Loredana Berté

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Loredana Berté
Loredana Berté nel 2015
Loredana Berté nel 2015
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop rock[1]
Periodo di attività 1974 – in attività
Etichetta CGD, CBS, RCA Italiana, Sony Music, NAR International/Edel Music, GGD
Album pubblicati 24
Studio 19
Live 4
Raccolte 1
Sito web

Loredana Berté (Bagnara Calabra, 20 settembre 1950) è una cantautrice italiana.

Sorella minore di Mia Martini, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata una delle più importanti cantanti italiane. Artista caratterizzata da una forte ed intensa personalità vocale ed interpretativa, assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale è riuscita a vendere circa 7 milioni di dischi, piazzando nella top 20 delle classifiche italiane 15 singoli e 10 album.

Inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo verso la metà degli anni sessanta come ballerina, e in seguito anche come comparsa in alcune produzioni cinematografiche e televisive.

In teatro inizia a ricoprire ruoli da co-protagonista con l'allestimento italiano del celeberrimo musical Hair (1970), lavorando successivamente con Garinei e Giovannini in Ciao Rudy (1972); nello stesso anno gira la versione televisiva dell'Orfeo 9 di Tito Schipa jr., la prima opera rock italiana.

Nel 1973 viene notata da Alfredo Cerruti, il quale le procura un contratto discografico con la CGD per lanciarla come cantante sexy, vista la sua indiscutibile avvenenza.

Il suo album d'esordio, Streaking, fa della Berté la prima interprete rock italiana apparsa sul mercato, sfruttandone sin da subito l'innata attitudine provocatoria e trasgressiva. Il disco - oggi uno dei pezzi in assoluto più quotati dai collezionisti - viene però puntualmente censurato dalla RAI, a causa delle foto interne che la ritraggono completamente nuda, e di alcuni testi particolarmente audaci per l'epoca.

Nel 1975 arriva il suo primo grosso successo discografico con Sei bellissima, brano in cui rivela per la prima volta un'inaspettata capacità vocale, a supporto di un'interpretazione di indubbio impatto emotivo. Sono gli anni chiave del femminismo, e sulla grinta e l'irriverenza della Berté vengono cuciti addosso brani come Meglio libera (1976) e Fiabe (1977), che riscuotono una buona accoglienza; la vera consacrazione avviene però alla fine degli anni settanta, quando la cantante appare decisa ad intraprendere un percorso artistico che la porterà verso la canzone d'autore, iniziando a collaborare con Ivano Fossati, del quale incide Dedicato, brano che le apre definitivamente le porte dei circuiti televisivi. Il successo viene bissato l'anno dopo da E la luna bussò, una hit che vende circa mezzo milione di copie, trainando anche Bandabertè (1979), che è il suo primo album di grande riscontro commerciale.

Col sopraggiungere degli anni ottanta, la Berté diventa la cantante più ricettiva nei confronti di nuove mode e di nuovi stili musicali, pubblicando numerosi lavori di respiro internazionale. Dopo il reggae de La luna bussò, è la volta del funky di In alto mare (1980), mentre l'anno dopo realizza negli USA l'album Made in Italy, collaborando con la Factory di Andy Warhol.

I suoi dischi iniziano ad essere stampati regolarmente in paesi come Spagna, Francia, Germania, Olanda, mentre i suoi spettacoli raggiungono prestigiose location come il Madison Square Garden ed il Ritz a New York.

Dopo un lungo sodalizio artistico ed un'importante love story con il musicista Mario Lavezzi, produttore dei suoi primi lavori, nel 1982 la Berté rinnova la collaborazione con Ivano Fossati, che le scrive Non sono una signora (oltre mezzo milione di copie vendute), suo brano-manifesto che vince il Festivalbar. Tra il 1982 e il 1984 incide ben tre album interamente prodotti da Fossati, in cui emergono alcune delle sue interpretazioni più raffinate ma non per questo meno incisive, come Traslocando, Jazz, Petala, Ragazzo mio (omaggio a Luigi Tenco riarrangiato per lei dallo stesso Fossati).

Inoltre, dopo aver collaborato con Pino Daniele, la Berté lancia un altro importante cantautore come Enrico Ruggeri, del quale porta al successo Il mare d'inverno (1983), una delle prove più importanti della sua carriera d'interprete. Nel 1985, si auto-produce dedicando un intero album al cantautore brasiliano Djavan, ed è probabilmente questo anche l'apice della sua popolarità.

Dopo un decennio ininterrotto di successi e di intensa attività discografica e dal vivo, la sua partecipazione al Festival di Sanremo 1986 con un brano di Mango intitolato Re, desta parecchio scalpore a causa di un celeberrimo pancione finto esibito in scena, creando di fatto uno spartiacque nella sua carriera, che da questo momento conoscerà anche diverse fasi di appannamento, nelle quali la sua produzione diventa più difficoltosa e incostante.

Dopo un anno sabbatico, si ripresenta a Sanremo con un nuovo autoritratto in musica dal titolo Io, brano che anticipa l'uscita di un omonimo album realizzato ancora una volta negli USA, con la produzione e gli arrangiamenti di Corrado Rustici. Durante la promozione del disco, si lega sentimentalmente al celebre tennista svedese Björn Borg, che sposerà nel 1989: un matrimonio particolarmente discusso e assai burrascoso, che è lei stessa ad interrompere nel 1992, uscendone visibilmente segnata.

Il suo ritorno nelle vesti di cantautrice, la vede duettare con la sorella Mia Martini al Festival di Sanremo 1993, pubblicando uno dei suoi migliori lavori intitolato Ufficialmente dispersi: l'album contiene anche Mi manchi, hit dedicata all'ormai "ex" marito Bjorn Borg, che le restituisce una grossa quantità di passaggi in radio. Un altro successo autobiografico, sempre presentato a Sanremo, è certamente Amici non ne ho (1994).

Ma la tragica scomparsa della sorella nel 1995, evento per lei certamente traumatico e concausa di innegabile depressione, è destinata ad influenzare anche la sua attività musicale, sempre più difficile e tormentata. Nel 1997 scrive Un pettirosso da combattimento, album dai sapori marcatamente rock presentato al Festival di Sanremo con la disperata Luna, un'altra delle sue prove musicali più significative. Altro straordinario brano contenuto nel disco è Zona venerdì, poetica e struggente dedica alla sorella: molti anni dopo il pezzo verrà chiaramente menzionato all'interno della sceneggiatura originale del film Premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino, suo estimatore.

Dopo un periodo di silenzio artistico, nel decennio successivo ritrova una certa visibilità coincisa con la realizzazione di BabyBerté (2005), album auto-prodotto e dalla lunga gestazione che la riporta a lusinghieri risultati di vendita, rinnovando la sua popolarità di interprete per eccellenza del rock italiano[2]. Fra gossip, polemiche ed eccessi largamente connaturati all'eccentricità del suo temperamento, seguono comunque numerosi impegni professionali, spesso arricchiti da collaborazioni con artisti come Gigi D'Alessio e Biagio Antonacci, che scrivono per lei due successi quali Respirare e Cattiva, rispettivamente in duetto con lo stesso D'Alessio e con l'emergente Loredana Errore. Il suo ultimo singolo, Ma quale musica leggera, è stato scritto da Edoardo Bennato e segna, a distanza di trent'anni, il ritorno come produttore di Mario Lavezzi.

Nel 2015, dopo due anni trascorsi in tour con la sua band festeggiando i quarant'anni di carriera, annuncia l'imminente pubblicazione di due album: un nuovo lavoro di inediti ed una raccolta celebrativa di duetti al femminile alla quale parteciperanno, tra le altre, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini e Patty Pravo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Una giovanissima Loredana Berté negli anni sessanta

Loredana Berté nasce a Bagnara Calabra il 20 settembre 1950, tre anni dopo sua sorella Mia Martini (Domenica Berté, detta Mimì). Il padre, Giuseppe Radames Berté, e la madre Maria Salvina Dato (19252003) erano entrambi insegnanti. Il padre è stato professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, mentre la madre era maestra elementare. La sua famiglia è costituita da quattro figlie: Leda (1945), Domenica (1947- 1995), Loredana (1950) e Olivia (1958).

Per moltissimi anni, la cantante non ha mai fatto pubblicamente alcun cenno alla propria infanzia. Un anno dopo la morte della sorella, la Berté si sfoga in lunghissimo memoriale sulle pagine del settimanale Oggi, dove per la prima volta ricorda così la difficilissima situazione familiare:

"Il padre e la madre, tutti e due calabresi, insegnavano: abitavamo a Porto Recanati allora, però ogni volta che doveva venire al mondo una di noi la madre prendeva il trenino e andava giù, a casa (perché allora si usava farci nascere con le levatrici); poi tornava su col fagottello. Io e Mimì, essendo le più vicine come età (Leda è molto più grande; Olivia ha otto anni meno di me) stavamo sempre insieme: era un continuo andare ai giardini, al mare (avevamo la casa proprio davanti). Mimì era ammiratissima da tutti i bambini del posto, che scrivevano il suo nome sopra le pietre e le buttavano dentro il nostro giardino, o gliele facevano trovare sul bagnasciuga, dove sapevano che lei passava. Oppure le incidevano grandi cuori sugli alberi. La serenità però finiva una volta chiusa la porta. In casa c’era una situazione intollerabile: il padre e la madre che litigavano a sangue, ogni volta era una tragedia. Perché? Noi eravamo troppo piccole per capirlo. Il padre se n’è andato quando io avevo 8 anni (nel frattempo ci eravamo trasferiti ad Ancona) e non l’abbiamo più rivisto: s’è fatto vivo per la prima volta dopo vent’anni per diffidare Mimì, che aveva inciso il disco Padre davvero.

(...)

In quegli anni, gli unici giorni in cui non c’erano botte era quando arrivava Pietro Nenni che, amico di mio padre (chissà come mai), stava tutti i fine settimana da noi. Mi ricordo i suoi occhi azzurri come laghi, la stanza da letto che preparava mia madre con la coperta rossa di ciniglia, e io che l’andavo sempre a svegliare e a portargli il caffè. In quelle occasioni i genitori facevano i santi. “Che fortuna, speriamo che questo venga un po’ più spesso”, ci ripetevamo io e Mimì, che regolarmente doveva intonare Bandiera rossa tra i nostri applausi.

(...)

No, Mimì non era irrequieta da bambina: io sono sempre stata rissosa, impulsiva, provocatoria; lei sempre dolcissima, riflessiva. E’ scappata di casa una volta, quando faceva le medie, perché aveva preso 4 in inglese: l’ha ritrovata la polizia dopo due giorni, tutta graffiata. Aveva dormito tra i rovi, povera piccina. Tanto era il terrore di affrontare il padre con un brutto voto, visto che pochi giorni prima aveva gonfiato Leda per un 6 (dico: un 6), in latino, la materia che lui insegnava. Quando se n’è andato, per me è stato come se morisse."[3]

In un'intervista concessa nel maggio 2009 a Maurizio Becker[4], la Berté attribusce la morte di Mia Martini ai problemi psicologici derivati da tali difficoltà; la sorella Leda ha del resto confermato le accuse di Loredana[5].

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferisce a Roma nel 1965, alcuni anni dopo la separazione dei genitori, insieme alla madre e alle sorelle; qui inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al "Piper Club" (dove conosce Renato Fiacchini, successivamente affermatosi con lo pseudonimo di Renato Zero).

Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi ed il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Iniziano anche le prime esibizioni dal vivo con Renato Zero, in cui uniscono il canto, la danza ed il mimo.

"Renato veniva spesso buttato fuori di casa e dormiva da noi, in stanza con me e Mimì. Quando c’era un’audizione, magari a Milano, partivamo tutti e tre con l’autostop: se l’organizzazione ci passava solo una camera, io e Mimì eravamo capaci di tirar giù il lenzuolo e far dormire Renato con noi, e poi lo buttavamo fuori dalla finestra prima di uscire. A volte ci calavamo tutti e tre per non pagare il conto: l’abbiamo fatto spesso, molto spesso. In tre ci presentavamo anche alle case discografiche e puntualmente ci cacciavano dicendo che non avremmo potuto mai cantare, che non avremmo mai venduto un 45 giri.

Io e Renato facevamo anche serate insieme, lui con la chitarra e io al microfono: folk, pezzi romani, quello che capitava. Eravamo anche nel balletto di Rita Pavone: ci ha dato da mangiare per una vita, Rita, e grazie a lei io sono andata in Messico con Franco Estil: dovevo stare un mese, sono rimasta un anno. Era il ’70: bellissimo. Sono dovuta tornare col foglio di via perché mia madre, improvvisamente, si era ricordata che una figlia stava chi sa dove e si era rivolta all’ambasciata.[6]"

Nel 1970 debutta in sala di registrazione, come corista assieme alla sorella per l'album di Chico Buarque de Hollanda Per un pugno di Samba, arrangiato da Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti; nello stesso anno partecipa anche nei cori del 45 giri Gingi, pubblicato da Pippo Baudo.

Loredana Berté nel 1970

Di ritorno da una tournée messicana con il gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone, a New York assiste ad una rappresentazione del celebre musical Hair: entusiasta, decide di presentarsi ai provini per la messa in scena del relativo allestimento italiano, a cui infine prende parte ottenendo il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda); la Berté partecipa anche alla realizzazione del disco, come corista e come voce solista in un brano.

Nel 1971 partecipa ai cori del primo album della sorella Mia Martini, Oltre la collina.

Nel 1972 è di nuovo in teatro con la commedia musicale Ciao Rudy, di Garinei e Giovannini, ispirata alla figura artistica di Rodolfo Valentino, dove ha l'occasione di recitare con Marcello Mastroianni, Alberto Lionello, Mita Medici e Paola Borboni. Nell'album che racchiude le canzoni della commedia e che viene pubblicato l'anno successivo, canta il brano Piaceva alle donne.

Nello stesso anno è, insieme a Penny Brown, una delle narratrici dell'opera rock sperimentale Orfeo 9, di Tito Schipa Jr., pellicola trasmessa da Rai 2 e tratta dall'omonimo spettacolo teatrale andato in scena nei due anni precedenti.

Nel 1973 è tra le possibili soubrette di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo, ma viene bocciata dalla dirigenza della Rai a causa della sua prorompenza fisica, giudicata inadatta al pubblico della domenica pomeriggio (sarà Mita Medici la prescelta, che della Berté è anche amica in quel periodo). Appare sui rotocalchi durante una storia d'amore con il tennista Adriano Panatta. A questo proposito è interessante citare qualche estratto di un'intervista pubblicata da Nicoletta Costantino sul settimanale Gioia nel novembre '73:

Loredana Berté in Ciao Rudy (1971)
« ...il nome di Loredana Berté serpeggia da parecchio nei corridoi delle persone-che-contano dell'ambiente dello spettacolo. La ragazza ha fatto colpo non solo per il suo fisico, ma per la sua reale bravura: canta come la sorella Mia, con un tono di voce forse meno impegnato, ma forse più squillante e aggressivo... »
« ...Canta le canzoni della sorella Mia, per esercitarsi, dice. Invece no: a Loredana piace cantare, ne ha un bisogno fisico, lo fa a squarciagola... »
« ...ha per la sorella una sorta di venerazione non solo dettata dall'affetto, ma dal rispetto professionale. Dice: "Mia sorella? Per me è la più grossa cantante che ci sia in giro attualmente. La più moderna, la più immediata. Spero di riuscire ad esprimere anch'io quello che sento mentre canto, come fa lei." »
« "...Mia sorella mi ha sempre aiutato, mi dice tutto quello che devo fare, mi dà dei consigli preziosi, si farebbe a pezzi per me. È stata proprio lei a portarmi alla casa discografica per la quale sto incidendo un disco. Io e Mia siamo sempre andate d'accordo. Lo sai che fino a poco tempo fa le disegnavo io i vestiti? Anche quando non era famosa, quando andava in giro con quelle cose lunghe che non andavano ancora di moda, gliele disegnavo io, e tutti dicevano quando passava: "Arriva la matta". Adesso tutti la copiano, ma io non ho più il tempo per seguirla e lei ha soldi per comprarsi le cose più strane. Ma l'idea della Mia Martini eccentrica, l'idea della "matta" era mia. Non per niente ho fatto il liceo artistico. Ora sfogo la mia fantasia artistica su me stessa: tutto ciò che ho addosso me lo sono disegnato da sola". Ha una penna con poco inchiostro, penso io guardandole i famigerati shorts. »

Nel 1974 appare nella versione televisiva dell'operetta No no Nanette, per la regia di Vito Molinari. Nello stesso anno recita nella commedia musicale Forse sarà la musica del mare insieme a Minnie Minoprio e Lando Buzzanca, in cui canta la canzone L'onnipotente uomo con Renato Cortesi, contenuta nell'LP della colonna sonora. Inoltre, posa nuda in un servizio fotografico pubblicato sulla nota rivista Playboy.

L'ascesa[modifica | modifica wikitesto]

Loredana Berté e Renato Zero nei primi anni settanta

Dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (Bolero, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album Il giorno dopo, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole proporre come cantante sexy e le ottiene un contratto con la CGD che nel 1974 pubblica il suo primo album dal titolo Streaking (in inglese: irrompere nudi tra la folla).

Nella copertina interna Loredana appare nuda in un'immagine dello stesso fotografo del servizio per la rivista Playboy, Mauro Balletti, collaboratore anche delle maggiori cantanti italiane; in effetti l'intero lavoro è un concept album sull'argomento del sesso, musicalmente sperimentale ma troppo audace e provocatorio per l'attivissima censura dell'epoca, che riuscirà a farlo ritirare dal mercato; in seguito verrà riedito con differente copertina; il brano Il tuo palcoscenico si conclude con l'urlo della parola "cazzo" ed una suggestiva coda di chitarra elettrica.

Da Sei bellissima a Dedicato (1975-1978)[modifica | modifica wikitesto]

Il successo discografico arriva nel 1975, con la celeberrima Sei bellissima, canzone inizialmente destinata a Fausto Leali, poi "provinata" anche da Mia Martini e che infine viene affidata proprio a Loredana, la quale ne fa una delle sue più grandi interpretazioni, anch'essa, però, subito vittima di censura a causa dei versi a letto mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente: nel complesso la RAI giudica il testo "troppo forte", pertanto il disco esce in due versioni, una con i versi incriminati ed un'altra con i versi incriminati sostituiti da un innocuo e poi mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente (la copertina di quest'ultima versione è riconoscibile per la scritta "Questo disco per l'estate è stato scelto da Supersonic", la celebre trasmissione radiofonica).

La canzone, scritta da Claudio Daiano per il testo e da Gian Pietro Felisatti (ex componente del gruppo musicale beat dei Funamboli) per la musica, viene arrangiata da Vince Tempera, ispiratosi a Bella senz'anima di Riccardo Cocciante; Sei bellissima partecipa al Disco per l'estate, ma viene inspiegabilmente eliminata. Ottiene però un grande successo, ed il relativo 45 giri è il primo disco della Berté ad entrare in classifica, dove rimane per 14 settimane[7]. Il brano verrà poi inserito nell'album Normale o super (1976), a partire dal quale inizia il suo vero discorso musicale: è il primo lavoro prodotto da Mario Lavezzi, musicista con il quale intratterrà (dopo un breve flirt con Red Canzian, il bassista dei Pooh[8]) una love story durata sei anni.

Da segnalare parecchi brani di forte impatto come Indocina, Per effetto del tempo (primo brano firmato per lei da Ivano Fossati, insieme ad Oscar Prudente) e il singolo Meglio libera, che rimane in classifica per ben diciannove settimane e che continua, per quel che riguarda il testo, il filone femminista, confermato anche con il singolo successivo, Fiabe (1977, anche questo un discreto successo di classifica, molto trasmesso dalle emittenti libere). Sempre nel 1977 viene pubblicato il suo terzo LP, TIR: in copertina una sexy Loredana Berté ritratta dalla vita in giù, con i classici hot pants. Ai cori dell'album, partecipa anche Mia Martini. Nello stesso anno, inoltre, interpreta la soubrettina Dori in Bambole non c'è una lira, uno show televisivo a puntate sulla tematica dell'avanspettacolo scritto da Maurizio Costanzo e Dino Verde per la regia di Antonello Falqui.

Nel frattempo, tra il 1975 e il 1976, la Berté appare in tre film: Il padrone e l'operaio di Steno, Movie rush - La febbre del cinema di Ottavio Fabbri e Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua. In particolar modo, nei due ultimi film citati la cantante fa sfoggio della sua avvenenza recitando completamente nuda.

La Berté, al centro, tra Vince Tempera e Mario Lavezzi nel 1978

Nel 1978 collabora nuovamente con Ivano Fossati che le propone La mia banda suona il rock, Pensiero stupendo e Dedicato, canzone quest'ultima che lei sceglie fortunatamente di incidere e che si rivela un grande successo, aprendole definitivamente i circuiti televisivi, malgrado la censura del verso "ai politici da fiera", in favore di un inoffensivo "alla faccia che ho stasera"[9]; la Berté, comunque, dal vivo canterà sempre la canzone con il testo originale.

Dal reggae al funky (1979-1981)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 è tra i primi artisti (insieme, tra gli altri, a Rino Gaetano e Ivano Fossati[10]) ad introdurre il Reggae in Italia con il lancio della hit E la luna bussò, che vende quasi mezzo milione di copie tra singolo e album: Bandaberté rappresenta infatti il primo dei suoi 33 giri a raggiungere un importante riscontro commerciale. Il disco contiene anche Folle città, firmata da Alberto Radius, e due cover di Lucio Battisti molto efficacemente interpretate: Prendi fra le mani la testa e Macchina del tempo.

Nello stesso anno si aggiudica il premio Vota la voce come miglior interprete femminile, che aveva già vinto due anni prima, confermando le vittorie nel 1982, nel 1985, e nel 1986 con relativo record al femminile.

Nel 1980 pubblica un nuovo 33 giri intitolato LoredanaBertE', in cui sfrutta le sonorità funky (all'epoca particolarmente all'avanguardia nel panorama musicale italiano), lanciando un'altra delle sue più grandi hit: In alto mare. L'album contiene anche Bongo Bongo e Prima o poi firmate da Alberto Radius, e le bellissime Un po' di tutto e Buongiorno anche a te firmate da Pino Daniele.

L'anno successivo trascorre alcuni mesi negli USA per incidere con i Platinum Hook (band che la seguirà anche nei live) l'album Made in Italy, altro lavoro di respiro internazionale contenente la hit Ninna nanna. A New York entra in contatto con Andy Warhol e la sua Factory, dove viene realizzato il videoclip del brano Movie.

L'esperienza nella Factory
Il videoclip di Movie

Nel 1981 la Berté incide a New York l'album Made in Italy, con cui lancia anche la "moda pirata". La copertina dell'album è un intenso primo piano della cantante scattato da Christopher Makos, della Factory di Andy Warhol. In quel periodo infatti la Berté, madrina di Elio Fiorucci, frequenta assiduamente lo storico studio di Andy Warhol, e sarà proprio il maestro della Pop-Art a realizzare in prima persona il video del brano Movie, premiato molti anni dopo (nel 2004) al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti).

L'apice[modifica | modifica wikitesto]

Prodotta da Ivano Fossati (1982-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Ivano Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli Usa (con la partecipazione ai cori di Mia Martini). Con Traslocando, la Berté passa da una vendita media di 50 000 copie per LP a un risultato che supera le 200 000 unità. L'album presenta picchi di qualità mai raggiunte fino a quel momento dalla cantante: contiene Per i tuoi occhi (secondo singolo estratto) e Stella di carta di Maurizio Piccoli; Stare fuori, Traslocando e J'adore Venice sono firmate da Ivano Fossati, e poi una Notte che verrà di Mia Martini e Guido Guglielminetti.

Successivamente la CGD pubblica Lorinedita, un album che contiene nove brani inediti appartenenti alle sessioni dei precedenti lavori discografici. Tra i brani spiccano Professore, dedicato al difficile rapporto col padre, Risveglio e Al mercato dell'usato.

Appare brevemente nel ruolo di sé stessa nel film di Marco Ferreri Storia di Piera.

Nel 1983 incide Il mare d'inverno di Enrico Ruggeri, una delle prove più importanti della sua carriera, inserita nell'album Jazz, che segna il passaggio alla multinazionale CBS.

L'album, ancora una volta prodotto da Ivano Fossati, ottiene consensi di critica e ottimi riscontri di vendite (circa 300 000 copie). Fu registrato tra Londra e New York con l'apporto di alcuni tra i più importanti musicisti americani del momento (Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell): la title-track Jazz (Sina in originale, successivamente incisa in inglese anche dai Manhattan Transfer con il titolo Soul food to go, inserita nell’album Brasil del 1987 e presente al 25º posto nella Billboard’s Top Adult Contemporary chart) segna anche l'incontro tra la Berté e il musicista brasiliano più in voga del momento, e cioè Djavan.

Si esibisce anche al Madison Square Garden e al Ritz, celebre club del Greenwich Village a New York. Si moltiplicano le apparizioni televisive negli show più importanti (Fantastico, ecc.) in cui è sempre la vedette numero 1. I suoi dischi circolano in buona parte dell'Europa e la televisione russa trasmette uno special sulle sue canzoni. Il 30 dicembre 1983 sposa a St. Thomas, nelle isole Vergini, Roberto Berger, figlio di Tommaso Berger, il miliardario fondatore dell'industria del caffè Hag e proprietario delle acque Sangemini. Lui ha dieci anni meno di lei, non vivranno mai stabilmente insieme, ed il matrimonio termina dopo quattro anni, a seguito della denuncia fatta dalla cantante del marito per inadempienza degli obblighi coniugali[11].

Nel 1984 esce Savoir faire, il terzo album consecutivo prodotto da Ivano Fossati (che nei crediti appare come Il Volatore, segno della sofferta e ultima collaborazione) a cui partecipa anche Phil Palmer. Spiccano una sua personalissima versione di Ragazzo mio di Luigi Tenco, Una sera che piove (scritta per lei da Bernardo Lanzetti), un'altra grande interpretazione di un brano di Enrico Ruggeri (Non finirà), e una splendida Petala, secondo omaggio a Djavan.

Carioca (1985)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 vola in Brasile, dove realizza quello che resta forse il suo progetto più ambizioso, al quale partecipa per la prima volta anche in veste di produttrice: un disco interamente al repertorio di Djavan, artista da lei molto amato, che mescola le tradizionali atmosfere brasiliane al rock e al jazz.

L'album in questione, intitolato, Carioca viene inizialmente concepito in lingua portoghese, ma su imposizione della casa discografica verrà pubblicato in italiano con gli adattamenti di Bruno Lauzi ed Enrico Ruggeri. Uno dei più importanti capitoli della sua carriera viene sancito dal successo del singolo Acqua, il cui videoclip (girato proprio in Brasile) la vede per la prima volta cimentarsi anche alla regia. Il brano viene scelto anche come sigla d'apertura del Festivalbar, nella cui finale all'Arena di Verona si esibisce con la sua band in uno speciale mini-show interamente dal vivo.

Nello stesso anno prende parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Africa, cantando Nel blu dipinto di blu, insieme a numerosi altri artisti italiani.

Da Re a Io (1986-1988)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 partecipa al Festival di Sanremo col brano Re (scritto da Mango e arrangiato da Beppe Cantarelli): la sua simulazione di gravidanza desta scalpore anche sui quotidiani. Data per favorita alla vigilia, deve accontentarsi di un nono posto. In pochi minuti, con una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, infrange due tabù nel tempio della musica tradizionale italiana: quello del protocollo e quello della maternità. I dissensi generati dalla sua esibizione spingono la CBS a rompere il contratto e sfuma così il progetto di un album con la collaborazione di Mango.

"E’ nato un putiferio! Per fortuna che c’era anche Sting, che mi ha consolata: “Wow, unbelievable, beautiful...[12]

Esce la raccolta Fotografando... i miei successi, e la stessa Fotografando (lato B di Re) viene presentata in molte trasmissioni televisive e riscuote un buon successo radiofonico e al Festivalbar.

Dopo un anno sabbatico, è di nuovo in gara al Festival di Sanremo 1988 con il brano Io, che anticipa un omonimo album dalle atmosfere più pop, realizzato a San Francisco con la produzione di Corrado Rustici, che ne cura gli straordinari arrangiamenti. L'uscita del disco sembra però registrare un lieve calo di consensi, che ne limita anche gli esiti commerciali; malgrado ciò, pur non riuscendo a raggiungere le posizioni più alte, l'album continua comunque a stazionare per molti mesi nella classifica degli album più venduti, supportato dai singoli La corda giusta e Angelo amerikano, presentati al Festivalbar da una Berté sempre più eccentrica.

L'anno successivo il mensile musicale Rockstar inserisce l'album Traslocando tra i 100 migliori dischi del decennio e tra i primi dieci della produzione musicale italiana.

Il matrimonio con Björn Borg (1989-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988, dopo la fine del matrimonio con Roberto Berger, durante un incontro in occasione di una tappa del Festivalbar registrata ad Ibiza, intraprende una grande e burrascosa love story con il campione di tennis Björn Borg, presentatole la prima volta dall'altro suo ex, Adriano Panatta, al Roland Garros del 1973.

"Quando ci siamo rivisti in Spagna lui era solo e in crisi: si sfogava con me perché si era appena lasciato con una ragazza di 18 anni, che lo aveva fregato rimanendo incinta dopo solo tre mesi e pretendendo di sposarlo. Insomma, io vedo quest’uomo distrutto, affranto, giù: i suoi genitori per vent’anni l’avevano tenuto attaccato a un muro a tirare palline, col paraocchi, senza fargli conoscere niente. Quando la vita l’ha travolto non è stato in grado di affrontarla. Mi ha fatto tenerezza: ha messo in moto dentro di me mille sentimenti, la voglia di una famiglia. Tanto più che anche io ero reduce da un periodo insoddisfacente, in cui il mio lavoro non era stato compreso."[13]

Nel 1989 Borg tenta il suicidio ed è proprio la Berté a salvarlo[14]:

"Dopo una litigata per colpa dei suoi, io sono salita in camera e lui è rimasto sul divano: era molto depresso in quel periodo, perché l’ex compagna gli impediva di vedere il figlio. Svegliatami di soprassalto in mezzo alla notte, non lo sentivo respirare: ho visto una scatola di tranquillanti. Vuota. Una bottiglia di whisky. Vuota. Lui era quasi in coma: ho chiamato la Croce Rossa, l’ho praticamente ripreso per i capelli. Ho salvato Bjorn e non sono stata capace di salvare Mimì: questa è una cosa che non mi perdonerò mai."[15]

Si sposeranno a Milano, nel settembre dello stesso anno, prima con rito civile e poi con rito religioso: il matrimonio causa un lungo periodo di allontanamento della Berté dall'Italia e dal mondo della musica. Borg si dimostra infatti, sin da subito, del tutto insofferente ai suoi impegni musicali, discografici e promozionali al punto che la Berté annullerà anche un'importante tournée con David Zard, uno dei manager più importanti a livello internazionale.

Durante questo periodo, sono frequenti gli attacchi della stampa scandalistica italiana e soprattutto quella svedese, che l'aggrediscono sul piano personale con una pressante attenzione su tutto ciò che riguarda la coppia. Al fianco del marito, all'epoca ambasciatore della monarchia svedese, la Berté è spesso ospite delle sedi rappresentative di alcune delle più importanti nazioni al mondo, prima fra tutte la Casa Bianca a Washington, dove in seguito racconterà di aver incontrato per due volte proprio Osama Bin Laden, insieme ai fratelli ospite dei Bush.[16]

In seguito, la Berté dichiarerà di non essere mai riuscita ad amalgamarsi con la famiglia del marito e con il loro contesto culturale, anche a causa delle sue difficoltà con la lingua. Il suo temperamento e il suo personaggio, trasgressivo e dalle complesse vicende biografiche e familiari, vengono spesso fraintesi dagli svedesi, che la vedono esibirsi anche in un gala in onore del monarca Carlo XVI Gustavo di Svezia.

Nel 1991 ritorna alla canzone d'autore con una fugace apparizione al Festival di Sanremo, dove interpreta In questa città, scritta da Pino Daniele: il brano verrà inserito nella raccolta Best. Nello stesso anno, la Berté rischia di perdere la vita per un tentato suicidio a Milano, due anni dopo quello del marito: viene salvata da un amico di Borg.

"Il rapporto tra me e Bjorn era ormai entrato in una spirale stranissima, fatta di giochi audaci. (...) Finché quella notte, per dimostrargli il mio amore, ho ingoiato un tubetto degli stessi tranquillanti che aveva preso lui. Poi, quando mi sono accorta che mi stavo addormentando, ho chiamato un amico suo: “Dì a Bjorn che gli voglio bene”. Lui ha capito, ha chiamato la polizia che ha sfondato la finestra e mi ha salvato."[17]

Pochi mesi dopo, la Berté viene nuovamente ricoverata per un collasso da stress ed è in quest'occasione, che la sorella Mia Martini riesce a riallacciare il loro rapporto dopo anni di rottura.

"Nell’84, quando voci maligne hanno ventilato che ci fosse qualcosa tra me e Ivano Fossati (mentre non c’era proprio nulla, tranne sincera amicizia e collaborazione artistica), Mimì ha smesso di rivolgermi la parola. Dopo qualche (vano) tentativo di chiarimento, mi sono rassegnata a mettermi da parte. Questa storia infame, però, mi ha tolto dieci anni di vita con mia sorella: non posso assolutamente dimenticarlo, né tanto meno perdonarlo. Ci ha costrette a “tenerci d’occhio” da lontano, a seguire il destino dell’altra magari attraverso la tv o le pagine di un giornale."[18]

(...)

"Quell’anno Mimì ha partecipato al Festival Europeo in Svezia. A casa di Bjorn non avevo mai parlato della mia famiglia: non sapevano che esistesse una sorella più famosa di me, più brava di me, che cantava pure meglio di me. Mi chiama inferocita la madre di mio marito dicendo: ”Chi è questa che tutti i giornali svedesi definiscono la cognata di Borg?”. E’ sua cognata appunto, mia sorella. Anche Mimì telefona dalla Svezia: ”A Loredà, qua me trattano come se fossi Madonna: tutti i fotografi intorno ce l’ho io, tutta la stampa, tutte le televisioni”. Dovete sapere che gli svedesi mi hanno sempre odiato, non hanno mai tollerato che il loro idolo nazionale sposasse una rockettara italiana: non è parso loro vero che spuntasse fuori una sorella raffinata ed elegante, tutta vestita Armani...[19]"

Negli anni successivi, la Berté addebiterà infatti la fine dell'unione con Borg non soltanto al carattere estremamente possessivo del tennista ed al suo stile di vita basato, all'epoca, sul consumo abituale di sostanze illecite, ma anche e soprattutto alla non accettazione del matrimonio stesso da parte della famiglia di lui, al punto da opporsi al concepimento di un figlio, dalla cantante assai desiderato.

Nel 1992, contrariamente a quanto riportato in alcuni articoli, è la cantante a lasciare finalmente Björn Borg e la città di Stoccolma, preparandosi ad un ritorno alla musica con la firma di un nuovo contratto discografico con la Sony e l'inizio della stesura di nuovi testi, inevitabilmente influenzati dal tormentato periodo appena trascorso.

"Ho capito che la mia unica rivale era la coca e che non potevo vincere, perché lui l’amava più che me. E allora ho buttato fuori tutti e due, lui e la coca. Via, aria: il 5 marzo ’92 l’ho cacciato di casa e gli ho tirato dietro le valigie. Ma avrei ancora sentito parlare di lui. Perché abbiamo avuto un lungo contenzioso per il divorzio: non volevo gli alimenti ma un “rimborso danni” visto che non mi aveva fatta lavorare per sei anni. E perché lui girava con le mie carte di credito: ho dovuto mantenerlo, praticamente. Per due anni o tre sono continuati ad arrivarmi conti di tutti gli alberghi del mondo."[20]

Nel 2002, il tennista svedese si sposerà per la terza volta con Patricia Östfeldt, con la quale vive tuttora. In seguito a questo terzo matrimonio, Borg viene denunciato dalla Berté per bigamia: infatti, per l'anagrafe, i due risultano ancora sposati. La Berté chiederà, inoltre, cinque milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato, risarcimento mai corrisposto.

Il ritorno da cantautrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Loredana Berté e Mia Martini si presentano in duetto al Festival di Sanremo col brano Stiamo come stiamo, che introduce il nuovo corso musicale intrapreso a partire dall'album Ufficialmente dispersi, in cui la Berté si propone per lo più con canzoni proprie, tutte degne di nota. In estate partecipa al Festivalbar con il brano Mi manchi, che ottiene un grande successo radiofonico: Mi manchi è uno dei pezzi dell'album dedicati a Bjorn Borg.

Nel 1994 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con Amici non ne ho, un brano particolarmente autobiografico che ottiene un buon riscontro di pubblico e critica. Amici non ne ho viene inserito nel suo primo live, intitolato Bertex - Ingresso libero, che viene pubblicato da Fonopoli, storica etichetta discografica appartenente a Renato Zero, e dove duetta ancora una volta con Mia Martini.

Nel 1995 propone, sempre al Festival di Sanremo, la canzone ANGELI & angeli, che però non riesce a bissare il successo di Amici non ne ho. La raccolta uscita a ridosso del Festival, Ufficialmente ritrovati, rimanda all'album di due anni prima, come titolo e selezione dei brani.

Nel mese di maggio dello stesso anno, avviene la tragica morte della sorella Mia Martini, evento che segnerà la vita della Berté e che sarà il motivo ricorrente di ispirazione per le opere future.

Nel 1996, l'artista avrebbe dovuto pubblicare il nuovo album con la produzione di Renato Zero, ma in fase di missaggio i due entrano in disaccordo e la Berté vuole divincolarsi. Zero chiede all'amica cento milioni di lire per i diritti sui brani (da lei scritti), ma incisi presso lo studio Fonopoli (di proprietà del cantautore), e successivamente viene denunciato dalla stessa. Pertanto, la Berté deciderà di registrare nuovamente per conto proprio il nuovo album (con l'aggiunta di altre due tracce), pubblicandolo l'anno successivo su etichetta Sony Music.

L'amarezza del momento si fonde con la sua tipica forza interpretativa: Luna, uno dei pezzi migliori della sua carriera, in gara al Festival di Sanremo 1997, è contrassegnato da arrangiamenti fortemente rock e immagini evocative molto intense.

A ridosso del Festival di Sanremo, esce dunque l'album Un pettirosso da combattimento, titolo tratto da un verso di Fabrizio De André, che le diede la benedizione. Fra i pezzi che compongono il disco, tutti di forte impatto emotivo, spicca indubbiamente Zona venerdì, con riferimento al giorno di morte della sorella, alla quale è dedicato: molti anni dopo il brano verrà chiaramente menzionato all'interno della sceneggiatura originale del film Premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino (suo grande estimatore), anche se la scena in questione verrà poi tagliata. Nell'album viene incisa anche una poesia dell'artista dal titolo Buon compleanno papà, che allude in maniera criptica al tema dell'eutanasia. Il disco viene presentato a Domenica In, dove Mara Venier la invita come ospite fissa, e contemporaneamente ritorna ad esibirsi dal vivo.

Nel 1998 raccoglie i suoi più grandi successi nel cd Decisamente Loredana, interamente registrato con l'Orchestra Aurora (60 elementi) e diretta dal maestro Mario Natale, che ha accompagnato la cantante nel concerto tenuto al Testaccio Village di Roma. Dell'album fa parte anche l'inedito Portami con te, che riscuote un discreto successo radiofonico. Sulla copertina, la Berté indossa una parrucca blu elettrico per celebrare gli Azzurri ai Mondiali di calcio 1998. Nel 1999 registra Non ho che te, un intenso duetto con Giovanni Danieli, prodotto da Red Canzian dei Pooh.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2000 Dori Ghezzi la invita a partecipare ad un omaggio a Fabrizio De André, ad un anno dalla sua scomparsa, al teatro Carlo Felice di Genova: Loredana offre una toccante interpretazione di Una storia sbagliata. Nello stesso anno conosce Asia Argento durante la realizzazione di una puntata del programma Rai Milano-Roma, e dall'incontro con l'attrice nasce il progetto "Loredasia", che comprende tre video di altrettanti tre pezzi registrati dalla Berté in quello stesso periodo.

Nel 2001 si inizia a parlare di un suo ritorno discografico: nella stagione estiva la Berté, evidentemente appesantitasi nel decennio precedente, appare in ottima forma fisica nel revival televisivo La notte vola, dedicato ai successi musicali degli anni ottanta. Alla fine dell'anno si apprende dalla stampa che il suo management è ora affidato a Beghet Pacolli e Gianni Belleno, i due ex-mariti di Anna Oxa che nel frattempo hanno fondato l'etichetta discografica B&G, con cui la Berté firma un nuovo contratto discografico.

Entrambi decidono di portarla al Festival di Sanremo 2002, ed il brano presentato sul palco dell'Ariston è Dimmi che mi ami, ma la Berté appare in evidente difficoltà (tanto che si era parlato di una sostituzione in extremis con Ivana Spagna) e le sue esibizioni destano perplessità sul suo stato personale. Esce un mini-album, Dimmi che mi ami, con altre tre tracce, che ottiene un buon successo di vendite, ma il disco vero e proprio tarda ad uscire. Ben presto, infatti, la collaborazione con la B&G si interrompe.

Nel 2002, a causa di continue violente liti con i vicini di casa, viene arrestata e obbligata per qualche giorno al ricovero coatto al Guardia Seconda di Milano, che la cantante ricorda come una delle esperienze più terrificanti della sua vita.

Alla fine del 2003 partecipa allo show del sabato sera di Raiuno Torno sabato... e tre di Giorgio Panariello, dove presenta per la prima volta l'emozionante inedito Mufida (in arabo "sorella"), dedicato ancora a Mia Martini e inizialmente destinato al Festival di Sanremo dello stesso anno.

Nel 2004 partecipa alla prima edizione del reality show Music Farm, dove è protagonista assoluta, anche se non sarà la vincitrice. Grazie agli introiti ottenuti da questa esperienza televisiva, riesce a terminare l'auto-produzione di un nuovo album inciso in analogico, decidendo anche di comprare alcune azioni del giornale Il manifesto, aggiungendo una donazione di ventimila euro.

Nello stesso anno i 2Black ripropongono il refrain di In alto mare utilizzandolo per la loro hit Waves of Luv, rinnovandone così la popolarità.

Il successo di Babyberté[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 settembre 2005 esce l'album Babyberté, che debutta al secondo posto della classifica di vendita, ottenendo immediatamente il disco d'oro per le oltre 50.000 copie vendute, segno di una lunga attesa da parte dei fans. Il singolo Non mi pento riscuote un discreto successo radiofonico, mentre allo show televisivo di Adriano Celentano Rockpolitik presenta la sua versione de I ragazzi italiani (di Francesco De Gregori e Ron). Nel febbraio 2006 esce il secondo singolo Strade di fuoco, accompagnato da un simpatico videoclip realizzato da ConiglioViola (che l'aveva già omaggiata sul web).

Il 26 maggio dello stesso anno esce la special edition di Babyberté con un DVD contenente i tre videoclip realizzati con Asia Argento. In autunno intraprende una nuova tournée, affiancata ancora una volta dall'amica collega Aida Cooper e supportata dal management della Barley Arts, agenzia di altri colleghi come Luciano Ligabue, del quale si è dichiarata estimatrice.

Il 2 marzo 2007, esce il doppio cd Babyberté Live 2007, un live autentico e senza ritocchi, con alcune interpretazioni suggestive intercalate da bizzarri monologhi, peculiarità della nuova Berté. L'album contiene anche un inedito, registrato in studio, dal titolo L'araba fenice, canzone scartata dalla commissione ascolti per Sanremo 2007.

Gossip, musica e parole[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 ottobre 2007, gli organi di stampa diffondono la falsa notizia di un tentativo di suicidio che avrebbe visto la Berté barricarsi in una stanza al primo piano dell'Hotel Aldrovandi a Roma, notizia poi ripetutamente smentita dalla stessa Berté, la quale ha più volte affermato di aver soltanto voluto prolungare il proprio riposo isolandosi acusticamente con degli in-ear monitors alle orecchie, dopo aver preso parte la sera prima allo show di Rai 1 Il treno dei desideri, ignara che il suo management avesse nel frattempo disdetto la stanza già dalla mattina del giorno successivo. A seguito dei vari rifiuti della cantante ad aprire la porta della stanza, dando prevedibilmente in escandescenza dopo essere stata svegliata dal personale dell'hotel, la direzione decide di sfondare la porta chiamando il soccorso dei vigili del fuoco: nella confusione generale, accorrono allarmati sia la sorella maggiore Leda, che l'amico Renato Zero, seguito da un folto numero di telecamere e giornalisti, creando dunque il clamoroso equivoco, ripreso poi da varie testate e tg.

Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo con Musica e parole, un testo di Loredana Berté su musica di Alberto Radius (nei crediti del brano appare anche Oscar Avogadro). Nella giornata successiva alla prima esibizione della cantante, si scopre che la musica di Radius non è inedita, bensì era stata incisa nel 1988 dalla cantante Ornella Ventura con un altro testo (L'ultimo segreto). I compositori accreditati e la Berté si sono giustificati parlando i primi di mera dimenticanza sulla versione già edita del brano, e la seconda di essere completamente all'oscuro di tutta la faccenda, versione poi confermata anche da Ivana Spagna, con la quale ha duettato.

Il brano viene comunque escluso dalla gara, ma per volere della direzione artistica, la cantante si esibisce sia nella serata dei duetti che nella serata finale, sempre accompagnata da Spagna. Alla Berté viene anche consegnato uno speciale premio alla carriera istituito dalla città di Sanremo, oltre al Premio Sala Stampa Radio Tv per la sezione Campioni. Ha, inoltre, ritirato il Premio della Critica vinto dalla sorella Mia Martini nel 1982, con il brano E non finisce mica il cielo.

Musica e parole è stato inserito nel cofanetto Bertilation, contenente le esibizioni live registrate alla RTSI del 1980 e del 1984 (sia in cd che in DVD), unitamente a una selezione di brani da Babyberté Live 2007. Nel booklet sono presenti scatti inediti tratte dal servizio per Vanity fair (2006). Il 13 giugno 2008 Musica e parole esce su cd singolo in duetto con Spagna più due versioni del brano da solista. Il 21 luglio 2008, partecipa al Venice Music Awards e si aggiudica il "Premio come miglior interprete femminile dell'anno".

Agli inizi del 2009, in collaborazione con Ivana Spagna, pubblica l'album Lola & Angiolina Project: Lola era il nomignolo con cui Loredana era chiamata da sua sorella Mimì, mentre Angiolina è il secondo nome di Ivana Spagna. Il mini-album, distribuito da Edel Music, contiene sei tracce, di cui tre cantate dalla Berté e tre da Spagna. Nel brano Comunque vada, originariamente registrato dalla Berté, che solo successivamente lo ha invece affidato da Spagna, partecipano ai cori Aida Cooper e la stessa Loredana.

Nel giugno dello stesso anno aderisce al progetto di Laura Pausini Amiche per l'Abruzzo, a favore della popolazione aquilana colpita dal terremoto, salvo poi ritirare in extremis la propria partecipazione allo spettacolo dal vivo tenutosi a San Siro, ritenendo insufficiente il tempo assegnatole per le prove in merito alla sua esibizione.

Sempre nel 2009, partecipa insieme a numerosi altri artisti italiani all'album Q.P.G.A. di Claudio Baglioni, cantando nel brano Tortadinonna o gonnacorta.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 torna in televisione nel programma Ti lascio una canzone, e partecipa all'album Donne, dei Neri per Caso, con i quali la Berté duetta in E la luna bussò.[21]

Il 13 febbraio 2011, torna come ospite a Domenica in, dove viene trasmesso uno speciale in cui la Berté ripropone dal vivo brani fra cui Musica e parole, Luna e Stiamo come stiamo (in duetto virtuale con Mia Martini), consegnando al pubblio una delle sue migliori performance televisive.

Nello stesso anno registra con successo un duetto in coppia con l'emergente Loredana Errore, nel brano scritto da Biagio Antonacci intitolato Cattiva ed è per la prima volta ospite del serale di Amici, dove duetta con la giovane Francesca Nicolì in Non sono una signora. Partecipa, poi, alla 9a edizione di O' Scià, tenutasi sempre a Lampedusa e nuovamente a Ti lascio una canzone, dove omaggia anche Ivano Fossati con un'interpretazione de La mia banda suona il rock.

Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Gigi D'Alessio nel brano Respirare, piazzatosi al 4º posto nella classifica finale; inoltre, durante lo stesso festival, si esibisce con Macy Gray e lo stesso D'Alessio cantando Almeno tu nell'universo.

Il 3 marzo è ospite, sempre con D'Alessio nel tv-show Ballando con le stelle, come ballerini per una notte.

Il 1º giugno ritorna con un nuovo singolo, Ma quale musica leggera, scritto da Edoardo Bennato e realizzato con la produzione di Mario Lavezzi.

La sera del 22 dicembre 2012 va in onda su Rai 1 lo speciale Per sempre Mia (dedicato alla sorella Mia Martini), al quale partecipano come ospiti musicali la stessa Berté insieme ad Aida Cooper, Enzo Gragnaniello, Marco Masini, Mietta, oltre a D'Alessio con Anna Tatangelo.

Nel 2013, dopo sei anni, torna ad esibirsi dal vivo insieme ad una nuova band ed al supporto dell'amica vocalist Aida Cooper.

Dal 13 al 15 giugno ritorna in Russia partecipando come giurata ed ospite d'onore al tv-show White Nights Festival tenutosi a San Pietroburgo e trasmesso sul primo canale nazionale: la terza serata si esibisce live cantando E la luna bussò e Sei bellissima.

Il quarantennale di carriera (2014-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio 2014 l’artista torna ad esibirsi dal vivo con il Bandabertè 1974-2014 tour, una lunga serie di concerti in tutta Italia per festeggiare i suoi quarant'anni di carriera, partita dal Teatro Verdi di Montecatini Terme.

Il 16 e il 23 aprile 2014 è special coach nel programma The Voice of Italy per il team di Piero Pelù.

Il 4 maggio 2014 è ospite della sesta puntata di Amici, dove duetta con la squadra blu capitanata da Miguel Bosè.

Dal 18 aprile 2015 è giurata fissa nella quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi, insieme a Francesco Renga e Sabrina Ferilli. Contemporaneamente, l'artista annuncia di essere a lavoro per la pubblicazione ben due album, uno di inediti e uno di successi, con la produzione di Fiorella Mannoia. L'inedito Il mio funerale viene ufficialmente presentato alla stampa come singolo apripista per il nuovo progetto discografico.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Loredana Berté.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Album Live[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1970: Hair (Musical)
  • 1972: Ciao Rudy (Musical)
  • 1973: Orfeo 9 (Musical)
  • 1974: Forse sarà la musica del mare (Opera teatrale)
  • 2001: Gerusalemme (Musical)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni al Festivalbar[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni ad Azzurro[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni a Vota la voce[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Loredana Berté | Music Biography, Credits and Discography | AllMusic
  2. ^ Tgcom - Articolo Tgcom
  3. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale01.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  4. ^ Pubblicata sul numero 4 della rivista Musica leggera
  5. ^ Leda Berté: Loredana dice il vero nostro padre è stato un violento - la Repubblica.it
  6. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale01.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  7. ^ Questo e gli altri dati sulle posizioni in classifica di Loredana Berté sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, pag. 86, e dalle classifiche pubblicate nel corso degli anni dai settimanali Ciao 2001 e TV Sorrisi e Canzoni
  8. ^ "Subito dopo ho avuto una storia con Loredana Berté. Loredana era ingestibile, un cavallo pazzo, ma io le volevo molto bene", Pooh (a cura di Franco Dassisti), Quello che non sai, Mondadori, 1997; pag. 254
  9. ^ Si manterrà la sostituzione del verso anche nella versione incisa dall'autore l'anno dopo nell'album La mia banda suona il rock
  10. ^ Il primo disco italiano di reggae risale però al 1970, ed è Ora che sei qui/Love Grows, inciso da Remo & Josie per la Joker
  11. ^ Loredana Berte' Si Separa E Denuncia Il Marito - La Repubblica.It
  12. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale03.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  13. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale02.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  14. ^ Berté censurata in Svezia, Corriere della sera.
  15. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale02.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  16. ^ LOREDANA BERTE’: ho visto Bin Laden alla Casa Bianca « Rassegna Stampa di Dario Denni
  17. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale02.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  18. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale03.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  19. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale03.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-04.
  20. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale02.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-06.
  21. ^ Le Donne dei Neri Per Caso.
  22. ^ Orfeo 9 (TV 1973).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1983: Rock Shots - 100 Ritratti in musica Libro fotografico pubblicato in occasione della Mostra (1983 Torino, Milano e Barcellona) sul fotografo Guido Harari.
  • 1984: Miguel Bosé di Nicola Sisto e Gremese Editore, foto e didascalia su Loredana.
  • 1990: Il dizionario della canzone italiana - Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), editore Armando Curcio); alla voce Berté Loredana, di Felice Liperi, pp. 158–159.
  • novembre 1992: Björn till hundra procent (Björn al cento per cento) di Wahlstrom & Widstrand pubblicato in Svezia e nel 1993, in Germania; capitolo e foto su Loredana.
  • dicembre 1994: Teleromanza - Quarant'anni di italiani cresciuti con la TV a cura di TV Sorrisi & Canzoni di Silvio Berlusconi Editore, diverse foto e citazioni su Loredana.
  • maggio 2000: Loredana Berté - Non sappiamo le strade (ma sentiamo le cose) di Paolo Marsich e Bastogi Editrice Italiana.
  • 2005: Loredana Berté - Amici non ne ho - Alfredo Del Curatolo, edizioni Bevivino, Milano.
  • 2007: Piper generation - Corrado Rizza, editore Lampi di stampa, Milano.
  • 2007: Enciclopedia del Rock Italiano - Autori vari (a cura di Gianluca Testani, editore Arcana; alla voce Berté Loredana, pp. 65–66.
  • Maurizio Becker, La guerra non è mai finita, intervista a Loredana Berté pubblicata sul bimensile Musica leggera nº 4, maggio 2009, pagg. 12-35

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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