Regina Bianchi

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« Se sono Regina Bianchi lo devo a lui e questo non posso scordarlo »
(Intervista, parlando di Eduardo De Filippo,[1])

Regina Bianchi nome d'arte di Regina D'Antigny (Lecce, 1º gennaio 1921Roma, 5 aprile 2013) è stata un'attrice italiana di teatro e cinema.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia d'arte di genitori di origine francese, viene scritturata giovanissima (a 16 anni) da Raffaele Viviani prima e da Eduardo De Filippo poi, diventando così una delle più apprezzate attrici del teatro napoletano. In realtà la sua prima "apparizione" in teatro risale quando la piccola Regina aveva solo 8 giorni.

Recitò nella compagnia che Peppino De Filippo aveva fondato dopo la clamorosa separazione dal fratello maggiore, e lasciò le scene per 15 anni per farvi ritorno soltanto sul finire degli anni cinquanta (in realtà fu il suo compagno Goffredo Alessandrini, ex marito di Anna Magnani, che la costrinse ad abbandonare le scene per tutti questi anni affinché Regina badasse alle loro due figlie).

Diventa attrice protagonista in importanti commedie del teatro eduardiano, con interpretazioni ricche di pathos e di grande umanità: memorabile rimarrà la parte principale avuta in Filumena Marturano, in sostituzione di Titina De Filippo, senza dimenticare lavori come Sabato, domenica e lunedì, Napoli milionaria! e Questi fantasmi. Ha interpretato opere, tra gli altri, di Goldoni, Garcia Lorca, Brecht e Pirandello.

La Bianchi ha preso parte a numerosi lavori cinematografici, tra cui ricordiamo Il giudizio universale (1961) di Vittorio De Sica, Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy, per cui vince il Nastro d'argento, Kaos (1984) di Paolo e Vittorio Taviani (in cui interpreta la madre di Pirandello) e Il giudice ragazzino (1994) di Alessandro Di Robilant, e in serie televisive come I grandi camaleonti di Edmo Fenoglio (1964) e Gesù di Nazareth (1977) di Zeffirelli.

Nel 2009 è stata ospite di Laura Lattuada a Passepartout sul canale Leonardo - Sky 418, per un'intervista nel salotto della sua casa romana affacciata su villa Ada. Nel gennaio 2011 compare in una lunga intervista televisiva del programma Visioni Private

Ha vissuto a Roma fino al giorno della sua scomparsa. L'attrice si è spenta nel sonno il 5 aprile 2013 all'età di 92 anni. La notizia della sua morte è stata data dalla famiglia[2].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva[modifica | modifica sorgente]

Prosa radiofonica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Italo Moscati (a cura di), Il cattivo Eduardo, Marsili, Venezia, 1998
  2. ^ Addio a Regina Bianchi indimenticabile Filumena Marturano Ilmessaggero.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Barbara Bulzomì, Regina Bianchi. Regina del palcoscenico, Roma, Edizioni Universitarie Romane, 2008 - ISBN 9788860220615
  • Le attrici, Gremese editore Roma 1999.
  • Il Radiocorriere, annate varie.

. Maricla Boggio, “VITA DI REGINA. REGINA BIANCHI SI RACCONTA”, edizioni RAI-ERI, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]