Giuni Russo

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Giuni Russo
Nazionalità Italia Italia
Genere Synth pop
Musica sperimentale
Musica leggera
Operatic pop
World music
Periodo di attività 1968-2004
Etichetta Columbia, BASF, Durium, Ghibli, WEA, CGD, Bubble Record, L'Ottava, Nar International, Sony Music
Album pubblicati 23
Studio 12 (2 postumi)
Live 4
Raccolte 7
Sito web

Giuseppa Romeo, nota come Giuni Russo (Palermo, 7 settembre 1951Milano, 14 settembre 2004), è stata una cantautrice italiana di musica pop sperimentale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini e la vittoria a Castrocaro[modifica | modifica sorgente]

Giuseppa Romeo nacque a Palermo il 7 settembre 1951. Il padre Pietro Romeo registrò la nascita della figlia tre giorni dopo, il 10 settembre 1951.

Figlia d'arte, cresciuta in una famiglia in cui la lirica era molto apprezzata (sua madre era una soprano naturale), iniziò fin da giovanissima a coltivare l'attitudine al canto e alla composizione.

Mosse i primi passi nel mondo della musica già dall'età di 13 anni, quando si esibì presso il "Palchetto della Musica" davanti al Teatro Politeama.

Nel 1967, vinse, insieme a Elio Gandolfi, il Festival di Castrocaro interpretando A chi, successo lanciato da Fausto Leali nello stesso anno[1].

Da Sanremo alle prime incisioni[modifica | modifica sorgente]

Il successo di Castrocaro le aprì le porte per il Festival di Sanremo 1968, cui partecipò con il nome di Giusy Romeo con il brano No amore, scritto da Vito Pallavicini ed Enrico Intra. Il brano, che non giunse in finale, venne interpretato insieme al cantante-chitarrista francese Sacha Distel.

Il nuovo 45 giri, che aveva come retro Amerai, non ebbe il successo dei due brani successivi pubblicati lo stesso anno, ossia L'onda scritto da Vito Pallavicini su musica di Al Bano, con cui prende parte il 19 settembre al Festivalbar, al Cantagiro e ad Un disco per l'estate, e I primi minuti.

Finita la collaborazione con la Columbia, l'artista incide tre provini presso l'Arcobaleno, etichetta discografica di Cesare Ruggiero, che dovevano concorrere alla stesura di un futuro album, che però non vide mai l'uscita, visto lo scarso successo commerciale ottenuto fino ad allora. Presso la Teche RAI esistono depositati ed incisi su 45 giri, con numero di catalogo (ARC-2073 e ARC-NP-2074) questi tre provini, del 1969: i brani sono Eravamo bambini (Specchia-De Paola-Chiaravalle), Estate mia (Bornice-De Paola-Chiaravalle), e Passione (Zanin-Chiaravalle). Essi vennero eseguiti dalla giovane Giusy con la partecipazione di un coretto, e diretti da Franco Chiaravalle.

Nel 1969 si trasferisce a Milano, che diverrà la sua città di adozione. Incontra la musicista Maria Antonietta Sisini, che per ben 36 anni sarà la sua compagna nella vita oltre che nell'arte.

Il 18 luglio 1970, Giusy partecipa con alcuni suoi brani, al "Festival Palermo Pop 70", tenutosi alla Favorita di Palermo (dal 17 al 19 luglio), davanti ad un pubblico di oltre ottantamila spettatori.

La lunga gavetta e i primi successi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, con il duo La Metamorfosi (le sorelle Rosanna e Flavia Baldassari), partecipa ai cori dell'album Ys, del gruppo progressive Il Balletto di Bronzo. Sempre nello stesso anno, Giusy, insieme a Gianni Leone e Gianchi Stinga, componenti de il Balletto di Bronzo, partecipa ai cori dell'album I mali del secolo di Adriano Celentano.

Sul finire del 1974, la divisione italiana dell'etichetta discografica tedesca BASF, le propone di firmare un contratto. Nasce lo pseudonimo "Junie Russo", nome d'arte suggeritole dalla nuova casa discografica, nel tentativo di un lancio sul mercato internazionale come cantante italo-americana, e di farne anche dimenticare gli infelici esordi come "Giusy Romeo".

L'anno successivo, il singolo Milk of Paradise, anticipa la pubblicazione di Love Is a Woman, il primo album della sua carriera. Alla realizzazione del disco, interamente scritto in inglese, partecipano: il trombettista jazz Enrico Rava (seppur non accreditato), il jazzista e bassista afro-americano Michael Logan, lo scrittore Dino Cafaro, la scrittrice e paroliera Donata Giachini, il musicista Alessandro Stragliati e infine il pianista Giorgio Sabelli, sotto lo pseudonimo di Cabildo. Tra i brani utilizzati per la promozione del disco viene scelto anche Carol, intensa dedica ad un'amica di Giuni e di Maria Antonietta morta per droga, presentata anche all'interno della trasmissione televisiva Adesso musica.

Verso la fine del 1975, escono sul mercato altri due singoli: il primo, ancora su etichetta BASF, è una celebre cover di P.P. Arnold (Everything Is Gonna Be Alright), mentre il secondo, In trappola, viene inciso con la piccola etichetta Ghibli. Quest'ultimo 45 giri vede anche l'inizio della collaborazione con Cristiano Malgioglio.

Nel 1976, la Durium, storica etichetta discografica, le offre un contratto. Esce il 45 giri Mai, che Giuni e Maria Antonietta firmano assieme a Malgioglio (anche lui sotto contratto alla Durium), ottenendo un discreto successo. È l'ultima emissione discografica con il nome di "Junie" Russo. Successivamente la grafia del nome verrà italianizzata per evitare eventuali storpiature nella pronuncia. Nel 1977, la cantante scrive e interpreta il brano Everybody, che diviene la sigla del Cantagiro e dove si presenta con il suo ultimo 45 giri Mai.

Nello stesso anno, firma, in qualità di autrice assieme a Maria Antonietta Sisini e Cristiano Malgioglio, i brani Triangolo d'amore per Rita Pavone e Selvaggio per Iva Zanicchi.

Nel 1978, Giuni torna sul mercato discografico con il singolo Soli noi, inciso per l'etichetta Elektra, della Warner Music Group, con i testi ancora una volta di Malgioglio. Il 45 giri viene promosso in alcune trasmissioni televisive, tra cui 10 Hertz, in onda sul primo canale RAI con la conduzione di Gianni Morandi e di Carla Maria Orsi Carbone, mentre nel programma Il Bingoo, trasmesso su Antennatre, furono presentati entrambi i brani del disco. Il 21 settembre dello stesso anno, la cantante partecipa con Soli noi alla finale della kermesse musicale Free Show Estate '78.

Tra il '79 e l'80, insieme a Maria Antonietta Sisini, collaborano anche con il cantante Filipponio, per il quale compongono le musiche dei brani Che presuntuoso questo cuore e Non è un'ora (1979), mentre vennero musicati solo da Maria Antonietta Teatro a dieci lire e Partire oltre amore (1980): in quest'ultimo Giuni compare solo come vocalist.

Nel 1980, Cristiano Malgioglio propone a Giuni e Maria Antonietta di comporre una canzone per Amanda Lear, il cui testo, scritto da Malgioglio, s'intitola Ho fatto l'amore con me. Ed è questa l'ultima collaborazione con il cantautore siciliano.

Nel frattempo, Soli noi viene distribuito anche in altri paesi europei: se in Italia il disco passa quasi inosservato, in Francia ottiene invece un lusinghiero riscontro, tanto che a Parigi la RCA (etichetta che curò l'edizione francese del disco), chiede e ottiene un incontro con Giuni, offrendole la possibilità di tentare la carriera oltralpe[2]. Ma la giovane artista, scoraggiata e delusa dai precedenti insuccessi, sembra non volerne più sapere di continuare la carriera discografica

Se non che, il chitarrista e produttore Alberto Radius, insieme a Maria Antonietta Sisini, la convincono in quello stesso periodo a registrare alcuni provini. Fra questi, Radius decide di sottoporre American man (scritto dalla stessa Giuni con la Sisini) all'ascolto di Alfredo Cerruti, direttore artistico della CGD: Cerruti sembra apprezzare la personalità vocale della Russo, ma di fatto non si decide a metterla sotto contratto.

L'incontro decisivo con Battiato[modifica | modifica sorgente]

Sempre Alberto Radius diviene però artefice di un incontro assolutamente decisivo per l'artista: quello con Franco Battiato. È proprio attorno alla figura del cantautore siciliano che nasce, oltre ad una grande amicizia destinata a protrarsi negli anni, un team di lavoro creativo ed affiatato che porta alla realizzazione di tre brani cuciti addosso alle capacità vocali e interpretative di Giuni (Una vipera sarò, Crisi metropolitana e L'addio).

Tali brani vengono nuovamente sottoposti all'ascolto della CGD, dove stavolta la voce di Giuni suscita l'entusiasmo di tutti, in particolare di Caterina Caselli, popolarissima cantante negli anni sessanta, e oramai esclusivamente dedita all'attività di manager e talent-scout presso l'etichetta discografica di famiglia.

Le due artiste si erano già incontrate nel 1967 a Castrocaro, dov'era stata proprio la Caselli a tenere a battesimo, in qualità di "madrina", la debuttante Giusy Romeo. Ma se in quell'occasione la popolarissima "Casco d'oro" si era mostrata abbastanza distante nei confronti della giovanissima vincitrice, stavolta la titolare della Sugar sembra, invece, voler prendere in mano la situazione, manifestando l'intento di volersi occupare in prima persona del lancio di Giuni Russo, malgrado in CGD il direttore artistico sia ancora Alfredo Cerruti (che comunque lascerà l'etichetta l'anno successivo).

È il 1981 e l'artista firma con la CGD un contratto discografico che prevede una durata di cinque anni per la realizzazione di cinque album, pur trattandosi, nelle varie clausole, di un contratto tutt'altro che equo nel rapporto tra artista ed etichetta discografica.

Il primo dei long-playing realizzati è Energie: probabilmente il lavoro che rappresenta al meglio le sue qualità artistiche e che rimarrà un assoluto riferimento per il resto della sua attività. Si tratta di un album assolutamente all'avanguardia per il panorama musicale dell'epoca, all'insegna della pura sperimentazione, caratterizzato da un utilizzo della voce strabiliante e spesso rivoluzionario, nonché dalle innovative sonorità curate da Franco Battiato.

Con Franco Battiato, Giusto Pio e Alberto Radius (senza dimenticare Maria Antonietta Sisini), Giuni Russo trova dunque la dimensione artistica a lei più congeniale.

Per il lancio del nuovo LP, la casa discografica organizza un tour promozionale presso numerose emittenti radiofoniche, nonché la partecipazione a varie manifestazioni musicali e trasmissioni televisive.

Il 3, il 10 e il 17 gennaio 1982, per tre domeniche consecutive, partecipa alla manifestazione musicale Domenica musica - Dietro il disco con altri artisti come Franco Battiato, Gianni Morandi e tanti altri ancora, organizzata dalla It e dalla RCA, presso il Teatro Tenda di Piazza Mancini a Roma.

Un'estate al mare e il grande successo[modifica | modifica sorgente]

A metà del 1982 le viene proposto un brano originale, intitolato Un'estate al mare, firmato ancora da Franco Battiato. Sul finale dell'esecuzione la cantante imita anche il verso dei gabbiani con l'emissione di note particolarmente acute, dando prova della sua notevole estensione vocale.

Il 45 giri Un'estate al mare raggiunge i vertici delle classifiche italiane, stazionandovi per oltre otto mesi. Il brano viene presentato al Festivalbar, vincendo la sezione Festivalbar Disco Verde, ottenendo il Disco d'oro per le vendite. Sempre nello stesso anno la Russo vince, come rivelazione dell'anno, il popolare referendum Vota la voce indetto da Tv Sorrisi e Canzoni.

Nelle intenzioni dell'artista, Un'estate al mare avrebbe dovuto essere solamente una parentesi commerciale, per poi ritornare alla sperimentazione di Energie (1981), ma la Russo viene imprigionata nel cliché delle hit estive a tematica balneare, soprattutto a causa delle direttive artistiche della sua etichetta discografica.

Alla fine dell'anno viene pubblicato un altro singolo firmato da Battiato, Good Good Bye e l'artista dichiara di aver preparato l'album Vox, che esce nel 1983. I brani sono stati scritti dalla stessa Giuni Russo con Maria Antonietta Sisini, Francesco Messina, Franco Battiato e Giusto Pio. L'album viene pubblicato malgrado il dissenso di Caterina Caselli, che avrebbe voluto un prodotto più commerciale per sfruttare la grande popolarità ottenuta l'anno precedente[senza fonte]. Ad ogni modo la Russo viene incontro alle esigenze della CGD, partecipando al Festivalbar con Sere d'agosto. Nel disco sono da citare anche Abbronzate dai miraggi (anch'essa utilizzata per la promozione) e le raffinate Buenos Aires e L'oracolo di Delfi.

Nel 1984 Giuni Russo avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo, ma la CGD annulla in extremis la sua candidatura per seguire il ritorno sulle scene di Patty Pravo, da poco sotto contratto.

L'album Mediterranea, uscito in primavera inoltrata, mette in luce un'artista in continua evoluzione, tesa a coniugare con intelligenza e visione artistica cantabilità e sperimentalismo, sia vocale sia strumentale. Giuni Russo vorrebbe che a trainare il disco fosse l'omonimo brano Mediterranea, ma la Caselli preferisce promuovere la più frivola Limonata cha cha cha come lato A del nuovo 45 giri. La Russo non può che accettare tale direttiva, senza però nascondere la sua assoluta contrarietà[senza fonte].

Nell'estate del 1984 partecipa al Festivalbar presentando alcuni dei brani dall'album più recente, tra cui Mediterranea, Limonata cha cha cha, e Demenzial Song, una delle canzoni di maggior impatto comprese nel 33 giri.

Il 10 settembre, realizza un concerto live, per promuovere l'album Mediterranea, al varietà tv Effetto concerto, nello Studio 1, in diretta su Antennatre, presentato da Daniele Piombi e Pamela Prati, con la regia di Enzo Gatta. Il concerto, venne pubblicato all'interno del cofanetto Mediterranea Tour, pubblicato il 10 settembre del 2005.

La rottura con la CGD e il successo di Alghero[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 Giuni e l'amica Maria Antonietta Sisini scrivono il nuovo album, ma a causa delle tensioni accumulate negli ultimi periodi, la CGD non sembra particolarmente interessata al progetto[3]. Pertanto, la pubblicazione del nuovo LP viene collocata intorno alla metà di luglio, in un periodo nel quale sarebbe stato estremamente più difficile lanciarlo, dal momento che soltanto poche settimane più tardi avrebbe avuto inizio il mercato autunnale con nuove uscite. Dopo l'ennesima delusione la Russo decide, dunque, di chiedere alla CGD una liberatoria di comune accordo tra le parti affinché possa cambiare etichetta in quanto i suoi discografici non credono più nel suo lavoro ostacolandone l'evoluzione artistica.

Inizialmente il direttore generale tenta di imporle, in cambio della suddetta liberatoria, la sottoscrizione di un documento nel quale dovrebbe dichiarare di aver rinunciato per sempre alla carriera di cantante.[4] In un secondo momento (per paura che la cantante potesse impugnare dal punto di vista legale il contratto dell'81, definito "capestro"[4]), le viene concessa una liberatoria nella quale la Russo viene esplicitamente indicata come un'artista assolutamente ingestibile così da scoraggiare qualsiasi etichetta a metterla nuovamente sotto contratto; altrettanto esplicitamente nella nota finale viene dichiarato che in CGD non avrebbero mai più voluto avere a che fare con lei.

Il 20 novembre 1985, viene invitata come ospite d'onore al primo gala italiano di beneficenza per la lotta all'AIDS, Aid for Aids ideato da Felix Cossolo, presso il Teatro Ciak di Milano. Alla serata di beneficenza, parteciparono tra l'altro: Loredana Bertè, i Righeira, Walter Chiari, Bruno Lauzi, Eva Robin's, Natalia Aspesi, Luigi Ciotti, Paolo Hutter, Andrea Occhipinti, Barbara Alberti, Aldo Busi, Edith Peters, il mondo della moda italiana, gli attori Luca Barbareschi ed Emilio Bonucci, il sindaco di Milano, Carlo Tognoli e altre importanti cariche politiche[5]

L'unica casa discografica disposta a metterla sotto contratto, dopo la rottura con la CGD, è la Bubble Record, un'etichetta minore, per lo più specializzata nella pubblicazione di classici antichi, che non può più assicurare a Giuni Russo la distribuzione e la visibilità di un grosso marchio come la CGD. Ma proprio per questo motivo la Bubble Record è fuori dai giochi di potere, dunque libera di trattare qualsiasi artista.

Nel 1986 viene finalmente pubblicato l'album Giuni, registrato l'anno precedente e "congelato" a causa delle suddette questioni discografiche. L'album contiene la hit Alghero, uscita anche su 45 giri, e con cui Giuni partecipa con successo al Festivalbar e anche alla kermesse canora Vota la voce.

Nel 1987 esce il 45 giri Ragazzi al luna park, anteprima di un secondo LP per la Bubble Record, intitolato Album. Il disco contiene anche la frenetica Adrenalina, cantata in coppia con Donatella Rettore: la cantautrice veneta, dopo qualche esitazione, accetta di duettare su questo brano, particolarmente adatto alla sua personalità artistica. Adrenalina rappresenta anche il primo duetto nella carriera di entrambe: il brano, presentato alla manifestazione Un disco per l'estate a Saint-Vincent, esce anche su disco mix.

La svolta artistica e spirituale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 arriva un brusco e repentino cambio di rotta con il coraggiosissimo album A casa di Ida Rubinstein (titolo è ispirato al nome di Ida Rubinstein, personaggio simbolo della belle époque): trattasi di un lavoro dettato dalla sua passione per la lirica[6], un disco di contaminazione fra classico, pop e jazz, incentrato sull'interpretazione di arie da camera e romanze di autori quali Bellini, Donizetti, Verdi, che anticipa di qualche anno l'exploit della "musica di confine", all'epoca assolutamente all'avanguardia per il panorama musicale italiano, e divenuta popolare solamente negli anni novanta, attraverso altri interpreti.

Il 1º aprile 1990, è ospite insieme a Mango, e a Sarah Jane Morris, in una serata nella storica discoteca milanese del "City Square"[7].

Sempre nello stesso anno, la CGD immette sul mercato la raccolta Le più belle canzoni, contenente alcuni dei suoi maggiori successi degli anni ottanta, negando però le royalites alla cantante: il disco, che ad oggi conta svariate migliaia di copie vendute, è tutt'ora in catalogo.

Il 21 dicembre 1990, è tra gli invitati di uno spettacolo musicale, unitamente a Marina Occhiena, per i militari dell'11º Reggimento fanteria "Casale", di Casale Monferrato[8].

Nel 1992 da vita alla World music arabeggiante di Amala, che segna il ritorno alla Warner Music Group, acquirente della CGD. Si tratta di un album contenente due soli inediti: l'omonimo brano Amala e Alla spiaggia dell'amore, dedicato ad una spiaggia a forma di cuore, sita a Portobello di Aglientu, in Sardegna.

Sempre nello stesso anno, Giuni interpreta un intenso brano inedito, con soli vocalizzi, Black image, scritto da Enrico Riccardi, per la colonna sonora della serie televisiva Extralarge con Bud Spencer.

Nel 1994 ritorna sulle scena musicale cimentandosi col canto-cabaret ispirato a Ettore Petrolini nell'album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica[9]. Questa apertura la porta ad allargare la collaborazione con scrittori e poeti, anche attraverso lo studio di testi sacri antichi, soprattutto le opere di San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Avila. Il disco comprende la suggestiva Strade parallele (duetto con Franco Battiato), nonché due dei brani da lei maggiormente amati quali La sposa e La sua figura, un canto d'amore tratto dai testi di San Giovanni della Croce, che viene esclusa in extremis dal Festival di Sanremo 1994 dopo aver passato tutte le selezioni[10]. Per la promozione dell'album, Giuni intraprese un tour attraverso i più importanti network radiofonici italiani.

Sempre nello stesso anno partecipa al Premio Tenco, dove omaggia l'indimenticato cantautore ligure con la sua personale rielaborazione del brano Ciao amore ciao (divenuta semplicemente Ciao amore), arrangiata da Franco Battiato[11].

Il 1995, vede la sua seconda partecipazione consecutiva al Premio Tenco, dove propone i brani Malinconia (Ninfa gentile), Il sole di Austerlitz, La sua figura ed un intenso ed emozionante duetto con il cantante portoghese Sergio Godinho, nella sua La barca degli amanti[12].

A metà dello stesso anno viene ripubblicata, per l'etichetta It-Why, la hit Un'estate al mare, in tre differenti versioni remix su vinile 12".

Il 22 giugno 1996, partecipa al varietà televisivo Il boom, in onda su Canale 5 e dedicato agli anni cinquanta, dove offre una straordinaria interpretazione del classico Johnny Guitar, lanciato nel 1954 da Peggy Lee.

Il 23, il 24 ed il 25 maggio 1997 partecipa alla gara canora televisiva Viva Napoli, in onda su Rete 4 e condotta da Mike Bongiorno e Loretta Goggi, dove interpreta Maruzzella di Renato Carosone ed una romanza di Gaetano Donizetti, nel repertorio di Giuni già dal 1988, intitolata Me voglio fa' 'na casa[13].

Il 19 luglio 1997 viene invitata a Roma dal sindaco Francesco Rutelli, come ospite della manifestazione sull'ampliamento e la valorizzazione degli scavi archeologici presso i Fori Imperiali, insieme ad artisti come gli Avion Travel, Cristiano De Andrè, Josè Carreras, e tanti altri[14].

Contemporaneamente, dopo due anni di assenza dal mercato discografico, esce un nuovo singolo contenente i brani Gabbiano e Fonti mobili, anteprima dell'album Gelsomini d'Arabia, che a causa di contrasti con la direzione artistica della NAR International, non vedrà mai la luce. Da segnalare la citazione presente nel refrain del brano Fonti mobili: è una frase tratta dal libro Vedute sul mondo reale, di Georges Ivanovič Gurdjieff.

Sempre nel 1997, il produttore Ezio Trapani, cugino del regista Enzo Trapani, le propone di recitare in Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia nel quale canta i versi di Borges insieme al celebre attore teatrale Giorgio Albertazzi, presso la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, nel quartiere marittimo della "Kalsa".[15]

Il 27 novembre 1998 festeggia i suoi trent'anni di carriera, pubblicando il suo primo album "live", dal titolo autobiografico Voce prigioniera, che contiene brani tratti dall'oramai introvabile A casa di Ida Rubinstein, più altre significative interpretazioni dal vivo[16]. Sul retro del disco è presente una dedica a Maria Antonietta Sisini, co-autore e produttore di Giuni.

Nel 2000, per l'etichetta Extrarecord, Un'estate al mare esce nuovamente su CD singolo e vinile 12", con tre nuovi remix ad opera del gruppo musicale italiano Novecento. Sempre nello stesso anno, esce una raccolta, mai autorizzata dall'artista, e pubblicata in due diverse edizioni dalle etichette Mr. Music e Dv More Records, intitolate rispettivamente Il meglio e Il meglio di Giuni Russo: le due emissioni contengono nuove registrazioni dei brani storici di Giuni Russo, da lei stessa reinterpretati, con gli arrangiamenti dei Novecento.

Nell'estate del 2001, partecipa alla gara canora La notte vola, in onda su Canale 5 e condotta da Lorella Cuccarini, dove dopo quindici anni decide di riproporre dal vivo il suo storico successo Un'estate al mare, con un nuovo arrangiamento del M° Lucio Fabbri[17]: giunge in finale classificandosi al 3º posto.

L'11 marzo 2002, viene invitata alla trasmissione Cocktail d'amore, in onda su Rai Due e condotta da Amanda Lear, dove, attraverso vari filmati ed interviste, viene ripercorsa la sua carriera artistica.

Il 17 aprile 2002 è tra gli ospiti della trasmissione Testarda io, in onda su Rete 4 e condotta da Iva Zanicchi. Anche qui, attraverso filmati, interviste e vari brani dal vivo (tra cui Mediterranea, La sua figura), vengono omaggiate le sue straordinarie doti artistiche[18].

Il 23 novembre 2002 pubblica il suo secondo album dal vivo, ironicamente intitolato Signorina Romeo Live, in cui si conferma matura interprete di un repertorio colto e raffinato, ma sempre finalizzato ad un messaggio da trasmettere, mai legato a un puro sfoggio di cultura[19]. Da segnalare, indubbiamente, Il carmelo di Echt, brano di Juri Camisasca ispirato alla figura di Edith Stein, la carmelitana trucidata dai nazisti. Nel giro di qualche anno, l'album diviene pressoché irreperibile: ne esistono soltanto un migliaio di copie, acquistate prima del suo ritiro dal mercato, finalizzato alla ripubblicazione con nuova tracklist e nuovo titolo, a ridosso del Festival di Sanremo 2003.

Gli ultimi lavori e la scomparsa[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, dopo ben 35 anni di assenza, prende parte al Festival di Sanremo 2003, con il brano Morirò d'amore, scritto molti anni prima con Maria Antonietta Sisini e Vania Magelli; gli archi vengono scritti dal M° Stefano Barzan, mentre l'arrangiamento è di Franco Battiato e di Roberto Colombo. Il brano si classifica al 7º posto, ricevendo il premio per il miglior arrangiamento. La cantante si esibisce sul palco dell'Ariston priva di capigliatura, segno inequivocabile dei trattamenti terapeutici dovuti al male incurabile con cui è in lotta da alcuni anni.

Il 7 marzo 2003 esce per la Sony Music l'omonimo album Morirò d'amore, che ottiene un buon successo di vendite. Il disco è sostanzialmente una riedizione del precedente album dal vivo, la cui scaletta viene però ridotta di tre tracce (Adeste fideles, Nomadi e Il re del mondo), mentre vengono aggiunti quattro inediti quali Amore intenso, Moro perché non moro, Una rosa è una rosa e la stessa Morirò d'amore, più una nuova registrazione dal vivo: Il sole di Austerlitz.

Il 4 aprile 2003, sfruttando l'onda di visibilità dovuta al passaggio sanremese, l'etichetta NAR pubblica Irradiazioni, una raccolta di successi riarrangiati, e l'inedito Voce che grida. Il disco, registrato nel 1997, non è da annoverare fra la produzione ufficiale della cantante, che per altro dichiarerà di non apprezzarne neppure il titolo, sebbene a suo dire contenesse anche del materiale abbastanza buono[20].

Il 1º settembre 2003 partecipa alla trasmissione canora Napoli prima e dopo, dove interpreta il brano partenopeo Marechiare: sarà questa la sua ultima apparizione televisiva.

Il 18 ottobre 2003 si esibisce dal vivo presso la cineteca del Friuli, al Teatro Zancanaro di Sacile, in occasione della presentazione in anteprima del film, restaurato, Napoli che canta: la proiezione dell'opera viene infatti accompagnata dall'esecuzione dal vivo di un'apposita suite musicale, composta da 22 brani della tradizione musicale partenopea. Tale evento, svoltosi dinnanzi a vasta platea, formata prevalentemente da estimatori provenienti da tutta Europa e da vari paesi del mondo[21], viene registrato per poi essere incluso l'anno dopo nella versione DVD di quello che sarà la sua ultima fatica discografica.

Il 28 novembre 2003 esce Demo De Midi, album che raccoglie svariati demo di brani scritti tra gli anni ottanta e gli anni novanta, molti dei quali rimasti assolutamente inediti, spesso per motivi discografici.

Il 2 aprile del 2004 esce l'album Napoli che canta, che comprende la suite musicale realizzata per l'omonimo film muto girato nel 1926 da Roberto Leone Roberti, padre del regista Sergio Leone; la relativa pellicola era stata ritrovata negli Stati Uniti dopo molti anni in cui sembrava se ne fossero perse le tracce, anche a causa dell'ostracismo del regime fascista, che non vedeva di buon occhio uno dei temi trattati, cioè quello dell'emigrazione. Tra i tanti classici napoletani inclusi nella suite musicale, compare l'inedita A cchiù bella, una poesia di Totò musicata dalla stessa Giuni con Maria Antonietta Sisini.

Giuni Russo muore nella sua dimora milanese all'età di 53 anni, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004. La cerimonia delle esequie si tiene il 15 settembre, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, a Milano. Tra i tanti amici della cantante, prendono parte al suo funerale Alice, Ivan Cattaneo, Christian, Aida Cooper, Mario Luzzatto Fegiz, Mario Lavezzi, Bianca Pitzorno, Platinette, Shel Shapiro, Franco Simone, Marinella Venegoni, Viola Valentino e Iva Zanicchi. Uno zio di Franco Battiato fa le veci dell'amico fraterno, che si trova all'estero per una tournée; la sera precedente le ha dedicato il concerto[22].

Gli omaggi e l'associazione Giuni Russo Arte[modifica | modifica sorgente]

Il 25 maggio 2005 viene costituita da Maria Antonietta Sisini, l'associazione culturale "Giuni Russo Arte", unica associazione autorizzata, senza scopo di lucro e ufficiale, con il compito di promuovere e tutelare le opere e l'immagine di Giuni Russo.

Fra le prime iniziative, l'associazione Giuni Russo Arte istituisce un premio intitolato a Giuni Russo, nell'ambito del Mantova Musica Festival (tra il 1º giugno ed il 5 giugno 2005), volto a incentivare la ricerca di un linguaggio a sostegno del valore culturale della libertà di espressione musicale.

Il 14 aprile 2006 il Comune di Sorso (SS), ha intitolato alla memoria di Giuni Russo la Scuola Civica di Musica[23].

Il 27 maggio 2012, su iniziativa del Fan Club Internazionale GiuniParaSiempre, con la collaborazione dell'associazione GiuniRussoArte, il comune di Sacile (PN) le ha intitolato con una targa commemorativa, la Galleria del Teatro Zancanaro, dove si esibì dal vivo per l'ultima volta il 18 ottobre 2003, in occasione del Pordenone Silent Film Festival, interpretando dal vivo Napoli che canta.

La città di Alghero avrebbe dovuto dedicare il proprio anfiteatro a Giuni Russo[24] secondo un desiderio espresso dal Sindaco stesso nel corso di un incontro con Maria Antonietta Sisini. La notizia era stata anticipata durante la conferenza stampa di presentazione del cofanetto The Complete Giuni, ma nel 2011 l'anfiteatro è stato invece dedicato al cantautore Ivan Graziani[25].

L'11 ottobre 2013 la commissione toponomastica del comune di Alghero ha deciso di intitolare all'artista la piazza sul colle del Balaguer, un tratto panoramico della bella cittadina turistica, denominata - per l'appunto - Mirador Giuni Russo[26]; la cerimonia si è svolta il 23 aprile 2014.

Il 12 luglio 2014, sempre la città di Alghero, dedica a Giuni Russo - in'occasione del decennale della sua scomparsa - la 14esima edizione del Prix Corallo, con una speciale serata-tributo, a cui partecipano Grazia Di Michele, Antonella Lo Coco, Lene Lovich, la scrittrice e biografa di Giuni Bianca Pitzorno, Mauro Coruzzi alias Platinette, Mara Venier e il giornalista direttore di Rockol Franco Zanetti. L'evento è stato supportato, oltre che dalle istituzioni locali, anche dalla Giuni Russo Arte di Maria Antonietta Sisini.

La produzione postuma[modifica | modifica sorgente]

Il 9 settembre 2005, a cura di Maria Antonietta Sisini, viene pubblicato un cofanetto dal titolo Giuni Russo[27], che racchiude la ristampa dell'album A casa di Ida Rubinstein (1988) e un DVD con la ripresa di un concerto televisivo del 10 settembre 1984, anno del Mediterranea Tour.

Il 26 settembre 2006, esce il cofanetto Unusual[28], curato e prodotto da Maria Antonietta Sisini con la supervisione di Franco Battiato. Il tributo, oltre a un DVD in cui viene proposta una sintesi del concerto del 2001 tenuto all'Auditorium di Milano, comprende un CD con alcuni dei principali brani di Giuni Russo remixati e riarrangiati. Al progetto partecipano diversi artisti italiani e internazionali, tra i quali lo stesso Battiato, Caparezza, Toni Childs, Lene Lovich e Vladimir Luxuria, che duetta virtualmente in una nuova versione di Illusione, presentata anche nel programma Markette[29].

Il 19 ottobre 2007 esce The Complete Giuni[30], cofanetto antologico prodotto da Maria Antonietta Sisini, che riassume la produzione discografica di Giuni Russo dal 1968 al 2004, impreziosito da numerose rarità, fra cui la notevole versione in studio inedita de Il Carmelo di Echt, risalente al 1990.

Il 16 novembre 2007 esce in DVD La sua figura, un docu-film per la regia di Franco Battiato e prodotto sempre da Maria Antonietta Sisini, che offre un ritratto artistico e umano inedito di Giuni Russo attraverso filmati d'archivio che vanno dagli esordi alle ultime apparizioni televisive, e in cui la stessa Giuni si racconta intervistata da Paolo Piccioli. Fra i numerosi spezzoni presenti, anche una toccante interpretazione dal vivo del brano L'addio, alla presenza di Leonardo Sciascia, tratto dalla trasmissione televisiva Blitz (1983).

Il 28 novembre 2008, esce su etichetta Edel Music, l'album Cercati in me[31], prodotto sempre da Maria Antonietta Sisini. Il disco comprende undici tracce, di cui cinque inedite risalenti agli anni novanta, e sette remix, compresa una suite di tre brani con sonorità multietniche.

Il 7 settembre 2009 esce per Bompiani la biografia ufficiale Giuni Russo. Da un'estate al mare al Carmelo[32], scritta da Bianca Pitzorno e Maria Antonietta Sisini. Il libro include in allegato anche un CD con 6 tracce, di cui 2 inedite, e la ristampa del DVD La Sua Figura. La biografia è stata presentata al Festival della Letteratura di Mantova, presso il Teatro Sociale[33]: alla presentazione sono intervenuti Bianca Pitzorno e Franco Battiato, quest'ultimo autore dell'introduzione.

Il 29 marzo 2011 esce A casa di Ida Rubinstein 2011, una rivisitazione dell'album A casa di Ida Rubinstein (1988) con la produzione di Maria Antonietta Sisini e il contributo di musicisti internazionali quali Brian Auger, Uri Caine e Paolo Fresu, oltre a Franco Battiato. Il cofanetto, distribuito sempre da Edel, comprende anche un DVD con la ripresa del concerto tenuto da Giuni Russo al Teatro Manzoni di Monza il 10 luglio 1991[34].

Il 17 aprile 2012, la Rhino Records (Warner), pubblica per la prima volta su CD gli album Vox (1983) e Mediterranea (1984), mentre una settimana dopo - a ben trentasette anni di distanza dalla sua uscita - esce in CD anche Love Is a Woman, il primo, introvabile album della sua carriera. La ristampa, distribuita da Edel e a cura di Maria Antonietta Sisini, riproduce fedelmente la grafica e il sound del 33 giri originale.

Il 27 settembre 2012 esce Para Siempre, ottimo inedito lanciato in anteprima nazionale radiofonica su Radio Monte Carlo, che anticipa l'uscita dell'omonimo cofanetto comprendente un CD con 9 cover internazionali inedite, registrate in presa diretta, unitamente al singolo Everything's Gonna Be Alright (1975), per la prima volta in digitale.

Il 15 ottobre 2013, giorno commemorativo di Santa Teresa d'Avila, esce la raccolta Unica, che comprende le prime incisioni di Giuni Russo, ricoprendo un arco di tempo che va dal 1968 al 1978: otto dei dodici brani inclusi vengono qui pubblicati per la prima volta su CD. Per l'occasione viene realizzato anche un videoclip del brano Soli noi, proiettato per la prima volta all'interno del Gay village, in occasione di una serata dedicata al paroliere Malgioglio (autore del brano).

Il 3 dicembre 2013 esce esclusivamente in versione digitale l'album Duets, riedizione di Unusual (2006) con l'aggiunta del demo inedito Le tue parole, prima stesura del successo sanremese del 2003, Morirò d'amore, scritto nel 1988 con Maria Antonietta Sisini e Vania Magelli.

Il 15 maggio 2014 vengono ristampati su cd gli album Morirò d'amore, Demo de midi' e Napoli che canta.

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1984 avrebbe dovuto partecipare con una canzone da lei scritta e intitolata Ciao (le proposero anche Un amore grande, in seguito alla rinuncia di Loretta Goggi, canzone che poi cantò Pupo), ma la sua candidatura fu cancellata dalla CGD nel momento in cui s'inserì Patty Pravo in cerca di un contratto discografico per il suo ritorno sulle scene che prevedeva proprio la partecipazione a Sanremo, motivo per cui fu preferita a Giuni Russo, la quale dovette rinunciare.
  • Nel 1994 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con il brano La sua figura, ma all'ultimo momento, la commissione la scartò.
« Una volta mi sono presentata con La sua figura: avevo passato tutte le selezioni. Poi, quando hanno dato i cantanti definitivi, non c'ero più. Che dovevo pensare? Comprendo, vogliono altre cose. Peccato, era un brano importante, avrei portato Giovanni della Croce. »
(da un'intervista del 30 novembre 1999)
  • Nel 1997 avrebbe dovuto partecipare a Sanremo con Morirò d'amore, ma la commissione la scartò giudicando il provino "stonato"[35]. Lo stesso provino fu, poi, ripresentato al Festival nel 2003, quando finalmente il pezzo venne accettato in gara.

Partecipazioni al Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1982: con Un'estate al mare — 1º posto Festivalbar DiscoVerde
  • 1983: con Sere d'agosto
  • 1984: con Limonata Cha Cha Cha, Mediterranea e Demential song (Festivalbar Disco Verde)
  • 1986: con Alghero

Partecipazioni a Viva Napoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1997: con Maruzzella e Me voglio fa 'na casa

Partecipazioni ad Azzurro[modifica | modifica sorgente]

  • 1983: con Sere d'agosto
  • 1984: con Mediterranea e Limonata Cha Cha Cha

Partecipazioni al Premio Tenco[modifica | modifica sorgente]

  • 1994: con Ciao amore ciao (di Luigi Tenco, con un arrangiamento di Franco Battiato)
  • 1995: con Malinconia, Il sole di Austerlitz, La sua figura e La barca degli amanti (feat. Sergio Godinho)

Partecipazioni al Festival di Saint-Vincent[modifica | modifica sorgente]

  • 1987: con Adrenalina (feat. Rettore)

Partecipazioni al Cantagiro[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1977: con Mai

Partecipazioni a Un disco per l'estate[modifica | modifica sorgente]

  • 1968: con L'onda
  • 1987: con Adrenalina (feat. Rettore) e Mango, papaia

Partecipazioni a Vota la voce[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni a Napoli prima e dopo[modifica | modifica sorgente]

  • 2003: con Marechiare

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Giuni Russo.

Album

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Alcuni premi e riconoscimenti attribuiti, nel corso della carriera a Giuni Russo:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1979, la Philips lancia una campagna pubblicitaria rimasta famosa per il jingle in cui una voce femminile urla lo slogan "Colore sempre vivo... Philips!". L'interprete di quell'urlo è proprio Giuni Russo.
  • Il testo originale della canzone Lettera al governatore della Libia, di Franco Battiato, conteneva la frase lo sai che quell'idiota di Graziani farà una brutta fine. Giuni Russo volle eliminarla per evitare che il cantautore Ivan Graziani potesse offendersi (mentre nella versione incisa successivamente dall'autore il verso rimase). Ovviamente nel brano si parla del generale Rodolfo Graziani.
  • Nel ritornello della canzone La passione secondo Milva, contenuta nell'album Milva e dintorni di Milva, realizzato nel 1982 con Franco Battiato, si sente un acuto di una cantante che sostiene la voce di Milva (Ti desiderò però... aah): appartiene a Giuni Russo. Il coro della Russo compare anche nella versione francese dell'album.
  • Nell'album di Milva SVegliando l'amante che dorme di Franco Battiato, Milva propone una cover della canzone di Giuni Russo Atmosfera
  • Nel corso della sua carriera, Giuni Russo ha cambiato diverse etichette discografiche: Columbia, BASF, Durium, Ghibli, WEA, CGD, Bubble Record, L'Ottava, Pull, Nar International, Sony Music;
  • Nella canzone Una vipera sarò, del 1981, contenuta nell'album Energie, quando cita "le trifonie dei Mongoli" in realtà sta cantando in giapponese. Le parole che usa sono: "あなたは、あなたと、二人、あなたは"("Anata wa, anata to, futari, anata wa"), e significano più o meno: "Tu, con te, in due, tu".
  • Anche il brano Sakura, contenuto negli album Signorina Romeo Live e Morirò d'amore, è un brano tradizionale giapponese, molto popolare nel paese del sol levante. Parla degli alberi di ciliegio in fiore (chiamati sakura, appunto). Al termine della canzone ringrazia in giapponese ("Dōmo arigatō", Grazie molte).
  • Il testo della canzone Bing Bang Being (lato B di Un'estate al mare) fu scritto da Tommaso Tramonti, pseudonimo di Henri Thomasson, allievo diretto di Georges Ivanovič Gurdjieff e maestro spirituale di Franco Battiato.
  • La canzone Babilonia, dell'album Mediterranea (1984) è una descrizione in codice del mondo omosessuale (Uomini in pelle donne in doppiopetto / Vanno a braccetto alla corte dei miracoli)
  • Nel 1985 Giuni Russo prese parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Etiopia, "Musica italiane per l'Etiopia" cantando Volare - Nel blu dipinto di blu insieme ad alcuni dei più importanti cantanti italiani del momento.[36]
  • Pochi sanno che il noto brano Nomadi fu scritto nel 1985 da Juri Camisasca per Giuni Russo. Non potendo inciderla per problemi discografici, Giuni consigliò che la cantasse la sua amica Alice.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La ragazza del Borgo che cantava l'estate, 12 settembre 2009, p. 1.
  2. ^ Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 95
  3. ^ Bianca Pitzorno, Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo, Bompiani, 2009, pag. 142
  4. ^ a b Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 143
  5. ^ gayclubbing.it - Le migliori risorse e informazioni sul tema: gayclubbing. Questa pagina è in vendita!
  6. ^ Bee Gees, disco e tour mondiale, 11 gennaio 1989, p. 21. URL consultato il 23-12-2012.
  7. ^ Seducente Sarah Jane dalla "rossa vocalità" e dal grande impegno, 3 aprile 1990, p. 10. URL consultato il 23-12-2012.
  8. ^ Musica in caserma, 21 dicembre 1990, p. 7. URL consultato il 23-12-2012.
  9. ^ Giuni come Petrolini, 09 luglio 1994, p. 37. URL consultato il 23-12-2012.
  10. ^ Giuni Russo, Musica - La signorina Romeo, voce prigioniera?, 1° gennaio 2003.
  11. ^ Al "Tenco", slogan pieni di rabbia, 31 ottobre 1994, p. 17. URL consultato il 23-12-2012.
  12. ^ C'era una volta il Tenco, 30 ottobre 1995, p. 17. URL consultato il 23-12-2012.
  13. ^ Merola, da Mike per far sapere che sono vivo, 25 maggio 1997, p. 34. URL consultato il 23-12-2012.
  14. ^ La notte illuminata dei Fori, 20 luglio 1997, p. 39. URL consultato il 14-03-2011.
  15. ^ Giuni Russo, Musica - La signorina Romeo, voce prigioniera?, 1° gennaio 2003.
  16. ^ Giuni Russo, lontano da Alghero, 23 dicembre 1998, p. 34. URL consultato il 23-12-2012.
  17. ^ La notte vola con la Cuccarini, 30 giugno 2001, p. 57. URL consultato il 23-12-2012.
  18. ^ I 40 anni di Zanicchi e compagne, 3 aprile 2002, p. 29. URL consultato il 23-12-2012.
  19. ^ Chi si risente, la gran voce di Giuni Russo, 24 dicembre 2002, p. 31. URL consultato il 23-12-2012.
  20. ^ Giuni Russo “Irradiazioni” (cd 2003), 02 aprile 2003. URL consultato il 23-12-2012.
  21. ^ Pienone a Sacile per Giuni Russo, 20 ottobre 2003, p. 13. URL consultato il 19-06-2011.
  22. ^ I canti delle Carmelitane per l'ultimo saluto a Giuni Russo, 16 settembre 2004, p. 52.
  23. ^ Nasce la scuola civica di musica «Giuni Russo»: si socializza imparando a suonare uno strumento, 14 aprile 2006, p. 32. URL consultato il 19-06-2011.
  24. ^ L'Anfiteatro di Alghero a Giuni Russo, 15 aprile 2008.
  25. ^ La difficile scelta tra due cari amici: Russo o Graziani? - Regione - La Nuova Sardegna
  26. ^ Alghero, una piazza dedicata a Giuni Russo. http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2013/10/11/news/alghero-una-piazza-dedicata-a-giuni-russo-1.7904602 URL consultato in data 11-10-2013.
  27. ^ Giuni Russo esce un dvd per ricordarla, 14 settembre 2005, p. 10.
  28. ^ MUSICA: ESCE DOMANI 'UNUSUAL', ALBUM TRIBUTO A GIUNI RUSSO, 28 settembre 2006.
  29. ^ FLASH, 14 novembre 2006, p. 39. URL consultato il 19-06-2011.
  30. ^ MUSICA: ESCE DOMANI IL COFANETTO DEDICATO A GIUNI RUSSO, 18 ottobre 2007.
  31. ^ Giuni Russo, esce "Cercati in me", 21 novembre 2008.
  32. ^ Giuni Russo, una biografia scritta dall'amica del cuore, 18 settembre 2009.
  33. ^ 13ª edizione del Festivaletteratura.
  34. ^ Risentire Giuni Russo,arie camera e jazz, 28 marzo 2011.
  35. ^ Bianca Pitzorno, "Giuni Russo, Da un'estate al mare al Carmelo", Bompiani, 2009, pag. 243
  36. ^ MusicaItalia per l'Etiopia - 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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