Mino Reitano

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Mino Reitano
Mino Reitano negli anni settanta
Mino Reitano negli anni settanta
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Folk
Periodo di attività 1960-2007
Etichetta Dischi Ricordi, Ariston Records, Durium, Eleven, Five Record, Yep, Fonit Cetra
Album pubblicati 24
Studio 22
Live 2
Raccolte 3
Sito web
« poi d'improvviso un miracolo

tante persone mi applaudono
i fari sul palco si accendono »

(Da L'uomo e la valigia di Mino Reitano)

Beniamino Reitano, noto come Mino (San Pietro di Fiumara, 7 dicembre 1944Agrate Brianza, 27 gennaio 2009), è stato un cantautore, compositore e attore italiano.

Artista conosciuto per la sua debordante vitalità e per la simpatica esuberanza delle sue esibizioni, è considerato un'icona della musica nazional-popolare italiana. I temi portanti delle sue canzoni sono l'amore in senso romantico, il Meridione e lo sradicamento dell'emigrante.

Autore delle musiche di quasi tutte le canzoni da lui incise (spesso in collaborazione con i fratelli Franco e Mimmo), ha scritto anche brani per altri artisti, di cui il più noto è Una ragione di più scritta insieme a Franco Califano per Ornella Vanoni, considerato un evergreen della musica leggera italiana[1][2], ed anche canzoni per bambini molto note, come "La sveglia birichina"[3].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Mino Reitano, in giacca bianca a sinistra, insieme ai suoi fratelli nel 1960

Mino Reitano perde la madre ventisettenne all'età di due anni[4]. Il padre Rocco (19171994) invece fa il ferroviere e, nel tempo libero, suona il clarinetto ed è direttore della banda musicale del paese in cui vive, Fiumara, piccolo paese sito a 20 km da Reggio Calabria.

Il giovane Mino, studia musica per otto anni al conservatorio di Reggio «Francesco Cilea» suonando il pianoforte, il violino e la tromba. A dieci anni è ospite della trasmissione televisiva La giostra dei motivi, presentata da Silvio Gigli[5].

Muove i primi passi della sua carriera artistica dandosi al rock and roll insieme ai suoi fratelli Franco, Antonio e Vincenzo (detto Gegè) e a Franco Minniti (il nome del complesso varia tra Fratelli Reitano, Franco Reitano & His Brothers, Beniamino e i Fratelli Reitano), e con loro partecipa al Festival di Cassano allo Ionio e alla Rassegna della musica calabrese; nel 1961 debutta con il 45 giri, Tu sei la luce/Non sei un angelo, che gli procura il primo trafiletto su una rivista nazionale, TV Sorrisi e Canzoni (nº 32 del 6 agosto 1961, pag 36).

Alla fine dello stesso anno si trasferisce in Germania, dove il gruppo è scritturato per una serie di esibizioni, tra cui un club in cui suonano insieme ai Beatles ai loro esordi (Reitano raccontò in seguito in molte occasioni l'episodio, ed il fatto di aver legato in particolare con John Lennon); rimane lontano dall'Italia per un anno e mezzo. Tornato in Italia pubblica nel 1963 il suo secondo 45 giri, Robertina Twist e il terzo, Twist Time, che passano inosservati.

Continua però a suonare in Germania, anche nei locali della famosa strada Reeperbahn di Amburgo[6], e a pubblicare in quel paese alcuni dischi, inediti in Italia, con il nome di Beniamino' (ad esempio Der Großmogul Von Istanbul).

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Il primo trafiletto su Mino Reitano, pubblicato su Sorrisi e Canzoni n° 32 del 6 agosto 1961 a pagina 36
« Dei miei vent'anni che me ne faccio

se questo mondo mi lascia indietro »

(Da Avevo un cuore (che ti amava tanto))

Nel 1965 partecipa al Festival di Castrocaro cantando in inglese It's over di Roy Orbison, senza vincere ma piazzandosi in finale[7].

Ottenuto un contratto con la Dischi Ricordi, pubblica nel 1966 La fine di tutto, versione in italiano di It's over, e l'anno successivo debutta al Festival di Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti, Non prego per me, in coppia con The Hollies.

In estate partecipa con Quando cerco una donna al Cantagiro 1967. Passa poi alla Ariston Records di Alfredo Rossi e nel 1968 è in hit parade con Avevo un cuore (che ti amava tanto) (pubblicata alla fine dell'anno precedente e con cui torna al Cantagiro) ed Una chitarra cento illusioni, che supera le 500.000 copie vendute ed ottiene quindi il disco d'argento[8]. È grazie al successo di questi brani che acquistò, insieme a papà Rocco ed ai fratelli, un appezzamento di terreno ad Agrate Brianza, dove venne costruito quello che fu definito il "Villaggio Reitano" che dal 1969 ospita le diverse generazioni della famiglia Reitano[9].

Mino Reitano riceve da Alfredo Rossi il disco d'argento per le 500.000 copie vendute di Una chitarra, cento illusioni (nel febbraio 1969)

Nello stesso anno scrive una delle sue canzoni più significative, Il diario di Anna Frank, portata al successo dai Camaleonti (e da loro inserita nel loro terzo 33 giri, pubblicato quell'anno, Io per lei); scrive inoltre Quel ragazzo che non sorride mai, portata al successo da Alessandra Casaccia, e Questo amore, incisa da Palma Calderoni.

Nel 1969 Reitano ritorna al Festival di Sanremo con Meglio una sera piangere da solo (in coppia con Claudio Villa); nello stesso anno scrive la musica di Una ragione di più, portata al successo da Ornella Vanoni (che ha nuovamente inciso la canzone nel 2008 in duetto con Giusy Ferreri per l'album Più di me), su testo di Franco Califano e della stessa Vanoni, e pubblica l'LP Mino canta Reitano, che contiene tra le canzoni una cover di Prendi fra le mani la testa, successo di Riki Maiocchi scritto sempre da Mogol-Battisti.

Nell'estate dello stesso anno partecipa al Cantagiro 1969 con Daradan; l'anno successivo scrive Canne al vento, portata al successo da Giovanna. Altro successo del periodo è Gente di Fiumara, canzone dedicata al suo paese natale.

Sempre nel 1969 ottiene un buon successo come autore con Perché l'hai fatto, con testo di Donata Giachini. La canzone, semifinalista a Un disco per l'estate 1969, è sicuramente la più nota fra quelle incise da Paolo Mengoli.

Dal 1970 al 1975 partecipa a sei edizioni consecutive di Un disco per l'estate, superando sempre la fase eliminatoria. La sua prima partecipazione del 1970 è con Cento colpi alla tua porta, nel 1971 vince l'ottava edizione della gara canora con Era il tempo delle more, uno dei suoi dischi più venduti; torna a Saint Vincent (dove si svolgevano le finali della manifestazione) nel 1972 con Stasera non si ride e non si balla (ottavo posto in finale), nel 1973 con Tre parole al vento (terzo posto in finale), nel 1974 con Amore a viso aperto (semifinalista) e nel 1975 con E se ti voglio (terzo posto in finale).

Sono gli anni in cui inanella una serie di buoni piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro e tournée all'estero). Partecipa inoltre per otto anni a Canzonissima, classificandosi sempre ai primi posti.

Nel 1971 recita anche in uno spaghetti western, Tara Pokì di Amasi Damiani, incidendo anche la canzone principale della colonna sonora, La leggenda di Tara Poki. Tre anni dopo incide Dolce angelo, cover di Sugar baby love, successo dei Rubettes, e l'anno successivo pubblica l'album Dedicato a Frank che lo mostra in copertina con Frank Sinatra, assieme al quale aveva recentemente duettato in occasione di un concerto a Miami per il capodanno del 1974[10].

Non mancano le partecipazioni a show televisivi e la composizione di sigle musicali, tra cui la più nota è Sogno, dal programma Scommettiamo?, condotto da Mike Bongiorno sulla prima rete Rai nel 1976. Nello stesso anno scrive un romanzo intitolato Oh Salvatore!, storia di un emigrante con alcuni spunti autobiografici, pubblicato dalle Edizioni Virgilio di Milano, opera che riscuote un discreto successo di critica e pubblico.

Nel 1977 partecipa al Festivalbar con Innocente tu, abbinata sul lato B alla canzone intitolata Ora c'è Patrizia, dedicata a quella che diventerà sua moglie.

Con i fratelli fonda anche una casa di edizioni musicali, la Fremus (acronimo che sta per Fratelli Reitano Edizioni MUSicali), che gestirà il fratello Vincenzo, dando vita anche ad una casa discografica.

Le canzoni per bambini[modifica | modifica sorgente]

« Se lo scrivi con il cuore
vuole dire affetto e amore
dirsi ciao! »
(Da Ciao amico)

All'inizio degli anni settanta Reitano diventa amico di Mariele Ventre[11], e nel 1973 scrive una canzone che partecipa e vince lo Zecchino d'oro, La sveglia birichina: il brano ottiene un notevole successo presso i bambini, anche nell'interpretazione del personaggio di Topo Gigio.

Fra il 1973 ed il 1974 presenta la trasmissione televisiva per ragazzi Gioco-città.

Scrive inoltre Ciao amico, che dal 1976 al 1984 diventa la sigla del festival canoro[12].

Nel 1978 torna alle canzoni per bambini, ed incide Keko il tricheco per l'etichetta Eleven, di proprietà di Augusto Martelli e Aldo Pagani.

Nel 1980 pubblicherà due 45 giri con altre canzoni per bambini, In tre (con sul retro una sua versione di "La sveglia birichina") e un intero album (Le più belle canzoni per bambini), cantando classici come Lettera a Pinocchio, Bibbidi bobbidi bu e I sogni son desideri.

Il ritorno al successo con Italia nel 1988[modifica | modifica sorgente]

« Italia, Italia

Di terra bella e uguale non ce n'è »

(Da Italia)

Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con il brano Italia, scritto da Umberto Balsamo (e pensato all'inizio per un'interpretazione da parte di Pavarotti). Con questa canzone, che esprime in maniera un po' enfatica l'amore di Reitano per il suo Paese, arriva solo sesto ma il pezzo è particolarmente apprezzato dal pubblico e sarà destinato a diventare un evergreen della musica italiana. Purtroppo questo suo sano ma forse anche ingenuo patriottismo, nato dal suo passato di emigrante, non viene capito da tutti nel mondo dello spettacolo e lo rende oggetto, negli anni seguenti, di un'ironia e di uno sberleffo immeritati e a volte eccessivi, ai quali tuttavia Reitano risponde con una straordinaria e genuina carica di simpatia. Sempre al Festival del 1988 vince però come autore la categoria Nuove Proposte con i Future per i quali scrive Canta con noi

Al Festival della canzone italiana andrà poi nel 1990 (15º con Vorrei), nel 1992 (Ma ti sei chiesto mai, ma non accederà in finale) e nel 2002 (con La mia canzone, inclusa nel suo ultimo album La mia canzone, Le mie canzoni, contenente i suoi più grandi successi musicati e diretti da Alterisio Paoletti ed eseguiti dalla sua nuova band formata da giovani musicisti di talento: Giovanni Francesca, Giulio Boniello, Marco Colella, Antonio Romano e il nipote Rocco Reitano, suo stretto collaboratore dal 1988).

Nel 1992 scrive per Donatella Moretti la canzone Sei tu, che la cantante perugina include nel suo album Caleidoscopio.

Nel 2001 partecipa al Concerto di Primavera tenutosi al Taj Mahal, storico casinò di Atlantic City, insieme a Mario Merola, Anna Calemme e Little Tony,[13] e alla trasmissione di Canale 5 La notte vola, un revival degli anni ottanta condotto da Lorella Cuccarini, dove arriva alla vittoria finale proprio con Italia.

Come attore la sua partecipazione più significativa è un cameo nel 1996 nel film Sono pazzo di Iris Blond di Carlo Verdone, nel quale interpreta se stesso con discreta autoironia.

La malattia e la morte[modifica | modifica sorgente]

« Sai, c'è una ragione di più

per dirti che vado via... »

(Una ragione di più)

Nel 2007 gli viene diagnosticato un cancro all'intestino: egli affronta serenamente la malattia anche grazie al conforto della sua profonda fede cattolica[14]. Subirà anche due interventi chirurgici, l'ultimo nel novembre 2008, ma nonostante le cure muore ad Agrate Brianza la sera del 27 gennaio 2009[15].

Il suo ultimo concerto dal vivo si è svolto il 1º ottobre 2006 a Pescara, città che ha sempre amato moltissimo, ed è stato ripreso in parte dalle telecamere di Rai 3; nel 2007 ha tenuto la sua ultima esibizione dal vivo nel programma televisivo Piazza Grande su Rai 2. La sua ultima apparizione televisiva, ormai segnato dalla malattia, è stata invece quella del 12 febbraio 2008 a La vita in diretta su Rai Uno.

I funerali sono avvenuti il 29 gennaio 2009, nella chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio di Agrate Brianza. Tra i partecipanti, il conduttore televisivo Mike Bongiorno e i cantanti Memo Remigi, Little Tony, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Roby Facchinetti e Adriano Celentano. Lo stesso Celentano, in un'intervista dopo i funerali, lo ha ricordato così: «Eravamo amici, la domenica andavo a giocare a pallone da lui»[16].

Dopo solo pochi mesi dalla scomparsa, il 25 ottobre 2009 l'Italia ha emesso un francobollo da € 1,00 dedicato a Mino Reitano facente parte di una serie di tre valori dedicati alla storia della musica italiana. (Gli altri due francobolli, rispettivamente da € 0,65 e da € 1,50, sono stati dedicati a Luciano Pavarotti e a Nino Rota).

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

  • 1967 con "Non prego per me" (in coppia con i The Hollies) (Non finalista)
  • 1969 con "Meglio una sera piangere da solo" (in coppia con Claudio Villa) (Non finalista)
  • 1974 con "Innamorati" (5º posto)
  • 1988 con Italia (6º posto)
  • 1990 con "Vorrei" (16º posto)
  • 1992 con "Ma ti sei chiesto mai" (Non finalista)
  • 2002 con "La mia canzone" (18º posto)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

La sera del 19 febbraio 2009, durante il Festival di Sanremo 2009, Paolo Bonolis ha ricordato Reitano facendo cantare ad Ornella Vanoni il brano Una ragione di più, mentre il giorno dopo ha consegnato il premio postumo alla carriera alla moglie Patrizia. Nel corso della serata finale del Festival gli viene assegnata anche la "Palma d'oro", il trofeo simbolo della kermesse sanremese.

Sabato 14 aprile 2012 su Rai 1, in prima serata, è andato in onda Avevo un cuore che ti amava tanto, un programma a lui dedicato a tre anni dalla scomparsa e condotto da Massimo Giletti (nella veste anche di coautore). Oltre alla moglie Patrizia - che ha ideato la trasmissione - e alle due figlie, alla festa hanno partecipato Gianni Morandi e Massimo Ranieri che hanno interpretato alcune sue canzoni; varie le testimonianze di chi lo ha conosciuto nel campo musicale e televisivo.[17]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Tifosissimo della Reggina, Reitano nutriva anche una simpatia per l'Inter; per la squadra nerazzurra, negli anni settanta, compose l'inno "Alè Inter", dedicato ai campioni d'Italia di allora[18]
  • Con delibera n° 1 del 20/01/2014 il Comune di Malvito (CS) su proposta del Sindaco Prof. Giovanni Cristofalo, ha intitolato il Piccolo Teatro Comunale a Mino Reitano.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

(come attore)

(se stesso)

Libri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana - Le canzoni, editore Armando Curcio (1990), pag. 471
  2. ^ Su questa canzone così si è espressa Iva Zanicchi, in un'intervista realizzata da Alessandra Comazzi pubblicata su La Stampa di mercoledì 28 gennaio 2009 a pag. 37: "Ha composto alcune canzoni stupende...una soprattutto per la Vanoni è secondo me una delle migliori della musica leggera italiana: Una ragione di più
  3. ^ Ultim'ora - Repubblica Mobile
  4. ^ Da un video trasmesso su rai uno, "Avevo un cuore", un suo video. L'intera puntata è stata dedicata a Mino Reitano
  5. ^ Sorrisi e Canzoni n° 32 del 6 agosto 1961,pag 36
  6. ^ quotidiano la Repubblica del 22/07/1994, pag.30
  7. ^ Castrocaro, seconda giovinezza di Gloria Pozzi, pubblicato sul Corriere della sera del 7 ottobre 1992, pag. 29
  8. ^ Musica e dischi di marzo 1969
  9. ^ Quotidiano Corriere della sera del 11/04/1994, pag.31
  10. ^ quotidiano la Stampa del 22/07/1994, pag.21
  11. ^ Mino Reitano: sua sigla dello Zecchino d'Oro Ciao amico, articolo pubblicato su La Repubblica del 28 gennaio 2009
  12. ^ Mino Reitano: Sua Sigla Dello Zecchino D'Oro "Ciao Amico" | News | La Repubblica.It
  13. ^ locandina dell'evento
  14. ^ Intervista per Petrus, testata cattolica
  15. ^ Ansa
  16. ^ settimanale Chi del 11/2/2009, pag.93
  17. ^ «Avevo un cuore che ti amava tanto».
  18. ^ articolo su la Gazzetta dello sport del 29/01/2009, pag.43.
  19. ^ articolo su Sette, Corriere della sera del 24/01/2002
  20. ^ Green Day - Alternative/Punk - Musica - www.real.com
  21. ^ YouTube - Broadcast Yourself

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Reitano, Mino, di Nicola Sisto, pagg. 1443-1444
  • Gianni Borgna, Storia della canzone italiana, editore Mondadori (1992)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 65265653 LCCN: n78061294