Flavio Gioia

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Flavio Gioia, o Gioja (...), è stato un navigatore e inventore italiano vissuto nel XIV secolo. È considerato da alcuni storici l'inventore della bussola magnetica.

Flavio Gioia, sarebbe nato ad Amalfi o a Positano nella seconda metà del Duecento. Intorno al 1302 egli avrebbe perfezionato la bussola inventata dai Cinesi, mettendo a punto un metodo per rendere lo strumento, già adottato in precedenza dai naviganti Arabi, Veneziani e gli stessi Amalfitani, più utilizzabile e pratico.

Lo strumento, costituito da un ago magnetico sospeso su di un disegno a fleur-de-lis (il giglio araldico), racchiuso in una scatola con coperchio in vetro, indicava il nord. Il giglio si presume fosse adottato in onore di Carlo I d'Angiò, re di Napoli di casato francese.

È da rimarcare che Marco Polo al suo ritorno dalla Cina nel 1295, può avere contribuito a diffondere la conoscenza di dispositivi magnetici per la navigazione usati dai Cinesi e dai popoli dell'Asia visitati.

La controversa attribuzione della invenzione della bussola è testimoniata dall'iscrizione della statua eretta in onore di Flavio Gioia "inventore della bussola", che campeggia attualmente ad Amalfi.

La storicità di Flavio Gioia è ampiamente disputata, secondo alcuni studiosi tra i quali Amir Aczel, un personaggio del genere non sarebbe mai esistito. L'equivoco avrebbe la sua base remota in ciò: l'umanista Flavio Biondo scrisse che la bussola era stata inventata dagli Amalfitani. Questa notizia venne dapprima riportata con l'indicazione dell'autore: "a Flavio dicitur", cioè "viene detto da parte di Flavio", Biondo s'intende. Poi cambiò l'interpretazione della frase, così da farle dire che la bussola era stata inventata "dagli Amalfitani, da Flavio, a quanto si dice". E così nacque il leggendario Flavio "inventore della bussola". Bisognava però dare un'origine a tale leggendario Flavio, così si affermò un'interpretazione posteriore di un'affermazione del Giraldi, che nel suo De Re Nautica, attribuisce l'invenzione della bussola a tale "Flavio di Amalfi", divenuto in seguito Flavio Gioia.

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