo: tra i quindici e i sedici anni suona l'organetto, passando poi alla chitarra elettrica, con cui ha rapporti discontinui, e a diciotto anni inizia a studiare flauto traverso.[7] Nello stesso periodo in cui frequenta il Liceo ginnasio Andrea D'Oria si dà a svariati lavori come commesso in un negozio di elettricista, in una fabbrica di denti finti, e infine come dipendente presso un magazzino di cancelleria.[7] Negli anni sessanta hanno inizio le prime esperienze nei vari complessi beat, all'epoca assai in voga. Nel 1967 a Genova, in piazza Galileo Ferraris, nasce il suo primo gruppo beat , "I poeti", formazione con Ivano alla chitarra, Pino Marinaro al Basso, Nicola Novielli alla batteria e Roberto Dicicco alla chitarra ritmica. Una rara foto del gruppo si trova nel libro di Fossati, Tutto questo futuro , edito da Rizzoli nel 2011.[8]

L'esperienza nei Delirium e l'esordio solista (1971 - 1975)[modifica | modifica wikitesto]

In alto Ivano Fossati assieme alla band dei Delirium.

Dopo molte esperienze di jam session al locale "Revolution" di Genova, nel 1971 viene ingaggiato dal gruppo dei Sagittari, che successivamente diverranno i Delirium, mettendosi in luce con un interessante repertorio di progressive rock, incentrato sull'ampio uso di flauti, sintetizzatori e arrangiamenti sinfonici.[9] Così facendo, la neonata band anticipa l'impronta prog di futuri gruppi di successo quali Le Orme, gli Area, il Banco del Mutuo Soccorso e la Premiata Forneria Marconi.[3] Il complesso (formato da Mimmo Di Martino, Ettore Vigo, Marcello Reale, Peppino Di Santo e lo stesso Fossati) incide, sempre nel 1971, il primo 45 giri dal titolo Canto di Osanna, con cui partecipa al Festival Pop di Viareggio.[10] Il successivo esordio su 33 giri con Dolce acqua mette in evidenza le qualità di Fossati come leader e cantante. L'occasione si presenta al Festival di Sanremo del 1972 dove il gruppo presenta il brano Jesahel che ottiene successo aprendo alla band le porte per partecipare a Un disco per l'estate presentando la canzone Haum.[10]

L'anno seguente lascia il complesso dei Delirium per intraprendere la carriera solista. Subito dopo parte per il servizio militare, da cui è congedato dopo un anno e mezzo perché inadatto alla vita militare.[7] Il debutto del Fossati cantante è un 45 giri dal titolo Beati i ricchi, tema dell'omonimo film di Salvatore Samperi con protagonista Paolo Villaggio.[10] Fossati canta su musiche di Luis Bacalov, accompagnato dai Godfathers, uno dei molti gruppi r'n'b britannici dell'epoca.[11]

L'esordio sulla lunga distanza avviene un anno dopo, con la pubblicazione dell'album Il grande mare che avremmo traversato. La tematica del viaggio - che diverrà uno dei temi principali del canzoniere di Fossati - è il leit-motiv di un disco che, per quanto acerbo, testimonia le prime qualità autoriali dell'artista.[3] I riferimenti letterari si presentano già numerosi (eloquente quello a Edgar Allan Poe nel brano Il pozzo e il pendolo), così come i versi dedicati al mare nel singolo Vento caldo, altro elemento-cardine dell'intero lavoro del musicista.[3] Tra l'altro con la medesima canzone tenta di partecipare nuovamente al Festival di Sanremo, venendo scartato durante la fase delle preselezioni.[12] In questi anni Fossati conosce l'amico e musicista Oscar Prudente con il quale darà luogo ad una stretta collaborazione che porterà alla pubblicazione di altri due album dal titolo Poco prima dell'aurora, del 1974 e Good-Bye Indiana, del 1975. Sempre nel 1975 i due musicisti scrivono per Gianni Morandi l'intero LP Il mondo di frutta candita.[13] Il sodalizio tra i due artisti prosegue con l'uscita del long playing Infinite fortune, terzo lavoro musicale di Oscar Prudente a cui Fossati partecipa come coautore in tutte le tracce del disco.[14]

La ricerca di una linea espressiva (1977 - 1978)[modifica | modifica wikitesto]

Sopra un giovane Fossati negli anni settanta.

Le varie sperimentazioni del Fossati autore portano l'artista a toccare numerosi stilemi, che vanno dal pop classico alle influenze progressive, mostrandone il fermo tentativo di trovare una propria linea espressiva. Il primo momento di rottura avviene nel 1977. Approdato alla Rca e affidato alle cure del produttore Antonio Coggio (già ex collaboratore di Claudio Baglioni), il cantautore traccia un primo solco in direzione di quella evoluzione rock che si delineerà meglio negli anni successivi.[3] In questa prospettiva nasce il quarto album in studio denominato La casa del serpente. Il disco si fa ricordare per il brano Anna di primavera, primo frutto di quella collaborazione con Mia Martini che si farà preponderante nel coevo LP Per amarti (ottavo album in studio della cantante), dove Fossati partecipa firmando i brani Sentimento e Se finisse qui, cover di una canzone americana di Roger Hodgson.[15] Tale sodalizio artistico sfocerà in una duratura relazione sentimentale e vedrà una nuova collaborazione nei brani E non finisce mica il cielo (presentato dalla cantante al Festival di Sanremo del 1982) e Vola.[16] Tale connubio porterà Fossati a divenire un prolifico autore di canzoni, spesso prestando le proprie composizioni alle qualità vocali di altri interpreti.[4]

Se i primi album appaiono ancora istantanee sfocate, assai distanti dagli standard dei successivi decenni, la capacità di Fossati di comporre melodie si manifesta nella scrittura per altri artisti.[3] In questo periodo la sua penna dà vita a numerose ballate portate al successo da alcune delle interpreti più conosciute e preparate. Basti pensare alle canzoni: Un' emozione da poco (scritta per Anna Oxa), Dedicato (per Loredana Berté), Non può morire un'idea (per Mina) e Mi vuoi (per Marcella Bella).[4] Da ultimo si menziona la trasgressiva Pensiero stupendo, uscita nel 1978, che la voce di Patty Pravo trasformerà in evergreen della canzone italiana. Anni dopo la stessa cantante ai microfoni del Corriere della Sera affermerà: «L’idea del triangolo non mi scandalizzava visto che all’epoca vivevo con due mariti. Lui ha saputo affrontare un tema scabroso con classe e intelligenza. L’ho ascoltata e registrata subito dopo. Praticamente è andato in vendita il provino».[7] Tale serie di brani varrà a Fossati il Telegatto come miglior autore dell'anno, segno di una prima vicinanza della critica musicale al cantautore genovese.[3]

La fase rock (1979 - 1985)[modifica | modifica wikitesto]

« Di andare ai cocktails con la pistola / non ne posso più, / piña colada o coca cola / non ne posso più »
(Ivano Fossati, Panama)
In alto un immagine di Ivano Fossati.

Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, Fossati mette a fuoco una scrittura peculiare, capace di dosare l'attitudine rock ad una vena propriamente intimista. Il risultato è l'uscita nel 1979 dell'album La mia banda suona il rock, dove l'impasto musicale è costituito da continui richiami alla musica rock (con preminenza di chitarre elettriche). L'ossatura del disco resta comunque a impianto pop, con richiami sonori di derivazione reggae.[3] Registrato nei celebri Criteria Studios di Miami, con alcuni musicisti dell'entourage di Eric Clapton e Stephen Stills, La mia banda suona il rock alterna energici uptempo a ballate di stampo classico.[3] Ne sono un esempio i brani Dedicato, E di nuovo cambio casa e Limonata e zanzare, quest'ultimo sorretto da influssi squisitamente reggae. L'album rivela l'artista al grande pubblico e gran parte del merito è da ritrovarsi nel successo dell'omonima title-track che lo stesso Fossati tenterà in vari modi di ripudiare. Per tale motivo, negli anni a venire (durante le varie tourneé), proporrà il brano in maniera sempre più sporadica fino a farlo scomparire del tutto dalle relative scalette.[3]

Il successivo Panama e dintorni continua il percorso già tracciato nell'album precedente, avvalendosi degli arrangiamenti del tastierista soul-jazz Steve Robbins, che collaborerà nei decenni successivi con altri artisti del calibro di Robert Palmer, Sting e Irene Cara.[17] Il disco dà l'occasione all'artista di reinterpretare la lenta ballata La costruzione di un amore, già scritta nel 1978 per l’allora compagna Mia Martini. Oltre alla canzone di lancio Panama. continue venature rock si manifestano nei brani J’adore Venice (riproposto in versione jazz, nel live Carte da decifrare) e in La signora cantava il blues, titolo usato nella propria autobiografia dalla celebre interprete Billie Holiday, alla quale il brano è dedicato.[17] Il disco, nel gennaio del 2012, occuperà la cinquantesima posizione nella speciale classifica dei 100 album italiani più belli di ogni tempo, stilata dall'autorevole rivista Rolling Stone.[18] Nel 1982 scrive e compone la hit Non sono una signora, contenuta nel disco Traslocando di Loredana Bertè.[19] Il singolo si aggiudicherà l'edizione del Festivalbar del 1982, trainando l'album al successo commerciale.[20] In tale contesto si narra che Fossati (al tempo produttore della cantante) prima di far ascoltare il pezzo all'amica gli abbia fatto assaggiare un dolce al cioccolato per evitare un'eventuale reazione scomposta dell'artista.[21] Il terzo capitolo del periodo rock giunge nel 1983 con la pubblicazione del nuovo LP Le città di frontiera, dedicato al musicista americano Randy Newman.[22] L'opera contiene canzoni come La musica che gira intorno (sferzante apologo sulla vacuità dell'arte), Traslocando (nuova ballata già interpretata dall'amica Loredana Bertè) e la giovanilista I ragazzi cattivi.[22]

Con l'uscita dell'album Ventilazione, datato 1984, l'artista porta a termine la propria sperimentazione ritmica e musicale.[23] Il disco, assai aspro nelle sonorità e piuttosto ermetico nei testi, annovera la rivisitazione in chiave rock del brano Boogie, scritto dal collega Paolo Conte. Altra cover è la traccia La locomotiva (da The Rail Song di Adrian Belew). Da ricordare Il singolo Viaggiatori d'Occidente e in particolar modo Il pilota, canzone antesignana di quella passione per il volo che l'autore concretizzerà nell'album Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia.[23] Un anno più tardi, nel 1985, collabora all'album Scacchi e tarocchi del collega Francesco De Gregori producendo due brani: l'omonima title-track e Miracolo a venezia. Di lui De Gregori affermerà: «Ho sempre ammirato Ivano per la musica che ha fatto, per le canzoni, per i testi che io giudico fra i più interessanti che si possano leggere in Italia. Ho lavorato con lui in condizioni psicologiche positive, perché con Ivano ho sempre avuto l'impressione che quello che stavo facendo fosse il meglio delle mie possibilità».[24]

Una nuova dimensione cantautorale (1986 - 1988)[modifica | modifica wikitesto]

In alto un'esibizione di Fossati al Club Tenco, nel 1988.

Nel 1986 il compositore genovese volta pagina. Abbandonate le sonorità rock e progressive degli anni precedenti, si cala con sicuro mestiere in una veste "cantautorale" a lui più congeniale. In tal modo, inizia a sfornare una serie di album ad alta introspezione storica e psicologica.[3] La parte testuale, via via più colta e ricercata, viene corredata da costruzioni ritmiche ispirate alla musica sudafricana.[3] Il primo risultato di questo nuovo corso è il disco 700 giorni. Prodotto da Allan Goldberg, l'opera è articolata da suoni e suggestioni di matrice squisitamente etnica. Basti pensare alla danza sudafricana di Buontempo, al folk celtico di Gli amanti d'Irlanda e al pastiche ritmico di Non è facile danzare. Queste tracce, assieme alla più nota Una notte italia, testimoniano una spiccata ricerca verso quella world music che troverà definitivo compimento nei lavori successivi.[3] Da non dimenticare il dittico antibellico Dieci soldati e Il passaggio dei partigiani, con testi che rievocano le pagine dello scrittore Beppe Fenoglio, nonché squarci del cinema neorealista.[22] A suggellare tale svolta giunge, nello stesso anno, la conquista della sua prima Targa Tenco, nell'apposita sezione miglior album dell'anno.[25] Durante la specifica rassegna condivide il palco con gli artisti Paolo Conte, Francesco De Gregori e Roberto Benigni, interpretando una canzone del musicista astigiano denominata Sudamerica.[26] Nello stesso tempo, collabora con Ornella Vanoni, per la quale produce assieme a Greg Walsh il disco O, uscito sul mercato nel 1987.[13]

Il contiguo La pianta del tè, uscito nel 1988, ci consegna un artista all'apice dei propri mezzi espressivi.[27] L'opera alterna ricercati spunti orientali a composizioni più classiche, il tutto sostenuto da un'inventiva testuale sempre più solida e matura.[27] Di rilievo la notturna title track (divisa in due parti), dove emerge il contrasto tra i vellutati flauti di canna andini e le incessanti percussioni di matrice etnica. Un'analoga ambientazione si ritrova nel brano La volpe, cupa filastrocca d'amore dove al controcanto è presente la voce di Teresa De Sio. Da menzionare la malinconica L'uomo coi capelli da ragazzo e Questi posti davanti al mare, tutta costruita su una melodia pop, costantemente cesellata da una squillante fanfara. Il brano vede la partecipazione di Fabrizio De André e Francesco De Gregori che cantano gran parte del testo alternando la loro voce a quella dell'autore. Il singolo riceverà la prestigiosa Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.[25] L'album continua con la "francese" Le signore del Ponte-Lance (per soli pianoforte e voce), con l'elaborata Chi guarda Genova e infine con la traccia Terra dove andare, sostenuta da un ritmo reggae, ingentilito da un ardito contrappunto per fisarmonica.[27]

Una rinnovata maturità artistica (1990 - 1992)[modifica | modifica wikitesto]

« Se c'è una strada sotto il mare / prima o poi si troverà, / se non c'è strada dentro al cuore degli altri / prima o poi si traccerà »
(Ivano Fossati, Mio fratello che guardi il mondo)
Fossati in concerto in una foto dei primi anni novanta.

All'inizio degli anni novanta, ispirato da un lungo viaggio in Portogallo,[13] esce sul mercato discografico Discanto. Il terzo capitolo della "maturità" presenta uno stile linguistico ancor più colto ed elitario come dimostrano i versi delle canzoni Lunario di Settembre e Confessioni di Alonso Chisciano.[28] La prima, tratta da una sentenza di condanna per stregoneria, è costruita su di un linguaggio volutamente burocratico e barocco; la seconda è una riflessione sui turbamenti del celebre personaggio di Don Chisciotte, mostrandone un'aura discorde da quella proposta nel romanzo.[28] Dominante è l'uso della chitarra portoghese ("breguesa") nella traccia Lusitania, che apre il disco con elaborate sequenze ritmiche di batteria e percussioni. Inediti accostamenti strumentali si ritrovano in Passalento e nella canzone Italiani d'Argentina, mentre un recupero della fase rock è presente nell'omonima Discanto. A chiudere le canzoni Unica rosa (quasi un gioco lessicale sulle possibili rime in "osa") e il ritratto femminile di Albertina (per soli pianoforte e voce). Nella canzone Piumetta compare nel controcanto Fiorella Mannoia, artista con cui Fossati collaborerà numerose volte. Infatti, scriverà per la cantante romana molti brani tra cui: I treni a Vapore, Le notti di Maggio e 1991 L'amore per amore; il primo verrà riproposto dall'autore nel live Dal vivo, uscito nel 1993. Il nuovo LP verrà in seguito premiato al Club Tenco come miglior album dell'anno.[25]

A completare questa nuova tetralogia, giunge nel 1992 Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia. Il disco viene trainato dal fortunato singolo La canzone popolare, che per beneplacito dell'artista diverrà, anni più tardi, l'inno elettorale dell'allora coalizione di centrosinistra.[7] In merito a questo fatto il musicista rivela: «Sono di sinistra, non della sinistra» e ancora: «Per un lungo periodo non l’ho più cantata. Sapeva di politica e io non ho mai fatto concerti politici. Pentito? No, però oggi consiglierei a un collega più giovane di non farlo. La politica oggi ha bisogno di buone idee e non di canzoni: rischi di farti fraintendere».[7] Il disco è ispirato alle leggendarie imprese del pilota Charles Lindbergh, autore della prima trasvolata atlantica senza scalo della storia dell'aeronautica.[29] Il musicista asciuga ulteriormente il suo songwriting creando un apposito clima intimista, mettendo spesso in rilievo gli strumenti celtici della tradizione new age. Ciò viene a esemplificarsi nel brano La barca di legno di rosa e soprattutto nella già citata La canzone popolare.[30]

Anche in questo lavoro la componente world music non viene tralasciata ed è senz'altro ravvisabile nella canzone Mio fratello che guardi il mondo, rafforzata dalle percussioni di Trilok Gurtu, tutte impegnate in un "fitto dialogo" con una nitida e occidentale chitarra acustica.[30] Atmosfere da popular music si ritrovano nella traccia Sigonella, mentre commistioni jazz si rilevano nella pianistica Notturno delle tre. Inoltre, c'è spazio per due canzoni antimilitariste. La prima, Il disertore, è la traduzione di una poesia di Boris Vian, accompagnata dalla sola chitarra acustica. La seconda, Poca voglia di fare il soldato, è strutturata su un morbido tappeto di pianoforte, ricamato da improvvisi assoli di flauto.[30] In conclusione, l'intensa Lindbergh: breve riflessione esistenziale declamata da un piccolo e solitario aviatore. La conquista della terza Targa Tenco come miglior album dell'anno conferma le sue qualità di autore eclettico e originale.[25]

Dai primi Live agli intrecci musicali di Macramè (1993 - 1996)[modifica | modifica wikitesto]

Fossati in concerto al Teatro Ponchielli di Cremona, nel marzo del 1993.

Nel 1993 il musicista decide, di concerto con il produttore Beppe Quirici, di registrare i suoi primi album live, dal rispettivo titolo Dal vivo volume I - Buontempo e Dal vivo volume 2 - Carte da decifrare. Come lo stesso Fossati riporta nelle note di copertina del secondo disco, le registrazioni non vengono sottoposte a rielaborazioni posteriori. Esse risultano semplicemente «la fedele testimonianza di ciò che le nostre forze ci hanno consentito di fronte al pubblico del Teatro Ponchielli, nella città di Cremona, le sere del 2 e del 4 marzo 1993».[31] Entrambi gli album ripercorrono gran parte della carriera dell'artista e alcune tracce come Italiani d'argentina, La volpe e J'adore venice vengono ad assumere vesti musicali nuove e inedite.[31] L'unico brano originale è la canzone Carte da decifrare, presente come settima traccia nel secondo volume. Compare, inoltre, un'esecuzione del brano Naviganti, scritto l'anno precedente per il musicista Bruno Lauzi.[31] Nel 1994 giunge il primo album-tributo dedicato all'artista ligure dal titolo I Disertori. Ivano Fossati riletto da .... Al progetto partecipano molti gruppi emergenti che, in seguito, troveranno spazio e successo come gli Afterhours, i Mau Mau, i La Crus, e i Modena City Ramblers.[13]

Dopo una pausa di tre anni, Fossati torna in studio per registrare il suo quattordicesimo LP denominato Macramè e pubblicato nel 1996. Il suggestivo titolo è un vocabolo derivato dalla lingua araba mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione), che come molte parole mediorientali, è entrato nel lessico ligure grazie agli approdi dei vari marinai al porto di Genova.[32] Nel linguaggio comune il termine ha assunto il significato di ricamo o intreccio a cui il titolo allude per evidenziare le commistioni musicali di cui l'opera si nutre.[32][22] Il nuovo Long playing rinnova il connubio tra elettronica e strumenti tradizionali, senza rinunciare ai consueti accenti etnici. L’album vede la partecipazione del bassista dei King Crimson Tony Levin, presente in due tracce delle quali è al tempo stesso coautore (L'abito della sposa e La stella benigna). Lo strumento utilizzato dal musicista americano è lo stick (presente anche nel brano Speakering), mentre nella canzone Bella speranza si esibisce al contrabbasso elettrico.[33] I brani L’ amante, L’angelo e la pazienza e L’orologio americano ricalcano bozzetti di vita su trame sonore volutamente scarne, irrobustite da sequenze di percussioni molto elaborate (in alcune tracce la sessione ritmica è formata da Walter Kaiser, Trilok Gurtu, Naco, Claudio Fossati e Beppe Quirici).[33]. Il musicista risulterà per la quarta volta vincitore della Targa Tenco nella sezione miglior album dell'anno, raggiungendo un primato condiviso ex aequo con l'amico e collega Francesco De Gregori.[25]

La collaborazione con Fabrizio De André (1996)[modifica | modifica wikitesto]

Sopra il cantautore Fabrizio De André.

Al giro di boa degli anni ottanta le strade musicali di Ivano Fossati e Fabrizio De André finiscono per incontrarsi. L'occasione arriva con la già citata partecipazione di De Andrè al disco La pianta del tè. Il rapporto tra i due artisti, anche per via delle comuni origini, si cementa due anni più tardi con la pubblicazione dell'album Le nuvole, dove Fossati partecipa al disco del collega in qualità di coautore dei brani Mégu megún e 'Â çímma.[34] In merito a questa prima esperienza lo stesso Fossati chiarisce: «Per scrivere queste due canzoni ci abbiamo messo un sacco di tempo, vuoi per la lentezza che ci accomuna, vuoi per la nostra pigrizia e i nostri mugugni. Fabrizio in questo è rigorosissimo. Lui sa bene che dietro ogni parola c'è una responsabilità, bisogna dire le cose che si condividono, non le altre, e allora la scelta di un termine, di un aggettivo, poteva prendere anche tre giorni. è un tipo di approccio che anch'io condivido e cerco di applicare nei miei testi».[35] Grazie a questo primo confronto nasce nei due musicisti una reciproca stima che sfocerà nella stesura a due mani dell'album Anime salve, uscito per la BMG Ricordi nell'autunno del 1996.[36]

Così facendo, a Longiano, in Romagna, inizia nel 1995 l'atteso album di Ivano Fossati e Fabrizio De André. Ad accompagnarli sono Michele Ascolese alla chitarra, Naco alle percussioni, Stefano Melone alle tastiere, Elio Rivagli alla batteria e Beppe Quirici al basso. [37] Il materiale che nei giorni a venire passa in preproduzione risulta gradito a tutti, soprattutto una composizione di Fossati per solo piano che in seguito assumerà le sembianze della title-track[37]. Però, col passare del tempo, le impostazioni pianistiche adoperate dall'artista sui vari brani non convincono De André che vede il progetto sfociare verso uno stile più prossimo al collega. Ad un certo punto i due autori si chiariscono e il musicista decide di assecondare De André acconsentendo a che il progetto venga realizzato esclusivamente da lui. In proposito Beppe Quirici affermerà: «Ivano è molto concentrato sul piano e tutte le sue composizioni sono orientate in tal senso. Fu questa la vera causa dell'interruzione del progetto. Ci siamo comunque lasciati bene, al di là dell'ovvia amarezza del momento».[38] In tal modo viene a termine la collaborazione tra i due; questo non impedirà a Fossati di intervenire vocalmente in due canzoni del disco: Anime salve e  cúmba. Tra le altre cose, in qualità di coautore del brano Prinçesa il musicista vincerà la Targa Tenco per la miglior canzone dell'anno.[13] A seguito della morte del cantautore di Pegli, avvenuta nel 1999, l'artista sentenzierà: «Ero stato un suo ammiratore molto prima che un suo amico. A poco più di vent’anni avevo letteralmente consumato sul piatto del giradischi Non al denaro, non all'amore né al cielo e Storia di un impiegato. Tenevo in considerazione quei due album al pari di quelli di Jimi Hendrix o dei Rolling Stones. Nessuna differenza. Come se la musica di Fabrizio fosse arrivata anch’essa dall’America, da Plutone o da un pianeta ancora più lontano, sul quale fosse lecito scrivere canzoni in italiano».[39]

Le successive prove discografiche (1998 - 2003)[modifica | modifica wikitesto]

Sopra Chico Buarque de Hollanda, la sua canzone O Que Será è stata tradotta e cantata in italiano dal cantautore genovese.

Tempo dopo, dà alle stampe la sua prima antologia dal titolo Time and Silence - Canzoni a raccolta, uscita nel 1998. Oltre alla presenza di molti classici del suo repertorio compare l'inedito Il talento delle donne, pregno di richiami alla tradizione orientale. «In questa canzone - racconta l'autore - ho utilizzato le sillabe sacre 'Om mani padme hum', tratte da un noto mantra tibetano, affinché mi aiutassero a tracciare la linea d'ombra, il più possibile netta, fra l'idea ciclica del tempo orientale e quella lineare che è la nostra. Le parole 'tempo e silenzio', invece, sono espresse in inglese, perché più di ogni altra lingua sembra rappresentare oggi il modello occidentale».[3] Nel frattempo, si dedica alla rielaborazione di evergreen del cantautore brasiliano Chico Buarque de Hollanda e di altri musicisti come Djavan e Supertramp.[40] Nel merito, si ricorda l'interpretazione di Fiorella Mannoia nel brano dell'artista brasiliano O Que Será, tradotto in italiano dal cantautore genovese.[41]

Parimenti si cimenta in un'intensa attività per il teatro e per il cinema, scrivendo musiche per diversi spettacoli e per due film del regista Carlo Mazzacurati, rispettivamente Il toro e L'estate di Davide, e per il quale firmerà in futuro altre pellicole come La lingua del santo e A cavallo della tigre. [13][40] In ambito teatrale, le sue prime composizioni risalgono agli inizi degli anni Settanta. Nell'occasione collabora con lo scenografo Emanuele Luzzati, presso il Teatro della Tosse di Genova.[40] Sempre nel 1998, nel corso del suo tour estivo, il cantante dedica cinque concerti al comitato "Per la bellezza", allo scopo di combattere il degrado ambientale di molte città italiane.[42] Contemporaneamente, alcuni suoi dischi vengono pubblicati in Francia, a cura della casa di produzione Columbia Tristar.[42] Nel febbraio del 1999 partecipa come super ospite al Festival di Sanremo cantando il brano Mio fratello che guardi il mondo; la performance ottiene uno share di dodici milioni di telespettatori.[42]

A quattro anni di distanza dall'ultimo LP esce nel 2000 La disciplina della Terra. In termini musicali l'album vede un ritorno a sonorità elettriche, da tempo assenti in gran parte della sua produzione.[3] Il disco si apre con il brano La mia giovinezza, strutturato da un mix di chitarra elettrica, fisarmonica, percussioni e flauto, con l'obbiettivo di riprendere consuete atmosfere world music. Treno di ferro (dedicata ai "ragazzi che partono in pace e in guerra"), è un'altra ballata antimilitarista, mentre la title track è incisa da Fossati in solitudine, con la sovraincisione dell'orchestra diretta da Gianfranco Lombardi. La satirica Iubilaeum bolero si avvale della presenza alla tromba e al flicorno di Enrico Rava e si chiude con un recitativo della cantante Mercedes Martini.[3] Nel 2001 esce per Einaudi, Ivano Fossati - Carte da decifrare, un libro che ripercorre trent'anni di carriera dell'artista con allegato il CD Concerto in versi, parole e suoni, tratto dallo spettacolo ideato con l'attrice Elisabetta Pozzi. Canzoni come Mio fratello che guardi il mondo , Poca voglia di fare il soldato e Cow boys, dialogano con le improvvisazioni musicali e con la voce dell'attrice che recita versi di poeti quali Primo Levi, Thomas Stearns Eliot ed Edoardo Sanguineti.[43]

Dopo aver inciso l'ambizioso strumentale Not One Word, nel 2003 esce sul mercato discografico Lampo viaggiatore. L'artista, in un'intervista a la Repubblica, mette a confronto quest'ultima fatica con quella precedente: « Not One Word - spiega - mi ha fatto capire che la musica è come lo scafo d' una barca, le parole come il timone. E avendo capito cosa vuol dire viaggiare senza timone, mi sono semplificato. C'è molto di quel disco anche qui: credo di averlo scritto pensando più ai juke box sulle spiagge d'estate, che al ponderoso concetto di canzone d' autore».[44] Ciò nonostante, emergono con decisione scenari di attualità presenti nel brano Pane e coraggio, con un testo di forte denuncia sociale riguardante il tema dell'immigrazione. Degne di nota la pianistica Il bacio sulla bocca e la melodica e intensa C'è tempo. Il musicista ripercorre finanche sonorità caraibiche che si fanno esplicite nelle canzoni La bellezza stravagante e Io sono un uomo libero, regalata in precedenza all'artista Adriano Celentano. La traccia è presente nel disco Esco di rado e parlo ancora meno, uscito il 10 novembre del 2000.[45]

Dal nuovo Live agli album Arcangelo e Musica moderna (2004 - 2009)[modifica | modifica wikitesto]

Nella foto Nanni Moretti, protagonista del film Caos calmo con cui Fossati ha vinto il David di Donatello per la migliore canzone originale.

Il 15 ottobre 2004 incide un nuovo live denominato Dal vivo volume 3 - Tour acustico. Il disco costituisce, come suggerisce il titolo, la prosecuzione ideale dei due live precedenti, Dal vivo volume I - Buontempo e Dal vivo volume 2 - Carte da decifrare.[46] La decisione di registrare le varie performance deriva dal tour acustico che l'artista ha tenuto nel novembre del 2003. Inizialmente la serie di concerti non prevede nessuna pubblicazione, ma una volta risentite alcune registrazioni, Fossati matura l'idea di un nuovo album dal vivo. Seppur nato con la definizione di Tour acustico, nel concerto non mancano strumentazioni elettriche. Acustica è però l'atmosfera, in quanto, a fianco degli strumenti convenzionali, ne vengono usati altri inusuali come i bicchieri suonati dal figlio Claudio Fossati (a mo' di vibrafono) o la ruota di una bicicletta con tanto di cartoncino inserito tra i raggi.[47]

Alla fine del 2005 il cantante torna in studio per incidere il suo diciottesimo album dal titolo L'arcangelo, uscito all'inizio del 2006. Definito dalla critica come "il disco più politico di Fossati",[48] il nuovo progetto segna un deciso ritorno al rock, diluito dall'usuale sensibilità per le ritmiche sudamericane.[3] Il termine "politico", in realtà, non rimanda a nessuna ideologia o appartenenza di partito, piuttosto pone l'accento sulla vita di tutti i giorni, affrontando tematiche sociali quali la guerra, la democrazia, l'oriente e le libertà sessuali.[48] Argomentazioni politiche affiorano di conseguenza nelle tracce Ho sognato una strada e Cara Democrazia, mentre tematiche di natura amorosa si aprono nei testi delle canzoni La Cinese (su musiche di Pietro Cantarelli) e L’Amore Fa.[49] Nel settembre del 2006, in concomitanza con la scadenza del contratto con l'etichetta discografica Sony BMG ed il successivo passaggio alla EMI Italiana, esce uno speciale cofanetto in tre CD intitolato Ho sognato una strada che contiene alcuni tra i suoi brani più famosi, racchiusi nel periodo tra il 1977 ed il 2006.[50] Nello stesso anno partecipa al nuovo lavoro musicale di Zucchero, scrivendo assieme al cantautore emiliano il singolo È delicato.[51]

Nel 2008 partecipa alla colonna sonora del film Caos calmo, con protagonista l'attore e regista Nanni Moretti. Per l'occasione scrive il brano L'amore trasparente, che verrà successivamente premiato con il David di Donatello per la migliore canzone originale e il Nastro d'Argento alla migliore canzone[52][53] L'anno seguente, lo stesso singolo farà parte del nuovo disco (uscito per l'etichetta discografica Capitol-Emi), intitolato Musica moderna. L'opera si apre con l'energica Rimedio. Segue la memorialistica Cantare a memoria, la relativa title-track, la ritmica Miss America e Last minute, interamente sostenuta dalla batteria del figlio Claudio. In precedenza, nel gennaio 2009, partecipa al tributo televisivo in onore di Fabrizio De André, interpretando la canzone Smisurata preghiera, seguito da quello dedicato a Giorgio Gaber durante il Festival teatro canzone di Viareggio, dove esegue L'illogica allegria.[54] [55] Mesi più tardi canta nell'ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Il rimpianto.[56] A Luglio dello stesso anno, riceve ad Aulla il Premio Lunezia Rock d'Autore per il valore Musical-Letterario dell'album Musica moderna.[57] Nel 2010 scrive per Anna Oxa Tutto l'amore intorno, singolo che segna il ritorno sulle scene musicali della cantante. Il brano, eseguito anche dallo stesso Fossati, esce nelle radio il 20 agosto 2010.[58]

L'ultima prova discografica e il ritiro dalle scene (2011 - 2012)[modifica | modifica wikitesto]

Sopra un'esibizione di Ivano Fossati, nell'agosto del 2009.

La sera del 2 ottobre 2011, durante la puntata del programma Che tempo che fa, il cantautore presenta la sua ultima raccolta di inediti dal titolo Decadancing, in uscita sul mercato il 4 ottobre successivo.[59] A sorpresa, durante la presentazione del disco, annuncia il proprio ritiro dalle scene affermando di non voler più produrre dischi né programmare future tournée , eccezion fatta per quella legata al suo ultimo lavoro. Così l'artista ai microfoni della trasmissione: «Ho pensato, non in questi due giorni, ma in due o tre anni, che non farò altri dischi, altri concerti». «Fine della carriera?», ha chiesto Fabio Fazio al cantautore genovese. «Sì», ha risposto Fossati, il quale ha aggiunto: «si tratta di una decisione serena, presa in tanto tempo. Ho sempre pensato che, alla mia età, avrei voluto cambiare. Mi sono sempre chiesto se al prossimo disco avrei potuto garantire la stessa passione che mi ha portato fino a qui. Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Il prossimo sarà l’ultimo tour».[60]

Giorni più tardi, al Piccolo Teatro di Milano, il musicista sottolinea: «Tirarsi fuori dai meccanismi discografici non equivale a dire addio alla musica. Non è la musica che abbandono, anzi voglio studiare, suonare molto, rimanere appassionato».[61] Rispondendo ai numerosi giornalisti presenti chiarisce: «Come autore se dovessi scrivere qualche canzone che merita di uscire dal cassetto, magari telefonerò a qualche amico. Così come se tra cinque anni un artista mi chiedesse un assolo di chitarra gli direi di si, ma di esibirmi e cantare non se parla».[61] In merito al disco l'autore invita a non considerarlo come un testamento in quanto il progetto no ha nulla di autobiografico.[61] Allo stesso tempo evidenzia il carattere dell'opera, che a dispetto del titolo non vuole porsi nell'ottica di un giustificato pessimismo (come si evince nella traccia conclusiva Tutto questo futuro).[61] L'artista, da ultimo, aggiunge:« Decadancing non nasce dal pessimismo, ma da ciò che ho visto e che va separato dalla volontà di esserci, di vedere questo futuro e di vederlo bene. E ai giovani che vogliono guardare lontano, consiglio di considerare la propria terra l'Europa intera. Non è un invito a scappare dal paese, ma a pensare che le frontiere non si devono nemmeno vedere, e questo non solo nella musica».[61] Nell'ultimo LP si riduce sensibilmente il formato protest song che aveva caratterizzato opere come L'arcangelo, focalizzando l'attenzione al recupero di melodie per archi e pianoforte rinvenibile nelle tracce Settembre, Un natale borghese, Laura e l'avvenire e nel quadretto amoroso di Se non oggi.[3]

A conferma di quanto affermato nelle varie interviste, sempre nel novembre 2011, scrive per Laura Pausini la canzone Troppo tempo inclusa nel disco Inedito. Nella canzone Fossati partecipa in brevi passaggi sia come cantante che come chitarrista.[62] Allo stesso modo, Il 5 novembre 2013, viene pubblicato l'album Senza paura della cantautrice italiana Giorgia, contenente Oggi vendo tutto, scritto e musicato dall'artista genovese.[63] La sua ultima esibizione televisiva è andata in onda in prima serata il 23 gennaio 2012, negli studi del programma Che tempo che fa, trasmesso sul terzo canale Rai. Durante la puntata il cantante ha proposto una galleria di canzoni tratta dal suo repertorio; in studio sono intervenuti gli amici Zucchero e Fiorella Mannoia.[64] Il 19 marzo del 2012 l'artista conclude la propria tournée, esibendosi per l'ultima volta al Piccolo teatro di Milano.[4] Il giorno dopo, il 20 marzo 2012, viene pubblicato un album-tributo dove svariati artisti reinterpretano molti classici della sua produzione; il disco è intitolato Pensiero stupendo - Le canzoni di Ivano Fossati interpretate dai più grandi artisti italiani.[4] Infine, dai concerti del Decadancing tour è stato estratto il DVD live Dopo tutto, uscito nei negozi il 4 dicembre 2012.[65]

Ivano Fossati e la scrittura[modifica | modifica wikitesto]

In foto un modello Gibson ES-335.

«Il Giullare è una mia antica fissazione, un mio leggero incubo che riguarda l'inutilità dei mestieri come il mio... ...per dimostrare che in situazioni drammatiche, l'artista non conta più nulla, la sua figura è superflua, la sua esistenza inutile».[66] Con queste parole il musicista introduce, nel settembre del 1991, la sua prima opera letteraria dal titolo Il Giullare, uscita per le edizioni Millelire. Presentato il 28 e il 29 settembre alla fiera del libro nel Castello di Belgioioso (presso Pavia), l'elaborato presenta la forma del racconto breve (non oltre sessanta pagine) e tratta la storia di un piccolo e frugale artista che si muove in un tempo indefinito, in un futuro estremo e agisce nel momento in cui le società e i sistemi politici falliscono l'uno dopo l'altro.[67]

In merito al suo esordio letterario Il cantante rivela: «Un paio di anni fa Marcello Baraghini e gli altri di Stampa Alternativa mi hanno chiesto di scrivere qualcosa. Non ci avevo mai pensato prima; avevo considerato questa cosa con molta paura [...] Io sono abituato a sintetizzare, ad esprimere un concetto in poche parole, la fatica è quella di dilatare, di riuscire a raccontare cose che sono dentro ad altre cose. Direi che quello che sto scrivendo è una canzone che ha preso un' altra forma, sto cantando una cosa senza cantarla. Se non avessi dovuto metterlo in un libro per il mio personaggio avrei scritto musica».[67] Tale pubblicazione resta un episodio sporadico, infatti, per lunghi anni, l'artista tornerà a dedicarsi all'esclusiva produzione musicale. L'operazione del cantautore non è certo un caso isolato. Nel mondo della canzone sono stati numerosi gli artisti che, nel tempo, si sono prestati alla scrittura, spesso componendo romanzi, racconti o saggi di varia natura. Basti pensare a Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla, Fabrizio De André e Luciano Ligabue, solo per citarne alcuni.[68]

Quello che sembrava un esercizio di stile o più semplicemente un piccolo divertissement, riemerge con preponderanza nel 2014. Dopo essersi "dimesso" da cantautore il musicista inaugura la propria fase narrativa pubblicando, nel marzo dello stesso anno, il romanzo Tretrecinque, edito dalla casa editrice Einaudi.[69] Alla sua prima prova di grande respiro, l'autore racconta la storia di un musicista-girovago che vive il mondo contemporaneo attraversando palcoscenici, difficoltà e peripezie varie. Il titolo del libro è riferito alla Gibson ES-335, primo modello commerciale di chitarra elettrica con cassa semi-hollowbody, introdotta nel 1958 dalla famosa azienda costruttrice Gibson.[70] Lo strumento, tra gli esperti e appassionati di musica, è divenuto molto celebre, e questo anche in virtù delle varie utilizzazioni di grandi chitarristi quali B.B. King ed Eric Clapton.[71] Tornando all'opera fossati afferma: «Ho scritto Tretrecinque perché gran parte dei pensieri, dei fatti e dei personaggi che lo compongono non avrebbero trovato spazio nelle canzoni. Nemmeno lungo gli anni. Non tutto può essere cantato al ritmo della musica. Bisogna chiudere gli occhi, immaginare, prendersi del tempo e provare a raccontare. E riuscire a raccontare è tanto, forse è meglio di tutto».[72]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Ivano Fossati.

La discografia del cantautore presenta venti album in studio per il mercato italiano, quattro album dal vivo e due raccolte ufficiali. Il debutto discografico da solista è avvenuto nel 1973, con l'uscita dell'album Il grande mare che avremmo traversato, pubblicato nel medesimo anno per la Fonit.

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Musiche per il cinema[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 - Decadancing tour

Album tributo[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Autore per altri interpreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Celentano:
    • Sono un uomo libero (2000)
  • Mia Martini:
    • Se finisse qui, solo testo, 1977
    • Sentimento, 1977
    • Danza, 1979
    • C'è un uomo nel mare, 1979
    • La costruzione di un amore, 1979
    • Canto alla luna, 1979
    • E parlo ancora di te, 1979
    • Buonanotte dolce notte, 1979
    • Ci si muove, 1979
    • Di tanto amore, 1979
    • Vola, 1979
    • La luce sull'insegna della sera, 1979
    • E non finisce mica il cielo, 1982;
    • Vecchio sole di pietra, solo musica, 1982
    • La musica che gira intorno, 1994 - P. 1983
    • I treni a vapore, 1994 - P. 1992
    • La canzone popolare, 1994 - P. 1992
  • Anna Oxa:
    • Un'emozione da poco, 1978
    • Fatelo con me, 1978
    • Se devo andare via, 1978
    • Matto, 1979
    • Così va se ti va e questo finché mi andrà, 1979
    • Tutto l'amore intorno, 2010
  • Mina:
    • Stasera io qui, 1978
    • Non può morire un'idea, 1978
    • Cowboys, 1983
    • La casa del serpente, 1991
    • Notturno delle tre, 2003 - P.: 1992
  • Fiorella Mannoia:
    • Le notti di maggio, 1988
    • Lunaspina, 1989
    • Baia senza vento, 1989
    • Oh che sarà, solo testo, 1989
    • I treni a vapore, 1992
    • 1991 L'amore per amore 1992
    • Piccola serenata diurna, 1992
    • Piccola piccola, 1994
    • Fotogramma (Quelli siamo noi), 2001
    • La bella strada, 2008
    • C'è tempo, 2009 - P.: 2003
  • Loredana Bertè:
    • Dedicato, 1979
    • Non sono una signora, 1982
    • Stare fuori, 1982
    • I ragazzi di qui, solo testo, 1982
    • Traslocando, 1982
    • J'adore Venice, 1982
    • Un'automobile di trent'anni, 1983
    • Jazz, solo testo, 1983
    • Petala, solo testo, 1984
  • Patty Pravo:
  • Ornella Vanoni:
    • Carmen, 1987
    • Caffè lontano, 1987
    • Una notte in Italia, 1987
    • La costruzione di un amore, 1990 - P.1979
  • Marcella Bella:
    • Mi vuoi, 1978
  • Alice:
    • La bellezza stravagante, 2003
    • Lindbergh, 2003 - P.:1992
  • Tosca:
    • Sono tre mesi che non piove, 1997
    • Il suono della voce, 2014
  • Serena Abrami:
    • Tutto da rifare, 2011
  • Laura Pausini:
    • Troppo Tempo, 2011
  • Marco Mengoni:
    • Spari nel deserto, 2013
  • Giorgia:
    • Oggi vendo tutto, 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ivano Fossati - All Music - Biography in All Music. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  2. ^ IvanoFossati - Enciclopedia Treccani in Enciclopedia Treccani. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Ivano Fossati, la musica che non gira intorno in Ondarock. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  4. ^ a b c d e L’ultimo concerto di Fossati. Grazie Ivano!. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  5. ^ Premio Librex Montale. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  6. ^ Feltrinelli, Ivano Fossati presenta il suo romanzo in La Repubblica. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  7. ^ a b c d e f g h i j Ivano Fossati - Biografia Corriere della Sera. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  8. ^ Decadancing e l'addio alle scene, Fossati si racconta in Micromega. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  9. ^ Il saluto di Genova a Ivano Fossati. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  10. ^ a b c i Delirium - Dizionario completo della canzone italiana. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  11. ^ Beati i ricchi - Cinematografo.it - Fondazione ente spettacolo. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  12. ^ Renato Olivieri, Tutte le canzoni per Sanremo, pubblicato su La Stampa del 21 febbraio 1973, pag. 7
  13. ^ a b c d e f Dizionario completo della Canzone italiana - Ivano Fossati. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  14. ^ Discografia nazionale della canzone italiana - Infinite Fortune - Oscar Prudente. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  15. ^ Album Per amarti - Discografia Nazionale della Canzone Italiana. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  16. ^ Biografia Mia Martini - La brigata Lolli. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  17. ^ a b Panama e dintorni - recensione DeBaser. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  18. ^ I 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone
  19. ^ Galleria della Canzone - Non sono una signora. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  20. ^ Storiaradiotv - Storia del Festivalbar. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  21. ^ Ezio Guaitamacchi - Mille canzoni che ci hanno cambiato la vita. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  22. ^ a b c d Biografia La Repubblica - La guida - Ivano Fossati. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  23. ^ a b Ventilazione - recensione DeBaser. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  24. ^ Francesco De Gregori: quello che non so lo so cantare. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  25. ^ a b c d e Targa Tenco - Albo d'oro. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  26. ^ CHE BELLI INSIEME I NOSTRI CANTAUTORI. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  27. ^ a b c La pianta del tè- recensione DeBaser. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  28. ^ a b Discanto- recensione DeBaser. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  29. ^ Filmato audio Il leggendario volo di Lindbergh - Rai Cultura. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  30. ^ a b c Lindbergh- recensione DeBaser. URL consultato il 16 febbraio 2015.
  31. ^ a b c Ivano Fossati - Dal Vivo Volume 2: Carte Da Decifrare - DeBaser. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  32. ^ a b Storia del macramé
  33. ^ a b Ivano Fossati - Macramè - DeBaser. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  34. ^ Luigi Viva, p. 208
  35. ^ Luigi Viva, p. 209
  36. ^ Fabrizio De Andrè - Biografia - La Brigata Lolli. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  37. ^ a b Luigi Viva, p. 223
  38. ^ Luigi Viva, p. 223
  39. ^ Il calcio, la tv. L’altro Fabrizio sapeva godersi le giornate di «bonaccia». URL consultato il 16 febbraio 2015.
  40. ^ a b c Biografia Ivano Fossati - Rockol.it». URL consultato il 18 febbraio 2015.
  41. ^ 'Canto il Brasile che amo di più da Gil a Buarque'. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  42. ^ a b c Ivano Fossati - Biografia MusicalStore. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  43. ^ Ivano Fossati Carte da decifrare - Einaudi editore. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  44. ^ Ivano fossati - La Repubblica. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  45. ^ Celentano: Il mio rock che toglie il respiro. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  46. ^ Dal vivo volume 3 - Tour acustico - Rssegna stampa. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  47. ^ Dal vivo volume 3 - Tour acustico in Corriere della Sera. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  48. ^ a b Fossati: Con i popoli migranti per cantare il mondo che cambia in La Repubblica. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  49. ^ Ivano Fossati L'arcangelo - DeBaser. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  50. ^ Trent’anni di successi in un triplo cd in Il Giornale. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  51. ^ Zucchero - stesso disco due opinioni opposte. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  52. ^ David, trionfa "La ragazza del lago" in La Repubblica. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  53. ^ IVANO FOSSATI VINCE IL NASTRO D'ARGENTO. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  54. ^ http://www.televisionando.it/articolo/che-tempo-che-fa-stasera-l-omaggio-a-fabrizio-de-andre/10041/. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  55. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/22/festival-gaber-successo-e-nella-diversificazione-dellesperienza-del-signor-g/663417/. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  56. ^ Q.P.G.A., l'album record di Baglioni 70 artisti uniti per il grande amore. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  57. ^ Premio Lunezia Albo d'oro. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  58. ^ Eclettica e sanguigna la 'Proxima' Anna Oxa. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  59. ^ VIDEO Fossati, decisione ritiro è 'vera e netta' ansa.it
  60. ^ MUSICA/ ANNUNCIO CHOC A “CHE TEMPO CHE FA”, IVANO FOSSATI SI RITIRA: “BASTA DISCHI E TOUR”. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  61. ^ a b c d e Fossati, decisione ritiro è 'vera e netta'. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  62. ^ Laura Pausini - Storia Radiotv. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  63. ^ Senza Paura, la voce di Giorgia si è liberata. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  64. ^ Ivano Fossati standing ovation da Fabio Fazio. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  65. ^ IVANO FOSSATI: ECCO IL DVD DEL DECADANCING TOUR, L'ULTIMA TOURNÉE. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  66. ^ I libri di Ivano Fossati. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  67. ^ a b FOSSATI DIVENTA SCRITTORE. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  68. ^ CANTANTI a suon di bestseller. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  69. ^ Ivano Fossati, un romanzo sul tempo, con dentro molte canzoni. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  70. ^ Gibson Guitar Corporation. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  71. ^ I Can't Quit You Baby – Otis Rush e la Gibson ES-335. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  72. ^ Tretrecinque - Giulio Einaudi editore. URL consultato il 22 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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