Giuni Russo

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Giuni Russo
Giuni Russo al Premio Tenco 1995
Giuni Russo al Premio Tenco 1995
Nazionalità Italia
Genere Pop / Musica leggera / Musica Classica / Lirica / Musica da camera / Jazz
Periodo attività 1968 - 2004
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Etichetta Edel Music
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Album pubblicati 17
Studio 15
Live 2
Raccolte 6
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Sito ufficiale
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Giuni Russo - nome d'arte di Giuseppa Romeo - (Palermo, 10 settembre 1951Milano, 14 settembre 2004) è stata una cantautrice e cantante italiana di musica sperimentale.

Artista mai banale, portata alla ricerca, forte di un talento naturale e di una vocalità importante e dal timbro originale, lodatissima dai critici, nota per la sua estensione vocale che le consentiva di coprire più di cinque ottave[senza fonte], così da imitare il verso dei gabbiani in alcuni suoi brani, tra cui Gabbiano e Un'estate al mare.

Nel 1988 è l'antesignana della "musica di confine" cioè quel genere musicale che abbraccia Blues, Lirica, Musica da camera, Jazz e Pop: con il disco A casa di Ida Rubinstein che segna, inoltre, la sua svolta artistica. Nel 1992 è l'antesignana, nuovamente, nella musica italiana a portare la "world music" con melodie arabeggianti presenti all'interno dell'album Amala.

Nel corso della sua lunga carriera, durata ben trentasei anni, ha interpretato brani in: italiano, inglese, francese, giapponese, spagnolo, arabo, farsi e latino.


Indice

[modifica] Profilo vocale

  • Tipo di voce: soprano drammatico di agilità
  • Nota più alta registrata: MIb6 2489 Hz (Un'estate al mare)
  • Estensione Vocale: 5 ottave

[modifica] Biografia

[modifica] Le origini e la vittoria a Castrocaro

Era il 7 settembre 1951 quando in Sicilia nasce Giuseppa Romeo, penultima di nove figli. Il padre Pietro Romeo, preso da molti impegni, registra la nascita della figlia tre giorni dopo, il 10 settembre 1951.

Figlia d'arte poiché cresciuta in una famiglia in cui la lirica era molto apprezzata (suo padre era un baritono, sua madre e la sua nonna dei soprani), inizia fin da giovanissima a coltivare l'attitudine al canto e alla composizione.

Muove i suoi primi passi nel mondo della musica già dall'età di 13 anni quando si esibisce presso il "Palchetto della Musica" davanti al Teatro Politeama.

Nel 1967, vince insieme a Elio Gandolfi, il Festival di Castrocaro, concorso di voci nuove interpretando il motivo A chi, successo lanciato da Fausto Leali nello stesso anno.

[modifica] Da Sanremo alle prime incisioni

Il successo di Castrocaro le spalancò le porte di diritto, per il Festival di Sanremo 1968, cui partecipò come nuova proposta con il nome di Giusy Romeo.

Giusy Romeo nel 1968

Il suo brano, che servirà per il lancio del primo suo 45 giri dei due che incide nello stesso anno, su etichetta EMI/Columbia, si intitolava No amore scritto da Vito Pallavicini ed Enrico Intra: lo interpreta insieme a Sacha Distel, il brano non ebbe successo tanto che fu eliminato e quindi escluso dalla finale.

Il primo 45 giri di Giusy, che racchiudeva il brano sanremese e sul retro Amerai, non ebbe gran successo come gli altri due 45 giri successivi.

Nello stesso anno dopo la sfortunata partecipazione a Sanremo, Giusy pubblica altri due 45 giri che dovevano servire alla pubblicazione di un 33 giri che non ebbe mai produzione; il secondo e penultimo 45 giri è L'onda scritto da Vito Pallavicini e musica di Albano, e sul retro il brano Lui e lei.

L'apprezzabile successo, le consente di presentare al Festivalbar, nell'estate dello stesso anno, il brano L'onda nella Serie Verde, dedicata alle "nuove proposte", e, successivamente al Cantagiro con lo stesso brano.

Nel 1969 esce l'ultimo 45 giri di Giusy Romeo, contenente due cover: il brano Fumo negli occhi cover di Smoke in your eyes e sul retro I primi minuti cover di I Say A Little Prayer di Aretha Franklin.

Dopo aver partecipato a varie trasmissioni televisive come "Jukebox" su Rai Uno, si chiude il primo capitolo della sua carriera. In un locale di Milano, incontra la musicista e chitarrista Maria Antonietta Sisini, decidono di collaborare insieme, e così si trasferiscono a Milano.

[modifica] Il periodo anglosassone: nasce Junie Russo

Junie Russo

Giuni non si perde d'animo per l'insuccesso e approfondisce gli studi di composizione musicale, continuando nel frattempo a lavorare come corista e come autrice di brani per altri artisti.

In particolare nel 1972 collabora con Adriano Celentano, cantando nell'album I mali del secolo, e con il gruppo di rock progressivo Il Balletto di Bronzo, facendo i cori in Ys.

Nel 1974, l'etichetta discografica tedesca Basf le propone di firmare un contratto, e, le affibbiano il nuovo nome Junie Russo, poiché la casa discografica si rivolgeva al mondo musicale internazionale.

Nel 1975 incide un 33 giri in lingua inglese, dal titolo Love Is a Woman. Al disco partecipa, non accreditato per l'usanza dell'epoca, Enrico Rava. I risultati commerciali furono pressoché disastrosi: il disco fu stampato in poche copie e non ebbe all'epoca grande diffusione. Oggi raggiunge alte quotazioni nel mercato collezionistico.

Seguono sempre nello stesso anno, i 45 giri, In trappola, contenente brani non inclusi nel disco; la Cover di Everything Is Gonna Be Alright, ed infine, Milk of Paradise.

L'anno successivo, nel 1976, la Durium le offre un contratto discografico, affinché pubblichi un nuovo 45 giri dal titolo Che mi succede adesso, e relativo brano sul retro Mai. È l'ultimo disco con il nome di Junie Russo. Intanto, Junie e Maria Antonietta Sisini, oltre a firmare quasi tutti i brani del disco, si fanno apprezzare da altri artisti come autori.

[modifica] L'incontro decisivo con Battiato

Nel 1978 finisce l'epoca di Junie Russo e nasce Giuni Russo, pubblica un 45 giri dal titolo Soli noi contenente sul retro il brano La chiave per l'etichetta discografica Wea, in Italia non sembra aver tanto successo, mentre in Francia venne abbastanza notato dalla critica e dal pubblico.

Giuni non sa se afferrare il successo in Francia, o rimanere in patria, ma al momento della decisione, cambia idea, grazie all'incontro decisivo con Franco Battiato.

L'incontro avvenne nel 1979 in uno studio di registrazione; Battiato collaborerà alla produzione e alla realizzazione del secondo album di Giuni intitolato Energie del 1981.

L'album vede l'assemblaggio di energie di vari autori come la stessa Russo, con la collaboratrice Maria Antonietta Sisini, lo stesso Battiato, con Giusto Pio, Alberto Radius e Mino di Martino. Esso rimane a tutt'oggi il prodotto forse più rappresentativo della sua arte.

Con questo lavoro discografico, il primo sotto il nome di Giuni Russo, si impone facilmente alla critica musicale e al pubblico con brani dal calibro di L'addio, tipica romanza, Una vipera sarò, Il sole di Austerlitz e Crisi metropolitana.

[modifica] Il successo

Giuni Russo (1983)

Nel 1982, alla cantautrice venne affidato un testo stralunato, ma non privo di poetica e originalità, intitolato Un'estate al mare, firmato testi e musiche da Franco Battiato.

Il disco raggiunse i primi posti delle classifiche italiane e rimane ancora oggi il brano di punta e meglio ricordato dell'estate del 1982 ed in generale della Russo. In tale canzone la cantante dà prova della sua eccezionale estensione vocale, imitando il verso dei gabbiani con l'emissione di note acutissime.

Venne presentato nell'estate dello stesso anno al Festivalbar, vincendo la sezione Festivalbar Disco Verde, e, ottenendo il Disco d'oro per le vendite.

Sempre nello stesso anno vinse al referendum Vota la voce il "Premio Rivelazione dell'anno" con il brano Un'estate al mare.

Il brano aveva il fine di essere una parentesi commerciale, che allo stesso tempo inchiodò Giuni al genere musicale pop leggero, dedicato a brani del calibro di canzonette di successo ed estive. Il successo del 45 giri Un'estate al mare e del brano sul retro Bing Being Baing, fece sì che si ristampasse il 33 giri dell'anno precedente Energie.

Nel 1983 continua la collaborazione con la CGD, con l'album Vox, che vede il successo di brani come Abbronzate dai miraggi, Sere d'agosto, Good Good Bye. Nell'estate dello stesso anno partecipa al Festivalbar dove presenta il brano Sere d'agosto.

Giuni Russo (1984)

L'anno successivo è il momento della pubblicazione dell'ultimo album con questa etichetta discografica, dal titolo Mediterranea, che mise in luce un'interprete in continua evoluzione, tesa a coniugare con intelligenza e visionarietà artistica cantabilità a sperimentalismo, sia vocale che strumentale.

Successi dell'estate del 1984 sono: Mediterranea, Limonata Cha Cha, presentati entrambi al Festivalbar, e nella sezione "Festivalbar DiscoVerde" presenta Demenzial Song.

Il 1985 fu un "anno sabbatico", in cui Giuni non produsse nessun album: emergevano pesanti dissapori artistici con la discografica della CGD, Caterina Caselli, che costringeva Giuni ad incidere solo "canzonette" estive. Giuni decise di cambiare etichetta e firmare un contratto con la Bubble Records (distribuzione Ricordi). In interviste recenti, Giuni dichiarò di aver pagato questa scelta di qualità con l'ostracismo della Caselli, che ne avrebbe ostacolato pesantemente la carriera, costringendola al silenzio per parecchio tempo (in un'intervista con Amanda Lear, Giuni disse di Caterina Caselli "Musicalmente Medea" [1]). Prese parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Etiopia, Musica italiane per l'Etiopia cantando Volare - Nel blu dipinto di blu insieme ai più grandi cantanti italiani del momento.

Nello stesso 1985 Juri Camisasca scrive il brano Nomadi per Giuni, che doveva inciderlo e portarlo alle selezioni del Festival di Sanremo 1986, ma non poté mai farlo, per problemi causati dalla CGD: si disputò il posto con Enrico Ruggeri, che le venne preferito. Così Giuni lo consiglia all'amica Alice, che lo incide quell'anno.

Dal canto suo, Giuni nel 1986 firma un contratto con la Ricordi, per la quale inciderà due album, il primo dei quali è Giuni, contenente motivi estivi e spensierati come Alghero, altro brano che scalò in fretta le classifiche. Sempre nella stessa estate presenta per l'ultima volta al Festivalbar il successo Alghero, che per settimane sarà ai vertici dell'hit-parade.

Nel 1987 è l'ora di un prodotto intitolato ALBUM, che contiene, oltre alla divertente Mango Papaia e la bella Anima pagana, la frenetica Adrenalina, cantata in coppia con Donatella Rettore, che rappresenta il primo duetto ufficiale nella carriera di Giuni. Un duetto che riscuote un ottimo successo, e verrà presentato al Festival di Saint-Vincent in quell'estate.

[modifica] La svolta artistica e spirituale

Nel 1988 arriva un brusco e repentino cambio di rotta, che anticipa di un decennio la "musica di confine" con l'album A casa di Ida Rubinstein. Il titolo è ispirato al nome di Ida Rubinstein, attrice e ballerina russa.

Un disco fusion di contaminazione fra lirica, pop elegante e jazz,incentrato sull'interpretazione di arie da camera e romanze di autori quali Bellini, Donizetti, Verdi e dettato dalla sua passione per la lirica. Giuni Russo è, in questo campo, l'antesignana più naturale, l'anticipatrice, colei che apre una strada che diverrà popolare soltanto negli anni '90 con altri artisti di confine.

Nel 1989 pubblica la sua prima raccolta di brani musicali, I successi di Giuni Russo, raccolta di alcuni brani dall'album Giuni (1986) e ALBUM (1987).

Il 1990 si apre con la ristampa da parte della CGD del 45 giri, Un'estate al mare accompagnato dal brano Bing Being Baing sul Lato B. Esce la seconda raccolta consecutiva di brani Le più belle canzoni contenente alcuni dei suoi successi degli anni ottanta.

Nel 1992, per la CGD doveva uscire un doppio disco che racchiudeva brani inediti e brani già editi, questo progetto svanì e si concretizzo con l'uscita di un disco contenente solo due inediti. Portata verso le contaminazioni musicali rivolte prevalentemente all'avanguardia e a culture altre e alte, nel 1992 dà così vita alla world music di foggia arabeggiante di Amala, un album contenente due soli inediti: l'omonimo brano e Alla spiaggia dell'amore.

Giuni Russo al Premio Tenco 1995

Nel 1994, si cimenta col canto-cabaret ispirato a Ettore Petrolini con l'album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica. Questa apertura la porta ad allargare ancora di più la collaborazione con scrittori e poeti, anche attraverso lo studio di testi sacri antichi, soprattutto le opere di San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Avila. Fra le migliori canzoni La sua figura, un canto d'amore verso un'assenza tratto dai testi di San Giovanni della Croce, escluso dal Festival di Sanremo 1994 dopo aver passato tutte le selezioni.

Sempre nello stesso anno, partecipa al Premio Tenco, dove propone il brano Ciao amore ciao come omaggio a Luigi Tenco e con un nuovo arrangiamento curato dall'amico Franco Battiato.

Il 1995, vede la seconda partecipazione consecutiva al Premio Tenco dove proporrà i brani Malinconia (Ninfa gentile) (1988), Il sole di Austerlitz (1981), La sua figura (1994) e uno splendido ed emozionante duetto con Sergio Godinho nella sua La barca degli amanti.

Nel 1997, il produttore Ezio Trapani, le propone di recitare in Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia nel quale cantava i versi di Borges insieme al celebre attore teatrale Giorgio Albertazzi.

Estate 1997, viene alla luce, dopo due anni di assenza dal mercato discografico, il singolo contenente Gabbiano e Fonti mobili, che doveva anticipare l'uscita di un album dello stesso anno dal titolo Gelsomini d'Arabia, solo che non si è potuto concludere la progettazione per dissapori artistici con la casa discografica.

Nel 1998 festeggia i suoi 30 anni di carriera, pubblicando il suo primo album "live" dal titolo autobiografico Voce prigioniera che conteneva brani dell'album del 1988, A casa di Ida Rubinstein più altri brani dal vivo.

Nel 2002 pubblica il suo secondo album consecutivo "live", Signorina Romeo Live (Romeo è il suo vero cognome), nel quale è evidente la maturità raggiunta dall'artista nell'interpretazione di un repertorio colto e raffinato, ma sempre finalizzato a un messaggio da trasmettere, mai legato a un puro sfoggio di cultura. Fra le migliori canzoni La sua figura ed Il carmelo di Echt, brano di Juri Camisasca ispirato alla figura di Edith Stein, una carmelitana trucidata dai nazisti.

Oggi Signorina Romeo Live è una rarità nel mercato collezionistico e, secondo il sito ufficiale, ne esistono soltanto un migliaio di copie acquistate prima del ritiro.

[modifica] Gli ultimi lavori

Giuni Russo a Sanremo 2003

Nel 2003, dopo ben 35 anni di assenza, prende parte tra i big della kermesse canora del Festival di Sanremo 2003, con il brano Morirò d'amore, che sarà inteso come il testamento musicale di Giuni. Esso darà il titolo anche all'omonimo album Morirò d'amore, che giunse sin da subito in classifica. In questa apparizione televisiva a Sanremo, già si notavano purtroppo i gravi segni della malattia che poi la condurrà alla fine prematura.

Sull'onda del successo sanremese, la Nar pubblica la raccolta di brani musicali Irradiazioni che racchiudeva il brano inedito Voce che grida e brani già editi con un nuovo arrangiamento.

La sua ultima apparizione televisiva è all'interno della trasmissione Domenica in, il 20 aprile del 2003, giorno di Pasqua.

Sul finire del 2003, esce il disco Demo De Midi che rielabora provini di brani scritti tra gli anni '80 e gli anni '90, rimasti inediti.

Nel 2004, l'ultima incisione di Giuni Russo fu la "suite musicale" di canzoni classiche napoletane Napoli che canta, colonna sonora per la versione in DVD dell'omonimo film muto girato nel 1926 da Roberto Roberti, padre del regista Sergio Leone; "A cchiù bella" brano musicato da Giuni Russo su una poesia di Antonio De Curtis (Totò). Della pellicola, ritrovata negli Stati Uniti, si erano perse per molti anni le tracce, anche per l'ostracismo del regime fascista che non vedeva di buon occhio uno dei temi trattati, quello dell'emigrazione.

La cineteca del Friuli organizzò il 18 ottobre del 2003 uno spettacolo in occasione della presentazione del film restaurato, con la presenza della stessa Giuni Russo che accompagnò, cantando dal vivo tutti i 22 brani, la proiezione del film. Questa fu l'ultima apparizione ufficiale in pubblico dell'artista.

[modifica] La scomparsa

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004 Giuni Russo muore, all'età di 53 anni, compiuti da solo quattro giorni.

I suoi funerali si tennero il 15 settembre, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, in via Marcantonio Colonna. Tra i suoi amici famosi, che presero parte al suo funerale, erano: Platinette, Mario Lavezzi, Christian, Ivan Cattaneo, Shel Shapiro, Iva Zanicchi, Franco Simone, Aida Cooper, Alice. Il suo amico Franco Battiato non vi prese parte, poichè si trovava all'estero per una tournée. La sera precedente le aveva dedicato il concerto. Caterina Caselli non si presentò alle esequie ma inviò delle corone di fiori.

[modifica] La produzione postuma

Il 9 settembre 2005, a cura di Maria Antonietta Sisini, sua compagna di sempre, venne pubblicato un cofanetto dal titolo Mediterranea Tour che racchiudeva la ristampa dell'album del 1988 A casa di Ida Rubinstein e un DVD del "Mediterranea Tour" del 10 settembre 1984.

Dopo un anno, il 26 settembre del 2006 esce il disco di tributo Unusual, curato e prodotto da Maria Antonietta Sisini con la supervisione di Franco Battiato. Un CD e un DVD che raccolgono brani originali del repertorio di Giuni Russo remixati e riarrangiati con la partecipazione di molti artisti italiani e internazionali. Tra gli altri artisti, spiccano lo stesso Battiato, Vladimir Luxuria, che esegue una nuova versione di Illusione, Toni Childs, CapaRezza e Lene Lovich. Primo singolo estratto è il rifacimento di Un'estate al mare, canzone scritta da Franco Battiato e Giusto Pio, eseguito dai Megahertz.

Il 19 ottobre 2007 esce una raccolta antologica in un cofanetto contente tre CD, prodotta da Maria Antonietta Sisini. È una raccolta che ordina cronologicamente tutti suoi i brani dal 1968 al 2004, da quelli più famosi agli inediti. Notevole la versione in studio inedita de Il Carmelo di Echt risalente al 1990.

Il 16 novembre 2007 esce in DVD un film-documentario per la regia di Franco Battiato e prodotto sempre da Maria Antonietta Sisini. Un ritratto artistico e umano inedito di Giuni Russo attraverso filmati d'archivio che vanno dagli esordi alle ultime apparizioni televisive, con la partecipazione dal vivo di artisti come Alice, Lene Lovich, The MAB e dell'attrice Piera degli Esposti. Giuni si racconta intervistata da Paolo Piccioli. Nel documentario è presente anche una toccante interpretazione dal vivo del brano L'addio, cantato in una trasmissione degli anni Ottanta alla presenza di Leonardo Sciascia.

L’anfiteatro della città di Alghero verrà dedicato a Giuni Russo secondo un desiderio espresso dal Sindaco stesso nel corso di un incontro con Maria Antonietta Sisini. La notizia era stata anticipata durante la conferenza stampa di presentazione dell’ultimo lavoro discografico dell'artista, The Complete Giuni.

Il 28 novembre 2008, con etichetta Edel Music, è uscito Cercati in me, una nuova raccolta di undici brani, prodotta da Maria Antonietta Sisini, tra i quali compaiono cinque brani inediti, risalenti agli anni '90 e sette brani remixati, tra i quali spicca una Suite di 3 brani con sonorità multietniche.

[modifica] Malintesi

È un malinteso comune che Giuni Russo, abbia registrato le canzoni "Tropicana" e "Maracaibo", le quali sono in realtà delle canzoni del gruppo musicale italiano Gruppo Italiano e di Lu Colombo. Queste due canzoni, spesso circolano per le reti di file sharing con questa erronea informazione, e vengono classificate così anche nei newsgroup e in siti di vario tipo.

[modifica] Partecipazioni a Festival musicali

[modifica] Partecipazioni al Festival di Sanremo

  • Nel 1986 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con il brano Nomadi, ma la Caselli si intromise ponendo ostacoli. La canzone venne poi incisa da Alice, ottenendo un buon successo specialmente in Germania.
  • Nel 1989 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo, ma all'ultimo momento venne scartata dalla commissione selezionatrice.
  • Nel 1994 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con il brano La sua figura, ma all'ultimo momento, quando la commissione decide che brano avrebbe dovuto presentare, la scarta.
«  Una volta mi sono presentata con La sua figura: avevo passato tutte le selezioni. Poi, quando hanno dato i cantanti definitivi, non c'ero più. Che dovevo pensare? Comprendo, vogliono altre cose. Peccato, era un brano importante, avrei portato Giovanni della Croce. »
(da un'intervista del 30 novembre 1999)
  • Nel 1997 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con un brano scritto da Franco Battiato, la commissione la scartò, facendo suscitare numerose polemiche.

[modifica] Partecipazioni al Festivalbar

[modifica] Partecipazioni a Viva Napoli

  • Viva Napoli 1997: Con Maruzzella e Me voglio fa' 'na casa

[modifica] Partecipazioni ad Azzurro

[modifica] Partecipazioni al Premio Tenco

[modifica] Partecipazioni al Festival di Saint-Vincent

[modifica] Partecipazioni al Cantagiro

[modifica] Partecipazioni a Vota la Voce

[modifica] Discografia

Per approfondire, vedi la voce Discografia di Giuni Russo.

Album

[modifica] Teatro

[modifica] Premi e Riconoscimenti

[modifica] Curiosità

  • Nel 1979, la Philips lancia una campagna pubblicitaria rimasta famosa per il jingle in cui una voce femminile urla lo slogan "Colore sempre vivo... Philips!". L'interprete di quell'urlo è proprio Giuni Russo.
  • Nella ritornello della canzone La passione secondo Milva, contenuta nell'album Milva e dintorni di Milva, realizzato nel 1982 con Franco Battiato, si sente un acuto di una vocalist che sostiene la voce di Milva (Ti desiderò però... aah): appartiene a Giuni Russo. Il coro della Russo compare anche nella versione francese dell'album.
  • Nel corso della sua carriera artistica durata 36 anni, Giuni ha spesso cambiato diverse etichette discografiche: Emi/Columbia, Basf, Durium, Ghibli, Elektra, CGD, Ricordi, L'Ottava, Wea, Emi, Nar International, Tring, Fuego e Sony Music;
  • Nella canzone Una vipera sarò, del 1981, contenuta nell'album Energie, quando cita "le trifonie dei Mongoli" in realtà sta cantando in giapponese. Le parole che usa sono: "あなたは、あなたと、二人、あなたは"("Anata wa, anata to, futari, anata wa"), e significano più o meno: "Tu, con te, in due, tu".
  • Anche il brano Sakura, contenuto negli album Signorina Romeo Live e Morirò d'amore, è un brano tradizionale giapponese, molto popolare nel paese del sol levante. Parla degli alberi di ciliegio in fiore (chiamati sakura, appunto). Al termine della canzone ringrazia in giapponese ("Dōmo arigatō", Grazie molte).
  • La canzone Babilonia, dell'album Mediterranea (1984) è una descrizione in codice del mondo omosessuale (Uomini in pelle donne in doppiopetto / Vanno a braccetto alla corte dei miracoli)
  • Il testo della canzone Bing Bang Being (lato B di Un'estate al mare) fu scritto da Tommaso Tramonti, pseudonimo di Henri Thomasson, allievo diretto di Georges Ivanovič Gurdjieff e maestro spirituale di Franco Battiato.
  • Il testo del ritornello della canzone Fonti Mobili (inclusa nel CD singolo Gabbiano e nel CD Irradiazioni) è una frase tratta dal libro Vedute sul mondo reale, di Georges Ivanovič Gurdjieff.
  • Il testo originale della canzone Lettera al Governatore della Libia, di Franco Battiato, conteneva la frase "lo sai che quell'idiota di Graziani farà una brutta fine". Giuni Russo volle eliminarla per evitare che il cantautore Ivan Graziani potesse offendersi (mentre nella versione incisa successivamente dall'autore il verso rimase). Ovviamente nel brano si parla del generale Rodolfo Graziani.
  • Esiste una versione in studio inedita precedente al 2000 della canzone Moro perché non moro (con testo tratto dalla poesia Desiderio del Cielo di Santa Teresa d'Avila).
  • La canzone Una la verità (ripubblicata col nome di Amala) contiene citazioni dal romanzo Guerra e pace di Tolstoj.
  • Il titolo del CD Demo De Midi è ispirato al romanzo del 1914 Le demon de midi, di Paul Bourget.
  • Pochi sanno che la famosissima Nomadi fu scritta da Juri Camisasca per Giuni Russo. Non potendo inciderla per problemi con la sua casa discografica, Giuni consigliò che la cantasse la sua amica Alice.
  • Esiste una versione inedita degli anni novanta del brano Morirò d'amore, in versione sperimentale. Brano presentato a Sanremo nel 2003.

[modifica] Primati

[modifica] Note

  1. ^ http://www.youtube.com/watch?v=8GT3x51MDqA

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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