Villa Rufolo

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Torre d'ingresso di Villa Rufolo a Ravello
il Golfo di Salerno dai giardini di Villa Rufolo

Villa Rufolo è un edificio del centro storico di Ravello, comune in provincia di Salerno, che si affaccia di fronte al Duomo nella piazza del Vescovado ed il cui impianto iniziale risale al secolo XIII, con ampi rimaneggiamenti ottocenteschi.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente in origine alla potente e ricca famiglia dei Rufolo che eccelleva nei commerci (un Landolfo Rufolo è protagonista di una novella nel Decamerone del Boccaccio), passò in seguito per successione ad altri proprietari quali i Confalone, i Muscettola ed i d'Afflitto.

Intorno alla metà dell'Ottocento fu venduta allo scozzese Francis Neville Reid che ne curò un restauro generale, attribuendole l'odierna ambientazione.

Si accede alla villa grazie ad un'apertura ogivale nella Torre d'ingresso; dopo un breve viale si giunge ad uno slargo dominato dalla Torre Maggiore: quest'ultima fronteggia il campanile del duomo di Ravello e domina i terrazzamenti (superiore ed inferiore) a strapiombo sulla Costiera amalfitana e sul Golfo di Salerno che ospitano straordinari giardini fioriti per gran parte dell'anno.

Tra i locali della villa, inoltre, è da menzionare un grande cortile soprelevato simile ad un chiostro ed alcune sale adibite a museo.

Per ricordare la visita del celebre musicista Richard Wagner nel 1880 - che qui immaginò il giardino di Klingsor nel secondo atto del Parsifal - ogni anno il giardino inferiore di Villa Rufolo ospita, con successo di pubblico, i Concerti Wagneriani.

Adolf Goldschmid nel suo testo sul castello della Fawara (Maredolce) a Palermo ritrova attinenze stilistiche tra la sala delle udienze del palazzo palermitano ed analoga sala del palazzo Rufolo. La cronologia viene quindi anticipata al XII secolo:

« Verso la cappella essa si restringe di circa un metro e mezzo, perde di altezza, formando cioè una nicchia rettangolare, al cui centro si apriva la porta alla cappella e precisamente in modo che si guardava proprio sull’altare maggiore. La nicchia è coperta, sopra questa porta, da un’ingegnosa semisfera che ora è stata trasformata in una cameretta del piano superiore e così fortemente fracassata nella parte inferiore. È formata da una serie di scanalature accostate, di cui la più centrale nel segmento orizzontale è rettangolare, le altre triangolari, mentre nei due angoli, dove avviene il giunto principale alla curvatura, risulta una specie di calotta che al centro della semisfera converge con tutte le scalanature. Una tale cupola si trova ancora in altri palazzi normanni, come nell’ambiente della sorgente Menani presso Palermo (intende Uscibene ndr), e una simile nel palazzo Rufalo a Ravello »

Infine alcuni anni addietro il più giovane allievo di Goldschmid, il prof. Koenig descriveva (con la collaborazione di Silvana Braida e Antonio Santamaura) l’aula regia del ritrovato castello di Caronia (ME) decorata in maniera simile.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Villa Rufolo nel sito dell'Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Ravello

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