Giuni Russo

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Giuni Russo
Nazionalità Italia Italia
Genere Synth pop
Musica sperimentale
Musica leggera
Operatic pop
World music
Periodo di attività 1968-2004
Etichetta Columbia, BASF, Durium, Ghibli, WEA, CGD, Bubble Record, L'Ottava, Nar International, Sony Music
Album pubblicati 23
Studio 12 (2 postumi)
Live 4
Raccolte 7
Sito web

Giuseppa Romeo, nota come Giuni Russo (Palermo, 7 settembre 1951Milano, 14 settembre 2004), è stata una cantautrice e musicista italiana di musica pop sperimentale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini e la vittoria a Castrocaro[modifica | modifica sorgente]

Giuseppa Romeo nacque a Palermo il 7 settembre 1951. Il padre Pietro Romeo registrò la nascita della figlia tre giorni dopo, il 10 settembre 1951.

Figlia d'arte, cresciuta in una famiglia in cui la lirica era molto apprezzata (sua madre era una soprano naturale), iniziò fin da giovanissima a coltivare l'attitudine al canto e alla composizione.

Mosse i primi passi nel mondo della musica già dall'età di 13 anni, quando si esibì presso il "Palchetto della Musica" davanti al Teatro Politeama.

Nel 1967, vinse, insieme a Elio Gandolfi, il Festival di Castrocaro interpretando A chi, successo lanciato da Fausto Leali nello stesso anno[1].

Da Sanremo alle prime incisioni[modifica | modifica sorgente]

Il successo di Castrocaro le aprì le porte per il Festival di Sanremo 1968, cui partecipò con il nome di Giusy Romeo con il brano No amore, scritto da Vito Pallavicini ed Enrico Intra. Il brano, che non giunse in finale, venne interpretato insieme al cantante-chitarrista francese Sacha Distel.

Il nuovo 45 giri, che aveva come retro Amerai, non ebbe il successo dei due brani successivi pubblicati lo stesso anno, ossia L'onda scritto da Vito Pallavicini su musica di Al Bano, con cui prende parte il 19 settembre al Festivalbar, al Cantagiro e ad Un disco per l'estate, e I primi minuti.

Finita la collaborazione con la Columbia, l'artista incide tre provini presso l'Arcobaleno, etichetta discografica di Cesare Ruggiero, che dovevano concorrere alla stesura di un futuro album, che però non vide mai l'uscita, visto lo scarso successo commerciale ottenuto fino ad allora. Presso la Teche RAI esistono depositati ed incisi su 45 giri, con numero di catalogo (ARC-2073 e ARC-NP-2074) questi tre provini, del 1969: i brani sono Eravamo bambini (Specchia-De Paola-Chiaravalle), Estate mia (Bornice-De Paola-Chiaravalle), e Passione (Zanin-Chiaravalle). Essi vennero eseguiti dalla giovane Giusy con la partecipazione di un coretto, e diretti da Franco Chiaravalle.

Nel 1969 si trasferisce a Milano, che diverrà la sua città di adozione. Incontra la musicista Maria Antonietta Sisini, che per ben 36 anni sarà la sua compagna nella vita oltre che nell'arte.

Il 18 luglio 1970, Giusy partecipa con alcuni suoi brani, al "Festival Palermo Pop 70", tenutosi alla Favorita di Palermo (dal 17 al 19 luglio), davanti ad un pubblico di oltre ottantamila spettatori.

La lunga gavetta e i primi successi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, con il duo La Metamorfosi (le sorelle Rosanna e Flavia Baldassari), partecipa ai cori dell'album Ys, del gruppo progressive Il Balletto di Bronzo. Sempre nello stesso anno, Giusy, insieme a Gianni Leone e Gianchi Stinga, componenti de il Balletto di Bronzo, partecipa ai cori dell'album I mali del secolo di Adriano Celentano.

Sul finire del 1974, la divisione italiana dell'etichetta discografica tedesca BASF, le propone di firmare un contratto. Nasce lo pseudonimo "Junie Russo", nome d'arte suggeritole dalla nuova casa discografica, nel tentativo di un lancio sul mercato internazionale come cantante italo-americana, e di farne anche dimenticare gli infelici esordi come "Giusy Romeo".

L'anno successivo, il singolo Milk of Paradise, anticipa la pubblicazione di Love Is a Woman, il primo album della sua carriera. Alla realizzazione del disco, interamente scritto in inglese, partecipano: il trombettista jazz Enrico Rava (seppur non accreditato), il jazzista e bassista afro-americano Michael Logan, lo scrittore Dino Cafaro, la scrittrice e paroliera Donata Giachini, il musicista Alessandro Stragliati e infine il pianista Giorgio Sabelli, sotto lo pseudonimo di Cabildo. Tra i brani utilizzati per la promozione del disco viene scelto anche Carol, intensa dedica ad un'amica di Giuni e di Maria Antonietta morta per droga, presentata anche all'interno della trasmissione televisiva Adesso musica.

Verso la fine del 1975, escono sul mercato altri due singoli: il primo, ancora su etichetta BASF, è una celebre cover di P.P. Arnold (Everything Is Gonna Be Alright), mentre il secondo, In trappola, viene inciso con la piccola etichetta Ghibli. Quest'ultimo 45 giri vede anche l'inizio della collaborazione con Cristiano Malgioglio.

Nel 1976, la Durium, storica etichetta discografica, le offre un contratto. Esce il 45 giri Mai, che Giuni e Maria Antonietta firmano assieme a Malgioglio (anche lui sotto contratto alla Durium), ottenendo un discreto successo. È l'ultima emissione discografica con il nome di "Junie" Russo. Successivamente la grafia del nome verrà italianizzata per evitare eventuali storpiature nella pronuncia. Nel 1977, la cantante scrive e interpreta il brano Everybody, che diviene la sigla del Cantagiro e dove si presenta con il suo ultimo 45 giri Mai.

Nello stesso anno, firma, in qualità di autrice assieme a Maria Antonietta Sisini e Cristiano Malgioglio, i brani Triangolo d'amore per Rita Pavone e Selvaggio per Iva Zanicchi.

Nel 1978, Giuni torna sul mercato discografico con il singolo Soli noi, inciso per l'etichetta Elektra, della Warner Music Group, con i testi ancora una volta di Malgioglio. Il 45 giri viene promosso in alcune trasmissioni televisive, tra cui 10 Hertz, in onda sul primo canale RAI con la conduzione di Gianni Morandi e di Carla Maria Orsi Carbone, mentre nel programma Il Bingoo, trasmesso su Antennatre, furono presentati entrambi i brani del disco. Il 21 settembre dello stesso anno, la cantante partecipa, con Soli noi alla finale della kermesse musicale Free Show Estate '78.

Tra il '79 e l'80, insieme a Maria Antonietta Sisini, collaborano anche con il cantante Filipponio, per il quale compongono le musiche dei brani Che presuntuoso questo cuore e Non è un'ora (1979), mentre Teatro a dieci lire e Partire oltre amore (1980), vennero musicati solo da Maria Antonietta, ed in quest'ultimo, Giuni compare solo come vocalist.

Nel 1980, Cristiano Malgioglio propone a Giuni e Maria Antonietta di comporre un brano per Amanda Lear, il cui testo, scritto da Malgioglio, s'intitola Ho fatto l'amore con me. Ed è questa l'ultima collaborazione con il cantautore siciliano.

Nel frattempo, Soli noi viene distribuito anche in altri paesi europei: se in Italia il disco era passato quasi inosservato, in Francia ottiene invece un lusinghiero riscontro, tanto che a Parigi il discografico della RCA (etichetta che curò l'edizione francese del disco), chiede e ottiene un incontro con Giuni, offrendole la possibilità di tentare la carriera oltralpe[2]. Ma la giovane artista, scoraggiata e delusa dai precedenti insuccessi, sembra non volerne più sapere di continuare a fare dischi.

Ma è in quello stesso periodo che il chitarrista e produttore Alberto Radius, insieme a Maria Antonietta Sisini, la convincono a registrare alcuni provini. In particolare, Radius sottopone il brano American man (scritto dalla stessa Giuni con la Sisini) all'ascolto di Alfredo Cerruti, direttore artistico della CGD, il quale sembra apprezzare la personalità vocale della Russo, ma di fatto non si decide a metterla sotto contratto.

L'incontro decisivo con Battiato[modifica | modifica sorgente]

Sempre Alberto Radius diviene però artefice di un incontro assolutamente decisivo per l'artista: quello con Franco Battiato. È proprio attorno alla figura del cantautore siciliano che nasce, oltre ad una grande amicizia destinata a protrarsi negli anni, un team di lavoro creativo ed affiatato che porta alla realizzazione di tre brani cuciti addosso alle capacità vocali e interpretative di Giuni (Una vipera sarò, Crisi metropolitana e L'addio).

Tali brani vengono nuovamente sottoposti all'ascolto della CGD, dove stavolta la voce di Giuni suscita l'entusiasmo di tutti, in particolare di Caterina Caselli, popolarissima cantante negli anni sessanta, e oramai esclusivamente dedita all'attività di manager e talent-scout presso l'etichetta discografica di famiglia.

Le due artiste si erano già incontrate nel 1967 a Castrocaro, dove "Casco d'oro", storico soprannome della Caselli, aveva tenuto a battesimo la vincitrice Giusy Romeo. Ma se in quell'occasione, la madrina si era mostrata abbastanza distante nei confronti della giovanissima debuttante, stavolta invece la titolare della Sugar sembra voler prendere in mano la situazione, manifestando l'intento di volersi occupare in prima persona del lancio di Giuni Russo, malgrado in CGD il direttore artistico sia ancora Alfredo Cerruti (che comunque lascerà l'etichetta l'anno successivo).

È il 1981 e l'artista firma con la CGD un contratto discografico che prevede una durata di cinque anni per la realizzazione di cinque album, pur trattandosi, nelle varie clausole, di un contratto tutt'altro che equo nel rapporto tra artista ed etichetta discografica.

Il primo dei long-playing realizzati è Energie : probabilmente il lavoro che rappresenta al meglio le sue qualità artistiche e che rimarrà un assoluto riferimento per il resto della sua attività. Si tratta di un album assolutamente all'avanguardia per il panorama musicale dell'epoca, all'insegna della pura sperimentazione, caratterizzato da un utilizzo della voce strabiliante e spesso rivoluzionario, nonché dalle innovative sonorità curate da Franco Battiato.

Con Franco Battiato, Giusto Pio e Alberto Radius (senza dimenticare Maria Antonietta Sisini), Giuni Russo trova dunque la dimensione artistica a lei più congeniale.

Per il lancio del nuovo LP, la casa discografica organizza un tour promozionale presso numerose emittenti radiofoniche, nonché la partecipazione a varie manifestazioni musicali e trasmissioni televisive.

Il 3, il 10 e il 17 gennaio 1982, per tre domeniche consecutive, partecipa alla manifestazione musicale Domenica musica - Dietro il disco con altri artisti come Franco Battiato, Gianni Morandi e tanti altri ancora, organizzata dalla It e dalla RCA, presso il Teatro Tenda di Piazza Mancini a Roma.

Un'estate al mare e il grande successo[modifica | modifica sorgente]

A metà del 1982 le viene proposto un brano originale, intitolato Un'estate al mare, firmato ancora da Franco Battiato. Sul finale dell'esecuzione la cantante imita anche il verso dei gabbiani con l'emissione di note particolarmente acute, dando prova della sua notevole estensione vocale.

Il 45 giri Un'estate al mare raggiunge i vertici delle classifiche italiane, stazionandovi per oltre otto mesi. Il brano viene presentato al Festivalbar, vincendo la sezione Festivalbar Disco Verde, ottenendo il Disco d'oro per le vendite. Sempre nello stesso anno la Russo vince, come rivelazione dell'anno, il popolare referendum Vota la voce indetto da Tv Sorrisi e Canzoni.

Nelle intenzioni dell'artista, Un'estate al mare avrebbe dovuto essere solamente una parentesi commerciale, per poi ritornare alla sperimentazione di Energie (1981), ma la Russo viene imprigionata nel cliché delle hit estive a tematica balneare, soprattutto a causa delle direttive artistiche della sua etichetta discografica.

Alla fine dell'anno viene pubblicato un altro singolo firmato da Battiato, Good Good Bye e l'artista dichiara di aver preparato l'album Vox, che esce nel 1983. I brani sono stati scritti dalla stessa Giuni Russo con Maria Antonietta Sisini, Francesco Messina, Franco Battiato e Giusto Pio. L'album viene pubblicato malgrado il dissenso di Caterina Caselli, che avrebbe voluto un prodotto più commerciale per sfruttare la grande popolarità ottenuta l'anno precedente[senza fonte]. Ad ogni modo la Russo viene incontro alle esigenze della CGD, partecipando al Festivalbar con Sere d'agosto. Nel disco sono da citare anche Abbronzate dai miraggi (anch'essa utilizzata per la promozione) e le raffinate Buenos Aires e L'oracolo di Delfi.

Nel 1984 Giuni Russo avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo, ma la CGD annulla in extremis la sua candidatura per seguire il ritorno sulle scene di Patty Pravo, da poco sotto contratto.

L'album Mediterranea, uscito in primavera inoltrata, mette in luce un'artista in continua evoluzione, tesa a coniugare con intelligenza e visione artistica cantabilità e sperimentalismo, sia vocale sia strumentale. Giuni Russo vorrebbe che a trainare il disco fosse l'omonimo brano Mediterranea, ma la Caselli preferisce promuovere la più frivola Limonata cha cha cha come lato A del nuovo 45 giri. La Russo non può che accettare tale direttiva, senza però nascondere la sua assoluta contrarietà[senza fonte].

Nell'estate del 1984 partecipa al Festivalbar presentando alcuni dei brani dall'album più recente, tra cui Mediterranea, Limonata cha cha cha, e Demenzial Song, una delle canzoni di maggior impatto tra quelle del 33 giri.

Il 10 settembre, realizza un concerto live, per promuovere l'album Mediterranea, al varietà tv Effetto concerto, nello Studio 1, in diretta su Antennatre, presentato da Daniele Piombi e Pamela Prati, con la regia di Enzo Gatta. Il concerto, venne pubblicato all'interno del cofanetto Mediterranea Tour, pubblicato il 10 settembre del 2005.

La rottura con la CGD e il successo di Alghero[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 Giuni e l'amica Maria Antonietta Sisini scrivono il nuovo album, ma a causa delle tensioni accumulate negli ultimi periodi, la CGD non sembra particolarmente interessata al progetto[3]. Pertanto, la pubblicazione del nuovo LP viene collocata intorno alla metà di luglio, in un periodo nel quale sarebbe stato estremamente più difficile lanciarlo, dal momento che soltanto poche settimane più tardi avrebbe avuto inizio il mercato autunnale con nuove uscite. Dopo l'ennesima delusione la Russo decide, dunque, di chiedere alla CGD una liberatoria di comune accordo tra le parti affinché possa cambiare etichetta in quanto i suoi discografici non credono più nel suo lavoro ostacolandone l'evoluzione artistica.

Inizialmente il direttore generale tenta di imporle, in cambio della suddetta liberatoria, la sottoscrizione di un documento nel quale dovrebbe dichiarare di aver rinunciato per sempre alla carriera di cantante.[4] In un secondo momento (per paura che la cantante potesse impugnare dal punto di vista legale il contratto dell'81, definito "capestro"[4]), le viene concessa una liberatoria nella quale la Russo viene espicitamente indicata come un'artista assolutamente ingestibile così da scoraggiare qualsiasi etichetta a metterla nuovamente sotto contratto; altrettanto esplicitamente nella nota finale viene dichiarato che in CGD non avrebbero mai più voluto avere a che fare con lei.

Il 20 novembre 1985, viene invitata come ospite d'onore al primo gala italiano di beneficenza per la lotta all'AIDS, AID FOR AIDS ideato da Felix Cossolo, presso il Teatro Ciak di Milano. Alla serata di beneficenza, parteciparono tra l'altro: Loredana Bertè, i Righeira, Walter Chiari, Bruno Lauzi, Eva Robin's, Natalia Aspesi, Luigi Ciotti, Paolo Hutter, Andrea Occhipinti, Barbara Alberti, Aldo Busi, Edith Peters, il mondo della moda italiana, gli attori Luca Barbareschi ed Emilio Bonucci, il sindaco di Milano, Carlo Tognoli e altre importanti cariche politiche[5]

L'unica casa discografica disposta a metterla sotto contratto, dopo la rottura con la CGD, è la Bubble Record: ma si tratta pur sempre di un'etichetta minore, per lo più specializzata nella pubblicazione di classici antichi, che non può più assicurare a Giuni Russo la distribuzione e la visibilità di un grosso marchio come la CGD. Ma proprio per questo motivo la Bubble Record è fuori dai giochi di potere, dunque libera di trattare qualsiasi artista.

Nel 1986 viene finalmente pubblicato l'album Giuni, registrato l'anno precedente e "congelato" a causa delle suddette questioni discografiche. L'album contiene il successo Alghero, uscito anche come 45 giri, con cui Giuni partecipa con straordinario successo al Festivalbar.

Il 10 settembre 1986 partecipa, con Alghero, al grande concerto dei big della musica leggera italiana, indetto dalla kermesse canora Vota la voce, in occasione della consegna dei "Telegatti". Alghero le ha dedicato una via, la cerimonia si è svolta il 23 aprile 2014, è un tratto panoramico della bella cittadina turistica, si chiama Mirador Giuni Russo. Presenti le autorità locali, una visibilmente commossa Maria Antonietta Sisini. A far da cornice alla cerimonia, un nutrito gruppo di fans.

Nel 1987 esce per la Bubble Record il 45 giri Ragazzi al luna park, anteprima di un secondo LP, intitolato Album, che contiene la frenetica Adrenalina, cantata in coppia con Donatella Rettore: la cantautrice veneta, dopo qualche esitazione, accetta di duettare in questo brano, particolarmente adatto alla sua personalità artistica. Adrenalina rappresenta il primo duetto nella carriera di entrambe. Il brano, presentato alla manifestazione Un disco per l'estate a Saint-Vincent, esce anche su disco mix.

La svolta artistica e spirituale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 arriva un brusco e repentino cambio di rotta, che anticipa di un decennio la "musica di confine", innovativa ed assolutamente sconosciuta nel panorama musicale italiano, con il rischioso album A casa di Ida Rubinstein. Il titolo è ispirato al nome di Ida Rubinstein, attrice e ballerina. Un disco fusion di contaminazione fra lirica, pop elegante e jazz, incentrato sull'interpretazione di arie da camera e romanze di autori quali Bellini, Donizetti, Verdi e dettato dalla sua passione per la lirica[6]. Giuni Russo è, in questo campo, l'antesignana più naturale, l'anticipatrice, colei che apre una strada che diverrà popolare soltanto negli anni novanta con altri artisti di confine.

Nel 1989 la Bubble Record di Carlo Bixio, pubblica la raccolta I successi di Giuni Russo, che comprende alcuni brani tratti dai due precedenti album Giuni (1986) ed Album (1987).

Il 1990 si apre con la ristampa da parte della Compagnia Generale del Disco del singolo, su CD, Un'estate al mare, accompagnato, sul lato B, dal brano Una vipera sarò.

Il 1º aprile 1990, è ospite insieme a Mango, e a Sarah Jane Morris, in una serata nella storica discoteca milanese del "City Square"[7].

Sempre, nello stesso anno la predetta etichetta discografica mette sul mercato una raccolta di brani Le più belle canzoni contenente, tra l'altro, alcuni dei suoi successi degli anni ottanta negando, però, le royalties alla Russo, nonostante, a tutt'oggi, il disco abbia sempre venduto ottimamente.

Il 21 dicembre 1990, è tra gli invitati di uno spettacolo musicale, unitamente a Marina Occhiena, per i militari dell'11º Reggimento fanteria "Casale", di Casale Monferrato[8].

Portata verso le contaminazioni musicali rivolte prevalentemente all'avanguardia, nel 1992 dà così vita alla World music di foggia arabeggiante di Amala, che segna il ritorno alla Warner Music Group, acquirente della CGD. Si tratta di un album contenente due soli inediti: l'omonimo brano e Alla spiaggia dell'amore, dedicato ad una spiaggia a forma di cuore, sita a Portobello di Aglientu, in Sardegna.

Sempre nello stesso anno Giuni interpreta un intenso brano inedito, con soli vocalizzi, Black image, scritto da Enrico Riccardi, per la colonna sonora della serie televisiva Extralarge con Bud Spencer.

Nel 1994 ritorna sulle scene musicali, e alla ribalta, cimentandosi col canto-cabaret ispirato a Ettore Petrolini con l'album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica[9]. Questa apertura la porta ad allargare la collaborazione con scrittori e poeti, anche attraverso lo studio di testi sacri antichi, soprattutto le opere di San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Avila. Fra le migliori canzoni La sua figura, un canto d'amore tratto dai testi di San Giovanni della Croce, esclusa dal Festival di Sanremo 1994 dopo aver passato tutte le selezioni[10]. Per la promozione del disco, fu ideato un tour radiofonico, attraverso i più importanti network radiofonici italiani.

Sempre nello stesso anno partecipa al Premio Tenco, dove propone il brano Ciao amore, privato di un "ciao", arrangiato da Franco Battiato, come personale omaggio a Luigi Tenco[11].

Il 1995, vede la sua seconda partecipazione consecutiva al Premio Tenco dove proporrà i brani Malinconia (Ninfa gentile), Il sole di Austerlitz, La sua figura ed un intenso ed emozionante duetto con il cantante portoghese, Sergio Godinho, nella sua La barca degli amanti[12].

A metà dello stesso anno viene pubblicato come 12", per la IT-WHY, il singolo Un'estate al mare, in tre differenti versioni remix.

Il 22 giugno 1996, partecipa al varietà televisivo Il boom, dedicato agli anni cinquanta, in onda su Canale 5 e condotto da Teo Teocoli, Gene Gnocchi, Simona Ventura e Stefania Orlando, dove interpreta Johnny Guitar del 1954, di Peggy Lee.

Il 23, il 24 ed il 25 maggio 1997 partecipa alla trasmissione canora napoletana Viva Napoli, in onda su Rete 4 e condotta da Mike Bongiorno e Loretta Goggi, dove interpreta il brano Maruzzella di Renato Carosone ed una romanza di Gaetano Donizetti, nel repertorio di Giuni già dal 1988, Me voglio fa' 'na casa[13].

Il 19 luglio 1997 viene invitata come ospite, all'inaugurazione e manifestazione, a Roma, dal sindaco Francesco Rutelli, sulla valorizzazione e ampliamento, degli scavi archeologici dei Fori Imperiali, insieme ad altri artisti come gli Avion Travel, Cristiano De Andrè, Josè Carreras, e tanti altri[14].

Estate 1997: viene alla luce, dopo due anni di assenza dal mercato discografico, il CD singolo contenente Gabbiano e Fonti mobili, anteprima dell'album Gelsomini d'Arabia, che per problemi di vedute con il direttore artistico, della NAR International, non vedrà mai l'uscita. Il ritornello del brano Fonti mobili, è una frase tratta dal libro Vedute sul mondo reale, di Georges Ivanovič Gurdjieff.

Sempre nel 1997 il produttore Ezio Trapani, cugino del regista Enzo Trapani, le propone di recitare in Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia nel quale canta i versi di Borges insieme al celebre attore teatrale Giorgio Albertazzi, presso la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, nel quartiere marittimo della "Kalsa".[15].

Il 27 novembre 1998 festeggia i suoi trent'anni di carriera, pubblicando il suo primo album "live" dal titolo autobiografico Voce prigioniera che conteneva brani dell'album del 1988, A casa di Ida Rubinstein più altri brani dal vivo[16]. Sul retro del disco è presente una dedica di Giuni all'amica Maria Antonietta Sisini.

A metà 2000 viene pubblicato come CD e 12", per la Extrarecord, il singolo Un'estate al mare, in tre nuove differenti versioni remix, riarrangiate dal gruppo musicale italiano Novecento. Sempre nello stesso anno, escono due raccolte, non ufficiali, dell'artista, ad opera di due differenti etichette discografiche, la "Dv More Records" e la "Mr Music". Le due raccolte, dallo stesso titolo Il meglio o Il meglio di Giuni Russo, differiscono solo per il fatto che, nella prima versione, ci siano dodici brani, mentre, nella seconda ve ne siano due in più. Tutte le versioni sono state riarrangiate dal gruppo musicale italiano Novecento.

Nell'estate del 2001 partecipa alla gara canora La notte vola, in onda su Canale 5 e condotta da Lorella Cuccarini, dove, dopo diversi anni, decide di reinterpretare il successo di Un'estate al mare con il nuovo arrangiamento di Lucio Fabbri[17]. Giunge in finale classificandosi al 3º posto.

L'11 marzo 2002, viene invitata alla trasmissione Cocktail d'amore, in onda su Rai Uno e condotta da Amanda Lear, dove viene ripercorsa, attraverso vari filmati ed interviste, la lunga carriera artistica di Giuni.

Il 17 aprile 2002 è tra gli ospiti della trasmissione Testarda io, in onda su Rete 4 e condotta da Iva Zanicchi. Anche in questa, viene ripercorsa, attraverso vari filmati, interviste, e brani "live", tra cui Mediterranea, La sua figura, la sua carriera artistica[18].

Il 23 novembre 2002 pubblica il suo secondo album consecutivo "live", Signorina Romeo Live, nel quale è evidente la maturità raggiunta dall'artista nell'interpretazione di un repertorio colto e raffinato, ma sempre finalizzato ad un messaggio da trasmettere, mai legato a un puro sfoggio di cultura[19]. Da citare, indubbiamente, La sua figura ed Il carmelo di Echt, brano di Juri Camisasca ispirato alla figura di Edith Stein, la carmelitana trucidata dai nazisti. Nel giro di qualche anno l'album Signorina Romeo Live diviene piuttosto difficile da reperire, molto ricercato dai collezionisti e di cui, secondo il sito ufficiale, ne esistono soltanto un migliaio di copie, acquistate prima del ritiro.

Gli ultimi lavori[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, dopo ben 35 anni di assenza, prende parte alla kermesse canora del Festival di Sanremo 2003, con il brano Morirò d'amore, scritto con Maria Antonietta Sisini e Vania Magelli, i violini scritti da Stefano Barzan, l'arrangiamento di Franco Battiato e di Roberto Colombo. Il brano arrivò 7° nella classifica finale e ricevette il "Premio come Miglior Arrangiamento". Negli anni sarà inteso come il testamento musicale di Giuni: fra l'altro, la cantante dovette esibirsi sul palcoscenico con una bandana intorno alla testa, segno inequivocabile che aveva perso tutti i capelli a causa dei cicli di chemioterapia a cui si sottoponeva da due anni, per il male incurabile che l'aveva colpita.

Il 7 marzo 2003 esce l'omonimo album Morirò d'amore, che ottiene un buon successo di vendite.

Il 4 aprile 2003, sull'onda del suo successo sanremese, l'etichetta NAR pubblica Irradiazioni, una raccolta di brani con un solo inedito: Voce che grida, registrato sul finire degli anni novanta con la NAR, ed altri brani, in versioni riarrangiate, tra cui Gabbiano e Fonti mobili, per la prima volta inclusi in un album. La raccolta sarà definita da Giuni come "non ufficiale", in quanto il titolo non rientra nei suoi gusti[20].

Il 1º settembre 2003 partecipa alla trasmissione canora Napoli prima e dopo, dove interpreta il brano partenopeo Marechiare. Questa sarà la sua ultima apparizione televisiva.

Il 18 ottobre 2003 la cineteca del Friuli organizza uno spettacolo al Teatro Zancanaro di Sacile, in occasione della presentazione, in anteprima, del film restaurato Napoli che canta nel quale accompagna tutti i 22 brani inclusi nella "suite musicale", cantando dal vivo davanti ad una vasta platea, formata prevalentemente da estimatori provenienti da tutta Europa e da vari paesi del mondo[21]. Tale evento è stato incluso, con inediti extra, nella versione DVD, uscita, successivamente alla versione CD.

Il 28 novembre 2003 esce il disco Demo De Midi che contiene demo di brani scritti tra gli anni ottanta e gli anni novanta e rimasti inediti per diverse motivazioni. In un certo qual senso, è un vero e proprio album di inediti all'interno della sua discografia.

Il 2 aprile 2004 pubblica la "suite musicale" di canzoni classiche napoletane, per il film muto omonimo, Napoli che canta girato nel 1926, da Roberto Leone Roberti, padre del regista Sergio Leone, la cui pellicola venne ritrovata negli Stati Uniti, dopo che se ne erano perse per molti anni le tracce, anche per l'ostracismo del regime fascista, che non vedeva di buon occhio uno dei temi trattati, cioè quello dell'emigrazione. Tra i tanti brani partenopei inclusi nella "suite musicale", compare A cchiù bella, una poesia di Totò musicata da Giuni e da Maria Antonietta Sisini.

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

Giuni Russo muore nella sua dimora milanese all'età di 53 anni, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004. La cerimonia delle esequie si tiene il 15 settembre, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, a Milano. Tra i tanti amici della cantante, prendono parte al suo funerale Bianca Pitzorno, Platinette, Mario Lavezzi, Christian, Ivan Cattaneo, Shel Shapiro, Iva Zanicchi, Franco Simone, Aida Cooper, Alice, Viola Valentino, Mario Luzzatto Fegiz e Marinella Venegoni. Uno zio di Franco Battiato fa le veci dell'amico fraterno, che si trova all'estero per una tournée; la sera precedente le ha dedicato il concerto[22].

La produzione postuma[modifica | modifica sorgente]

Il 29 settembre 2004, pochi giorni dopo la scomparsa prematura di Giuni, la UDP Discopiù pubblica I miei successi, ristampa della seconda edizione della raccolta Il meglio, inclusa tra la discografia "non ufficiale" della Russo.

Il 1º ottobre 2004 la NAR International, detentrice dei diritti editoriali, pubblica Voce che grida, una raccolta, racchiusa in un cofanetto, contenente due CD: la ristampa di Irradiazioni (2003) e di Voce prigioniera (1998).

Il 9 settembre 2005, a cura di Maria Antonietta Sisini, viene pubblicato un cofanetto dal titolo Mediterranea Tour[23] che racchiudeva la ristampa dell'album A casa di Ida Rubinstein (1988) e di un DVD, contenente un concerto live del "Mediterranea Tour" del 10 settembre 1984. Il cofanetto ebbe un grande successo, giungendo in classifica fino al 2º posto, rimandendoci molte settimane.

Il 14 aprile 2006 il Comune di Sorso, ha intitolato alla memoria di Giuni Russo, la Scuola Civica di Musica[24].

Nello stesso anno, il 26 settembre, esce il disco di tributo Unusual[25], curato e prodotto da Maria Antonietta Sisini con la supervisione di Franco Battiato. Un CD e un DVD che raccolgono brani originali del repertorio di Giuni Russo remixati e riarrangiati con la partecipazione di molti artisti italiani e internazionali. Tra gli altri artisti, spiccano lo stesso Battiato, Vladimir Luxuria, che esegue una nuova versione di Illusione, Toni Childs, Caparezza e Lene Lovich. Primo singolo estratto è il rifacimento di Un'estate al mare, canzone scritta da Franco Battiato e Giusto Pio, eseguito dai Megahertz.

Il 14 novembre 2006 Vladimir Luxuria propone il "duetto" virtuale di Illusione, nel programma Markette, in onda su La 7, e condotto da Piero Chiambretti[26].

Il 19 ottobre 2007 esce The Complete Giuni[27], una raccolta antologica in un cofanetto contenente tre CD, prodotta da Maria Antonietta Sisini. È una raccolta che ordina cronologicamente tutti suoi i brani dal 1968 al 2004, da quelli più famosi agli inediti. Notevole la versione in studio inedita de Il Carmelo di Echt risalente al 1990.

Il 16 novembre 2007 esce in DVD un film-documentario per la regia di Franco Battiato e prodotto sempre da Maria Antonietta Sisini. Un ritratto artistico e umano inedito di Giuni Russo attraverso filmati d'archivio che vanno dagli esordi alle ultime apparizioni televisive, con la partecipazione dal vivo di artisti come Alice, Lene Lovich, The MAB e dell'attrice Piera degli Esposti. Giuni si racconta intervistata da Paolo Piccioli. Nel documentario è presente anche una toccante interpretazione dal vivo del brano L'addio, cantato in una trasmissione degli anni ottanta alla presenza di Leonardo Sciascia.

La città di Alghero avrebbe dovuto dedicare il proprio anfiteatro a Giuni Russo[28] secondo un desiderio espresso dal Sindaco stesso nel corso di un incontro con Maria Antonietta Sisini. La notizia era stata anticipata durante la conferenza stampa di presentazione dell'ultimo lavoro discografico dell'artista, The Complete Giuni. Nel 2011 l'anfiteatro è stato invece dedicato al cantautore Ivan Graziani[29]

Il 28 novembre 2008, con etichetta Edel Music, viene rilasciato Cercati in me[30], una nuova raccolta di undici brani, prodotta da Maria Antonietta Sisini, tra i quali compaiono cinque brani inediti, risalenti agli anni novanta e sette brani remixati, tra i quali spicca una suite di tre brani con sonorità multietniche.

Il 7 settembre 2009, edita da Bompiani, esce Giuni Russo. Da un'estate al mare al Carmelo[31], la biografia ufficiale di Giuni Russo, scritta da Bianca Pitzorno e Maria Antonietta Sisini. In allegato, include: un CD con 6 tracce di cui 2 inedite e la ristampa del DVD La Sua Figura. Il 13 settembre 2009, la Biografia è stata presentata al "Festival della Letteratura di Mantova", presso il Teatro Sociale[32]. Alla presentazione sono intervenuti Bianca Pitzorno e Franco Battiato; quest'ultimo ha curato l'introduzione.

Il 29 marzo 2011 esce A casa di Ida Rubinstein 2011, un cofanetto contenente un CD e un DVD, distribuito dalla Edel Music, con la partecipazione di musicisti internazionali: Uri Caine, Franco Battiato, Brian Auger e Paolo Fresu. Il DVD, contiene un "Official Bootleg Video" del concerto, tenuto da Giuni Russo, al Teatro Manzoni di Monza il 10 luglio 1991[33].

Il 13 settembre 2011 la "Rhino Records" detentrice dei diritti discografici della CGD, pubblica una raccolta dal titolo Collection, in cui vennero inclusi diversi brani, estrapolati da Energie (1981), Vox (1983), Mediterranea (1984) e da Amala (1992), oltre al singolo Soli noi (1978), mai incluso in album.

Il 17 aprile 2012, nuovamente, la Rhino Records, pubblica in versione digipack, in un CD, le versioni originali di Vox (1983) e di Mediterranea (1984).

Il 24 aprile 2012, dopo ben trentasette anni dalla sua uscita, sotto lo pseudonimo di Junie Russo, e grazie all'interessamento dell'amica di sempre Maria Antonietta Sisini, di cui ne deteneva i diritti, viene pubblicata la ristampa in CD, di Love Is a Woman, il primo album della sua carriera, interamente in lingua anglosassone, e distribuita dall'etichetta discografica Edel Music. La ristampa, completamente rimasterizzata, riproduce interamente la grafica e il sound del 33 giri originale.

Il 27 maggio 2012, su iniziativa del Fan Club Internazionale GiuniParaSiempre con la collaborazione dell'associazione GiuniRussoArte, il comune di Sacile, in provincia di Pordenone, le ha intitolato con una targa commemorativa, la Galleria del Teatro Zancanaro, dove si esibì dal vivo per l'ultima volta, il 18 ottobre 2003, in occasione del Pordenone Silent Film Festival, interpretando dal vivo Napoli che canta.

Il 27 settembre 2012 ritrova la luce un brano inedito, scritto dalla stessa Giuni con la collaborazione di Maria Antonietta Sisini, agli inizi del 2000, dal titolo Para Siempre. Il brano mostra tonalità, musicalità, ed un timbro vocale, assolutamente inedito e profondo. Il singolo Para Siempre, viene lanciato su iTunes ed in anteprima nazionale radiofonica su Radio Monte Carlo, raggiungendo il 44º posto tra i singoli più venduti. Il resto del disco è in pratica una raccolta di covers famose eseguite da Giuni.

Il 15 ottobre 2013, giorno commemorativo di Santa Teresa d'Avila, esce Unica una raccolta dei primi brani d'esordio della cantautrice, che vanno dal 1968 al 1978, dei quali ben otto mai pubblicati su CD. A trainare l'album, viene scelta la prima canzone di maggior popolarità con il nome di Giuni Russo, Soli noi, incisa nel 1978, e scritta insieme a Cristiano Malgioglio, della quale è stato realizzato anche un videoclip, proiettato per la prima volta all'interno del Gay village, in occasione di una serata dedicata al paroliere Malgioglio, e presentara da Vladimir Luxuria, il 21 settembre dello stesso anno.

Il 3 dicembre 2013 uscirà solo in versione digitale su ITunes, Duets, una raccolta con un solo brano inedito. Quest'ultimo, si tratta del demo inedito Le tue parole, prima stesura del successo sanremese del 2003, Morirò d'amore, scritto nel 1988 con la collaborazione di Maria Antonietta Sisini e di Vania Magelli, con testo e musica diversa, mentre gli altri brani che lo accompagneranno, saranno alcuni duetti estratti da Unusual (2006).

Il 15 Maggio 2014 verranno ristampati i Cd: "Morirò d'amore", "Demo de Midi", "Napoli che canta", in digipack. Distribuzione Edel Italy.

Associazione Giuni Russo Arte[modifica | modifica sorgente]

Il 25 maggio 2005 viene costituita da Maria Antonietta Sisini, l'associazione culturale "Giuni Russo Arte", unica associazione autorizzata, senza scopo di lucro e ufficiale, con il compito di promuovere e tutelare le opere e l'immagine di Giuni Russo.

Tra le prime iniziative l'associazione Giuni Russo Arte, ha istituito un premio intitolato a Giuni Russo, nell'ambito del Mantova Musica Festival (tra il 1º giugno ed il 5 giugno 2005). In occasione della prima edizione del "Premio Giuni Russo", l'associazione Giuni Russo Arte, consegnerà una targa all'artista che meglio rappresenterà la ricerca di un linguaggio a sostegno del valore culturale della libertà di espressione musicale.

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1984 avrebbe dovuto partecipare con una canzone da lei scritta e intitolata Ciao (le proposero anche Un amore grande, in seguito alla rinuncia di Loretta Goggi, canzone che poi cantò Pupo), ma la sua candidatura fu cancellata dalla CGD nel momento in cui s'inserì Patty Pravo in cerca di un contratto discografico per il suo ritorno sulle scene che prevedeva proprio la partecipazione a Sanremo, motivo per cui fu preferita a Giuni Russo, la quale dovette rinunciare.
  • Nel 1994 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con il brano La sua figura, ma all'ultimo momento, la commissione la scartò.
« Una volta mi sono presentata con La sua figura: avevo passato tutte le selezioni. Poi, quando hanno dato i cantanti definitivi, non c'ero più. Che dovevo pensare? Comprendo, vogliono altre cose. Peccato, era un brano importante, avrei portato Giovanni della Croce. »
(da un'intervista del 30 novembre 1999)
  • Nel 1997 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con Morirò d'amore, ma la commissione la scartò giudicando il provino "stonato"[34]. Lo stesso provino fu, poi, ripresentato al Festival nel 2003, quando finalmente il pezzo venne accettato in gara.

Partecipazioni al Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1982: con Un'estate al mare — 1º posto Festivalbar DiscoVerde
  • 1983: con Sere d'agosto
  • 1984: con Limonata Cha Cha Cha, Mediterranea e Demential song (Festivalbar Disco Verde)
  • 1986: con Alghero

Partecipazioni a Viva Napoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1997: con Maruzzella e Me voglio fa 'na casa

Partecipazioni ad Azzurro[modifica | modifica sorgente]

  • 1983: con Sere d'agosto
  • 1984: con Mediterranea e Limonata Cha Cha Cha

Partecipazioni al Premio Tenco[modifica | modifica sorgente]

  • 1994: con Ciao amore ciao (di Luigi Tenco, con un arrangiamento di Franco Battiato)
  • 1995: con Malinconia, Il sole di Austerlitz, La sua figura e La barca degli amanti (feat. Sergio Godinho)

Partecipazioni al Festival di Saint-Vincent[modifica | modifica sorgente]

  • 1987: con Adrenalina (feat. Rettore)

Partecipazioni al Cantagiro[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1977: con Mai

Partecipazioni a Un disco per l'estate[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1987: con Adrenalina (feat. Rettore) e Mango, papaia

Partecipazioni a Vota la voce[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni a Napoli prima e dopo[modifica | modifica sorgente]

  • 2003: con Marechiare

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Giuni Russo.

Album

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Alcuni premi e riconoscimenti attribuiti, nel corso della carriera a Giuni Russo:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1979, la Philips lancia una campagna pubblicitaria rimasta famosa per il jingle in cui una voce femminile urla lo slogan "Colore sempre vivo... Philips!". L'interprete di quell'urlo è proprio Giuni Russo.
  • Il testo originale della canzone Lettera al governatore della Libia, di Franco Battiato, conteneva la frase lo sai che quell'idiota di Graziani farà una brutta fine. Giuni Russo volle eliminarla per evitare che il cantautore Ivan Graziani potesse offendersi (mentre nella versione incisa successivamente dall'autore il verso rimase). Ovviamente nel brano si parla del generale Rodolfo Graziani.
  • Nel ritornello della canzone La passione secondo Milva, contenuta nell'album Milva e dintorni di Milva, realizzato nel 1982 con Franco Battiato, si sente un acuto di una cantante che sostiene la voce di Milva (Ti desiderò però... aah): appartiene a Giuni Russo. Il coro della Russo compare anche nella versione francese dell'album.
  • Nell'album di Milva SVegliando l'amante che dorme di Franco Battiato, Milva propone una cover della canzone di Giuni Russo Atmosfera
  • Nel corso della sua carriera, Giuni Russo ha cambiato diverse etichette discografiche: Columbia, BASF, Durium, Ghibli, WEA, CGD, Bubble Record, L'Ottava, Pull, Nar International, Sony Music;
  • Nella canzone Una vipera sarò, del 1981, contenuta nell'album Energie, quando cita "le trifonie dei Mongoli" in realtà sta cantando in giapponese. Le parole che usa sono: "あなたは、あなたと、二人、あなたは"("Anata wa, anata to, futari, anata wa"), e significano più o meno: "Tu, con te, in due, tu".
  • Anche il brano Sakura, contenuto negli album Signorina Romeo Live e Morirò d'amore, è un brano tradizionale giapponese, molto popolare nel paese del sol levante. Parla degli alberi di ciliegio in fiore (chiamati sakura, appunto). Al termine della canzone ringrazia in giapponese ("Dōmo arigatō", Grazie molte).
  • Il testo della canzone Bing Bang Being (lato B di Un'estate al mare) fu scritto da Tommaso Tramonti, pseudonimo di Henri Thomasson, allievo diretto di Georges Ivanovič Gurdjieff e maestro spirituale di Franco Battiato.
  • La canzone Babilonia, dell'album Mediterranea (1984) è una descrizione in codice del mondo omosessuale (Uomini in pelle donne in doppiopetto / Vanno a braccetto alla corte dei miracoli)
  • Nel 1985 Giuni Russo prese parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Etiopia, "Musica italiane per l'Etiopia" cantando Volare - Nel blu dipinto di blu insieme ad alcuni dei più importanti cantanti italiani del momento.[35]
  • Pochi sanno che il noto brano Nomadi fu scritto nel 1985 da Juri Camisasca per Giuni Russo. Non potendo inciderla per problemi discografici, Giuni consigliò che la cantasse la sua amica Alice.
  • L'11 ottobre 2013 la Commissione toponomastica del comune di Alghero ha deciso di intitolare a Giuni la piazza sul colle del Balaguer, tale intitolazione avverrà il giorno 23 aprile 2014.[36].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La ragazza del Borgo che cantava l' estate, 12 settembre 2009, p. 1.
  2. ^ Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 95
  3. ^ Bianca Pitzorno, Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo, Bompiani, 2009, pag. 142
  4. ^ a b Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 143
  5. ^ gayclubbing.it - Le migliori risorse e informazioni sul tema: gayclubbing. Questa pagina è in vendita!
  6. ^ Bee Gees, disco e tour mondiale, 11 gennaio 1989, p. 21. URL consultato il 23-12-2012.
  7. ^ Seducente Sarah Jane dalla "rossa vocalità" e dal grande impegno, 3 aprile 1990, p. 10. URL consultato il 23-12-2012.
  8. ^ Musica in caserma, 21 dicembre 1990, p. 7. URL consultato il 23-12-2012.
  9. ^ Giuni come Petrolini, 09 luglio 1994, p. 37. URL consultato il 23-12-2012.
  10. ^ Giuni Russo, Musica - La signorina Romeo, voce prigioniera?, 1° gennaio 2003.
  11. ^ Al "Tenco", slogan pieni di rabbia, 31 ottobre 1994, p. 17. URL consultato il 23-12-2012.
  12. ^ C'era una volta il Tenco, 30 ottobre 1995, p. 17. URL consultato il 23-12-2012.
  13. ^ Merola, da Mike per far sapere che sono vivo, 25 maggio 1997, p. 34. URL consultato il 23-12-2012.
  14. ^ La notte illuminata dei Fori, 20 luglio 1997, p. 39. URL consultato il 14-03-2011.
  15. ^ Giuni Russo, Musica - La signorina Romeo, voce prigioniera?, 1° gennaio 2003.
  16. ^ Giuni Russo, lontano da Alghero, 23 dicembre 1998, p. 34. URL consultato il 23-12-2012.
  17. ^ La notte vola con la Cuccarini, 30 giugno 2001, p. 57. URL consultato il 23-12-2012.
  18. ^ I 40 anni di Zanicchi e compagne, 3 aprile 2002, p. 29. URL consultato il 23-12-2012.
  19. ^ Chi si risente, la gran voce di Giuni Russo, 24 dicembre 2002, p. 31. URL consultato il 23-12-2012.
  20. ^ Giuni Russo “Irradiazioni” (cd 2003), 02 aprile 2003. URL consultato il 23-12-2012.
  21. ^ Pienone a Sacile per Giuni Russo, 20 ottobre 2003, p. 13. URL consultato il 19-06-2011.
  22. ^ I canti delle Carmelitane per l' ultimo saluto a Giuni Russo, 16 settembre 2004, p. 52.
  23. ^ Giuni Russo esce un dvd per ricordarla, 14 settembre 2005, p. 10.
  24. ^ Nasce la scuola civica di musica «Giuni Russo»: si socializza imparando a suonare uno strumento, 14 aprile 2006, p. 32. URL consultato il 19-06-2011.
  25. ^ MUSICA: ESCE DOMANI 'UNUSUAL', ALBUM TRIBUTO A GIUNI RUSSO, 28 settembre 2006.
  26. ^ FLASH, 14 novembre 2006, p. 39. URL consultato il 19-06-2011.
  27. ^ MUSICA: ESCE DOMANI IL COFANETTO DEDICATO A GIUNI RUSSO, 18 ottobre 2007.
  28. ^ L'Anfiteatro di Alghero a Giuni Russo, 15 aprile 2008.
  29. ^ La difficile scelta tra due cari amici: Russo o Graziani? - Regione - La Nuova Sardegna
  30. ^ Giuni Russo, esce "Cercati in me", 21 novembre 2008.
  31. ^ Giuni Russo, una biografia scritta dall'amica del cuore, 18 settembre 2009.
  32. ^ 13ª edizione del Festivaletteratura.
  33. ^ Risentire Giuni Russo,arie camera e jazz, 28 marzo 2011.
  34. ^ Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 243
  35. ^ MusicaItalia per l'Etiopia - 1985
  36. ^ Alghero, una piazza dedicata a Giuni Russo. http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2013/10/11/news/alghero-una-piazza-dedicata-a-giuni-russo-1.7904602 URL consultato in data 11-10-2013.

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