Ciro Ippolito

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Ciro Ippolito dirige i titoli di coda di Arrapaho (1984)

Ciro Ippolito (Napoli, 27 gennaio 1947) è un produttore cinematografico, sceneggiatore, attore e regista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un impresario teatrale, esordisce nel cinema da bambino con la partecipazione al film Classe di ferro (1957) di Turi Vasile. Nel 1972 prende parte al film Agostino d'Ippona diretto da Roberto Rossellini con il quale collabora come assistente alla regia. A metà degli anni settanta produce due spettacoli di Leopoldo Mastelloni (Le compagnie e Brechtomania).

Intensa anche la sua attività cinematografica intorno agli anni settanta con partecipazioni a numerosi film (I misteri di Napoli, La badessa di Castro, Vieni amore mio, Flavia la monaca musulmana, La fine dell'innocenza) e con l'attività di sceneggiatore e attore in molte "cinesceneggiate" napoletane interpretate da Mario Merola (Napoli... serenata calibro 9, Napoli... la camorra sfida e la città risponde, Lo scugnizzo, Il mammasantissima, I contrabbandieri di Santa Lucia diretti da Alfonso Brescia).

Al 1980 risale il suo debutto come regista con il film Alien 2 - Sulla Terra firmato con lo pseudonimo di Sam Cromwell. Il marchio Alien non era ancora stato depositato e Ippolito ne approfittò realizzando questa pellicola di basso budget. A metà strada tra fantascienza e horror, il film vede l'esordio da attore del futuro regista Michele Soavi. I maggiori successi di Ippolito sono nella sceneggiata dirigendo film come Lacrime napulitane con Mario Merola e Angela Luce (festival di Berlino 1981), Pronto... Lucia (1982) e Zampognaro innamorato (1983) entrambi con Carmelo Zappulla.

Intorno alla metà degli anni ottanta dirige la band rock demenziale degli Squallor nei film Arrapaho e Uccelli d'Italia. In particolare Arrapaho, diventato subito un cult della cinematografia italiana trash, vede protagonisti oltre agli Squallor (al secolo Totò Savio, Alfredo Cerruti, Giancarlo Bigazzi e Daniele Pace), la soubrette Tinì Cansino, famosa all'epoca per essere una delle ragazze fast food di Drive In e Urs Althaus (l'Aristoteles de L'allenatore nel pallone). Il film, girato in soli 15 giorni e costato appena 135 milioni di lire, incassò 5 miliardi al botteghino. Nei titoli di coda appare lo stesso regista che dirige un'orchestra immaginaria mentre scorrono titoli di coda demenziali.

In Uccelli d'Italia troviamo anche Marisa Laurito e Giancarlo Magalli. Ippolito continua l'attività di produttore cinematografico con La venexiana di Mauro Bolognini e televisivo con produzioni come La romana di Giuseppe Patroni Griffi, Gli indifferenti, miniserie televisiva di Bolognini, Disperatamente Giulia di Enrico Maria Salerno, Donna d'onore di Stuart Margolin, Il settimo papiro di Kevin Connor e Il terzo segreto di Fatima di Alfredo Peyretti.

Negli anni novanta è produttore per Lina Wertmuller in Io speriamo che me la cavo e Ninfa plebea e per Maurizio Nichetti in Palla di neve. Nel 2003 è tornato dietro la macchina da presa con il film Vaniglia e cioccolato che ha ottenuto un discreto successo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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