Ornella Vanoni

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Ornella Vanoni
Ornella Vanoni nel 1967
Ornella Vanoni nel 1967
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Bossa nova
Musica d'autore
Periodo di attività 1954 – in attività
Album pubblicati 52
Studio 47
Live 5
Raccolte 9
Sito web
« [...] E come tanto tempo fa / ripeto: chi lo sa? / Domani è un altro giorno / si vedrà »
(Domani è un altro giorno)

Ornella Vanoni (Milano, 22 settembre 1934) è una cantante e attrice italiana. È considerata una delle migliori interpreti, tra le più note ed importanti, della musica leggera italiana, con una carriera molto lunga durante la quale si è cimentata in generi diversi, dalle Canzoni della mala al jazz, alla bossa nova, alla canzone d'autore, rendendosi popolare grazie ad uno stile interpretativo ed un timbro vocale fortemente riconoscibili.

È l'unica cantante italiana ad aver vinto finora il Premio Tenco come cantautrice.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi e le canzoni della "mala"[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un industriale farmaceutico, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequenta diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra col desiderio di diventare estetista. Tornata a Milano si iscrive nel 1953 all'Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler; in breve ne diviene l'allieva prediletta, nonché l'amante.[senza fonte]

Strehler le propone di esibirsi, durante i momenti di pausa tra gli atti delle rappresentazioni teatrali, e Ornella cominciò cantando delle ballate della Rivoluzione Francese ("Les rois s'en voint" e "La Seine est rouge") con una voce spigolosa ed insolita.

Nel 1956 debuttò come attrice in Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello.

L'anno seguente autori come Strehler, Dario Fo, Fiorenzo Carpi, Gino Negri e Fausto Amodei costruirono, a partire da vecchie ballate dialettali, delle canzoni che narravano vicende di cronaca nera. All'epoca fu fatto credere che si trattava di composizioni ritrovate in vecchi manoscritti e fu coniata la definizione di canzoni della mala. Strehler organizzò per lei uno spettacolo che fu presentato al Festival di Spoleto nel 1959.

Nacque così l'immagine di Ornella Vanoni "cantante intellettuale", sofisticata e certamente fuori dal coro che sottolineava, tramite l'interpretazione e i gesti, i testi delle canzoni e inizia a diffondersi una certa curiosità intorno a questa ragazza che comincia a proporre un repertorio di canzoni del tutto originale in Italia, le famose "canzoni della mala" con cui si cantano le vite e le storie di carcerati calabresi, di sfortunati ladruncoli milanesi, di ragazzi giovani ammazzati in miniera. La "cantante della mala" ottenne un buon successo di critica ma incappò nella censura radiotelevisiva e in alcune critiche di snobismo altoborghese.

Nello stesso periodo Ornella prestò la voce a uno dei primissimi jingle pubblicitari di Carosello per il dentifricio Colgate con Gardol.

Ornella iniziò a incidere con la storica etichetta Ricordi, che aprì con lei la sezione di musica leggera pubblicando alcune canzoni della mala (Senti come la vosa la sirena, Hanno ammazzato il Mario) su singoli e su EP.

Anni sessanta: Paoli, Tenco e le canzoni d'amore[modifica | modifica sorgente]

Gino Paoli e Ornella Vanoni nel 1963

Nel 1960, terminato il sodalizio con Giorgio Strehler, Ornella incontra Gino Paoli. Con lui incomincia una lunga collaborazione artistica e sentimentale, che le permette di cimentarsi in un genere di canzoni a lei ancora sconosciuto: le canzoni d'amore. Paoli le scrive Me in tutto il mondo e le dedica, colpito dalle sue grandi mani, un ritratto: la celeberrima Senza fine. La Ricordi riunisce in un primo album, dal titolo Ornella Vanoni le canzoni della mala e quelle del nuovo genere:

Il 6 giugno 1960 sposa l'impresario ed ex cantante Lucio Ardenzi e prosegue l'attività di attrice teatrale ne "L'idiota" di Marcel Achard, venendo premiata come rivelazione del teatro italiano con il premio San Genesio e IDI. "La Fidanzata del bersagliere" di Anton le frutterà il secondo premio San Genesio.

Nel 1961 partecipa a Canzonissima con Cercami: questa canzone, inizialmente destinata a Claudio Villa e che Ornella canterà in lacrime dedicandola a Gino Paoli è il suo primo 45 giri ed il primo successo commerciale: difatti supera le 100.000 copie vendute. Nel frattempo "Senza fine " diviene un successo internazionale, diventando parte della colonna sonora del film " Il volo della fenice" di Robert Aldrich.

Nel 1963 è Rosetta in Rugantino di Garinei & Giovannini che la porterà sulle scene di Broadway.

Nel 1963 nasce il figlio Cristiano, ma sono già naufragate le nozze con Lucio Ardenzi.

Avvalendosi degli arrangiamenti e della direzione musicale di Iller Pattacini, continua ad incidere brani di Gino Paoli (Anche se, Che cosa c'è), e di Luigi Tenco (Vedrai vedrai, Io sì, Tu non hai capito niente, Mi sono innamorato di te), Mouloudji e Mogol intraprendendo la via di un successo più popolare: vince il Festival di Napoli 1964 con Tu sì 'na cosa grande in coppia con Modugno, mentre con Ammore mio si classifica seconda.

Seguono una serie di partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1965 con Abbracciami forte[1], nel 1966 con Io ti darò di più (che diviene il suo più grosso successo commerciale degli anni sessanta, nonostante lei non amasse il brano), nel 1967 con La musica è finita di Nisa, Franco Califano e Umberto Bindi, nel 1968 con Casa bianca scritta da Don Backy, secondo posto in coppia con Marisa Sannia.

Ornella Vanoni al Festival di Napoli 1964

Conduce poi cinque puntate del varietà televisivo Studio Uno e lavora come attrice in alcuni film. Ornella cambia immagine e gestualità diventando ancor più sensuale ed elegante. Anche la sua voce abbandona il registro aggressivo e diventa più suadente, in particolar modo sulle note basse.

Nel frattempo cambia anche etichetta discografica e passa dalla Ricordi alla Ariston, pubblicando altri 45 giri di successo come Tristezza (1967, primo brano del repertorio brasiliano, che lei ha sempre amato riproporre), la sua versione di Un'ora sola ti vorrei (sempre del '67) e Una ragione di più, prima sua prova di cantautrice datata 1969.

In questo periodo Ornella incide anche due album intitolati Ai miei amici cantautori e Io sì - Ai miei amici cantautori n.2, interpretando brani di quei cantautori che avevano maggiormente influenzato il suo percorso musicale.

Anni settanta: il successo, il Brasile, i New Trolls e il lato sexy[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 Ornella partecipa ancora una volta al Festival di Sanremo con il brano Eternità che si classifica quarto, ma col singolo successivo, L'appuntamento di Roberto Carlos, Erasmo Carlos e Bruno Lauzi, ottiene il suo maggiore successo commerciale, rimanendo in classifica per molti mesi e vendendo 600.000 copie. Il brano viene inserito nella colonna sonora del film Tony Arzenta diretto da Duccio Tessari.

L'anno successivo la Vanoni prosegue con il suo spettacolo teatrale, iniziato a fine anni sessanta, pubblicando il suo primo album dal vivo (Ah! L'amore l'amore, quante cose fa fare l'amore!), registrato proprio in occasione di un recital tenuto al Teatro Lirico di Milano.

Sempre nel 1971 esce un altro dei suoi cavalli di battaglia: Domani è un altro giorno, versione italiana di un brano di Tammy Wynette The Wonders You Perform. Il brano viene presentato a Canzonissima 1971 e viene inserito nella colonna sonora del film La prima notte di quiete di Valerio Zurlini. Per la finale della stessa edizione di Canzonissima, Ornella Vanoni interpreta Il tempo d'impazzire, scritta da Giorgio Calabrese e Andracco. È inoltre conduttrice del programma E tu che fai? Io questa sera vado a casa di Ornella dove tra gli ospiti c'è un giovane Lucio Battisti; qualche settimana dopo registra la prima trasmissione a colori nella storia della televisione italiana, dal titolo Serata d'onore. Sempre nello stesso anno i concerti della Vanoni si spingono fino all'Olympia di Parigi, il tempio della musica francese dove la sua esibizione si conclude tra le ovazioni del pubblico nonostante all'inizio fosse stata contestata la sua versione di una canzone di Edith Piaf.

Nel 1972 partecipa ad Un disco per l'estate con Che barba amore mio. Successivamente escono i singoli Io, una donna (col più fortunato lato B E così per non morire) e Ma come ho fatto, sigla finale dello show televisivo L'appuntamento (1973), che vede la Vanoni protagonista a fianco di Walter Chiari, da poco uscito di prigione. Il brano Quei giorni insieme a te viene inserito nella colonna sonora del film Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci.

Nel 1973 esce il singolo Dettagli: come L'appuntamento, è una cover brasiliana di Roberto Carlos, tradotta ancora una volta dallo stesso Bruno Lauzi. L'omonimo album Dettagli riscuote un enorme successo commerciale (circa mezzo milione di copie vendute).

Alla fine dello stesso anno uscirà un nuovo LP (l'ultimo pubblicato per la Ariston), dal titolo Ornella Vanoni e altre storie, per lo più composto da cover straniere tradotte in italiano. Nel frattempo viene scelta come testimonial pubblicitaria incidendo un celebre jingle per la Martini.

Nel 1974 lascia la Ariston e fonda una propria etichetta discografica, la Vanilla (che contribuirà a lanciare cantanti, talvolta meteore, come Lina Savonà). Escono gli album A un certo punto (ancora mezzo milione di copie vendute), La voglia di sognare (1974) e Uomo mio bambino mio (1975), con gli omonimi singoli. Nel 1975 torna protagonista del piccolo schermo accanto a Gigi Proietti, nello spettacolo Fatti e fattacci.

Nel 1976 realizza, con la collaborazione di Sergio Bardotti, un prestigioso album con Vinicius de Moraes e Toquinho: La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria. L'album, interamente registrato in presa diretta, ottiene uno straordinario successo di critica e pubblico. Nello stesso anno esce anche la hit Più (cantata con Gepy), nonché l'omonimo LP.

L'anno successivo, dalla collaborazione con i New Trolls, nasce un nuovo doppio album (Io dentro / Io fuori), dal quale emergono successi come Ti voglio e Domani no. Segue una lunga e fortunata serie di concerti.

Nel 1977 la Vanoni posa nuda per la versione italiana di Playboy chiedendo come compenso, al posto del denaro, una sfera dell'artista Arnaldo Pomodoro, con il quale nasce una profonda amicizia. In quello stesso anno esce l'LP Vanoni, caratterizzato da atmosfere sensuali e testi sempre più audaci. Vorrei darti è il successo dell'album ed esce anche su 45 giri.

Nel 1979 esce il primo volume della serie Oggi le canto così, composta da quattro LP usciti tra il '79 e l'82, nei quali la Vanoni reinterpreta alcuni suoi brani storici in versione riarrangiata. Ritorna in tv a fianco del comico siciliano Pino Caruso per lo show Due come noi. Inoltre è protagonista, assieme a Ugo Tognazzi, del film I viaggiatori della sera, del quale Tognazzi è anche regista.

Anni ottanta: Ornella cantautrice, grandi collaborazioni e il jazz[modifica | modifica sorgente]

Gli anni ottanta proseguono all'insegna di un'autoproduzione consapevole e un cambio di casa discografica, la CGD.

Aprono il decennio tre album di alto livello: Ricetta di donna (1980), Duemilatrecentouno parole (1981) e Uomini (1983). Per questi lavori, Ornella non si limita a collaborare alla produzione (di Sergio Bardotti), ma scrive anche da sé alcuni pezzi (tra gli altri, "Ricetta di donna", "Per un'amica" e "Questa notte c'è"). Per la prima volta, interi album vengono concepiti in funzione di materiale proprio: "Bisogna darsi cariche nuove [...] e poi non c'era questo materiale straordinario d'autore, che arrivasse sul tavolo", dichiarerà la cantante in un'intervista del 1982. Ma la Vanoni fa di necessità virtù, e il riscontro di pubblico e critica è subito entusiastico. Adotta così una nuova formula di lavoro che diventa una costante e un brand per i lavori successivi.

Da questi dischi affiorano anche importanti collaborazioni con autori come Fabrizio De André (che traduce La famosa volpe azzurra di Leonard Cohen), Lucio Dalla (che produce I grandi cacciatori) e Giorgio Conte (che le affida l'autobiografica La discesa e poi il mare); nonché duetti con Gino Paoli, Toquinho, Roberto Vecchioni (Dentro gli occhi) e Pierangelo Bertoli, e successi discografici come Vai, Valentina e Musica, musica (dell'album Duemilatrecentouno parole, 1981).

Nel 1985 comincia una lunga serie di concerti in coppia con Gino Paoli: da questa tournée di grandissimo successo viene registrato il doppio disco Insieme.

Nel frattempo la Vanoni lavora anche allo spettacolo di prosa Commedia d'amore, presentato nei teatri al fianco di Giorgio Albertazzi e portatore di critiche positive.

L'anno seguente Ornella si reca a New York con Sergio Bardotti per registrare Ornella &...: un doppio disco che presenta una selezione di canzoni italiane d'annata (Ma l'amore no, Una sigaretta..), d'autore (Se stasera sono qui, Chissà se lo sai..) e dell'ultimo periodo (La donna cannone, Ancora..) rilette in chiave jazz, con la collaborazione di massimi esponenti del genere come George Benson, Gil Evans, Herbie Hancock, Ron Carter e altri.

Nel 1987 registra a Londra l'album "O" (prodotto da Greg Walsh e Ivano Fossati), che dà il via a un giro di concerti di alto livello, che sono anche i primi da sola, dal 1982. Per questa tournée Ornella sceglie nuovi musicisti, affianca ricercati pezzi di repertorio ai nuovi brani, e si avvale, per l'impianto scenico, degli amici Arnaldo Pomodoro e Gian Ruggero Manzoni (un piano inclinato triangolare movibile e trasformabile) e per i costumi di Gianni Versace (che ideò un aderente tubino nero lungo di base e accessori colorati cambiabili). Da questo momento, la Vanoni imprime la propria creatività anche sulla regia dei tour, a tratti impostata sul modello "Teatro-Canzone" di Giorgio Gaber, e che continua a recepire grande apprezzamento da parte del pubblico.

Nel 1989 torna al Festival di Sanremo con Io come farò, scritta per lei da Gino Paoli, che con Sergio Bardotti è autore dell'intero album Il giro del mio mondo. Con questo disco si conclude la collaborazione con Bardotti, ripresa poi nei primi anni Duemila.

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel nuovo decennio, dopo avere raggiunto il massimo della sua espressione artistica nell'interpretazione di canzoni d'autore legate alla sensualità e alla malinconia, Ornella punta ad atmosfere sempre più levigate e raffinate, accentuando i toni nasali.

La cantante inizia a diradare le sue apparizioni televisive e la produzione discografica è meno frequente. In questi anni si lega all'avvocato e manager veneziano Vittorio Usigli.

Nel 1990 esce l'album Quante storie, per metà scritto da Stefano De Sando. Trovano posto anche Insieme a te (successo col quale inizia la collaborazione con Mario Lavezzi), Effetti speciali (scritta da Mariella Nava) e una sua personalissima versione de La costruzione di un amore, scritta da Ivano Fossati per Mia Martini.

Nel 1992 esce Stella nascente, primo album di Ornella Vanoni con la produzione di Mario Lavezzi, che scrive anche il singolo omonimo insieme a Mogol. In questo disco, la Vanoni ritorna a firmare i testi di ben cinque canzoni, tra cui Perduto. Inoltre comincia anche la collaborazione con Grazia Di Michele, che scrive Non era presto per chiamarti amore. Stella nascente ottiene il disco d'oro per le vendite.

Nel 1995 è la volta di Sheherazade, prodotto ancora da Mario Lavezzi. Ornella Vanoni è autrice di otto dei dodici ritratti femminili del disco, incentrato e dedicato ancora una volta alla donna. Il titolo dell'album, Sheherazade (come anche il brano omonimo), vuole essere un riferimento e una dedica all'ingegno, alla creatività, al potere della seduzione e della bellezza, propri dell'essere donna: emblema di ciò è Sheherazade o Sharāzād, personaggio protagonista de Le mille e una notte, che riuscì a sfuggire alla morte per mano del re persiano Shāhrīyār, trasformando il suo odio in "lacrime d'amore", grazie al suo fascino e alla sua fantasia. In una nota dell'album, la cantante definisce Sheherazade "il più grande archetipo femminile".

L'album, arrangiato da più musicisti, è tra i più eterogenei circa le atmosfere e le sonorità presenti. Due i principali successi contenuti nel disco: Per l'eternità di Mogol-Lavezzi e Rossetto e cioccolato, scritta dalla stessa Ornella. Anche in questo disco collabora Grazia Di Michele, co-autrice assieme alla Vanoni di ben tre brani, tra cui Sos (che nel 2009 Ornella dichiarerà essere la canzone che più rappresenta se stessa e l'amore). Tra gli altri brani, spiccano Lupa, Il mio trenino, I desideri delle donne e Angeli e no.

L'anno dopo, nel 1996, Ornella Vanoni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo con un altro brano da lei firmato (Bello amore), ma poche ore prima della prova d'orchestra al Teatro Ariston, la melodia del brano (di Giuseppe Barbera) viene eseguita in un programma radiofonico della RAI, con un altro testo, da Emilia Pellegrino, la quale, avendo tentato senza successo la carriera di cantante presso il Centro Europeo Tuscolano di Mogol, secondo la stampa, avrebbe sottratto uno spartito con la melodia "incriminata" durante le attività musicali del CET, per poi riutilizzarla, mossa da frustrazione, per una sorta di vendetta personale (possibilmente favorita da qualcuno dell'ambiente). La stampa e la discografia si schierano a favore della Vanoni, definendo la sua una delle più belle canzoni in gara, ed è la Vanoni stessa a ritirarsi per prima dalla competizione, prima ancora di una decisione ufficiale della commissione del Festival di Sanremo[2]. La Vanoni dichiara in una conferenza stampa che la sua partecipazione al Festival sarebbe comunque stata un "di più", impegnata com'era nella tournée di Sheherazade (scenografia di Arnaldo Pomodoro e costumi di Gianfranco Ferré[3]), che stava riscuotendo un grandissimo successo (inizialmente era previsto addirittura un album dal vivo). Bello amore viene comunque incluso in una nuova ristampa di Sheherazade, che riceve il disco d'oro per le vendite.

Nel 1997 registra con Paolo Fresu un altro straordinario album, Argilla, nel quale la Vanoni rilegge in chiave jazz alcuni grandi successi internazionali, talvolta tradotti in italiano, come il singolo Viaggerai.

Nel 1999 accompagna Enzo Gragnaniello in gara al Festival di Sanremo duettando in Alberi, canzone che si classifica al quarto posto nella categoria Campioni. La Vanoni è anche la prima cantante a ricevere sul palco del Teatro Ariston il Premio alla Carriera, istituito proprio in quell'edizione.

Alberi viene inserita nell'album Adesso, disco dal vivo registrato durante il tour di Argilla (1998): nel cd è presente anche un testo di Samuele Bersani su musica di Sakamoto, Isola.

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Ornella Vanoni nel 2007

Nel 2000 Ornella collabora con i Delta V; da questo incontro nascono dei concerti estivi in alcuni luoghi artistici d'Italia come il Teatro romano di Verona o lo Sferisterio di Macerata.

Nel 2001 incide due album di cover, prodotti da Mario Lavezzi, in cui rivisita alcuni grandi successi italiani degli anni sessanta e settanta in chiave moderna: Un panino una birra e poi... e E poi... la tua bocca da baciare, col quale passa alla Sony Music.

Nel 2002 esce anche un disco dedicato alle canzoni di Burt Bacharach (Sogni proibiti), mentre l'anno successivo esce Noi, le donne noi, raccolta di alcune delle sue più belle canzoni dedicate al mondo delle donne, in versione riarrangiata, unitamente ad alcuni commenti in forma di poesia, recitati dalla stessa Vanoni. L'inedito Noi, le donne noi è la sigla finale de Il bello delle donne, fiction interpretata, fra le altre, da Nancy Brilli, che ne incide la sigla in coppia con la stessa Vanoni e canta nel brano Ricetta di donna.

Nel 2004 Ornella e Gino Paoli incidono l'album di inediti Ti ricordi? No non mi ricordo e nel 2005 partono dopo vent'anni con un altro lunghissimo tour di successo, da cui verranno estratti un doppio CD e un DVD. Nel marzo 2005, insieme a Gino Paoli, riceve nel Teatro Rendano di Cosenza il "Riccio d'Argento" di Fatti di Musica, la rassegna diretta da Ruggero Pegna, per il "Miglior Concerto Teatrale dell'Anno".

Nello stesso anno, la canzone L'appuntamento viene inserita nella colonna sonora della pellicola di Steven Soderbergh Ocean's Twelve.

Anticipato dal singolo Gli amanti, che riscuote un buon successo, il 28 settembre 2007 viene pubblicato Una bellissima ragazza, il primo disco di inediti dal 1995 (anno di Sheherazade); realizzato prevalentemente con Mario Lavezzi e Pacifico, l'album vanta anche la partecipazione di Renato Zero, Ron e Grazia Di Michele come coautori, nonché la tromba di Paolo Fresu e la voce di Mario Biondi (nel brano Cosa m'importa). La scrittura degli archi porta la firma di Gianfranco Lombardi, già partecipe ai lavori de L'appuntamento (1970) e la direzione d'orchestra di Luigi Lombardi d'Aquino.

L'album viene realizzato in seguito alla conversione di Ornella al Cristianesimo evangelico pentecostale, e dedicato a Gesù Cristo. In copertina appare il ringraziamento a "Gesù con tutto il cuore, noi due sappiamo perché"[4].

Il 17 ottobre 2008 viene pubblicato l'album Più di me, raccolta dei suoi grandi successi interpretati in duetto con alcuni illustri colleghi, fra cui Mina (Amiche mai), Eros Ramazzotti (con Solo un volo, primo singolo estratto), i Pooh (Eternità), Jovanotti (Più e Io so che ti amerò), Fiorella Mannoia (Senza paura), Claudio Baglioni (Domani è un altro giorno), Lucio Dalla (Senza fine), Gianni Morandi (La musica è finita), Carmen Consoli (L'appuntamento), e la rivelazione dell'anno Giusy Ferreri (Una ragione di più).[5] Il giorno seguente, per festeggiare i 50 anni di carriera, Ornella tiene un grande concerto in piazza Duomo a Milano davanti a una folla di 30 000 persone. Il disco riscuote un ottimo successo commerciale (oltre 200.000 copie vendute), ricevendo il doppio disco di platino, mentre il duetto con Eros Ramazzotti conquista la prima posizione nella classifica dei brani più scaricati legalmente.

Nel 2009 partecipa alla 59ª edizione del Festival di Sanremo come madrina della giovane cantante Simona Molinari, con cui duetta nel brano Egocentrica. Durante la serata interpreta anche Vedrai vedrai di Luigi Tenco, e ricorda Mino Reitano cantando Una ragione di più.

Il 13 novembre dello stesso anno esce il disco Più di te, dedicato ancora una volta al mondo dei cantautori: Ornella Vanoni canta al maschile testi come Alta marea (Antonello Venditti), Quanto tempo e ancora (singolo che ha anticipato l'album, di Biagio Antonacci), Dune mosse (Zucchero Fornaciari), La mia storia tra le dita (Gianluca Grignani), Ogni volta (Vasco Rossi), e duetta con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Mario Lavezzi (Vita), Samuele Bersani (Replay), Pino Daniele (Anima), Ron (Non abbiam bisogno di parole), Gianna Nannini (I maschi). Quest'ultimo album ottiene il disco d'oro[6] per le vendite.

Con Claudio Baglioni ha di nuovo duettato nel disco Q.P.G.A., con la canzone Fiore de sale.

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Il 5 ottobre del 2010, esce per la Sony Music un nuovo disco dal vivo, registrato l'anno precedente durante alcune serate esclusive al Blue Note di Milano: Live al Blue Note.

Il 26 ottobre 2010 esce Donne dei Neri per Caso, album di duetti a cappella con importanti artiste donne[7], tra le quali Ornella Vanoni, che reinterpreta Io che amo solo te di Sergio Endrigo.

Nel 2011 incide con Roberto Vecchioni, una nuova versione di Dentro gli occhi, canzone con cui i due avevano già duettato nell'album Hollywood Hollywood (1982)

A settembre di quell'anno ritorna a cantare le Canzoni della Mala al Piccolo teatro a Milano insieme a Peppe Servillo e partecipa come giudice al nuovo talent show di Rai 2 Star Academy. Nel mese seguente viene pubblicata la sua autobiografia Una bellissima ragazza.

Nell'estate del 2012, la cantante Katy Garbi pubblica per il mercato greco un duetto virtuale con Ornella Vanoni nella sua canzone Buona vita (tratto dall'album Una bellissima ragazza, del 2007), riscuotendo un buon successo di classifica.

Sempre nell'estate 2012, riceve a Capri il prestigioso Premio Faraglioni, riconoscimento patrocinato dal Presidente della Repubblica.

L'11 marzo 2013 viene presentato al Piccolo Teatro di Milano il docu-film di Alexandra della Porta Rodiani sulla vita dell'artista, intitolato Ornella Vanoni. Ricetta di donna.

Il 10 settembre 2013 esce, con la consueta produzione di Mario Lavezzi, l'album "Meticci" (Io mi fermo qui), nel quale Ornella collabora anche con Nada e Franco Battiato. Con l'uscita dell'album, viene annunciato anche il relativo tour teatrale per il mese di marzo 2014; nel frattempo, la cantante porta avanti una serie di concerti jazz, iniziati in Svizzera, ad Ascona, con la All Star Jazz Band, e prosegue con altre date a New York, a Venezia ed al Blue Note di Milano.

A fine febbraio 2014 Ornella inizia il suo ultimo tour per l'Italia "Un filo di trucco, un filo di tacco".

Il 4 maggio 2014 è ospite della sesta puntata di Amici, dove duetta con la squadra bianca capitanata da Moreno.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

  • 1958 - Sentii come la vosa la sirena/Canto di carcerati calabresi (Ricordi SRL 10.008)
  • 1959 - Hanno ammazzato il Mario/La zolfara (Ricordi SRL 10.072)
  • 1959 - Ma mi/Le mantellate (Ricordi SRL 10.073)
  • 1960 - Ballata di Chessman/Ma mi (Ricordi SRL 10.136)
  • 1960 - Me in tutto il mondo/Però, ti voglio bene (Ricordi SRL 10.169)
  • 1961 - Un jour tu verras/Per te (Ricordi SRL 10.184)
  • 1961 - Senza fine/Se qualcuno ti dirà (Ricordi SRL 10.186)
  • 1961 - Cercami/Un grido (Ricordi SRL 10.217)
  • 1961 - Quando dormirai/Quando dormirai (Ricordi SRL 10.219) lato B interpretato da Iller Pattacini; dal film Le piace Brahms?
  • 1962 - Me in tutto il mondo/Un jour tu verras (Ricordi SRL 10.233)
  • 1962 - Anche se/Attento a te (Ricordi SRL 10.284)
  • 1963 - C'eri anche tu/Ricorda (Ricordi SRL 10.312)
  • 1963 - Mario/Coccodrillo (Ricordi SRL 10.325)
  • 1963 - Roma nun fa la stupida stasera/È l'omo mio (Ricordi SRL 10.331)
  • 1963 - Che cosa c'è/La fidanzata del bersagliere (Ricordi SRL 10.334)
  • 1964 - Siamo pagliacci/Domani ti sposi (Ricordi SRL 10.339)
  • 1964 - Poco solo/I giorni dell'amore (Ricordi SRL 10.345)
  • 1964 - Tu sì 'na cosa grande/Ammore mio (Ricordi SRL 10.357)
  • 1964 - Non dirmi niente/Se non avessi incontrato te (Ricordi SRL 10.361)
  • 1965 - Abbracciami forte/Non voglio più (Ricordi SRL 10.365)
  • 1965 - Caldo/Giochiamo a stare al mondo (Ricordi SRL 10.384)
  • 1965 - Tu mi hai baciato l'altra sera/Apro gli occhi per non vederti (Ricordi SRL 10.399)
  • 1965 - Non dimenticar (le mie parole)/Fra tanta gente (Ricordi SRL 10.405)
  • 1966 - Io ti darò di più/Splendore nell'erba (Ricordi SRL 10.416)
  • 1966 - Questo è il momento/Tutta la gente del mondo (Ricordi SRL 10.417)
  • 1966 - Gente/Finalmente libera (Ricordi SRL 10.424)
  • 1966 - Per chi non lo sa/Solamente noi (Ricordi SRL 10.439)
  • 1967 - La musica è finita/Un uomo (Ariston AR 0190)
  • 1967 - Ti saluto ragazzo/Un uomo, una donna (Ariston AR 0194)
  • 1967 - Tristezza/Il mio posto qual è (Ariston AR 0205)
  • 1967 - Cordialmente/Amai (Ariston AR 0218)
  • 1967 - Senza di te/Ore d'amore (Ariston AR 0238)
  • 1967 - Non finirà/Un'ora sola ti vorrei (Ariston AR 0240)
  • 1968 - Casa Bianca/Serafino (Ariston AR 0244)
  • 1968 - Quando sei triste prendi una tromba e suona/Finisce qui (Ariston AR 0274)
  • 1968 - Sono triste/Io sono come sono (Ariston AR 0295)
  • 1968 - Ninna nanna di Rosemary/E figurati se... (Ariston AR 0301)
  • 1969 - Una ragione di più/Quando arrivi tu (Ariston AR 0315)
  • 1969 - Mi sono innamorata di te/Ritornerai (Ariston AR 0329)
  • 1969 - In questo silenzio/Il mio coraggio (Ariston AR 0331)
  • 1969 - Mi piaci mi piaci/Quale donna vuoi da me? (Ariston AR 0335)
  • 1969 - Uno di qua, l'altro di là/Serafino (Ariston AR 0348)
  • 1970 - Eternità/Sto con lui (Ariston AR 0353)
  • 1970 - L'appuntamento/Uomo, uomo (Ariston AR 0368)
  • 1971 - Io sì/Anonimo veneziano (Ariston AR 0380)
  • 1971 - Le mantellate/Il disertore (Ariston AR 0517)
  • 1971 - Domani è un altro giorno/C'è qualcosa che non sai (Ariston AR 0520)
  • 1971 - Il tempo d'impazzire/Variante (Ariston AR 0528)
  • 1972 - Che barba amore mio/Il mio mondo d'amore (Ariston AR 0544)
  • 1972 - Parla più piano/Il padrino (Ariston AR 0555)
  • 1972 - Ma come ho fatto/La casa nel campo (Ariston AR 0560)
  • 1972 - Io, una donna/E così per non morire (Ariston AR 0567)
  • 1972 - Parla più piano/Quei giorni insieme a te (Ariston AR 0577)
  • 1973 - Pazza d'amore/Dettagli (Ariston AR 0600)
  • 1973 - Sto male/Superfluo (Ariston AR 0610)
  • 1974 - Non so più come amarlo/C'è qualcosa che non sai (Ariston AR 0630)
  • 1974 - Stupidi/La gente e me (Vanilla, OV 001)
  • 1974 - La voglia di sognare/Guardo, guardo e guardo (Vanilla, OV 004)
  • 1975 - Se dovessi cantarti/Alibi (Vanilla, OV 005)
  • 1975 - Uomo mio, bambino mio/Canta canta (Vanilla, OV 006)
  • 1976 - Non sai fare l'amore/Fili (Vanilla, OV 007)
  • 1976 - Più/Dimmi almeno se (Vanilla, OV 008)
  • 1977 - Domani no/Ti voglio (Vanilla, OV 014)
  • 1978 - Gli amori finiti/Noi (Vanilla, OV 019)
  • 1979 - Vorrei darti/Eccola qui (Vanilla, OV 022)
  • 1980 - Innamorarsi/Il telefono (CGD 10277)

CD Singoli[modifica | modifica sorgente]

DVD[modifica | modifica sorgente]

Discografia estera[modifica | modifica sorgente]

  • 1975 - Hasta un cierto punto (edito per l'Argentina)
  • 1976 - Mas (edito per il mercato latino)
  • 1977 - Album (edito per il mercato francofono)
  • 1982 - Licht und schatten (edito per il mercato tedesco)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Rai[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva[modifica | modifica sorgente]

Varietà[modifica | modifica sorgente]

Dicono di lei[modifica | modifica sorgente]

"È stato per me un onore, oltre che un piacere, realizzare un duetto - per di più con una mia canzone scritta apposta per lei - con Ornella, che considero una delle maggiori protagoniste della musica leggera italiana di tutti i tempi." Eros Ramazzotti[8].

"“La voce della Vanoni è come un profumo. Dopo averla ascoltata ci si sente bene. Immersi in qualcosa di bello che rimane. " Jovanotti[8].

"“Non c'era differenza tra il suo recitare e il suo cantare, mentre quando la sento cantare, come nella canzone che abbiamo registrato insieme, oltre il suo grande feeling, mantiene intatta la sua qualità d'attrice. Per me Ornella è musica, quando parla, quando canta e anche quando dorme. Non so se russa, ma se lo fa, sicuramente "russa soul". " Lucio Dalla[8].

"“Ornella è lo stile. " Claudio Baglioni[8].

"“Ho sempre ammirato la Vanoni, la sua forza interpretativa, l'eleganza, la sua straordinaria autoralità - intesa come capacità d'essere "autrice" - delle sue interpretazioni. Ma più di tutto mi incanta la sobrietà con la quale domina il palco attraverso un piccolo gesto della mano, tiene l'attenzione del pubblico con lo sguardo. " Carmen Consoli[8]..

Partecipazioni a manifestazioni canore[modifica | modifica sorgente]

Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Edizione Artista Brano Autore Categoria Posizione Premi
Festival di Sanremo 1965 Ornella Vanoni e Udo Jurgens Abbracciami forte Carlo Donida, Mogol Interpreti 2
Festival di Sanremo 1966 Ornella Vanoni e Orietta Berti Io ti darò di più Memo Remigi, Alberto Testa Campioni 6
Festival di Sanremo 1967 Ornella Vanoni e Mario Guarnera La musica è finita Nisa, Franco Califano, Umberto Bindi Campioni 4
Festival di Sanremo 1968 Ornella Vanoni e Marisa Sannia Casa Bianca Don Backy, Eligio della Valle 2
Festival di Sanremo 1970 Ornella Vanoni e I Camaleonti Eternità Giancarlo Bigazzi, Claudio Cavallaro Campioni 4
Festival di Sanremo 1989 Ornella Vanoni Io come farò Mauro Pagani, Gino Paoli e Sergio Bardotti Campioni 10
Festival di Sanremo 1996 Ornella Vanoni Bello Amore Ornella Vanoni, Gioni Barbera Campioni Esclusa prima della partecipazione
Festival di Sanremo 1999 Ornella Vanoni e Enzo Gragnaniello Alberi Enzo Gragnaniello Campioni 4
Festival di Sanremo 2009 Simona Molinari (Ornella Vanoni è l'artista big che l'accompagna) Egocentrica Simona Molinari Nuove proposte Finalista

Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

Scala Reale, Partitissima, Canzonissima e Premiatissima[modifica | modifica sorgente]

  • 1966 - Scala Reale: Cercami
  • 1967 - Partitissima: Il mio posto - Non finirà - Senza di te
  • 1968 - Canzonissima: Un'ora sola ti vorrei - Sono triste
  • 1970 - Canzonissima: L'appuntamento - Una ragione di più
  • 1971 - Canzonissima: Domani è un altro giorno - L'appuntamento - Il tempo di impazzire
  • 1984 - Risatissima: Ricetta di donna

Impegno politico[modifica | modifica sorgente]

Vanoni è stata candidata alle elezioni amministrative 2011 per il Comune di Milano nella lista «Milano al centro», centrodestra, lista in appoggio al sindaco uscente Moratti, non riconfermata. La Vanoni ha ottenuto 36 voti di preferenza.[9]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— Roma, 2 giugno 1993[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ornella Vanoni canta "Abbracciami forte"
  2. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Un siluro alla Vanoni: esclusa da Sanremo in Corriere della Sera, 10 febbraio 1996, p. 31. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  3. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Ornella Sheherazade, un mondo di sensualita' in Corriere della Sera, 1° novembre 1995, p. 30. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  4. ^ Vanoni: Gesù mi ha cambiata. Sono diventata un'evangelica
  5. ^ PopOn la Musica Italiana. Intervista a Ornella Vanoni. News e informazioni su Ornella Vanoni. - Ornella Vanoni, la voce
  6. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Benvenuto!
  7. ^ Le Donne dei Neri Per Caso.
  8. ^ a b c d e [1]
  9. ^ Vanoni: io, candidata da 36 voti L'Expo? La gente vuole treni puliti, intervista di Andrea Galli su corriere.it
  10. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Vanoni sig.ra Ornella

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.
  • AA. VV., Dizionario della canzone italiana, a cura di Gino Castaldo, Armando Curcio Editore, 1990, alla voce "Vanoni Ornella"" di Enzo Giannelli, pp. 1686–1689.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 38005239 LCCN: no2001038126 SBN: IT\ICCU\RAVV\109784