Scacchi e tarocchi

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Scacchi e tarocchi
Artista Francesco De Gregori
Tipo album Studio
Pubblicazione settembre 1985
Durata 33 min : 38 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Pop
Etichetta RCA Italiana PL 70845
Produttore Francesco De Gregori, tranne (2) e (10): Ivano Fossati
Francesco De Gregori - cronologia
Album precedente
(1983)
Album successivo
(1987)

Scacchi e tarocchi è un album del 1985 di Francesco De Gregori.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. La storia - 2.29
  2. Scacchi e tarocchi - 4.45
  3. I cowboys - 3.02
  4. Ciao ciao - 2.36
  5. Poeti per l'estate - 3.18
  6. A Pà - 4.05
  7. Sotto le stelle del Messico a trapanar - 3.27
  8. Piccoli dolori - 3.56
  9. Tutti salvi - 2.39
  10. Miracolo a Venezia - 3.21

Testi e musiche di Francesco De Gregori.

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Le canzoni[modifica | modifica sorgente]

La storia[modifica | modifica sorgente]

Scacchi e tarocchi[modifica | modifica sorgente]

la canzone è dedicata alla storia del terrorismo in italia, in particolare ai militanti e ai fiancheggatori dei gruppi più noti

I cowboys[modifica | modifica sorgente]

è dedicata alla generazione rampante che negli anni '80 in particolare si ispirava al modello performante degli yuppies statunitensi

Ciao ciao[modifica | modifica sorgente]

"Ciao ciao" è in apparenza una semplice canzone d'amore in cui viene cantato, in toni malinconici, l'addio ad una persona amata. In realtà la canzone è ricca di riferimenti alle vicende legate alla morte di Luigi Tenco, suicida nel 1967 in seguito alle delusioni al Festival di Sanremo (nonostante ancora oggi alcuni non riconoscano la tesi del suicidio, confermata però dalla riesumazione del 15 febbraio 2006). Nel testo De Gregori cita la canzone "Ciao amore ciao", presentata quell'anno al Festival da Tenco; si riferisce a Sanremo con i versi: "Guarda che belli i fiori in quella città" e alla morte di Tenco con "Andarsene è un peccato...". Con questa canzone De Gregori sembra unirsi idealmente all'insofferenza di Tenco che lo portò al suicidio, ribadendo inoltre la sua diffidenza verso il Festival, sottolineandone l'inconciliabilità, passata e futura, con un verso in particolare: "Ciao, ciao/ Guarda che belli i fiori in quella città/ che mai mi ha visto e mai nemmeno mi vedrà".

Poeti per l'estate[modifica | modifica sorgente]

A Pà[modifica | modifica sorgente]

"A Pà" è una dedica a Pier Paolo Pasolini. La canzone, intrisa di brevi immagini di grande carica poetica, è un ricordo dello scrittore che, come spesso accade nelle canzoni di De Gregori, viene proiettato in una dimensione totalmente interiore, priva di dimensione storica, in uno slancio tutto vitale. La canzone si conclude infatti con i versi: "E voglio vivere come i gigli nei campi/ e come gli uccelli nel cielo campare/ e voglio vivere come i gigli nei campi/ e sopra i gigli nei campi volare."

Sotto le stelle del Messico a trapanàr[modifica | modifica sorgente]

Nell'introdurre Sotto le stelle del Messico a trapanàr, nel live Catcher in the Sky, De Gregori ironicamente dice che avrebbe voluto intitolare la canzone Infiniti tronchi, riferendosi ai verbi posti al termine di ogni verso, ma non lo fece per paura che qualche critico pensasse che la canzone avesse per oggetto foreste sterminate.

Piccoli dolori[modifica | modifica sorgente]

Tutti salvi[modifica | modifica sorgente]

Tutti salvi si inscrive nel filone dedicato al Titanic cantato nell'album omonimo del 1982. De Gregori immagina che dopo il naufragio siano rimasti a galla oggetti, voci e note musicali che si perpetuano per sempre.

Miracolo a Venezia[modifica | modifica sorgente]