Fonit Cetra

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Fonit Cetra
Stato Italia Italia
Fondazione 16 dicembre 1957
Fondata da Edgardo Trinelli
Sede principale Milano, Via Meda, 45
Settore Musicale
Prodotti Pop

La Fonit Cetra è stata una delle più note case discografiche italiane, attiva tra il 1958 e il 1998.

Storia della Fonit Cetra[modifica | modifica wikitesto]

La Fonit Cetra nasce ufficialmente il 16 dicembre 1957 dalla fusione di due case discografiche antecedenti: la Cetra, azienda di stato di proprietà della Rai (e prima ancora dell'Eiar), con sede a Torino (fino agli anni '50 in via Assarotti 6, poi in via Avogadro 30 e infine da settembre 1961[1] in via Bertola 34), e la milanese Fonit (l'acronimo è Fon. I.T., e significa Fonodisco Italiano Trevisan), nata nel 1911. Anche Cetra è un acronimo e significa Compagnia Editoriale Teatrale Radio Audizioni.

Entrambe le etichette avevano una posizione di rilievo nel mercato discografico italiano del dopoguerra, la Cetra grazie ad artisti come Nilla Pizzi, Achille Togliani e, a partire dal 1957, Claudio Villa (e all'opera del suo direttore generale, Edgardo Trinelli), e la Fonit grazie a Natalino Otto e Domenico Modugno (che aveva strappato alla RCA Italiana nel 1956).

Con la fusione, nel 1957, le due aziende continuarono a pubblicare i dischi con le due diverse etichette, fino agli anni '70, inoltre mantennero le due sedi fino al 1978, anno in cui la sede di via Bertola 34 a Torino fu chiusa e l'attività concentrata tutta a Milano in via Meda 45.

La sede di Torino aveva, inoltre, anche uno studio di registrazione dove furono incisi molti dei dischi della casa discografica; il direttore artistico era Mario Zanoletti, mentre il tecnico del suono era Edoardo Massucci, figlio di Riccardo Massucci, il regista della famosa trasmissione dell'EIAR I Tre Moschettieri, coadiuvato da un giovanissimo fonico della Sardegna Mariano Pitzianti, e con la chiusura della sede anche lo studio cessò le attività.

È questo l'inizio di un periodo difficile per l'azienda, che entra in crisi al punto che, negli anni '80, non ha più una distribuzione autonoma e si deve appoggiare per quest'attività alla Dischi Ricordi.

Con un atto datato 23 luglio 1987 la denominazione sociale cambia in Nuova Fonit Cetra; viene così rilanciata per un decennio l'attività, grazie al nuovo Amministratore Lucio Salvini. Nel 1997 entra in Rai Trade SPA, ma alla fine degli anni '90 la società viene ceduta dalla Capogruppo RAI alla Warner Music che ne acquisisce il catalogo.

Tra i molti artisti che hanno inciso per la Fonit Cetra ricordiamo Narciso Parigi, Claudio Villa, il Quartetto Cetra, Sergio Endrigo, Marisa Sannia, Marco Armani, i New Trolls, i Delirium, Patty Pravo, Milva, Bruno Venturini, Roberto Balocco, Otello Profazio, Gipo Farassino, Amedeo Minghi, Mietta, Mango, Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Mia Martini, Ivano Fossati e Fausto Papetti, Luca Barbarossa, Manuel De Peppe, Michele Zarrillo, i Ricchi e Poveri, Gino Paoli, Gigi Finizio, gli Osanna, Renzo Arbore, Nancy Cuomo, Rosa Balistreri, Maria Carta, Antonietta Laterza, l'attrice Dalila Di Lazzaro, e tanti altri.

I dischi pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Catalogo Fonit Cetra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, edizioni Curcio, 1990; alla voce Fonit Cetra, di Mario De Luigi, pagg. 695-696
  • I dati concernenti le emissioni discografiche della casa sono stati tratti dai supporti fonografici emessi e conservati (come tutti quelli pubblicati in Italia) alla Discoteca di Stato a Roma.
  • Vari numeri delle riviste Musica e dischi (annate dal 1959 in poi), Il Musichiere (annate 1959-1960), TV Sorrisi e Canzoni (annate dal 1959 in poi), Ciao 2001, Qui giovani, Big, Music, e molte altre riviste di argomento musicale.
  • Mario De Luigi, L'industria discografica in Italia, edizioni Lato Side, Roma, 1982
  • Mario De Luigi, Storia dell'industria fonografica in Italia, edizioni Musica e Dischi, Milano, 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trasferimento uffici, pubblicato su Musica e dischi, n° 183, settembre 1961, pag. 70

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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