Augusto Martelli

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Augusto Martelli (1972)

Augusto Martelli conosciuto anche con lo pseudonimo di Bob Mitchell (Genova, 15 marzo 1940) è un compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del compositore e arrangiatore Giordano Bruno Martelli e fratello del soprano Edith Martelli, ha iniziato la carriera come musicista lavorando per la casa discografica Ri-Fi: tra i cantanti dell'etichetta vi era Mina (di cui diventò anche il compagno quando questa si separò da Corrado Pani, fino alla fine degli anni sessanta) per cui ha composto e arrangiato diverse canzoni, tra le quali So che non è così, Tu farai, Ero io, eri tu, era ieri, Una mezza dozzina di rose, e altre. Inoltre ha arrangiato e diretto l'orchestra in LP come Un anno d'amore/E se domani, Dedicato a mio padre e altri.

Nel 1970 ha composto le musiche del film Il dio serpente con Nadia Cassini, tra cui il brano "Djamballà" che riscosse grande successo internazionale. Nel 1974 ha fondato una sua etichetta discografica, l'Aguamanda. Ha successivamente realizzato numerose sigle per programmi di Mediaset negli anni ottanta (Casa Vianello, Grand Prix, Ok, il prezzo è giusto! ed altri).

Oltre ad avere collaborato come arrangiatore per lo Zecchino d'Oro, è stato l'autore dell'inno ufficiale del Milan. Nel 1995 lo vince con la canzone Il sole verrà.

È stato inoltre collaboratore di vari artisti italiani, come Jovanotti, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Johnny Dorelli, Cristina D'Avena, Heather Parisi, Giuni Russo. È il padre dell'arrangiatore Filippo Martelli.

Musica sacra[modifica | modifica wikitesto]

Martelli si dedica anche alla composizione di musica sacra. In particolare nel 1991 scrive e arrangia la "Missa Antoniana" incisa dal Piccolo Coro dell'Antoniano diretto da Mariele Ventre ed eseguita per la prima volta al Teatro Comunale di Bologna nel 1993.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

La condanna per detenzione di materiale pedopornografico[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di un'indagine iniziata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Martelli nel 2001 subisce una perquisizione domiciliare insieme ad altre 113 persone, nel corso della quale vengono rinvenute sul suo computer immagini pedopornografiche.[1][2] Martelli si difenderà sostenendo che aveva intrapreso indagini contro lo sfruttamento della prostituzione in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri,[3] tesi che non viene accolta nel dibattimento. Nel 2003 il Tribunale di Como lo condanna a un anno e sei mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena.[1] Sempre dichiaratosi innocente, nel novembre del 2007 la Terza Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha confermato al musicista 67enne la condanna inflitta in primo grado, stabilendo (con sentenza n. 41570) che commette reato chi si collega a siti a pagamento guardando materiale pedopornografico.[4][5][6]

Compositore[modifica | modifica wikitesto]

Sigle per la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

Programmi tv[modifica | modifica wikitesto]

Telefilm[modifica | modifica wikitesto]

  • Dallas (1981)
  • La Ballata di Boe e Luke (1981)
  • Aspettando il Domani (1984)
  • Un giro nel cuore (1987)
  • Studiare in jeans (1988)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il maestro Martelli: in appello dimostrerò che sono innocente
  2. ^ la Repubblica/cronaca: Pedofilia, perquisita la villa di Augusto Martelli
  3. ^ Augusto Martelli indagato: «Combattevo i pedofili»
  4. ^ http://www.rockol.it/news-53178/Augusto-Martelli-condannato-a-18-mesi-per-detenzione-di-materiale-pedofilo
  5. ^ Pornografia minorile, accesso a siti internet, libertà sessuale, irrilevanza
  6. ^ Pedofilia, condannato Augusto Martelli La Cassazione: "Reato collegarsi ai siti" - cronaca - Repubblica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]